Etologia della guerra

 
9788833905419: Etologia della guerra
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1.

Eibl-Eibesfeldt, Irenaus
Editore: Italy: Bollati Boringhieri (1990)
ISBN 10: 8833905411 ISBN 13: 9788833905419
Nuovi Brossura Quantità: 1
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CivicoNet, Libreria Virtuale
(NAPOLI, NA, Italia)
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Descrizione libro Italy: Bollati Boringhieri, 1990. Brossura. Condizione libro: nuovo. Condizione sovraccoperta: come nuovo. terza edizione. Informazioni bibliografiche Titolo del Libro: Etologia della guerra     Autore:  Eibl Irenaus Eibesfeldt Traduzione di: G. Longo     Editore: Torino: Bollati Boringhieri     Collana: Saggi. Scienze     Data di Pubblicazione:  10 Aprile '90     Pagine: 275     Peso gr: 335     Dimensioni mm: 220 x 148 x 18     ISBN-10: 8833905411     ISBN-13: 9788833905419 conflitti armati che hanno funestato il secolo che volge al termine, e non sembrano destinati a cessare, sono la prova di quanto sia illusoria l'idea del "pacifismo lacrimoso" di cui parla Aldous Huxley: l'idea cioè che basti mostrare agli uomini le crudeltà della guerra perché essi finalmente vi rinuncino. E' urgente invece, secondo Eibl-Eibesfeldt , elaborare una nuova cultura della pace che, spazzando via ogni pregiudizio antropocentrico, riconosca la realtà istintuale che condiziona i nostri comportamenti. Le ricerche condotte per anni dal nostro autore hanno contribuito a demistificare i luoghi comuni del buon selvaggio e di società animali idilliache: l'aggressività è diffusa ovunque, ma è sciocco colpevolizzare una funzione naturale per il semplice fatto che l'abbiamo in comune con la bestia. Proprio dal regno animale viene invece la prova che la natura ha imboccato la strada della risoluzione non violenta dei conflitti. Fra i vertebrati le lotte per il rango e per il territorio raramente portano all'uccisione di un individuo della stessa specie perché il conflitto assume forme ritualizzate, ove rimane solo una traccia della originaria distruttività. La via alla pacificazione resta aperta, perché segnali di acquietamento bloccano la spirale pericolosa della violenza. Così nell'animale e così anche nell'uomo; non però nel conflitto fra gruppi, dove per una sorta di malaugurata mutazione culturale (la "pseudospeciazione") i freni inibitori perdono ogni efficacia. L'autore Irenäus Eibl-Eibesfeldt , nato a Vienna nel 1928, insegna Zoologia all'Università di Monaco di Baviera. Dal 1970 dirige il Gruppo di ricerca per l'Etologia umana presso il Max-Planck-Institut di Andechs (Baviera), e dal 1992 l'istituto viennese di Etologia urbana della Ludwig-Boltzmann-Gesellschaft. Centotrenta conflitti armati per trentacinque milioni di morti, dal 1935 a oggi, sono la prova di quanto sia illusoria l'idea del «pacifismo lagrimoso» di cui parla Aldous Huxley, l'idea cioè che basti mostrare agli uomini le crudeltà della guerra perché essi finalmente vi rinuncino. Per concedere all'Homo sapiens una chance di sopravvivenza - afferma Eibl-Eibesfeldt - è urgente elaborare una nuova cultura della pace che, spazzando via ogni pregiudizio antropocentrico, riconosca la realtà istintuale che condiziona i nostri comportamenti. Le ricerche che da anni Eibl-Eibesfeldt va conducendo sul campo hanno contribuito a demistificare i luoghi comuni del buon selvaggio e di società animali idilliache: l'aggressività è diffusa ovunque, ma è sciocco colpevolizzare, come è stato fatto per una pruderie ideologica, una funzione naturale per il semplice fatto che l'abbiamo in comune con la bestia. Proprio dal regno animale viene anzi la prova che la natura ha imboccato la strada della risoluzione non violenta dei conflitti. Fra i vertebrati le lotte per il rango e per il territorio di rado conducono all'uccisione di un cospecifico perché il conflitto assume forme ritualizzate, ove solo una traccia trapela dell'antica distruttività. La via alla pacificazione resta aperta, perché segnali di acquietamento - chi vorrebbe far del male a un bimbo che piange? - bloccano la spirale pericolosa della violenza. Così nell'animale, e così anche nell'uomo; non però nel conflitto fra gruppi, dove per una sorta di malaugurata mutazione culturale (la «pseudospeciazione») i freni inibitori perdono ogni efficacia. Si può tuttavia ipotizzare che una progressiva ritualizzazione della guerra, modellata sull'evoluzione biologica, sia già in atto. Programmato per produrre cultura, l'uomo ha la possibilità di assecondare questo processo e. Codice libro della libreria ABE-15420380878

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