Sono nato in Friuli e da poco ci sono tornato, dopo tanto girovagare. La mia casa e il mio studio sono la mia macchina del tempo. Da qui vedo la campagna: i suoi colori che cambiano ogni giorno sono l’orologio e il calendario della vita dentro nel tempo, vissuta qui e ora, senza i condizionamenti e i giudizi che vorrebbero che facessi una cosa e non ne facessi un’altra.
Poco più in là scorre il Tagliamento, da chissà quanto tempo rispecchia i visi delle persone che si specchiano nelle sue acque, che scorrono via senza dar loro peso. Eppure non siamo internauti che non lasciano traccia del loro passaggio. Ciascuno di noi lascia un segno in colui che lo segue.
Nell’attività di psicoterapeuta talvolta incontro persone che vivono il dubbio se lasciarsi travolgere da quelle acque o cambiarne il corso. Ma temono di prendere decisioni e finiscono per passare un tempo enorme sulle rive del fiume a rispecchiarsi e osservare la loro immagine che si deforma.
Aiutarle a decidere dove andare e come andarci: il mio lavoro si potrebbe sintetizzare così.
Per farlo, però, le spiegazioni di cui disponevo non mi bastavano. Non mi bastava credere che l’unità minima della vita è l’uomo. L’uomo, in realtà, non può vivere in solitudine, pertanto è necessario osservarlo nel suo contesto sociale, relazionale. Così, oltre alla laurea in psicologia e la specializzazione in psicoterapia, ho completato gli studi in sociologia, per poter osservare ciò che accade dall’interno – a livello dei tessuti e dei pensieri e dall’esterno dell’uomo, del suo agire in relazione agli altri e alle regole che ci vengono fornite.
Poi è accaduto un fatto strano: ho compreso che la relazione fra conoscenze non è di tipo sommativo, ma moltiplicativo. Assecondando i processi della conoscenza è possibile disporre di molte più nozioni rispetto a quelle a cui abbiamo accesso.
Così ho iniziato a sintetizzare tutto ciò di cui dispongo in libri, saggi e manuali, più per me stesso, in realtà. Scrivere obbliga la mente a creare connessioni, fra ciò di cui già dispone e nuove e ulteriori conoscenze che poi finiscono nel patrimonio personale e di chi desidera disporne.
Grazie a ciò ho acquisito la libertà di scegliere ogni giorno in quale campo professionale muovermi: dalla terapia alla consulenza organizzativa, dalla formazione – in particolare di figure specialistiche nella sanità – alle risorse umane.