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700 anni con Boccaccio

Decameron

Decameron – Litografie di Minguzzi

Domenica 16 giugno 2013 si sono celebrati i 700 anni dalla nascita di un grande scrittore della letteratura italiana: Giovanni Boccaccio.
Nato probabilmente nel comune fiorentino di Certaldo, Giovanni Boccaccio ebbe la possibilità di viaggiare e visitare molte città culturalmente attive per l’epoca come Napoli, Firenze, Ravenna e Avignone, che gli permisero di entrare in contatto con personaggi illustri fra cui Francesco Petrarca.

Il suo capolavoro è sicuramente il Decameron, considerato una delle opere più importanti della letteratura italiana. Già nel 1525 infatti Pietro Bembo lo definì il modello perfetto per la prosa volgare, inserendo il suo nome tra quello delle “tre corone”, cioè i tre modelli principali della letteratura insieme a Dante e Petrarca.

Ancora oggi Boccaccio rappresenta un punto saldo della cultura. Nonostante il Ministero per i Beni Culturali abbia deciso di non costituire il comitato nazionale per i festeggiamenti a causa della congiuntura economica, sarà la Regione Toscana, insieme al Comune di Certaldo, il Comune di Firenze, l’Ente Nazionale Boccaccio e gli altri enti locali coinvolti, a celebrare lo scrittore. Letture magistrali, convegni, mostre, spettacoli teatrali, concorsi letterari e percorsi culinari accompagneranno questo mese dedicato ad uno dei più grandi personaggi della letteratura italiana.

Tra le varie iniziative, il 5 giugno è stato emesso un francobollo del valore di 0,70€ raffigurante una scultura rinascimentale di Giovanni Francesco Rustici dal titolo Cenotafio di Giovanni Boccaccio, realizzata nel 1503 e conservata nella chiesa dei SS. Jacopo e Filippo in Certaldo. Inoltre, è possibile vedere tutto il programma dedicato a Boccaccio nel sito Boccaccio2013, aggiornato quotidianamente.

Boccaccio è tuttora una figura fondamentale della nostra cultura, per questo vorremmo ricordarlo come ci riesce meglio: attraverso i suoi libri!

Fonte: Repubblica, Wakeupnews, Boccaccio2013

Decameron

Boccaccio. The Decameron. Illustrations by Salvador Dali

Decameron

The Immortal Decameron, complete in 5 volumes

Decameron

The Immortal Decameron, complete in 5 volumes

Il Decamerone – Giovanni Boccaccio

 

I grandi classici alla prova della critica

Romeo e Giuliatta

Come si misura la qualità letteraria di un’opera? Ci si deve fidare dell’opinione dei critici letterari? Molti scrittori celebri hanno dovuto sopportare critiche negative e a volte pesanti riguardo la loro attività. Sono stati screditati grandi classici semplicemente perché troppo innovativi per l’epoca in cui vennero scritti o semplicemente perché incompresi; opere che oggi sono state considerate delle pietre miliari della letteratura e che hanno rivoluzionato il modo di scrivere e di pensare. Ecco una lista di alcune opere maltrattate dalla critica letteraria.

Anna Karenina di Lev Tolstoj, che al giorno d’oggi è considerato un classico della letteratura, non ottenne una critica positiva al momento della sua pubblicazione. Su Odessa Courier scrissero che si trattava di “spazzatura sentimentale”. Romeo e Giulietta di William Shakespeare venne definito di pessima qualità e Voltaire giudicò l’Amleto “un’opera volgare e crudele scritta da un rozzo ubriacone”.

Gustave Flaubert venne accusato di immoralità quando venne pubblicato Madame Bovary e Le Figaro scrisse che non sarebbe mai diventato un vero scrittore. Vittima delle critiche dell’epoca fu anche Emily Brönte con Cime Tempestose, sulla cui opera si scrisse che si trattava di un romanzo confuso, sconnesso e improbabile, i cui personaggi erano più primitivi degli uomini delle caverne oltre ad essere un’opera che una vera donna non avrebbe mai scritto.

Questi sono solo alcuni esempi di come romanzi importanti non sono sempre stati apprezzati al momento della loro pubblicazione. Tuttavia queste curiosità nascondono una morale implicita: è sempre meglio lasciarsi trasportare dal proprio istinto di lettori e non farsi condizionare troppo dalle critiche letterarie.

