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La Fede Ardente: la mostra sui libri all’Indice in esclusiva alla fiera di Cesena

Per la IV edizione di C’era una volta il Libro il 18-19 novembre a Cesena Fiera, è prevista una mostra parallela molto interessante, La Fede Ardente – Indice degli indici dei libri all’Indice, ovvero la collezione che il libraio antiquario Giovanni Luisè di Rimini ha messo insieme in quarant’anni di ricerca e studio.


Si tratta di INDICES LIBRORUM PROHIBITORUM stampati dal XVI al XX secolo e precisamente dal Concilio di Trento (1545 – 1563 ) a papa Pio XII Pacelli.

L’Index Librorum Prohibitorum fu lo strumento cui ricorse la Chiesa per contrastare la diffusione dell’eresia in generale e particolarmente la Riforma di Martin Lutero.

Verranno esposte le edizioni originali degli Indices e con esse rari esemplari di testi antichi riguardanti le censure, i formulari degli interrogatori, dei processi criminali, delle torture. L’esposizione è una prima assoluta e vede contestualmente l’uscita del catalogo omonimo, che sarà possibile acquistare in fiera.

Il catalogo vuole illustrare con testi e immagini i materiali esposti, descritti in oltre 120 schede: non solo libri, quindi, ma anche stampe, bandi, decreti e manoscritti. Tutte testimonianze della secolare guerra che la Santa Inquisizione, la Congregazione dell’Indice e il Sant’Offizio combatterono contro la stampa “cattiva” condannando alla distruzione e al rogo centinaia di migliaia se non addirittura milioni di libri in buona parte dei quali il pensiero libero preparava la crescita della nostra civiltà.

Opere di Lucrezio, di Dante Alighieri, di Lorenzo Valla, di Machiavelli, di Giordano Bruno, di Galileo, di Cesare Beccaria, di Leopardi, di Voltaire, finirono tra le fiamme e insieme con essi l’Encyclopedie, la migliore letteratura francese dell’Ottocento e quella italiana del Novecento. E tutto per difendere l’integrità della Fede che, per l’appunto, era ardente.

Presentazione della mostra e del catalogo Sabato 18 Novembre ore 16,00 all’interno della mostra mercato C’era una volta il Libro presso Cesena Fiera. Interviene Giovanni Luisè.

C’era una volta il libro torna il 18 e 19 novembre a Cesena

Probabilmente non sarebbe piaciuta al Grande Fratello del distopico 1984 di Orwell, ma proprio per questo C’era una volta… il libro, la mostra mercato dedicata all’antiquariato e modernariato librario, in programma a Cesena Fiera sabato 18 e domenica 19 novembre, fa proseliti tra bibliofili, collezionisti e semplici curiosi.

Tra rari manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, libri di varie epoche e pregio, incisioni, litografie, cartografia e preziosissime stampe ingiallite dal tempo, sono circa 100 gli espositori italiani ed esteri attesi per la quarta edizione della kermesse. Una proposta espositiva ricca e dal respiro internazionale che attesta la qualità di una manifestazione degna della città che fu di Malatesta Novello, ideatore della prima biblioteca civica al mondo oggi patrimonio dell’Umanità.

Non solo mostra mercato, la quarta edizione di C’era una volta… il libro, si arricchisce con due mostre collaterali uniche nel panorama librario.

“La Fede Ardente. Indice degli Indici dei libri all’Indice” è una prima assoluta, una vera e propria mostra dedicata ai libri proibiti ovvero ai censurati, condannati, talvolta arsi perché ritenuti eretici dalla Chiesa Cattolica a partire da metà ‘500. In Fiera si potranno ammirare le edizioni originali degli Indices e con esse rari esemplari di testi antichi riguardanti le censure, i formulari degli interrogatori, dei processi criminali e delle torture per una panoramica di quella che fu la Santa Inquisizione. Insieme all’esposizione, che inaugura sabato 18 Novembre alle ore 16,00 alla presenza dell’autore Giovanni Luisè, viene presentato il catalogo omonimo che, in 120 schede descrittive, illustra i materiali esposti.

Dal XVI al XX secolo vanno anche le carte geografiche protagoniste della seconda mostra collaterale dedicata alla cartografia romagnola dal titolo “ROMAGNA. Carte dal XVI al XX secolo”. Le carte esposte appartengono alla collezione privata di Carolina e Sergio Gollini (Magnificat Stampe Antiche, Imola), disponibili negli orari di apertura della fiera ad illustrare la mostra a quanti ne abbiano curiosità.

