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Carloforte stories - Brossura

 
9791280629708: Carloforte stories

Sinossi

Sessanta racconti costruiscono un affresco collettivo in cui "carlofortini" e "foresti” si intrecciano. In tanti ricordano la loro prima volta sull'Isola di San Pietro, arrivando da Torino, Milano, Genova, dalla vicina Cagliari, o da altre parti della penisola e del mondo. Le testimonianze sono punteggiate di memorie, aneddoti, spiagge e scorci che risuonano come ritornelli: Guidi, La Bobba, Punta delle Oche, Guardia dei Mori e tanti altri luoghi dell'anima. Tra le voci spicca quella del vento, che scandisce la vita sia di chi la abita tutto l'anno, sia di chi la vive come un rifugio estivo: quando si impara a dialogare con i suoi venti, l'isola diviene “casa”. Echeggia inoltre nelle pagine la lingua tabarchina, e alcuni racconti sono integralmente tradotti.

Le informazioni nella sezione "Riassunto" possono far riferimento a edizioni diverse di questo titolo.

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Il libro che state per sfogliare è l’undicesimo della collana Stories, nata quasi per gioco da una chiacchierata in una domenica di marzo del 2020. Da allora, abbiamo intrapreso un viaggio per raccontare diversi quartieri di Torino, siamo partiti da Borgo Rossini, il quartiere dove c'è la libreria Il Ponte sulla Dora, per poi inoltrarci tra le strade di altri borghi, ognuno con il suo ritmo, la sua voce, le sue storie. Abbiamo esplorato i confini urbani, e spinto lo sguardo oltre, verso quei luoghi appena fuori città, che pure ne condividono l’anima. Siamo poi saliti verso la montagna raggiungendo Sparone e Prali ma con l'idea di raggiungere piano piano il mare di Noli. Nessuno poteva immaginare, cinque anni fa, che saremmo approdati a Carloforte. A portarci sull’Isola di San Pietro è stata, come è accaduto all'inizio di questa storia, la magia dei libri. L’apertura di una libreria è il seme da cui è maturata l’idea di raccogliere racconti che parlassero di questo luogo meraviglioso, fondato da genovesi di Pegli arrivati da Tabarka a metà Settecento. Sessanta racconti costruiscono questo affresco, in cui “foresti” e “carlofortini” si intrecciano come in un grande macramè. Ad aprire la raccolta è Anna Maria Garbarino, bibliotecaria dell’isola, senza il cui aiuto questo volume non esisterebbe. Annamaria dichiara da subito la passione per i blucerchiati della Sampdoria, ereditata da una famiglia i cui avi giunsero da Genova a metà Ottocento, con Domenico, scalpellino impegnato nella costruzione del faro di Capo Sandalo. In tanti raccontano la loro prima volta a Carloforte, arrivando da Torino, Milano, Genova, dalla vicina Cagliari, o da altre parti della penisola e del mondo. Le testimonianze sono punteggiate di memorie, aneddoti, spiagge e scorci che ritornano come ritornelli: Guidi, La Bobba, Punta delle Oche, Guardia dei Mori e tanti altri luoghi dell’anima. Ma, come si legge in uno dei testi, “sono le regole del vento che scandiscono la vita del posto”. Le decisioni sul da farsi e sulla meta da raggiungere dipendono spesso dal vento che soffia: scirocco o maestrale, a decidere è il cielo. Lo scrittore Antonio Boggio, che a Carloforte ha dedicato tanti romanzi gialli, scrive nel suo racconto: “Ho sempre pensato che Carloforte, l’Isola di San Pietro – e forse tutte le isole del mondo – facessero lo stesso con le persone. Le avvolgono, cucendo addosso un filo: un cordone ombelicale invisibile che le lega alla terra, ai venti, alle onde che si frangono sulle scogliere. Un legame sensoriale con i profumi e con i suoni. Si può partire, si può vivere lontano per anni, persino per sempre, ma si resta ancorati a quella fibra”. In molti racconti si percepisce proprio questa fibra, questo legame indissolubile con un luogo che è origine o destino, dove si è nati o dove, semplicemente, si scopre di voler vivere. Anche Ernst Jünger resta folgorato dalla bellezza di quest’isola che scopre nel 1954 e continua a frequentare fino al 1978. Ho conosciuto Carloforte nel 2015, in occasione dei vent’anni dalla morte di Sergio Atzeni, la cui storia avevo incrociato trent’anni prima, grazie ad alcuni suoi amici. In quell’occasione ho incontrato anche Nicolo Capriata, che rappresentava la memoria dell’isola, e di cui Lorenza Garbarino – animatrice della rassegna L'Isola dei Libri – traccia un bellissimo ricordo in queste pagine. Curioso anche come la scrittrice Eleonora Carta, che vive a Portoscuso, racconti l’isola che ha di fronte, con sguardo affettuoso e incantato. Leggendo queste pagine scoprirete storie che non conoscevate, e altre più note – come la visita di Vittorio Gassman a Carloforte – accanto a testi scritti anche in tabarchino: è infatti questo il primo volume della collana Stories ad avere racconti con testo a fronte. Non ci resta che trovarci idealmente tutti insieme, magari davanti a una delle specialità della cucina carlofortina, e goderci questo viaggio di parole. Lasciamoci avvolgere da queste storie.

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