Radicato nel movimento della vita, lo spazio costruito (ordinatum) lascia posto al costruire dello spazio ordinans, spazio in azione, avvenimento di incontri, dramma nel quale gli esseri si avvicinano e tendono al noi per creare il loro io, il loro essere presso di sé. Il dibattito fenomenologico di cui Patocka è stato uno dei più felici protagonisti, ridefinisce allora tutti i termini della spazialità: centro, periferia, orientamento, casa, interno, esterno ritrovano nella vita vissuta la sorgente dinamica del loro costituirsi e inaugurano percorsi del pensiero ancora e sempre in attesa di essere attraversati.
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Jan Patocka (1907-1977) filosofo ceco di fama internazionale, è stato allievo di Edmund Husserl e Martin Heidegger. È il maggiore esponente del pensiero fenomenologico nell’Europa dell’Est. Celebri anche i suoi studi di pedagogia. La concezione della fenomenologia in Patocka differisce soprattutto circa il ruolo del soggetto. Patocka ritiene infatti che la visione di Husserl idealizzi il soggetto a scapito dei tanti e diversi contesti in cui è inserito. Portavoce del movimento nazionale per i diritti civili, Patocka morì in seguito alle percosse ricevute durante uno degli interrogatori della polizia del governo comunista cecoslovacco. Tra i suoi libri più recenti tradotti in italiano ricordiamo: Saggi eretici sulla filosofia della storia (2008); Platonismo negativo (2015).
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