La manifestazione si svolge in concomitanza di C’era una volta… antiquariato, la rassegna antiquaria mensile dal format inedito che, ogni terzo week-end del mese da settembre ad aprile abbina a una eccellente offerta di antiquariato di pregio il fascino del mercatino di strada, con una vasta offerta merceologica che la rende sul territorio punto di riferimento del settore. L’evento è organizzato da Blu Nautilus (www.blunautilus.it) con il patrocinio del Comune di Cesena, della Provincia Forlì Cesena e della Regione Emilia Romagna ed in collaborazione con i maggiori siti specializzati del settore Abebooks.it, Maremagnum.com e Copernicum.it

 

Info:
C’era una volta.. il libro

Fiera di Cesena, v. Dismano 3856 Pievesestina di Cesena (FC)

Sabato 18, Domenica 19 Novembre 2017 -h. 9/19

Ingresso € 3 intero – gratuito fino ai 14 anni e dopo i 70

www.ceraunavoltantiquariato.it   –  FB evento c’era una volta il libro – IV ed.

☎ Tel. 333.3308106      e.casanova@blunautilus.it

Byblos 2.0: la mostra mercato torna rinnovata il 16-17 settembre

Siamo felici di annunciare che Abebooks sarà sponsor di Byblos 2.0, la mostra mercato del libro antico e del ‘900, della
stampa d’epoca e della cartofilia, che si svolgerà al Parco Esposizioni Novegro, Milano, il 16 e 17 settembre 2017.

Rinnovata nel nome e nei contenuti – da qui l’avvenieristico 2.0 del titolo – l’esposizione mette in scena libri più o meno antichi, ma pur sempre preziosi per rarità o singolarità, per un arco temporale che va dal XVI al XX secolo: dalle cinquecentine e seicentine dunque, alle altrettanto ricercate prime edizioni o agli ambiti volumi autografi.

Accanto ai pregiati volumi e libri antichi, i più vari ed originali ephemera: dalle cartoline ai poster, dai documenti storici alle riviste, passando per le oggi tanto ricercate carte geografiche. Non mancheranno grafiche d’autore e stampe d’epoca decorative.
Ospiti attesi dall’Italia e dall’estero oltre trenta selezionate librerie specializzate ed operatori di stampe e cartografia.

Lo scopo è tornare ad essere un punto di riferimento per i bibliofili e di avvicinare nuovo pubblico alla passione per la carta, grazie alla sua particolare formula che lega sullo stesso piano espositivo i più antichi e preziosi volumi destinati a una platea di collezionisti e buyer pronti a tutto, a libri usati del Novecento e a piccole (e più abbordabili!) curiosità bibliografiche.

La due giorni dedicata al libro antico si svolge in concomitanza con il grande mercato antiquario Brocantage (15 -17 settembre), una delle più longeve fiere dell’antico d’Italia che da oltre 30 anni porta a Novegro i ‘fanatici’ dell’oggettistica dei tempi che furono. Pezzi d’epoca, mobili, quadri e arredi messi in banco da circa 200 espositori si propongono ai 6000 visitatori attesi per un fine settimana in cui lasciarsi travolgere dal mondo ricco di fascino dell’antico. Un ultimo dettaglio non da poco: il centro fieristico si trova a pochi passi dall’aeroporto Linate, dunque facilmente raggiungibile a tutti.

Info:
Parco Esposizioni Novegro, via Novegro – 20090 Segrate (MI)
sabato 16 e domenica 17 settembre 2017
Orario: 10-19
Ingresso €10 per Byblos 2.0 e Brocantage – ridotto per bambini dai 6 ai 12 anni – gratuito da 0 a 6 anni (presentando alle casse la cartolina scaricabile qui si avrà un sconto del 50% sul biglietto)
www.parcoesposizioninovegro.it
Facebook: Byblos Novegro
Tel. 02.70200022 – 333.3308106 | e-mail byblos2.0@libero.it

Intervista a un giovane libraio: incontro con la libreria Il Cartiglio

Siamo stati recentemente alla fiera del libro antico di Londra, un evento unico dove si possono ammirare stampe antiche, manoscritti miniati, prime edizioni autografate, grandi atlanti da collezione, libri d’arte e articoli da collezione unici.
Abbiamo anche fatto due chiacchiere con Luca Cena, giovane libraio della libreria antiquaria Il Cartiglio di Torino, membro ALAI. Ci siamo confrontati su com’è la vita di un giovane libraio, sul collezionismo, sulla questione esportazioni e molto altro. Buona lettura!

