Vera. Risi

Nascere a Napoli è una fortuna, perché si impara ad apprezzare la bellezza dei contrasti.

Dopo che ho vissuto i miei primi vent'anni nella terra dello spaesamento sensoriale, per dirla con Jean-Paul Sartre, sono stata pronta ad affrontare il mondo e la vita con la leggerezza ironica ed amara propria di ogni napoletano.

E' così che, dopo la laurea in Scienze Politiche, mi sono trasferita a Roma per assorbirne, estasiata, tutta la monumentale e decadente bellezza. Qui ho fatto cose, ho visto gente, parafrasando Nanni Moretti: ho cominciato a scrivere di musica, tendenze ed arte come giornalista freelance per le maggiori testate nazionali del momento, La Repubblica, L'Unità, il Fatto Quotidiano, Glamour, Cosmopolitan, Time Out, girando per le notti romane in cerca di quelle idee, quei fermenti, lievitazioni e brulichii da cogliere prima che diventino mode per poterne anticipare il racconto.

Un master e una lunga esperienza di collaborazioni e docenze universitarie nel campo della comunicazione mi hanno arricchita sul piano professionale ed umano.

Poi, con mio marito, l'esplorazione del territorio in cerca di altro, di nuovi confini, anche se appena poco fuori Roma. Perché, a volte, ciò che è alieno da noi va cercato molto vicino. E infatti a pochi chilometri da Roma scopriamo una terra misteriosa e carica di fascino, il lago di Bolsena.

Non saprò mai se è stata la mia origine partenopea a farmi ritornare in un territorio vulcanico. Forse un napoletano non può restare per troppo tempo lontano dal suo tufo poroso, da quelle terre roventi, da quei geyser inquietanti, da quelle acque termali ribollenti. Fatto sta che qui ritrovo un'altra dimensione, che pur sembrandomi nuova, mi è assolutamente congeniale, quella di una natura selvaggia e indomita. Qui è lei a scandire il tempo, a organizzare le mie giornate, a stabilire le priorità. E tutto questo mi piace.

Così divento anche guida turistica, per condurre le persone a scoprire quanto di magico e seducente è nascosto in questo territorio così antico in cui ogni civiltà, dagli Etruschi al Rinascimento, ha lasciato tracce indelebili.

Ed è qui che trovo ispirazione per le mie storie, che scrivo lasciandomi cullare dal ritmo lento della natura che mi circonda e dalle sfumature ora livide ed ora limpide del lago di Bolsena.

Da giugno 2020 sono anche Condirettore, insieme ad Eugenia Romanelli, della testata giornalistica Rewriters (https://rewriters.it/) che è anche un movimento culturale ed un'associazione, nata con l'obiettivo di riscrivere l'immaginario della contemporaneità.

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