Timm, Uwe Come mio fratello

ISBN 13: 9788804548058

Come mio fratello

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9788804548058: Come mio fratello
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Fin dall'infanzia la vita di Uwe Timm è stata segnata da un evento tragico e per lui inspiegabile, ma solo a sessant'anni di distanza, rimasto ultimo membro della famiglia dopo la morte dei genitori e della sorella, si sente finalmente pronto ad affrontarlo. È la vicenda del fratello Karl-Heinz che si arruolò volontario in una divisione delle SS e andò a morire sul fronte russo, appena diciannovenne, nel 1943. Di quel fratello Uwe non ha quasi alcun ricordo: solo l'immagine fugace di un ragazzo alto che lo solleva e lo fa volare in aria. Quando Karl-Heinz si arruolò, lui aveva solo due anni.

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Recensione:

Con il fratello SS sul fronte del male

Luigi Forte, Tuttolibri - La Stampa

Brevi lettere, poche annotazioni diaristiche del fratello Karl-Heinz morto sul fronte russo nell'ottobre del 1943 bastano allo scrittore amburghese Uwe Timm per riaprire la tragica pagina dell'apocalisse nazista e sollevare inquietanti interrogativi sulla responsabilità dei tedeschi. In Come mio fratello, uscito in Germania due anni fa, l'autobiografia fa da sfondo a una tragedia collettiva che disvela nel tempo inquietanti zone d'ombra. E' un libro coraggioso, scritto, per così dire, contro se stesso, alla ricerca d'una verità, anche la più amara: minando ogni certezza, scavando oltre la patina rassicurante degli affetti, inseguendo il lato oscuro, enigmatico del ricordo. Non un romanzo, ma una rivisitazione del passato (quasi una prolungata seduta psicoanalitica!) che accorpa flash back e rievocazioni storiche, documenti pubblici e privati, aneddoti famigliari e riflessioni politico-morali. Ci voleva uno come Timm, che l'editoria italiana per anni ha ingiustamente trascurato, per arrivare a tanto. Uno nato nel 1940, svezzato sotto i bombardamenti e poi cresciuto in un Paese che cercava una nuova identità, a metà strada fra democrazia e rimozione della tragedia nazista. Come altri scrittori a lui affini - per esempio Peter Schneider - coinvolti nell'esperienza del Sessantotto, Timm non ha avuto esitazioni nell'affrontare in modo radicale il rapporto con la generazione dei padri e il loro passato. La sua prosa è un incessante itinerario di formazione, che stavolta si confronta, con sofferenza ma anche con rigore morale, con il microcosmo della propria famiglia. E non perché sia stata molto diversa dalle altre migliaia che hanno consentito l'ascesa del nazismo sacrificando padri e figli a un disegno di totale follia. Ma perché nei gesti quotidiani, nel rituale degli affetti si evidenziano ancor più le contraddizioni di un'intera generazione e la banalità del male fuoriesce con un'evidenza impressionante. Timm cerca risposte dietro le scarne testimonianze del fratello Karl-Heinz, volontario a diciotto anni, nelle Waffen-SS, caduto, pochi mesi dopo, in Ucraina. E non trova che ulteriori interrogativi su un sistema che ha distrutto coscienze e seminato cadaveri per tutta Europa. Risuscitare l'immagine del fratello significa evocare anche quella del padre imbalsamatore e pellicciaio, volontario già nella Prima guerra mondiale, poi membro di un Freikorps che combatte contro i bolscevichi nel Baltico e infine soldato della Luftwaffe. Come tanti, dotato di doppia personalità: accecato da valori assoluti come dovere, sacrificio, coraggio della morte, eppure, in condizioni normali, una persona amabile, un borghese modello. Capace di superare in nome di ideali fasulli anche lo shock della morte del figlio. Ma proprio per questo non in grado di ridare un senso alla vita. Il libro di Uwe Timm mostra in un abile assemblaggio di voci e destini non solo il fallimento dei singoli, ma del "sistema collettivo dei valori", alla cui distruzione, quel padre come tanti altri aveva contribuito, salvo poi rimuoverne le conseguenze o circoscriverle assolutizzando la propria esperienza come una realtà incomprensibile per gli altri. Anche nei ritratti più delicati e affettuosi della madre e della sorella, lo scrittore dissemina dubbi e incoerenze, si lascia dietro una palpabile traccia di inquietudine. Certo le sue pagine acquistano spessore e polemica dignità quando tratteggiano il vuoto e l'impotenza della cultura di fronte al grande Male, la disinvoltura del potere più brutale che manda al macello i propri figli, la mancata educazione alla disubbidienza dei tedeschi, il loro collettivo silenzio di fronte agli eccidi di massa. Sono fantasmi di una tragica storia rievocati con una certa frequenza nei decenni del dopoguerra. Eppure, filtrati in singoli destini e rivisitati sulla propria pelle e nei meandri della coscienza infelice, come in questo caso, danno l'impressione di un capitolo nuovo: mai concluso finché ci sarà qualcuno disposto a dimenticare.

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ISBN 10: 8804567864 ISBN 13: 9788804567868
Casa editrice: Mondadori, 2007
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