Innanzitutto come’è nata la libreria Il Cartiglio e come si è sviluppata negli anni?

Il Cartiglio nasce nel 1985 grazie a mio padre Roberto e mia madre Elsie che decidono di avviare l’attività. Sono gli anni d’oro del commercio librario, il duro lavoro unito a serietà professionale e perseveranza pagano ancora, pertanto in pochi anni la libreria diventa un punto di riferimento per il collezionismo italiano del libro e della stampa antica. All’epoca della sua fondazione la libreria era specializzata prevalentemente in opere di storia locale, prime edizioni, incunaboli e cartografia.

Oggi invece, pur continuando a trattare anche gli altri generi, ci stiamo concentrando sempre più sul mercato internazionale quindi verso il collezionismo scientifico, in particolare medicina, scienza e astronomia di cui gli amatori oltreoceano sono alla continua ricerca.

Cosa ti appassiona di più del lavoro che fai?

Il mio mestiere è composto da innumerevoli sfumature, alcune delle quali meravigliose come l’emozione di scoprire un oggetto raro oppure la palpitazione durante la trattativa per il suo acquisto. Venderlo invece è solo la fase finale di un percorso, paradossalmente la più facile e quindi meno emozionante. Anzi, per un commerciante di libri rari separarsi da un’opera, seppure a fronte di un guadagno, è sempre motivo di preoccupazione perché non si sa quando ricapiterà l’opportunità di possederla.

Operando anche come advisor e consulenti per valutazioni, perizie legali e lasciti testamentari abbiamo l’opportunità di incontrare collezioni straordinarie, accompagnando i proprietari in percorsi che sarebbero altrimenti difficili senza il supporto di un operatore del mercato serio e preparato.

Inoltre, da qualche tempo siamo accreditati come casa d’aste. E’ una strada nuova con enormi potenziali che ci sta entusiasmando sempre di più, i primi risultati fanno ben sperare e l’intenzione è quella di dedicar

vi sempre maggiori risorse. In questo modo riusciamo a garantire ai proprietari di certe tipologie di beni artistici un ricavo sicuramente maggiore, con loro concordiamo i prezzi di vendita instaurando un rapporto di fiducia che riteniamo fondamentale per una proficua collaborazione.

Qual è il libro o l’articolo da collezione più interessante in cui ti sei imbattuto?

Nel 2015 abbiamo scoperto e acquistato una serie di carteggi di Camillo Benso Conte di Cavour: tra le carte rinvenute vi erano un diario scritto a mano che si credeva perduto, un inedito taccuino su cui il Conte annotava gli atteggiamenti, da lui ritenuti fedifraghi, della moglie morganatica del Re, la “Bela Rusin”, e addirittura i suoi celeberrimi occhiali da miope. Tutto il materiale ritrovato è oggi in possesso del Museo Cavour di Santena il quale ha acquistato la piccola collezione grazie ad una fruttuosa collaborazione tra storici, Sovrintendenza e noi del Cartiglio.

Qual è l’articolo più strano o insolito che hai attualmente in vendita?

L’articolo più strano che in questo momento ho in libreria non è in vendita in quanto (oltre che essere vietata per legge) fa parte della mia collezione privata: si tratta di un caimano impagliato degli inizi del XIX secolo, lo chiamiamo Alfred.

Il tuo libro preferito è…

Non ne ho (ancora) uno in particolare. Rimango facilmente impressionato dai grandi atlanti, la cartografia e i racconti degli esploratori del passato. Non importa il loro valore, in questo caso per me conta il puro piacere di intrufolarmi nelle imprese di quegli uomini che secoli fa scoprirono il mondo. Divento matto quando su una carta geografica leggo “Terra incognita”.   

Sei un collezionista? Se sì di cosa?

