Jonathan è un creatore di miti e sistemi modulari. Il suo lavoro creativo abbraccia musica, tipografia e composizione visiva – ogni disciplina è trattata come un rituale di trasformazione. Attraverso la distorsione rivela la struttura; attraverso il gesto inscrive il significato.
È l’architetto dell’Octo Gradus Transformationis, un sistema in otto fasi che guida il suo processo mitico dal segnale al lascito. Questo framework informa la sua filosofia compositiva, ma è separato dai suoi studi tecnici.
Parallelamente, Jonathan ha composto le 82 Études – una raccolta di esercizi di lettura per basso, progettata per affinare la percezione, approfondire l’ascolto e ritualizzare la padronanza musicale. Queste études non fanno parte del ciclo in otto fasi, ma costituiscono una pratica fondamentale nel suo archivio sonoro.
Jonathan inventa strumenti che mitologizzano l’atto creativo. Il suo Shibetsu Indentor – un dispositivo meccanico per l’iscrizione rituale – ridisegna i glifi con imperfezione intenzionale, evocando la pennellata della calligrafia sacra. Ogni tratto porta una logica emotiva; ogni segno si ricorda da sé.
Il suo archivio è vivo. Ascolta in risposta, attraverso tag e categorie curate che formano una cartografia del sentimento e un’empatia tipografica. I suoi sistemi si evolvono, riflettono e trasmettono – vasi viventi di memoria e mito.
Questa non è semplice arte. È una filosofia dell’ascolto, un rituale di trasformazione e un lascito codificato nella forma.