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Cefalogia Fisonomica divisa in dieci deche dove: GHIRARDELLI, Cornelio

Descrizione: In Bologna, per Gio Recaldini, 1673 / 4. In 8vo (cm. 15); pp. (16), 662 + una carta bianca. Legatura di epoca recente in piena pelle a 4 nervi con titolo in oro. Antico restauro per mancanza di una piccola striscia di carta nella parte inferiore del frontespizio con i dati tipografici. Axs. Codice articolo 3409

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CEFALOGIA FISONOMICA DIVISA IN DIECI DECHE, DOVE: GHIRARDELLI Cornelio (?-

Descrizione: HEREDI EVANGELISTA DOZZA, 1630. Rilegato. Condizione: discreto. Legatura coeva in piena pergamena con tracce di titolo manoscritto al dorso. Elegante frontespizio figurato a firma di Jérôme David con titolo all'interno di elaborata edicola architettonica figurata; 12 pagine non numerate, 1 bel ritratto dell'autore inciso a piena pagina fuori testo; 628 pagine numerate con, all'interno, 100 incisioni silografiche raffiguranti ritratti a mezzo busto; 20 pagine non numerate per indici e colophon. I ritratti di pag. 181 e 475 con altro ritratto sovrapposto a correzione. Prima edizione. Cfr. Treccani "Nella nutrita serie di opere del G., senza dubbio il trattato più importante e impegnativo è la Cefalogia fisonomica. Come lo stesso G. racconta, il progetto iniziale prevedeva che l'opera fosse destinata esclusivamente alla circolazione interna all'Accademia dei Vespertini. Dopo varie pressioni, fu presa però la decisione di darla alle stampe e uscì a Bologna nel 1630 e con l'imprimatur di Girolamo Onofrio, professore all'Università di Bologna dal 1613 al 1639 e consultor Inquisitionis al servizio dell'inquisitore Paolo de Garrexio. La presenza di G. Onofrio era opportuna garanzia, in un momento di crescente diffidenza da parte delle autorità religiose verso le arti divinatorie che, come è noto, sfocerà nella condanna ufficiale con il motu proprio di Urbano VIII del 1631. D'altro canto, come è stato rilevato da G. Aquilecchia, il G. si muoveva in tale ambito con ben dosata cautela riguardo agli aspetti più rischiosi della tradizione fisiognomica, dichiarandosi per esempio del tutto contrario a dare fondamento filosofico all'arte etoposcopica, ovvero il trarre presagi dai segni del viso, guardata con particolare sospetto dal S. Uffizio. L'opera è un corposo volume in quarto, di circa seicento pagine, suddiviso in dieci deche. Ogni deca, a sua volta divisa in dieci discorsi, è dedicata a un carattere fisiognomonico della testa (nell'ordine: capelli, fronte, sopracciglia, occhi, naso, bocca, mento, orecchie, faccia, capo). Ogni discorso rispetta una precisa struttura: dapprima il ritratto della testa seguito da un sonetto, poi il Discorso del G. medesimo, il Parere de' scrittori, infine l'Additione a cura di un membro dell'Accademia dei Vespertini, identificato con lo pseudonimo di Inquieto, presentato come "singolarissimo amico". L'ultimo discorso di ogni deca è dedicato a un tipo fisiognomonico femminile. L'opera è altresì un'eloquente testimonianza delle vaste letture e della non disprezzabile rete di contatti culturali intessuta dal Ghirardelli. Gli autori della classicità greca e latina sono fittamente presenti, e continuo è il rimando ad Aristotele (soprattutto per il De physiognomia, che gli è attribuito), a Polemone, Michele Scoto, Alberto Magno, Girolamo Cardano, Luca Gaurico, Paolo Pincio, Giovan Battista Della Porta, Angelo Ingegneri, Guglielmo Gratarol, e anche ad autori moderni non di ambito scientifico, come Torquato Tasso e Gabriele Paleotti. Esemplare in discrete condizioni, a pagina 116, una lacerazione in fase di stampa al centro della pagina, richiusa; traforazione di tarlo, al margine inferiore lontano dal testo, da pag. 307 a pagina 380; altra traforazione, più vistosa, all'interno del margine inferiore da pagina 325 a pagina 353, lontano dal testo; altrimenti buona copia. (al colophon, 1630). Codice articolo 1934

