Bisogna porsi due domande fondamentali quando si ha a che fare con un’illustrazione: quale artista è stato incaricato per l’illustrazione e quale tecnica artistica è stata utilizzata?

Illustratori

Ilustrazione di Arthur Szyk

Il lavoro di un illustratore può avere un grande impatto sul valore di un libro e di conseguenza sulla domanda da parte dei collezionisti. Le prime edizioni sono sicuramente quelle più richieste, ma un’opera d’arte firmata da un illustratore famoso può rendere un libro anche non molto antico davvero prezioso. Alcuni esempi sono la ristampa del 1935 dell’Ulisse di James Joyce illustrata da Henry Matisse o la Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Salvador Dalì.

Se si decide di basare la propria collezione su uno specifico illustratore, una buona bibliografia o più bibliografie saranno certamente di aiuto; per questo motivo consigliamo di consultare Worldcat.org e OPAC SBN.







Tecniche di illustrazione:

Si può dire molto su un libro a partire dal metodo in cui le illustrazioni sono state create. Molti collezionisti si appassionano alle rappresentazioni nei libri e vanno alla ricerca di illustrazioni realizzate con tecniche particolari. Qui di seguito elenchiamo alcuni esempi:

Disegni realizzati a mano

Disegni realizzati a mano

Non è facile trovare immagini realizzate a mano nei libri, semplicemente perché è un processo molto lungo ed è necessario molto tempo per riprodurre ogni singola pagina. Schizzi disegnati a mano, con acquerelli o dipinti sono quasi sempre riservati ad edizioni limitate o a speciali libri d’arte.

Xilografia

Xilografia o silografia

La xilografia definisce la tecnica di incidere su legno i disegni e i caratteri da riprodurre. Si suddivide in “xilografia su legno di filo” e “xilografia su legno di testa”, a seconda del tipo di taglio con cui sono ottenute la tavole da lavorare. La tecnica consiste nell’intaglio della superficie del legno con appositi utensili (sgorbie, coltelli, bulino). Le parti in rilievo vengono inchiostrate con un rullo ed impresse sul foglio di carta, a mano o mediante un torchio tipografico. Si possono avere due tipi di incisione:

1. incisione definita “a rilievo”: quando l’immagine appare nera su fondo bianco;

2. incisione definita “a cavo”: quando l’inchiostro coprirà tutta la tavola ad eccezione delle linee scavate e l’immagine stampata apparirà bianca su fondo nero.

Tecniche di stampa: calcografia, litografia e cromolitografia

La calcografia o la stampa calcografica è una delle tecniche di stampa più utilizzate, attraverso la quale le immagini sono il risultato della stampa di lastre metalliche, attraverso un torchio calcografico, nelle quali sono state realizzate incisioni per contenere il colore che poi verrà fissato nel foglio. Una volta ottenuta questa matrice sarà possibile ripetere tale processo un numero determinato di volte. La forma più antica di calcografia risale al 1500, con la stampa su lastre di rame. Le principali tecniche di stampa calcografica sono la puntasecca e l’acquaforte.

 

puntasecca

La puntasecca

La puntasecca consiste nell’incisione dell’opera su una lastra di rame attraverso uno strumento chiamato “punta”. Una volta incisa, la lastra viene inchiostrata e poi ripulita affinché l’inchiostro rimanga solo nelle parti incise, dopo di che viene collocata sul torchio che permette la stampa su carta. Uno dei primi maestri ad utilizzare questa tecnica fu Andrea Meldolla.

acquaforte

L’acquaforte:

Questa tecnica si realizza mediante lastre ricoperte di cera d’api, oppure bitume o vernice satinata, con l’obiettivo di proteggerla dall’acido o acquaforte in cui viene immersa. L’acquaforte è un termine antico con cui veniva chiamato il composto di acqua e acido nitrico. Con uno strumento a punta viene asportato il materiale protettivo affinché restino scoperte le parti che poi verranno stampate. La lastra deve rimanere in acido per un tempo proporzionato al tipo di segno desiderato. Tolta la lastra dall’acido, viene ripulita e messa al torchio. In Italia, il Parmigianino venne considerato il maggior esperto di questa tecnica.

litografia

La litografia

Questa tecnica è stata inventata nel 1796 dal tedesco Aloys Senefelder. Per la sua realizzazione si utilizzano delle lastre di zinco o alluminio granite. La tecnica consiste nel disegnare o dipingere con speciali inchiostri grassi o resinosi la superficie levigata e pulita. La lastra viene quindi sottoposta ad un trattamento con soluzione acquosa acidulata, di modo che, nella successiva fase di inchiostrazione a rullo, l’inchiostro stesso aderisca solamente alle parti grasse. La fase di stampa avviene attraverso un torchio piano.

 

Cromolitografia

La cromolitografia

Proseguendo nel cammino segnato dalla litografia, la cromolitografia nacque intorno al 1835 grazie a Godofredo Engelmann. Grazie a questa tecnica è stato possibile realizzare disegni a colori attraverso la sovrapposizione di immagini monocromatiche tracciate ognuna su una matrice diversa.



 

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