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Il disagio del Riformista. Commenti, ricordi, polemiche di un radicale atipico. - Brossura

Spadaccia, Gianfranco

 
9788886908641: Il disagio del Riformista. Commenti, ricordi, polemiche di un radicale atipico.

Sinossi

Queste note e noterelle di Gianfranco Spadaccia sono anche la biografia di un radicale “atipico”, perché nel comunicare i suoi pensieri non usa il gesto ma soprattutto il ragionamento piano, privo di rampogne, volto a convincere il suo “avversario”. Questo non significa che negli scritti non si ritrovi una polemica tagliente e a volte un’indignazione sentita, uno stile “radicale” ma c’è, soprattutto, un argomentare pacato. La difficoltà nel presentare questi scritti non sta, quindi, nella difficoltà di leggerli e di interpretarli come capita spesso, ma solo nello scegliere alcuni temi, tra i tanti che sono affrontati con articoli, saggi o brevi corsivi. Eppure c’è un filo che lega il tutto: l’europeismo, il riformismo, il laicismo, il garantismo.

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Dalla quarta di copertina

Queste note e noterelle di Gianfranco Spadaccia sono anche la biografia di un radicale “atipico”, perché nel comunicare i suoi pensieri non usa il gesto ma soprattutto il ragionamento piano, privo di rampogne, volto a convincere il suo “avversario”. Questo non significa che negli scritti non si ritrovi una polemica tagliente e a volte un’indignazione sentita, uno stile “radicale” ma c’è, soprattutto, un argomentare pacato. La difficoltà nel presentare questi scritti non sta, quindi, nella difficoltà di leggerli e di interpretarli come capita spesso, ma solo nello scegliere alcuni temi, tra i tanti che sono affrontati con articoli, saggi o brevi corsivi. Eppure c’è un filo che lega il tutto: l’europeismo, il riformismo, il laicismo, il garantismo.

Dal risvolto di copertina interno

Gianfranco Spadaccia è stato uno dei protagonisti in Italia delle lotte per i diritti civili e per i diritti umani. Giornalista ed uomo politico è stato uno dei fondatori del Partito Radicale, di cui è stato più volte segretario e parlamentare. Nel 1975 il suo arresto come segretario del Partito, insieme a quelli di Adele Faccio e di Emma Bonino, spianò la strada all’abolizione del reato d’aborto e alla approvazione della legge 194. Da anni lontano dalla politica attiva è tornato ad impegnarsi nell’Associazione Luca Coscioni, nel Partito Radicale transnazionale e nella Rosa nel pugno. Recentemente è stato nominato garante delle persone private della libertà del Comune di Roma.

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