Sara Ferro W. (11/5/1977, Milano) è di studi sociologa magistrale sebbene imprestata alla germanistica che appunto frequenta dai tempi accademici in gran parte trascorsi a Berlino. È stata la prima con "Venere in Pesci" e "La Pagana" a tradurre Max Mohr scoprendolo durante un soggiorno monacense in un negozio d’antiquariato librario; da allora si dedica alla sua opera continuando a tradurne romanzi e commedie proprio perché si sente chiamata a farlo da una speciale affinità elettiva con lo scrittore.
Studiosa del clima culturale tedesco anche del primo novecento, lo scrittore bavarese le offre di continuo assist per afferrarne un qualche scampolo di senso o nonsenso in più. Gli spaccati su ambienti sociali di nicchia e di fuoriusciti forniti dalla scrittura finemente sardonica di Mohr le sono congeniali quanto un poderoso trattato sociologico con inoltre la poeticità.
Il suo primo poemetto è "Sineddoche Torino", prima parte della trilogia GE-MI-TO - parti seconda e terza in lavorazione.