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Shardana e Sardegna. I popoli del mare, gli alleati del Nordafrica e la fine dei Grandi Regni (XV-XII secolo a.C.)

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9788873434719: Shardana e Sardegna. I popoli del mare, gli alleati del Nordafrica e la fine dei Grandi Regni (XV-XII secolo a.C.)
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I popoli del Mare, gli alleati del Nordafrica e la fine dei grandi regni (XV-XII secolo a.C)Al di lą dell'incidenza di cause collaterali, crisi economiche, sociali etc., intorno alla fine del XIII e gli inizi del XII secolo a.C., i “Popoli del Mare” con la collaborazione dei popoli nordafricani, spazzarono via l'impero ittita, quello egizio e il regno di Micene, aprendo la strada a nuovi orizzonti, ad una nuova epoca nel Mediterraneo. Fin dall'Ottocento si cerca di dare una risposta soddisfacente alla domanda chi erano e quali tracce lasciarono queste genti marinare. Attraverso l'esame comparato degli elementi archeologici, dei testi antichi egizi e levantini e dei dati della letteratura classica, il nodo di questa problematica viene individuato dall'autore nell'identificazione degli Shardana, il primo popolo delle Isole in mezzo al Grande Verde (il Mediterraneo) a comparire nei testi egizi, con i Sardi protagonisti nell'Etą del Bronzo della grande civiltą dei nuraghi.Vengono toccati argomenti accattivanti e di grande attualitą sul piano storico. Ad esempio, il lettore troverą che gli Shardana erano rosso bruno mediterranei, come i Cretesi, gli Egizi e i Sardi e che gli Shardana, prima mercenari e poi terribili nemici dell'Egitto, sono messi in parallelo con i Sardi che assediarono Creta nel sec. XIII a.C., e che i Tursha, alleati degli Shardana nelle guerre contro i faraoni, sono equiparati ai Tirreni della penisola italiana nemici di Agamennone e costruttori del “muro pelasgico” di Atene e della colonizzazione di Lemno.

Le informazioni nella sezione "Riassunto" possono far riferimento a edizioni diverse di questo titolo.

Dalla quarta di copertina:

Al di lą dell'incidenza di cause collaterali, crisi economiche, sociali etc., intorno alla fine del XIII e gli inizi del XII secolo a.C., i “Popoli del Mare” con la collaborazione dei popoli nordafricani, spazzarono via l'impero ittita, quello egizio e il regno di Micene, aprendo la strada a nuovi orizzonti, ad una nuova epoca nel Mediterraneo. Fin dall'Ottocento si cerca di dare una risposta soddisfacente alla domanda chi erano e quali tracce lasciarono queste genti marinare. Attraverso l'esame comparato degli elementi archeologici, dei testi antichi egizi e levantini e dei dati della letteratura classica, il nodo di questa problematica viene individuato dall'autore nell'identificazione degli Shardana, il primo popolo delle Isole in mezzo al Grande Verde (il Mediterraneo) a comparire nei testi egizi, con i Sardi protagonisti nell'Etą del Bronzo della grande civiltą dei nuraghi.Vengono toccati argomenti accattivanti e di grande attualitą sul piano storico. Ad esempio, il lettore troverą che gli Shardana erano rosso bruno mediterranei, come i Cretesi, gli Egizi e i Sardi e che gli Shardana, prima mercenari e poi terribili nemici dell'Egitto, sono messi in parallelo con i Sardi che assediarono Creta nel sec. XIII a.C., e che i Tursha, alleati degli Shardana nelle guerre contro i faraoni, sono equiparati ai Tirreni della penisola italiana nemici di Agamennone e costruttori del “muro pelasgico” di Atene e della colonizzazione di Lemno.

Dalla seconda/terza di copertina:

Gią ricercatore e docente di Preistoria e Protostoria presso l'Universitą degli Studi di Cagliari e gią archeologo direttore presso la Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, ha effettuato scavi e studi su numerosi siti prenuragici e nuragici, in particolare Padru Jossu-Sanluri, Su Coddu-Selargius, San Cosimo-Gonnosfanadiga, Su Fraigu-Sperate, Sant'Iroxi-Decimoputzu, Is Lapideddas-Gonnosnņ, Monte Zara-Monastir, Su Mulinu-Villanovafranca, Monte Prama-Cabras. Ha collaborato alle ricerche di Alessandro Bedini nel Lazio e di Adam Zertal in Palestina-Israele (El Ahwat). I suoi studi vertono prevalentemente sugli intrecci tra la Sardegna e il Mediterraneo in ambito preistorico e protostorico, privilegiando i rapporti tra le testimonianze dell'archeologia, le fonti della letteratura antica e l'etnografia.

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