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Tag Archives: manoscritto

5 manoscritti medioevali tra i più belli di sempre

Siete amanti dei libri antichi? Appassionati di manoscritti miniati?
Allora dovete guardare questa selezione di bellissimi manoscritti medioevali, vere e proprie opere d’arte:

  • Lindisfarne Gospels (Evangeliario di Lindisfarne) – British Library
    Uno dei libri miniati più fmaosi del Medioevo con il suo stile tra l’Anglo-Sassone, il Celtico e il Mediterraneo.
  • Prayerbook of Claude de France Morgan Library & Museum
    Una gemma preziosa del primo ‘500 in formato 69 x 49 mm.

  • Black Hours – Morgan Library & Museum
    Un libro d’ore unico nel suo genere in stile Gotico, con 121 fogli di pergamena neri e i testi con inchiostro oro e argento.

  • Grimani BreviaryBiblioteca Nazionale Marciana
    Prodotot in belgio nel 1520, si tratta di uno dei manoscritti miniati più rappresentativi per quanto riguarda l’arte fiamminga.

  • Westminster Abbey BestiaryWestminster Abbey Library
    Considerato tra tutti i Bestiari, uno degli esemplari più belli e preziosi nel mondo.

 

 

 

Fonti: www.facsimilefinder.com; medievalists.net

Il libro più antico della letteratura ebraica

Un piccolo manoscritto di soli 10 cm di altezza e 50 pagine è diventato materia di interesse per bibliofili e ricercatori di letteratura ebraica.libro-ebraico Questo storico documento, presentato nel Museo dei Territori della Bibbia a Gerusalemme, è il libro di preghiere ebraiche (Siddurn) più antico scoperto fin’ora: infatti si stima che abbia 1.200 anni!

Scritto in lingua ebraica antica antico su fogli di pelle, ancora conserva la copertina originale applicata dall’autore, del quale per la verità sappiamo poco o nulla.

Il piccolo libretto ha una grande importanza storica, oltre che artistica. Alcuni esperti sostengono che fu scritto da un qualche uomo colto di Babilonia per aiutarsi nelle preghiere quotidiane. Probabilmente l’autore visse intorno all’anno 840 ed è possibile che fosse legato in qualche modo alle città di  Sura y Pumbedita, famosi centri di studio della Torah.

 

 

Fonte: abc.es/cultura/20140921/abci-manuscrito-liturgia-judia-201409201605.html

I misteri del Codex Gigas, ovvero la Bibbia del Diavolo

codex gigas1Conoscete la storia del Codex Gigas , meglio conosciuto come Bibbia del Diavolo?

Il Codex Gigas (libro gigante) è il più grande manoscritto medioevale giunto fino ai nostri giorni e attualmente si trova nella Biblioteca Nazionale di Svezia. Le sue dimensioni sono impressionanti: 92 cm di lunghezza, 50 cm di larghezza e 22 di spessore, e il peso totale è di 75 kg, senza contare che la sua copertina di legno è ricoperta di pelle e decorazioni. Per questi motivi l’opera è considerata uno degli oggetti più strani, enormi e affascinanti del passato.

Forse alcuni di voi ne hanno sentito parlare con un nomi diversi, come Codice Gigas, Codex Giganteus, Gigas Librorum o Fans Bibel. In ogni caso si tratta di un’opera piena di mistero, ma perchè?

Il codice pare sia stato scritto attorno al 1229 da un monaco benedettino, un certo Herman il Recluso nel monastero di Podlažice in Repubblica Ceca. Secondo la leggenda, questo frate fu condannato a morire murato vivo per avere infranto alcune severe regole, tipiche dell’ordine benedettino.

La notte precedente alla sua condanna, colto da un’ispirazione, si offrì di scrivere un enorme libro, in cui vi fosse trascritta l’intera Bibbia e altri testi sul sapere umano in una sola notte chiedendo agli altri monaci di salvargli la vita se fosse riuscito nel suo intento. Resosi conto dell’impossibilità di scrivere il manoscritto in una notte, il monaco chiese aiuto al Diavolo che lo aiutò e difatti il giorno seguente il libro era magicamente completo.

Secondo molti studiosi per completare un libro, di quelle dimensioni e con 320 pagine in pelle ci sarebbero voluti tra i 20 e i 30 anni. Inoltre secondo un’analisi recente,  la grafia è giudicata pressocchè identica dall’inizio alla fine, oltre al fatto che non ci sono errori: è possibile dunque che il manoscritto sia stato scritto in tempi non eccessivamente lunghi e da un’unica persona.

codex gigas2A parte le leggende sull’origine del Codex Gigas, è certamente degno di nota il contenuto del manoscritto. Innanzitutto la Bibbia, poi troviamo la Etymologiae di Isidoro di Siviglia, alcuni testi storici di Giuseppe Flavio, una storia sulla Boemia, ma anche alcune formule magiche, un calendario con nomi di santi e l’elenco dei monaci del monastero.  La pagina più famosa dell’opera, è la 290: essa contiene un’immagine del Diavolo a tutta pagina (da qui il nome Bibbia del Diavolo) raffigurato mezzo uomo e mezzo animale, con corna, una lingua biforcuta e piedi con artigli.

Per togliere un po’ di mistero  va detto che forse ci fu un’errata interpretazione della parola inclusus: alcuni pensavano che significasse “essere murati vivi”, ma secondo gli ultimi studi l’espressione vorrebbe dire “scelta di reclusione”. Dunque è probabile che il frate abbia scelto lui stesso di essere “murato vivo” per liberarsi dei suoi peccati e mettere su carta il lavoro e gli studi di una vita a favore dell’umanità. Inoltre nella pagina precedente la raffigurazione del diavolo troviamo una pagina con il regno dei cieli, come dire che nell’eterna lotta tra il bene e il male, forse il frate è riuscito a liberarsi dai suoi peccati.

 

 

 

Fonti: kb.se/codex-gigas/eng/; kestorya.wordpress.com/2012/02/14/il-codice-gigas-la-bibbia-del-diavolo/