Arthur Conan Doyle

Arthur Conan Doyle nacque nel 1890 a Edimburgo in Scozia, da una famiglia di origini irlandesi. Sua madre era una donna colta amante della lettura; raccontava ai suoi figli strane storie che stimolarono enormemente la loro immaginazione mentre il padre, illustratore, ben presto cadde nell’alcolismo, e a causa di ciò la famiglia ebbe grandi problemi economici.

Al college frequentò una scuola di gesuiti e poi si iscrisse alla facoltà di medicina della prestigiosa Università di Edimburgo, dove incontrò il suo mentore, il Dottor Joseph Bell, uomo brillante che con il suo acuto spirito di osservazione e le sue capacità deduttive, ispirò il personaggio di Sherlock Holmes.

Durante il periodo di studi, Doyle scrisse i suoi primi racconti, tra cui "Il Mistero di Sasassa Valley" nel 1879, seguito l’anno successivo da "Il Racconto dell’Americano", che parla di una pianta spaventosa che cresce in Madagascar e si ciba di carne umana.

Il terzo anno di medicina, Doyle accettò un incarico come medico di bordo su una baleniera diretta al Circolo Polare Artico e questa esperienza gli ispirò il racconto "Il Capitano della Stella Polare", uscito 1883, nonché un resoconto dettagliato del viaggio stesso dal titolo "Avventura nell’Artico".

Tornato dal viaggio, Doyle decise di aprire uno studio medico a Southsea, un sobborgo di Portsmouth, ma lo studio ebbe scarso successo e qualche tempo dopo, abbandonò del tutto la professione medica per dedicarsi esclusivamente alla carriera letteraria.

Fino al 1886 anche in questo ambito non ottenne grande visibilità, ma poi accadde qualcosa di strabiliante; con la pubblicazione di "Uno Studio in Rosso", il primo romanzo che vide protagonista l’indimenticabile Sherlock Holmes, Doyle ottenne un enorme successo e da quel momento, il suo nome divenne un’istituzione in tutto il panorama letterario inglese.

Seguirono "Il Segno dei Quattro", 1890, "Le Avventure di Sherlock Holmes", 1892, "Le Memorie di Sherlock Holmes", 1894, "Il Mastino dei Baskerville", 1902, "Il Ritorno di Sherlock Holmes", 1905, e "Il Taccuino di Sherlock Holmes", 1928.

Non vanno però dimenticati tutti quei romanzi che nulla hanno a che vedere con il grande detective, come Micah Clarke (1889) e Rodney Stone (1896).

Nel 1902 fu nominato baronetto grazie al successo della sua carriera letteraria.

Arthur Conan Doyle morì per un attacco cardiaco a Crowborough, nel 1930.

*Note sulla traduttrice*

Francesca Masi è una giovane bolognese classe '96, laureata all'Alma Mater Studiorum in Scienze della Comunicazione. Le sue giornate si alternavano fra le traduzioni delle opere del grande Sir Arthur Conan Doyle, con il sogno di poter, un giorno, curare la sua inestimabile bibliografia, e la preparazione di grandi volumi per gli esami universitari. L'amore per questo scrittore non l'ha abbandonata neppure quando gli impegni della vita si sono fatti stringenti e così, ha deciso di pubblicare le sue traduzioni con l'intento di rendere disponibili quei testi che meritano, ancora oggi, di essere letti almeno una volta.

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