Sì sono un collezionista, anche se anomalo perché nonostante il mio mestiere mi concentro pochissimo su opere librarie (forse perché mi bastano quelle che tratto ogni giorno). Colleziono molta grafica, dai memento mori ai poster originali del periodo psichedelico dei Pink Floyd. Ho una passione per l’ephemera in generale, mirabilia e oggetti curiosi. Mi rendo sempre più conto che casa mia sta prendendo le sembianze di una Wunderkammer più che l’appartamento di un trentenne.

Che esperienza è stata per te la fiera di Londra?

Londra, così come New York e le altre fiere internazionali, sono sempre uno spunto di riflessione. In quelle occasioni si percepiscono le dinamiche del mercato internazionale e si ha l’opportunità di intuire la direzione giusta verso cui fare rotta per migliorarsi continuamente. Ogni volta che torno da una fiera porto con me un’idea nuova e mi impegno nei mesi successivi a metterla in atto, darle spazio e fiducia vuol dire essere già a metà dell’opera, se poi non va bene sarà la fiera successiva a fornire un nuovo stimolo.

Ma le esperienze all’estero sono anche un’occasione fondamentale per incontrare clienti nuovi, istituzioni pubbliche e soprattutto lavorare a fianco dei più grandi librai al mondo che sono l’esempio, con mio padre, a cui guardo sempre. 

Quali sono le sfide di oggi per un giovane libraio italiano?

In generale per un giovane libraio la sfida maggiore, così come in qualunque altro mestiere, è sapere dimostrare le proprie capacità a chi fa questo lavoro da molto più tempo. Ma devo dire che all’estero è più facile perché da quelle parti la data di nascita conta poco, se sei bravo allora meriti un posto tra i grandi, al contrario se sei scarso o hai poca voglia potresti aver anche cento anni di esperienza ma non sarai mai degno di particolare attenzione.

In particolare per un libraio italiano la vera sfida è quella di poter essere competitivi in un mercato, volenti o nolenti, ormai globalizzato. A tal proposito è necessario un approccio differente rispetto al passato, occorre  una sempre maggiore consapevolezza, preparazione, professionalità, capacità di marketing e comunicazione. Ma per essere competitivi internazionalmente non basta fare affidamento sulle proprie risorse, bisogna essere accompagnati da una struttura statale e burocratica agile e snella nel seguirti; soprattutto capace di incoraggiare, come per qualunque altro settore economico, la possibilità di stare sui mercati internazionali e di farlo in modo competitivo. Invece in Italia succede l’opposto, la nostra categoria è mal percepita dagli organismi pubblici, tanto più colpevolizzata se tende all’internazionalizzazione. Il motivo principale ruota tutto intorno alla concezione del bene culturale che nel nostro Paese, tendenzialmente, viene concepito spesso come “pubblico” per default, concezione vetusta oltre che contradditoria con il diritto privato. Da qui discende la complessa norma sulle esportazioni che non solo non aiuta le realtà imprenditoriali antiquarie ma, di fatto, contribuisce in modo importante a non renderle competitive sui mercati internazionali.

Pensiamo ai permessi di esportazioni necessari affinchè un bene avente più di cinquanta anni possa essere venduto ed esportato all’estero, permesso necessario in Italia qualsivoglia sia la natura dell’oggetto e qualunque sia il suo valore.

La norma di per sé è molto condivisibile nel suo intento: tutelare il patrimonio culturale italiano impedendone il depauperamento.  Il problema è che mentre negli altri Paesi europei ci sono delle soglie di valore sotto le quali il bene è esportabile, in Italia non esiste alcuna deroga al principio generale secondo il quale “tutto” deve essere soggetto a permesso di esportazione se ha più di 50 anni.

Ma cosa intendiamo per patrimonio culturale italiano? Qui si scatena la disputa tra “statalisti” e “liberisti”, i primi a sostenere che tutto può essere di interesse pubblico e gli altri che pongono dei distinguo a difesa del diritto privato. E’ materia molto difficile e controversa in quanto vi sono valide ragioni in entrambe le posizioni. Bisognerebbe che ognuno dei contendenti mettesse da parte il substrato ideologico che a volte permea queste posizioni per arrivare ad un compromesso serio che possa coniugare la bontà delle ragioni di entrambe là dove possibile, permettendo al legislatore di correggere una norma che di fatto presenta lacune interpretative e un eccesso di burocratizzazione tali da rendere davvero dura la vita agli operatori che si rivolgono al mercato internazionale.

