Può un lettore superficiale e disattento diventare scrittore?
Si. Tutto è possibile. E così, senza avere mostrato alcuna particolare predisposizione, Mauro Acquaroni inizia a scrivere.
Nel 2006 pubblica con la casa editrice Sometti un piccolo lavoro dal titolo “Gioco, Partita, Incontro” che subito incontra il favore di parenti e amici.
Poi, non pago, nel 2008 pubblica con Info Media un secondo lavoro “Fosse Vero”, che pur essendo un frutto ancora piuttosto acerbo, soddisfa gli amanti del trash ma gli aliena le simpatie di parenti e amici.
E’ nel 2010 che Acquaroni comincia a svelare il talento dello scrittore con “LUC” edito da Sometti; in quell’occasione scopre anche youtube e così intasa con i suoi book trailer l’etere.
Nel 2011 la passione per la boxe gli impone di pubblicare con Sometti il suo quarto lavoro “Come un jab” che appassiona gli sportivi di tutto il mondo, e non solo.
Con “Piccioni – romanzo senz’acca” Acquaroni, grazie alla giovane e aggressiva casa editrice Gilgamesh, approfondisce lo studio della tecnica di scrittura e, pur fallendo nel tentativo di essere ammesso all'OULIPO, entra definitivamente nel cenacolo degli scrittori preferiti dall’élite dei lettori.
“De La Tour - il peccato del tennista”, Gilgamesh 2015, lo consacra come uno dei massimi biografi italiani del grande pittore ma accontenta anche gli appassionati del noir più raffinato. Purtroppo non gli consente di trionfare al Goncourt ma sarà per la prossima volta.
2016: nell’ennesimo tentativo di imitare Baricco con la sua scuola Holden, Acquaroni assiste un gruppo di potenziali giovani scrittori “OTTO” nella loro pubblicazione “REVES”: il pubblico gradisce ma il gruppo si scioglie con le prime giornate di sole.
Nel 2017 esce “L’UTILE - à la recherce de”, un interessante esperimento di romanzo “pour temoignages”, che avvalendosi del linguaggio (e quindi del pensiero) comune, ha la presunzione di proporre una indagine su cosa è veramente “utile”.
E' nel 2019 che Gilgamesh consente ad Acquaroni di fare parlare un ciliegio dalla butte di Montmartre perchè racconti gli ultimi cento anni della ville lumière con "HO VISTO - j'ai vu".
E adesso? adesso andiamo a Parigi, in un futuro prossimo, 2030. Il Notaio Chabert era morto per tutti ma poi è tornato (a volte ritornano), e allora come la mettiamo?
Già altri autori si erano posti il problema, Balzac, Pirandello, Omero, Dumas e chissà quanti altri; Acquaroni, con il suo nono romanzo, si cimenta a sua volta impugnando con la destra la stilografica e con la sinistra l'adorato e salvifico sigillo notarile.