Tra i più importanti ceramisti del Settecento, Giorgio Giacinto Rossetti (1705-1778) non ha finora goduto di studi approfonditi. Una lacuna che il volume di Cristina Campanella (1963-2023) permette ora di colmare. La capillare ricerca archivistica della studiosa mette in luce nuovi aspetti del percorso personale e professionale di Rossetti, dagli esordi a Torino nel 1725, con la fondazione di una Fabrica di Maiolica aperta sotto patrocinio reale, al trasferimento per nove anni a Lodi, fino al rientro definitivo nella capitale sabauda. Qui, nel 1736 diede avvio a una delle prime fabbriche di porcellana sorte in Italia. Un capitolo affascinante e poco noto della storia artistica e imprenditoriale di Torino.
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Condizione: NEW. Cinisello Balsamo: Silvana Editoriale, 2025 9788836660995 1338 N vol.: 1, N pag.: 256, W: 21.3, Illustr.: COL + B/N, N illustr.: 140 Tra i più importanti ceramisti del Settecento, Giorgio Giacinto Rossetti (1705-1778) non ha finora goduto di studi approfonditi. Una lacuna che il volume di Cristina Campanella (1963-2023) permette ora di colmare. La capillare ricerca archivistica della studiosa mette in luce nuovi aspetti del percorso personale e professionale di Rossetti, dagli esordi a Torino nel 1725, con la fondazione di una Fabrica di Maiolica aperta sotto patrocinio reale, al trasferimento per nove anni a Lodi, fino al rientro definitivo nella capitale sabauda. Qui, nel 1736 diede avvio a una delle prime fabbriche di porcellana sorte in Italia. Un capitolo affascinante e poco noto della storia artistica e imprenditoriale di Torino. Tra i più importanti ceramisti del Settecento, Giorgio Giacinto Rossetti (1705-1778) non ha finora goduto di studi approfonditi. Una lacuna che il volume di Cristina Campanella (1963-2023) permette ora di colmare. La capillare ricerca archivistica della studiosa mette in luce nuovi aspetti del percorso personale e professionale di Rossetti, dagli esordi a Torino nel 1725, con la fondazione di una Fabrica di Maiolica aperta sotto patrocinio reale, al trasferimento per nove anni a Lodi, fino al rientro definitivo nella capitale sabauda. Qui, nel 1736 diede avvio a una delle prime fabbriche di porcellana sorte in Italia. Un capitolo affascinante e poco noto della storia artistica e imprenditoriale di Torino. Maritano, Cristina. Codice articolo M25001892
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