Pongo un facile esempio: ho un libro tedesco da 200 euro sulla flora della Renania, quindi informo il collezionista interessato (di Francoforte) che dovrà aspettare 30/40 giorni per poterlo avere perché è il tempo necessario per ottenere l’attestato di libera circolazione. Lui, come moltissimi altri miei clienti, non ha voluto aspettare e ho perso la vendita. E di questi esempi se ne potrebbero fare moltissimi altri, dato che il mercato non è fatto in prevalenza da libri dalle valutazioni importanti, bensì, soprattutto, da libri di media e piccola importanza economica.

A mio parere, se il problema concettuale della tutela di cui prima parlavo non fosse superabile, sarebbe almeno necessario, se non indispensabile, introdurre una soglia di valore, al di sotto della quale sia sufficiente un’autocertificazione per poter esportare un oggetto antico. In questo modo l’antiquario dovrebbe rispondere della veridicità di quanto certifica ma a fronte della possibilità di esportare in breve o brevissimo tempo opere di scarso o inesistente valore per il patrimonio culturale italiano.

Per gli antiquari che volessero abusare dell’autocertificazione dichiarando il falso o peggio omettendola, ben vengano pesanti sanzioni.

In Europa da anni vige una normativa comunitaria per la quale esistono già queste soglie di valore e quasi tutti gli altri Paesi l’hanno recepita, noi invece in Italia continuiamo quella malsana e ormai consolidata usanza secondo la quale siamo europei solo a metà, pronti a dividere gli oneri ma non altrettanto i possibili benefici.

Questo è l’argomento che riguarda proprio i criteri sulle esportazioni delle opere d’arte presenti nella norma in discussione nel “Ddl concorrenza” che il governo Italiano in questi mesi sta perfezionando e che ci auguriamo possa finalmente permetterci di recuperare la competitività perduta in questi anni rispetto ai nostri colleghi europei.

Come vedi il futuro?

Lo vedo bene, lo vedo in battaglia e sempre alla ricerca di nuove avventure. Mi ritengo molto fortunato, mi rendo conto che non sono in molti a poter dire di amare il proprio lavoro, ma nemmeno io lo amavo così tanto all’inizio. Ho faticato molto per trovare il mio posto e tuttora sono ancora in cammino, dedizione e perseveranza sono la chiave per tutto.

 

Le migliori foto della V Mostra Libri Antichi e di Pregio a Milano

La V edizione della Mostra Libri Antichi e di Pregio a Milano promossa dall’ALAI  è stata un successo: 3 giorni passati tra i banchetti degli espositori immersi in un mare di opere splendide, prime edizioni, libri antichi e rari, manoscritti, stampe da collezione, carte georgafiche e foto d’epoca.

Abbiamo raccolto per tutti voi i migliori scatti dalla Mostra Libri Antichi e di Pregio, buona visione!

9 opere da collezione che troveremo alla Mostra Libri Antichi e di Pregio a Milano

In attesa della Mostra Internazionale Libri Anitchi e di Pregio a Milano che si terrà al Palazzo dei Tessuti dal 24 al 26 marzo, vogliamo proporvi una serie di chicche che troverete esposte. Si tratta di veri e propri tesori, opere rare di grande valore che potrete vedere da vicino alla fiera: un motivo in più per partecipare!

1. Lana caprina. Epistola di un licantropo indiritta a S.A. la signora principessa J.L. n. P.C. scritto da Giacomo Casanova nel 1772 (Drogheria 28 Libreria Antiquaria).

 

2. Une Semaine de Bonté ou Les Sept Éléments Capitaux (1934), romanzo per immagini di Max Ernst, dove la storia è raccontata da 173 collages e 9 disegni dell’artista (Libreria Antiquaria Freddi).

 

3. Intermezzo quasi giapponese di Umberto Saba, un fascicoletto dattiloscritto, datato 1927, con una manciata di componimenti haiku (Drogheria 28 Libreria Antiquaria).

 

4. Autografo di Napoleone Bonaparte, datato 1796, uno dei primissimi documenti firmati in qualità di comandante dell’Armata d’Italia (Scarpignato Libreria Antiquaria).

 

5. Falstaff. Commedia Lirica in Tre Atti di Arrigo Boito di Giuseppe Verdi (Ricordi, 1893) (Au Soleil D’or Studio Bibliografico).

