Stefano Marforio

Sono nato a Milano il 15 agosto 1984, dopo 17 lunghissime ore di travaglio e una gravidanza piuttosto combattiva.

Ho iniziato presto a rompere le scatole, a quanto pare.

Nel 2010 mi sono laureato Milano in Ingegneria Meccanica e da allora passo le mie giornate a fare calcoli, progettare macchine e processi utili al progresso dell'umanità. Lavoro circondato da persone serie, sorprendenti e spesso piacevoli; il tutto per un nobile scopo: mangiare, vivere, crescere una famiglia e mettere da parte soldi per indecifrabili progetti futuri che oggi non immagino neanche.

Scrivo da sempre, o almeno da quando riesco a ricordarlo. All’inizio lo facevo per fissare i ricordi e — lo ammetto — perché ero convinto che potesse aiutarmi a sedurre le ragazze. Poi ho continuato perché non potevo più fare a meno di ritrarre la realtà che mi circondava; di giocarci, di manipolarla mischiando simboli ricordi e sogni. Col tempo, quella che era una passione giovanile si è radicata, calcificata, interiorizzata, diventando un amore esigente ed assolutamente irrinunciabile. Qualcosa che sempre più mi definisce ai miei stessi occhi e a quelli della gente.

Scrivo racconti, aforismi, piccoli romanzi, poesie; di volta in volta uso quello che mi serve, ma non uso l'AI.

E come le parole, che non finiscono mai, spero di non finire mai nemmeno io le mie storie: perché finire è morire, mentre iniziare è vita, è gioia. Inizio spesso cose nuove, e questo continuo cominciare, iniziare senza finire, lasciare intravedere un mondo che sarà, ma che non lo sarà nelle mie pagine, è la vera cifra stilistica di tutto ciò che io racconto.

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