Per "Edizioni Aldine" si intendono quelle pubblicazioni realizzate a Venezia da Aldo Manuzio detto il Vecchio, dal suocero Andrea Torresani, da Paolo Manuzio e dal figlio Aldo il Giovane in un periodo che va dal 1494 al 1597. Aldo, nato nel 1449 a Bassiano, decise di intraprendere la sua attività nella Serenissima, dove si trasferì nel 1490 e strinse legami amichevoli e lavorativi con letterati e artisti: la sua Accademia Aldina fu infatti fondata anche grazie alla collaborazione con Erasmo da Rotterdam e Pietro Bembo.

In quegli anni Manuzio cominciò a maturare il suo progetto editoriale, con il principale scopo di diffondere e soprattutto preservare la letteratura greca e latina, recuperando e riproponendo i grandi capolavori classici in edizioni stampate. Aldo in circa 20 anni di attività (morì il 6 febbraio 1515) stampò 130 volumi in lingua latina, volgare e greca principalmente di classici come Erodoto, Omero, Aristotele, Cicerone e altri.

Queste pubblicazioni sono caratterizzate da importanti novità tipografiche: in primis, la sistemazione della punteggiatura, ovvero l'utilizzo in senso moderno del punto, della virgola e dell'apostrofo e dell'accento, nonché l'invenzione del punto e virgola.
Altrettanto improtante fu la diffusione in tutta Europa, grazie a Manuzio, di un nuovo tipo di libro a stampa che rimpiazzava gli ingombranti volumi in quarto con un formato in ottavo più maneggevole e più economico da produrre.
In realtà quest'ultimo era già stato sperimentato in precedenza, ma Manuzio, intuendone l’utilità, lo fece diventare uno degli esemplari più stampati. La correttezza del testo, la raffinatezza della carta e i pregiati materiali utilizzati concorsero affinché diventasse un oggetto estremamente prezioso.
L'editore coniò il carattere da lui chiamato cancelleresco, ma più noto come carattere corsivo aldino o italico, inciso per lui da Francesco Griffi a Bologna ed estremamente diffuso nel XVI secolo.

Ma i primati delle Edizioni Aldine non si esauriscono qui: difatti esse furono le prime a essere contraddistinte da un marchio, un’ancora con il delfino con il motto festina lente, ovvero "affrettati con calma". Tale simbolo comparve per la prima volta nel 1498 nella dedica delle opere di Poliziano e sembra che nacque da un'antica moneta romana donata da Pietro Bembo ad Aldo Manuzio. La solidità dell’ancora unita alla velocità del delfino invitano appunto ad "affrettarsi con calma", considerando il giusto peso delle conseguenze, ma senza indugiare eccessivamente prima dell'azione. Il termine festina lente, si adatta infatti alla perfezione in occasione di un profondo cambiamento nella storia del modus comunicandi, descrivendo con un ossimoro i componenti fondamentali per comunicare adeguatamente con uno strumento nuovo.

Già a quel tempo queste edizioni erano considerate di grande valore, dunque di sicuro interesse per contraffattori e falsari: alcune copie aldine furono infatti imitate e rivendute nei pressi di Lione verso il 1520, il che pone qualche problema agli antiquari e ai bibliotecari chiamati ad accertarne l'autenticità.

L’impatto rivoluzionario dei Aldo Manuzio appare molto evidente anche a cinque secoli di distanza: difatti le Edizioni Aldine oltre ad essere di enorme pregio e di grande fascino, apportarono in ambito tipografico importanti innovazioni, sulle quali si basa tutt’oggi l’editoria moderna.



Edizioni Aldine: esemplari da collezione

Cornucopiae Cornucopiae
Perottus Nicolaus
Iannis Ioviani Pontani opera omnia Iannis Ioviani Pontani opera omnia
Iannis Ioviani Pontani
Idyllia Idyllia
Teocrito
Libri de re Rustica Libri de re Rustica
Cato, Varro, Columella, Palladio
De Oratore - Cicerone De Oratore
Cicerone
De Philosophia - Cicerone De Philosophia
Cicerone



Commentarii


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Giulio Cesare



Ptolomaei Planisphaerium


Ptolomaei Planisphaerium
Federico Commandino
Del Tevere Del Tevere
Andrea Bacci
Epistolae Ciceroniano stylo escriptae< Epistolae Ciceroniano stylo escriptae
Petrus Bunellus, Paulus Manutius

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