Nato da una mostra presso Stazione ArteContemporary, questo volume esplora il ruolo dell’ironia nell’arte e nella cultura italiana tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta, un periodo in cui essa si afferma come strumento privilegiato di analisi, critica e liberazione. Attraverso un percorso che intreccia arti visive, filosofia, letteratura, design e moda, il libro indaga come l’ironia sia stata utilizzata per decostruire ideologie, smascherare retoriche consolidate e mettere in discussione le forme del potere, sia politico sia estetico. Partendo dalla crisi del progetto modernista e delle sue ambizioni di razionalità e progresso, il volume analizza il passaggio alla sensibilità postmoderna, evidenziando come l’ironia sia diventata una risposta alla complessità e all’imprevedibilità del reale. Negli anni Ottanta, artisti, registi e scrittori ne fanno un mezzo per svelare le contraddizioni della società contemporanea: dagli stereotipi televisivi al culto delle mode culturali, dalla spettacolarizzazione della politica fino alla crescente finanziarizzazione dell’economia e della produzione culturale. Con uno sguardo ampio e interdisciplinare, il libro non si limita a ricostruire una stagione fondamentale della cultura italiana, ma riflette anche sull’evoluzione dell’ironia nei decenni successivi, interrogandosi sul suo destino all’interno del sistema dell’arte contemporanea. Un saggio che offre una lettura originale e stimolante di uno degli strumenti critici più efficaci e affascinanti della contemporaneità.
Le informazioni nella sezione "Riassunto" possono far riferimento a edizioni diverse di questo titolo.
Da: Brook Bookstore, Milano, MI, Italia
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