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Al via la II edizione della Roma Map Fair il 28-29 settembre


Dopo la grande partecipazione in termini di pubblico e di espositori della prima edizione, ritorna anche per il 2018 Roma Map Fair”, la mostra mercato specializzata, dedicata alla cartografia, agli atlanti, ai libri di viaggio ed alla vedutistica nella stampa antica.

L’importante evento, che vedrà la partecipazione di espositori da tutta Italia, ma anche da Germania, Francia e Cipro, si svolgerà  presso Minerva Auctions, negli antichi spazi di Palazzo Odescalchi, in piazza Santi Apostoli a Roma, nei giorni di venerdì 28 (dalle 17 alle 21) sabato 29 settembre 2018 (no stop dalla 10 alle 20).

L’ingresso è libero, per consentire, visto l’interesse e l’unicità dell’appuntamento, una grande partecipazione di pubblico. L’organizzazione si deve allo Studio Bibliografico Morghen – operativo a livello internazionale con le sue sedi tra Roma e Salerno- guidato dall’esperto Gabriele Barbone. “La mostra – spiega l’organizzatore Barbone – nasce per rispondere al crescente interesse di appassionati, studiosi, collezionisti ed operatori del settore. Dopo la positiva esperienza di due edizioni di Napoli Map Fair, che ha visto migliaia di visitatori in pochi giorni, intendiamo replicare l’iniziativa espositiva anche nella Capitale, offrendo la possibilità di entrare in contatto con importanti espositori di settore”.

Quanto mai prestigiosa la location, all’interno del Palazzo Odescalchi, un grande edificio realizzato nel Quattrocento e celebre per ospitare al suo interno il dipinto la “Conversione di San Paolo” di Caravaggio. Per “Roma Map Fair”, a giudicare già dalle richieste – sia in riferimento agli espositori che per quanto riguarda il grande pubblico dei collezionisti -si prevede un grande afflusso. “Ci sono tutte le premesse – prosegue l’organizzatore -per andare in questa direzione e puntare a far diventare l’appuntamento un evento fisso, annuale”.

Tra le molte opere di pregio, segnaliamo:

 

OMAGGIO A GENOVA CON IL DISEGNO DELLA “NOBILISSIMA CITTA’ DEL ‘500”.                                                                                                     

Antonio Lafreri, “Il dissegno della nobilissima Citta di GENOVA con il numero delle cose piu notabili di essa”, Roma 1573. Si tratta di un magnifico esemplare del rarissimo secondo stato della pianta di Genova di Antonio Lafreri, con l’indirizzo di Paolo Graziani. La tiratura è databile tra il 1582 – anno in cui il Graziani acquista il rame dal nipote di Lafreri, Stefano Duchetti – e il 1585, anno in cui entra in società con Pietro de Nobili. In basso a sinistra, in un riquadro, è inciso il titolo: IL dissegno della nobilissima Citta di GENOVA con il numero delle cose piu notabili di essa. Segue una legenda numerica di 58 rimandi a luoghi notabili della città. Sempre nel cartiglio si trova l’imprint editoriale: ROMAE apud Antonium Lafrerij Anno Domini MDLXXIII. Orientazione con una rosa dei venti nel mare, il nord è in alto. Opera priva di scala grafica. Acquaforte e bulino, dimensioni mm 410×555. La pianta prospettica di Genova firmata da Antonio Lafreri introduce un nuovo modello iconografico della città, che è raffigurata attraverso una sovrapposizione di piani che non rende facile la lettura dell’impianto planimetrico. In questo l’autore segue ancora il modello iconografico della veduta quattrocentesca. Nel tentativo di rendere la carta più leggibile, tenta di riunire l’edificato in grandi lotti in modo da permettere l’identificazione di alcuni assi stradali strategici. Al contrario, molto ben delineata è la cinta muraria, aggiornata alla ristrutturazione ultimata intorno al 1549, su progetto di Antonio da Sangallo e Giovanni Maria Olgiati.  Non sono presenti, invece, i palazzi di Galeazzo Alessi e di Giovan Battista Castello. Si può affermare che, a dispetto della datazione al 1573, la pianta del Lafreri raffiguri lo stato della città della metà del XVI secolo. Benevolo la descrive come “un compromesso, forse derivante da un’immagine più antica, fra una veduta marginale e una rudimentale proiezione obliqua dell’abitato, con il nord in alto”.

 

IL FASCINO DELL’ORIENTE CON LA CARTA DELL’ASIA DEL ‘600

Affascinante e rara ‘carte à figures’ dell’Asia. Hondius Jodocus (1563-1612). Asia recens summa cura delineata. Amsterdam 1632. Carta geografica originale (cm. 45,5×56,5 più margini) edita da Jan Janssonius. Affascinante ‘carte à figures’ in coloritura antica all’acquarello. Lieve uniforme brunitura e margini bianchi esigui. Rinforzo alla piegatura centrale e piccoli restauri marginali ben eseguiti. Nel complesso, esemplare in più che buono stato di conservazione. Molto rara. Terzo stato della seconda mappa dell’Asia ad opera di Hondius (pubblicata per la prima volta nel 1623). Questo stato è l’ultimo che presenta le vedute nella cornice inferiore poi eliminate per le successive edizioni pubblicate negli atlanti. Nel bordo superiore sono presenti le vedute di Famagosta, Rodi, Damasco, Gerusalemme, Aden e Hormuz. Sui lati sono raffigurati i costumi dei diversi popoli asiatici (arabi, persiani, cinesi, russi, ecc.). Al margine inferiore, le vedute di Goa, Calcutta, Ceylon, Bantam, Gammalame e Macao.

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