Richel Mobendza è un autore italiano che utilizza la narrativa autobiografica per esplorare il significato degli eventi e il modo in cui il tempo ne trasforma la percezione.
La sua scrittura è diretta, essenziale e riconoscibile: uno stile costruito su episodi concreti, dialoghi realistici e riflessioni brevi ma incisive. Nei suoi libri evita volutamente il tono didascalico o motivazionale, preferendo lasciare al lettore lo spazio per interpretare e trarre le proprie conclusioni. Il cambio di prospettiva, il non detto e la complessità delle relazioni umane sono elementi centrali della sua ricerca narrativa.
Nel libro *La positività degli eventi (quando un 6 diventa un 9)* racconta esperienze realmente vissute in cui imprevisti, errori e momenti di difficoltà assumono un significato diverso con il passare del tempo. Più che offrire risposte, l'autore invita a osservare gli eventi da angolazioni differenti, mostrando come il loro senso emerga spesso solo a posteriori.
In precedenza ha pubblicato *Mamma, mi presenti allo zio Bob?* e *Mio padre era africano*, opere che hanno contribuito a definire la sua voce narrativa e i temi ricorrenti della sua scrittura: identità, famiglia, memoria, incomprensioni e trasformazione personale.
Per Richel Mobendza, ogni evento può essere osservato da prospettive diverse: ciò che oggi appare come un ostacolo potrebbe rivelarsi, domani, l'inizio di una nuova possibilità.