 

6. La Picca e la Bandiera… nella quale si mostra per via di Figure una facile, e nuova Pratica, & il maneggio e l’uso di essa, con la diffesa della spada… di Francesco Ferdinando Alfieri, stampato a Padova nel 1641 (Libreria Antiquaria Ex Libris).

 

7. Prima edizione delle Rime di Giosué Carducci, questa rara edizione si compone 25 sonetti e 13 canti e venne tirata in 520 esemplari a spese dell’autore (1857), dedicata ad personam ad Atto Vannucci (Pregliasco Libreria Antiquaria).

 

8. Trattato di astronomia Quajar dove sono presenti tematiche matematico-astronomiche insieme a quelle magico-astrologiche, come all’epoca era comune sia nella civiltà occidentale che in quella islamica (Solmi Studio Bibliografico).

 

9. Mantova città nobilissima figurata in 24 Vedute Litografiche (1840 ca) con splendide tavole incise da Marco Moro (Scriptorium Studio Bibliografico) .

Benvenuti a “C’era una volta il libro”, la fiera del libro antico e del collezionismo di Cesena

“C’era una volta il libro” fa il bis. A Cesena Fiera sabato 19 e domenica 20 novembre si torna a respirare il profumo dei volumi antichi, ingialliti, rari e per questo ancora più preziosi.

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Dopo la scommessa vinta dalla prima edizione che, lo scorso febbraio, aveva portato nella città malatestiana 57 espositori – tra librerie antiquarie ed operatori specializzati – provenienti da tutta Italia e oltre 8000 visitatori, la caccia all’affare, quello fatto di carta e inchiostro, torna ad invadere i rinnovati padiglioni della Fiera di Cesena con una kermesse che si è affermata fin da subito come una delle principali del panorama italiano.

La rassegna, dedicata all’antiquariato e modernariato librario e al collezionismo cartaceo, vedrà la presenza di oltre 90 operatori sia italiani che stranieri; insomma non vediamo l’ora anche noi di essere tra i vari banchetti per passare da una prima edizione a una bibbia antica, dalle carte geografica d’Italia ai manifesti vintage e alle stampe d’epoca.

Inoltre vi comunichiamo che l’evento vede la collaborazione della Biblioteca Malatestiana, che per l’occasione offre a tutti i visitatori uno sconto sulla visita guidata alla Malatestiana Antica valido i giorni di fiera.

E non è di certo un caso se la fiera sul libro antico si terrà nella città che fu di Malatesta Novello e del bibliofilo Renato Serra. Cesena, in fatto di libri, la sa lunga: qui è nata 550 anni fa una delle prime biblioteche civiche al mondo proprio per grazia del Signore di Cesena, oggi inserita dall’Unesco nel registro Memory of the World quale esempio unico di biblioteca monastica-umanistica giunta intatta fino a noi sia nella struttura architettonica sia nel patrimonio librario. E sempre qui di recente è stato realizzato il manoscritto più grande al mondo (“Eroico manoscritto”), opera collettiva entrata ufficialmente nei Guinness dei primati, ed è conservato il libro più piccolo del mondo, una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena, stampata dai Fratelli Salim di Padova nel 1897 nella misura di 15×9 mm.

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L’evento è rivolto ad appassionati, curiosi e veri e propri collezionisti di rarità bibliografiche, stampe e cartografie introvabili. Tra i banchi della prima edizione era stato possibile toccare con mano (ed acquistare) alcune prime edizioni autografate da importanti autori italiani e stranieri, tra cui una prima edizione dei Promessi Sposi datata 1825-26 e la quinta edizione clandestine del 1776 del volume Dei Delitti e delle Pene di Cesare Beccaria, ma anche opere più recenti e non per questi di minor valore, come una prima edizione in perfetto stato de Le macchine di Munari, oppure il famoso Pinocchio futurista datato 1991 dell’architetto Lapo Binazzi.

Ma “C’era una volta il libro”, oltre alla parte espositiva, farà di più proponendo anche in questa seconda edizione delle mostre collaterali in via di definizione dedicate a libri, personaggi illustri e cartografie.

La mostra mercato dedicata al libro antico è organizzata da Blu Nautilus con la collaborazione dei principali siti specializzati e il patrocinio del Comune di Cesena, della Provincia di Forlì-Cesena e della Regione Emilia Romagna all’interno di “C’era una volta… antiquariato”, principale vetrina di settore della Romagna con cadenza mensile che da 17 anni attrae curiosi e intenditori di articoli di altri tempi: nel restante spazio della fiera, la mostra mercato continua, infatti, nella formula tradizionale con oltre 250 espositori di Antiquariato e Brocantage.