Fonte: Comunidad El País

Topolino raggiunge quota 3000

Topolino
Il 22 maggio 2013, il settimanale Topolino ha festeggiato l’uscita numero 3000 e lo fa con un numero doppio da collezione. 332 pagine, con una copertina ricca di effetti speciali disegnata da Andrea Freccero e ben 14 storie realizzate dai più noti sceneggiatori e disegnatori di Topolino & Co., come Giorgio Cavazzano, Silvia Ziche, Tito Faraci, Francesco Aribani, Claudio Sciarrone, Corrado Mastantuono e tantissimi altri.

Il numero 3000 di Topolino è dedicato a tutti i personaggi dei fumetti Disney, che con le loro avventure hanno divertito da oltre 80 anni grandi e piccini. L’avventura di Topolino in Italia nasce infatti nel Natale del 1932. L’editore Nerbini decide di dedicare un periodico al personaggio creato da Walt Disney. I primi 15 anni di vita del periodico furono difficili, dovuti anche alla guerra e alle censure volute dal fascismo. Nel 1942 Topolino venne infatti sostituito da Tuffolino, un ragazzetto dalle medesime caratteristiche fisiche, disegnato dal grande illustratore Pierlorenzo De Vita. Finita la guerra venne ripubblicato e nel 1949, dopo essere stato acquisito dalla Mondadori tempo prima, venne pubblicato nel formato libretto.

Una delle possibili motivazioni per la trasformazione del formato era la necessità di investire il meno possibile sulla testata ormai considerata fallita. Da questo cambiamento però scaturì un grande successo, con oltre 80.000 copie vendute, facendo nascere così un vero e proprio fenomeno editoriale arrivato fino ai giorni nostri. Il numero 3000, che sta andando a ruba in tutte le edicole, non può quindi mancare nella collezione degli appassionati del topo più famoso al mondo e della sua combriccola.

Fonte: Corriere della sera, Repubblica

Elsa Morante e Il Corriere dei Piccoli

il-corriere-dei-piccoli.2
In pochi sanno che Elsa Morante iniziò a scrivere da giovanissima filastrocche e favole per bambini che, a partire dal 1933, vennero pubblicate su alcuni giornali, tra cui Il Corriere dei Piccoli. Le storie scritte in questo periodo non sono molto conosciute al grande pubblico e ancora meno lo sono quelle scritte durante l’infanzia.

A cent’anni dalla nascita, la Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia di Roma decide, così, di far rivivere i racconti pubblicati dal 1933 al 1937 sul Corriere dei Piccoli, attraverso un allestimento particolare dedicato alla scrittrice.

Dal 6 al 28 maggio 2013 è, infatti, possibile visitare la mostra “Edizione Straordinaria! Elsa Morante e il Corriere dei Piccoli”. “Le storie della Morante rivolte ai più piccoli sono ingiustamente considerate marginali” spiega la curatrice Fernanda Pessolano. Nell’allestimento i racconti della scrittrice sono accompagnati da una serie di giocattoli dell’epoca, come ad esempio il modellino di soldato di carta tridimensionale dei primi del ’900, il primo teatro a soffietto degli anni ’30, oltre ad altri tipi di riviste per bambini come Topolino o la Domenica del Fanciullo.

Il Corriere dei Piccoli

Inoltre, sette storie di Elsa Morante sono state trasformate in cartoncino: Il povero santino della bella chiesa, La storia dei bimbi e delle stelle, La storia di Giovannella, Paoletta diventò principessa, La casa dei sette bambini, Il soldato del re e La casina che non c’è.

Paoletta diventò pricipessa

Un’esposizione che aiuterà i bambini di oggi a conoscere il passato con l’obiettivo di capire meglio il presente, attraverso le parole di una delle più grandi scrittrici del ‘900.