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Descrizione: Heredi di Evangelista Dozza e compagni, Bologna, 1630. Titolo entro bordura architettonica incisa da Girolamo David, ritratto dell'autore a p. pag. f.t. inciso in rame, 100 ritratti a mezza pagina entro elaborate cartouches incisi in legno, grande impresa tipografica sul foglio del colophon, numerose iniziali ornate, frontalini e finalini. Si tratta di un interessante trattato in italiano organizzato in dieci libri di dieci capitoli ciascuno. I dieci libri affrontano nell'ordine i seguenti argomenti: capelli, fronte, sopracciglia, occhi, naso, bocca, mento, orecchie, viso e testa. Ciascun capitolo si apre con una figura che ritrae un tipo particolare riferito all'argomento del libro a cui fa seguito un distico in latino e un sonetto in italiano di diversi autori, anche appartenenti ad altri accademie e citta' italiane; segue un piu' lungo Discorso in prosa del Ghirardelli. L'ultimo capitolo di ciascun libro e' dedicato alla fisionomia di un tipo femminile. L'autore, un francescano studioso di medicina astrologica e pronostici, entrà a far parte della famosa Accademia dei Vespertini di Bologna, luogo in cui si dibatteva di matematica, astronomia ed astrologia. La Cefalogia, che à l'opera pià importante del Ghirardelli, fu inizialmente a disposizione dei soli membri dell'accademia. Numero di tavole: 101 pp.(22), 628, (22) altezza 24 larghezza 17 Legatura antica in mezza pergamena, con titolo e fregi in oro su tassello in parte mancante; il dorso con nervi presenta alcuni fori di tarlo e risulta quasi totalmente scollato. Le pagine interne si presentano fragili, in parte brunite dal tempo, con sparse fioriture. Strappo al bordo superiore dell'ultimo foglio di testo (pagg.627-628) con perdita di testo. Codice articolo MANVAR1000245-13007

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Cefalogia fisonomica. Divisa in dieci deche, dove: GHIRARDELLI CORNELIO

Descrizione: In Bologna, presso gli heredi di Evangelista Dozza e Compagni, 1630. Brossura. Cm. 22, pp. (20) 628 (20). Con splendido frontespizio architettonico inciso da Girolamo David, ritratto dell"Autore a piena pagina, 100 ill. xilografiche raffiguranti altrettanti volti. Numerosi capilettera e graziosi finalini xil. Legatura del tempo in piena pergamena rigida con titoli ms. al dorso; tagli spruzzati. Trascurabili e macchiette sparse, sporadiche bruniture, buchetto all"angolo alto esterno bianco (lontano dal testo) delle ultime carte. Esemplare ben conservato. Cornelio Ghirardelli (15??-1637), francescano nativo di Bologna, fu studioso di medicina astrologica e pronostici, materie alle quali dedicò numerosi studi tra il 1621 e il 1634. Così la voce G. in D.B.I. (volume 53, a cura di Alessandro Ottaviani) a proposito di quest"opera: "Nella nutrita serie di opere del G., senza dubbio il trattato più importante e impegnativo è la Cefalogia fisonomica. Come lo stesso G. racconta, il progetto iniziale prevedeva che l"opera fosse destinata esclusivamente alla circolazione interna all'Accademia dei Vespertini. Dopo varie pressioni, fu presa però la decisione di darla alle stampe e uscì a Bologna nel 1630 e con l"imprimatur di Girolamo Onofrio, professore all"Università di Bologna dal 1613 al 1639 e consultor Inquisitionis al servizio dell'inquisitore Paolo de Garrexio. La presenza di G. Onofrio era opportuna garanzia, in un momento di crescente diffidenza da parte delle autorità religiose verso le arti divinatorie che, come è noto, sfocerà nella condanna ufficiale con il motu proprio di Urbano VIII del 1631. D'altro canto, come è stato rilevato da G. Aquilecchia, il G. si muoveva in tale ambito con ben dosata cautela riguardo agli aspetti più rischiosi della tradizione fisiognomica, dichiarandosi per esempio del tutto contrario a dare fondamento filosofico all'arte metoposcopica, ovvero il trarre presagi dai segni del viso, guardata con particolare sospetto dal S. Uffizio. L"opera è un corposo volume in quarto, di circa seicento pagine, suddiviso in dieci deche. Ogni deca, a sua volta divisa in dieci discorsi, è dedicata a un carattere fisiognomonico della testa (nell'ordine: capelli, fronte, sopracciglia, occhi, naso, bocca, mento, orecchie, faccia, capo). Ogni discorso rispetta una precisa struttura: dapprima il ritratto della testa seguito da un sonetto, poi il Discorso del G. medesimo, il Parere de" scrittori, infine l"Additione a cura di un membro dell'Accademia dei Vespertini, identificato con lo pseudonimo di Inquieto, presentato come "singolarissimo amico". L'ultimo discorso di ogni deca è dedicato a un tipo fisiognomonico femminile". Prima edizione. Cfr. Iccu; Piantanida, 2189; Riccardi I, 38; Krivatsy 4706; Cicognara, 2440. Codice articolo 0000000012069

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Descrizione: In Bologna: presso gli heredi di Evangilista Dozza e Compagni, 1670. In-4 (22 cm) (18) 628 (20). Bel frontespizio calcografico in cornice architettonica. Al colophon marca editoriale: Una rosa con un' ape ed un ragno appoggiati sui suoi petali. In una cornice figurata. Motto su un nastro: "Hinc mel hinc venenum" e i dati tipografici "In Bologna presso Clemente Ferroni 1630 con licenza de' superiori". L'Inquieto Academico Vespertino, è, probabilmente, Ovidio Montalbani; cfr. BL Italian, 17th cent., v. 1 p. 391. Frontespizio inciso da Jerome David. Al 18mo secolo. Codice articolo ANT2682

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