Già prevista una terza edizione per febbraio 2017.

 

 

Info:

“C’era una volta… il libro” a Cesena Fiera sabato 19 e domenica 20 novembre 2016 – h. 9/19 | Ingresso € 3

www.ceraunavoltantiquariato.it

Facebook: Ceraunavoltantiquariato

Tel. 0546 621554 – 333 3308106

“C’era una volta… il libro” raddoppia: torna a novembre l’evento dedicato al libro e al collezionismo cartaceo

resized_0091-MAS_3605Cesena – “C’era una volta il libro” fa il bis. A Cesena Fiera sabato 19 e domenica 20 novembre si torna a respirare il profumo dei volumi antichi, ingialliti, rari e per questo ancora più preziosi.
Dopo la scommessa vinta dalla prima edizione che, lo scorso febbraio, aveva portato nella città malatestiana 57 espositori – tra librerie antiquarie ed operatori specializzati – provenienti da tutta Italia e oltre 8000 visitatori, la caccia all’affare, quello fatto di carta e inchiostro, torna ad invadere i rinnovati padiglioni della Fiera di Cesena con una kermesse che si è affermata fin da subito come una delle principali del panorama italiano.
E non è di certo un caso se la kermesse sul libro antico nasca nella città che fu di Malatesta Novello e del bibliofilo Renato Serra. Cesena, in fatto di libri, la sa lunga: qui è nata 550 anni fa una delle prime biblioteche civiche al mondo proprio per grazia del Signore di Cesena, oggi inserita dall’Unesco nel registro Memory of the World quale esempio unico di biblioteca monastica-umanistica giunta intatta fino a noi sia nella struttura architettonica sia nel patrimonio librario. E sempre qui di recente è stato realizzato il manoscritto più grande al mondo (“Eroico manoscritto”), opera collettiva entrata ufficialmente nei Guinness dei primati, ed è conservato il libro più piccolo del mondo, una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena, stampata dai Fratelli Salim di Padova nel 1897 nella misura di 15×9 mm.

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L’evento è rivolto ad appassionati, curiosi e veri e propri collezionisti di rarità bibliografiche, stampe e cartografie introvabili. Tra i banchi della prima edizione era stato possibile toccare con mano (ed acquistare) alcune prime edizioni autografate da importanti autori italiani e stranieri, tra cui una prima edizione dei Promessi Sposi datata 1825-26 e la quinta edizione clandestine del 1776 del volume Dei Delitti e delle Pene di Cesare Beccaria, ma anche opere più recenti e non per questi di minor valore, come una prima edizione in perfetto stato de Le macchine di Munari, oppure il famoso Pinocchio futurista datato 1991 dell’architetto Lapo Binazzi.
Ma “C’era una volta il libro”, oltre alla parte espositiva, farà di più proponendo anche in questa seconda edizione delle mostre collaterali in via di definizione dedicate a libri, personaggi illustri e cartografie.
La mostra mercato dedicata al libro antico è organizzata da Blu Nautilus con la collaborazione dei principali siti specializzati e il patrocinio del Comune di Cesena, della Provincia di Forlì-Cesena e della Regione Emilia Romagna all’interno di “C’era una volta… antiquariato”, principale vetrina di settore della Romagna con cadenza mensile che da 17 anni attrae curiosi e intenditori di articoli di altri tempi: nel restante spazio della fiera, la mostra mercato continua, infatti, nella formula tradizionale con oltre 250 espositori di Antiquariato e Brocantage.
Già prevista una terza edizione per febbraio 2017.

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Info:
“C’era una volta… il libro” a Cesena Fiera sabato 19 e domenica 20 novembre 2016 – h. 9/19 | Ingresso € 3
www.ceraunavoltantiquariato.it
Facebook: Ceraunavoltantiquariato
Tel. 0546 621554 – 333 3308106

Le foto della Mostra Libri Antichi e di Pregio a Milano

Siamo stati alla Mostra Libri Antichi e di Pregio a Milano, un’appuntamento imperdibile organizzato dall’Associazione Librai Antiquari d’Italia per tutti gli amanti dei libri antichi e non solo.
Difatti tra gli scaffali degli espositori si potevano trovare opere da collezione di vario tipo: prime edizioni famose, manoscritti arabi, stampe d’epoca, poster, riviste, libri illustrati, mappe e vedute.