Fonte: Repubblica, Cultura Roma

L’affascinante mondo dei libri minuscoli

Bibliothèque Portative Du Voyageur
È considerato un libro “minuscolo” un libro che generalmente non supera i 76 millimetri né in altezza né in larghezza, compresa la legatura. Si tratta di un libro a tutti gli effetti e non di un semplice esercizio di tecniche legatorie e tipografiche; infatti la maggior parte dei libri di queste dimensioni sono abbastanza leggibili.
Nel corso degli anni sono stati stampati milioni di libri di questo genere, tra almanacchi, classici, romanzi, dizionari e libri sacri. Ciò che attrae il collezionista o il lettore non è solo la praticità di portare questi libri sempre con sé, ma soprattutto l’aspetto tecnico e l’abilità di chi li ha stampati e rilegati. I tipografi, infatti, hanno dovuto superare numerosi problemi, per far sì che i libri potessero essere letti con o senza lente d’ingrandimento; il risultato è spesso un’opera di grande bellezza e prestigio, come l’esemplare conservato nella Biblioteca Malatestiana, di una lettera di Galileo Galilei, stampato dai Fratelli Salmin a Padova e che misura 15×9 millimetri.

Gli artigiani si sono spesso cimentati nella produzione di minuscole copertine di pelle lavorata, filigrana d’oro, seta o velluto. Molti di questi volumi sono conservati in cofanetti per protezione.

Un’opera senz’altro interessante è la Bibliothèque Portative du Voyageur, pubblicata a Parigi. Si tratta di una biblioteca di libri minuscoli che, probabilmente, Napoleone portava con sé durante le campagne militari.

Bibliothèque Portative Du Voyageur

Bibliothèque Portative Du Voyageur

E come non citare una famosa edizione de la Divina Commedia di Dante, stampata nel 1878 a Padova anch’essa dai fratelli Salmin e chiamata Dantino, con un carattere di corpo 2, ritenuto il più piccolo mai usato!
Divina Commedia

Nel 1985, viene pubblicata in Scozia, la novella per bambini Old King Cole, che conquista il primato del libro più piccolo con i suoi 1×1 millimetri. Ad oggi sono in molti ad appropriarsi del titolo, e non esiste probabilmente una “classifica” generale.

Uno dei primi libri ad essere riconosciuto come il libro più piccolo del mondo è Bloem-Hofje di C.Van Lange, stampato nel 1674 e che ha detenuto il primato per oltre 200 anni.

Una cosa è certa: questi libri vanno ben oltre l’originale concetto di libri minuscoli, cioè la praticità di portare i libri sempre con sé; sono ormai considerati opere di prestigio e da collezione, perciò se vi capiterà di tenerne uno per le mani, dovrete maneggiarlo con cura!

Le cartoline da collezione più famose!

Le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni hanno portato alla scomparsa, o quasi, delle lettere o cartoline inviate per posta. La corrispondenza epistolare, infatti, è stata sostituita dalle e-mail, dalle chat e dai messaggini ed è sempre più difficile trovare nella cassetta delle lettere cartoline di familiari o amici. Difatti, scrivere lettere è un’abitudine che si sta perdendo sempre di più al giorno d’oggi. Tuttavia, per gran parte del XX secolo, scrivere cartoline era molto di moda e questo ci ha permesso di ricostruire pezzi della vita personale di grandi personaggi della letteratura.

Le cartoline con dediche personali o con firma di autori famosi possono essere il pezzo finale che completano una collezione di libri. Mentre leggevo l’articolo 6 de 6 sul sito Life&Style, il quale mostra le più importanti cartoline inviate da scrittori famosi come F. Scott Fitzgerald, James Joyce, Franz Kafka o Ernest Hemingway, mi sono dilettata a ricercare alcune cartoline direttamente nel sito di AbeBooks, ed ecco alcuni tesori emersi:

Cartolina di natale firmata da H.P. Lovecraft (1935):

Lovecraft

Cartolina inviata da Truman Capote al suo amico Boris Groudinko, nella quale gli chiede di contattare un’amica in visita a Leningrado, la quale secondo l’autore “è anziana e sta viaggiando sola”.

truman-capote

Collezione di 8 cartoline firmate da Henry Miller:

henry-miller

 

Tre cartoline firmate per Richard Eberhart (1959,1961,1963)

richard-eberhart

La giornata mondiale del libro ad AbeBooks

Oggi è la giornata mondiale del libro, istituita dall’UNESCO dal 23 aprile 1995 per promuovere la lettura, l’editoria e… Ad AbeBooks i nostri colleghi – tutti grandi amanti della lettura – festeggiano questo evento presentando i loro libri preferiti. Ecco i loro suggerimenti, iniziate a leggere SUBITO!

Isabell dalla Germania sta leggendo Cime tempestose di Emily Brontë:

“Questo è uno dei miei classici preferiti grazie ai personaggi complessi e fuorviati. È un grande esempio di come le decisioni sbagliate prese per motivi sbagliati alla fine portano all’infelicità, senza possibilità di tornare indietro.”

Alejandra dalla Spagna sta leggendo Rayuela di Julio Cortazar:

“Amo questo libro perché è unico, divertente, innovativo e il lettore può decidere l’ordine in cui leggere la storia.”

Jennifer dal Guatemala sta leggendo Il grande Gatsby di F.S. Fiztgerald:

“Mi è piaciuto questo libro perché i personaggi sono incredibili e la trama è accattivante. Un libro da leggere!”

Eoghan dall’Irlanda sta leggendo Lunar Park di Bret Easton Ellis:

“Un intreccio di paranoia, disintegrazione, orrore domestico e humour nero. Complicato e impegnativo!”

Rémi dalla Francia sta leggendo La quinta donna di Henning Mankell:

“Questo libro è molto avvincente e mostra cosa può succedere quando la società si prende cura della giustizia.”

Romeo dal Regno Unito sta leggendo Bounce. The myth of talent and the power of practice di Matthew Syed:

“Il libro è stato scritto da Matthew Syed (ex numero uno inglese nel tennis da tavolo). Spiega il modo in cui il duro lavoro e l’allenamento sono sostituiti dal talento e utilizza il suo ed altri esempi per discutere come il duro lavoro sia il segreto del talento.”

Fernando dall’Argentina sta leggendo Calvin and Hobbes di Bill Watterson:
“La vita ha un manuale di istruzioni che è generalmente conosciuto come Calvin and Hobbes. Leggilo, usalo, sii  più felice. Trasformala in qualcosa di meraviglioso.”

Marc-Antoine dal Canada sta leggendo La peste di Albert Camus:

“Amo questo libro non solo perché racconta una storia magnifica. La peste è un viaggio al cuore delle emozioni più profonde. Il miglior Camus”.

Giovanni dall’Italia sta leggendo Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie:

“Mi piace molto questo libro perché aiuta veramente a migliorare le relazioni tra le persone. Seguendo i consigli dell’autore, hai la possibilità di ottenere affari migliori, rendere le persone attorno a te felici e motivate, mantenere una buona atmosfera a casa, al lavoro e in qualsiasi altro luogo.”

 

Il librogame e la nascita dei giochi di ruolo

Melee

Melee

Vi siete mai chiesti come hanno avuto origine i giochi di ruolo stile Dungeons & Dragons? La loro origine risale all’invenzione del cosiddetto librogame, un’opera narrativa che invece di essere letta linearmente dall’inizio alla fine presenta alcune possibili alternative grazie all’uso di paragrafi o pagine numerate. Il lettore ha così possibilità di scegliere ad ogni eventuale rilettura, un diverso svolgimento della storia. È un genere narrativo che ha avuto un enorme sviluppo negli anni 80 grazie alla mente creativa di Steve Jackson e Ian Livingstone , con la serie Fighting Fantasy, e che ha portato poi alla nascita dei cosiddetti giochi di ruolo. Nel gioco di ruolo, anziché essere il lettore da solo a leggere e decidere l’evolversi della storia, è un master a indicare lo sviluppo degli accadimenti a cui i partecipanti prendono parte, prendendo spunto dal libro. Numerose sono le pubblicazioni di questo tipo, come la serie Lupo solitario di Joe Dever, che continuano tuttora a raccogliere lettori e fans in tutto il mondo. Insomma, un mondo tutto da scoprire, non vi pare?

Omaggio ad Antonio Tabucchi


Il 25 marzo del 2012 moriva a Lisbona Antonio Tabucchi a 68 anni. L’urna con le sue ceneri sono custodite nella cappella gotica del cimitero dei Prazeres dedicata alla memoria degli scrittori portoghesi. Nessuna scelta poteva essere più azzeccata per il “più portoghese degli scrittori italiani”, come lo definisce il giornalista Osvalto Guerrieri su La Stampa .