Per chi non è potuto esserci in questi 3 giorni dedicati al libro antico e da collezione, riportiamo alcune foto che abbiamo scattato ai questi favolosi gioielli tra i banchi degli espositori.

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James Bradburne, Direttore della Pinacoteca di Brera e Marco Cicolini, Presidente ALAI

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Cose di CHARTA: tutto sulla casa editrice dedicata al collezionismo

Il collezionismo cartaceo, la storia del libro e l’evoluzione della stampa, le tecniche d’incisione, il mondo della miniatura antica e moderna sono solo alcuni degli argomenti trattati da Nova Charta, una piccola casa editrice veneta, da oltre vent’anni attiva e apprezzata protagonista nel mondo del collezionismo bibliofilo.

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CHARTA è l’unica rivista bimestrale in Italia a trattare di tutto ciò che riguarda la carta stampata da Gutenberg ai giorni nostri. Oltre cinque secoli di storia propongono al curioso appassionato come allo specialista, al bibliofilo, al librario antiquario e d’occasione, innumerevoli percorsi di lettura che spesso partono dal ritrovamento di una rara edizione, di un’immagine, di un documento dimenticato.

Dedicata a tutti coloro che subiscono il fascino sottile della carta stampata, la rivista segnala e recensisce anche aste, fiere, mercati, mostre, pubblicazioni. Ai temi classici – incunaboli, libri antichi, legature, carte pregiate, stampe, disegni, incisioni – si aggiungono quelli della modernità come la tipografia, la grafica, l’illustrazione e la pubblicità, il Novecento, le avanguardie. CHARTA non è quindi soltanto uno strumento prezioso di conoscenza e di piacevole intrattenimento, ma anche un oggetto da collezionare per la qualità grafica.

Layout 1Non meno importante nel panorama dei periodici specializzati è ALUMINA. Una rivista trimestrale dedicata ai codici miniati di ogni tempo, che mostra e commenta con fedeltà e assoluto rigore le immagini più suggestive, i manoscritti più rari e i testi più importanti della loro storia. Le sue pagine sono un invito a scoprire i libri più belli di tutti i tempi, i grandi Maestri dell’arte miniatoria, i mecenati e i collezionisti, le più pregiate edizioni in facsimile e le biblioteche più importanti del mondo.

Poi ci sono i libri: CIMELIA accoglie racconti di guerra, biografie, diari privati di chi ha vissuto epoche diverse che ci mostrano realtà lontane e sconosciute. Racconti intorno alla felicità donnesca e raccolte di poesie; un romanzo psichiatrico nato dal ritrovamento di antichi manoscritti e uno scambio di lettere tra un marito al fronte e la sua sposa. E ancora libri che parlano di libri o che narrano storie di bibliotecari. Questi sono gli elementi unici e variegati che danno vita alla collana, suddivisa in narrativa, memorie, poesia e saggi.

Nonostante la scelta di dar spazio alla pubblicazione digitale, seguendo almeno in parte l’inevitabile tendenza che vede la pagina stampata perdere terreno a favore di quella elettronica, Nova Charta resta convinta sostenitrice che l’emozione di tenere tra le mani un bel libro o una bella rivista sia insostituibile.

Per questo motivo da ormai quasi un decennio è l’attiva protagonista di Salviamo un Codice: un’iniziativa nata dalla volontà di riabilitare alla memoria almeno una parte di quel tesoro immenso, prezioso e spesso dimenticato quale è il patrimonio librario italiano.

Poster Novacharta

Sostenuto fin dai primi passi da Istituzioni del settore Cultura e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica – nel mandato del Presidente Napolitano –, questo ambizioso progetto ha ad oggi finanziato il recupero di antichi codici nelle biblioteche di numerose città italiane.

Da questa iniziativa ha origine una collana di libri chiamata Quaderni di Restauro, che consente la diffusione e la conoscenza dei risultati di Salviamo un Codice attraverso una serie di saggi che approfondiscono, di volta in volta nei singoli volumi, gli aspetti storici e paleografici del manoscritto in questione e illustrano tutte le fasi del processo di restauro grazie anche a un ricco apparato fotografico.