Antonio Tabucchi nasce a Pisa nel 1943, ma crescerà nel paesino di Vecchiano, poco distante dalla città toscana. Negli anni sessanta viene a conoscenza di alcune opere di Fernando Pessoa e in quel momento si crea un legame quasi viscerale con il Portogallo, in cui ambienterà molti dei suoi romanzi. Lo scrittore toscano è stato il maggior conoscitore, critico e traduttore dell’opera del poeta ed aforista Fernando Pessoa dal quale ha attinto i concetti della saudade.

Tabucchi oltre ad essere stato un grande conoscitore di Pessoa e del Portogallo è stato dipinto come uno scrittore dalle molte facce. Il 1994 è stato un anno molto importante per lui, poichè pubblica Requiem, scritto inizialmente in portoghese e solo successivamente tradotto in italiano, e Sostiene Pereira che hanno segnato la sua fama a livello internazionale. Inoltre proprio con la stesura di quest’ultimo romanzo, ambientato in Portogallo durante il regime dittatoriale di Salazar, passa ad essere da narratore a uomo politico. Da questo momento in poi, utilizza la letteratura e la scrittura in generale per provocare, protestare ed “inquietare”. Scrive articoli su quotidiani nazionali ed internazionali molto critici nei confronti della situazione politica italiana. Ha scritto per il Corriere della Sera e El Paìs nella sezione culturale e nel 2009 ha contribuito alla realizzazione del nuovo giornale Il Fatto Quotidiano.

Ad una anno dalla scomparsa, molte sono state le iniziative e gli eventi in suo ricordo. Partendo da Firenze con tre giornate dedicate interamente alle sue opere fino a Bruxelles. Inoltre, alcuni giorni fa è stato pubblicato il suo ultimo romanzo Di tutto resta un poco. Letteratura e cinema, a cura di Anna Dolfi, finito di scrivere poco prima della sua morte ma mai pubblicato.

Scoperti 50 poemi inediti di Rudyard Kipling


Sono tornati alla luce 50 poemi inediti dello scrittore e poeta britannico Rudyard Kipling (1865-1936), celebre autore di “Il libro della giungla”, 80 anni dopo la sua morte .
Uno studioso americano, Thomas Pinney, professore emerito di inglese presso l’Università della California, ha scoperto i manoscritti, finora ignoti, in un archivio di un ex dirigente della Cunard Line, considerata la più importante compagnia di navigazione britannica, che era custodito all’interno di un nascondiglio in una casa di New York, nella zona di Manhattan, destinata a essere ristrutturata.

A darne l’annuncio è stata la direttrice editoriale per la letteratura della Cambridge University Press, Linda Bree, attraverso un articolo pubblicato su “The Guardian”.
Tra i diversi inediti figurano diverse poesie datate al tempo della prima guerra mondiale, che Kipling aveva inizialmente sostenuto, aiutando anche suo figlio ad entrare nel corpo delle guardie irlandesi. Una di queste poesie è “The Gambler” che termina con questi versi: «Tre volte feriti, tre volte gasati / tre volte distrutti – Ho perso alla fine», mentre in un altro frammento si legge: «Questo è lo stato dell’anima simile a Dio prima che è impazzito / Nessuna importanza. La tomba copre tutto»

Dopo la morte del figlio Kipling rinnegò il suo entusiasmo per la guerra e scrisse, infatti. “Epitaffi della guerra”. Le tematiche affrontate in questi 50 poemi non riguardano solamente la guerra, ma emerge la sua preoccupazione legata ai pericoli dell’intrusione della stampa nella vita quotidiana o tratta temi più leggeri come l’esperienza del viaggio compiuto dallo scrittore su una nave da Adelaide a Cylon.

I 50 poemi entreranno a far parte delle oltre 1300 poesie già note dell’autore, la cui opera completa è stata pubblicata lo scorso 7 marzo in Gran Bretagna con il titolo: “Cambridge Edition of The Poems of Rudyard Kipling”.
Queste opere inedite rappresentano un tesoro per la letteratura in generale ed in particolare per tutti appassionati dello scrittore. L’autore di “Kim”, “Capitani Coraggiosi” grazie ai suoi racconti fantastici è capace a tutt’oggi di conquistare grandi e piccoli.