Da: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, Italia
EUR 28,50
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Aggiungi al carrelloBrossura. Condizione: new. A cura di e.Roma, 2026; br., pp. 248, 97 ill. b/n, 19 ill. col., cm 15,5x21,5.(Saggi di Storia dell'Arte. 88). Nel 2014 a Lanciano, nel campanile della distrutta chiesa di San Giovanni Battista fu rinvenuta una preziosa stoffa serica trecentesca di gusto orientale, riutilizzata in seguito come veste liturgica. Il suo occultamento in tempi e circostanze ignote in un foro della muratura e il fortunoso ritrovamento assunsero quasi i connotati di una inventio di reliquie. A distanza di secoli veniva rilanciato in tal modo il nesso fisico e simbolico tra tessuti e reliquie, laddove numerose stoffe orientali, o presunte tali, funsero da involucri - quasi una seconda pelle - per preziosi resti, mentre in altri casi i tessuti divennero essi stessi reliquie proprio per la loro provenienza allogena, spesso certi cata da un aspetto esotico. Le reliquie d'altronde erano tra gli oggetti più ricercati nel medioevo e la materialità dei venerati resti umani si legava indissolubilmente alla materialità dei loro contenitori in un processo di reciproca autenticazione, di cui possiamo cogliere alcune dinamiche anche nella relazione tra le reliquie di San Tommaso e il sarcofago che le custodisce nella cattedrale di Ortona, dove giunsero alle soglie dell'età angioina. In questo periodo la circolazione di oggetti a vario titolo ritenuti preziosi tra Oriente e Occidente, secondo rotte già tracciate in epoca normanna e sveva, divenne elemento legittimante di una casata che dal cuore della Francia si proiettò sul Mediterraneo, prima assicurandosi le coste della Provenza, quindi quelle dell'Italia meridionale. Naturalmente non era possibile una trattazione esaustiva del fenomeno, i saggi in questo volume propongono dunque alcuni casi significativi in diverse aree del Regno che delineano quasi delle biografie di oggetti, forme e modelli che, con i loro cambiamenti di uso e significato, lasciarono orme che punteggiano i percorsi che collegavano l'Europa, Bisanzio e l'Islam tra la metà del Duecento e i primi decenni del Quattrocento. Libro.
Da: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, Italia
EUR 42,75
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Aggiungi al carrelloBrossura. Condizione: new. A cura di Delle Donne F. e Pesiri G.Roma, 2020; br., pp. 368, cm 16x21,5.(I Libri di Viella. 364). Tra la fine del XIV e l'inizio del XVI secolo in diversi centri dell'Italia meridionale si sviluppò una vita letteraria e artistica di grande rilievo. Oltre alla corte regia della capitale, ineludibile modello di riferimento e centro di attrazione, ne esistevano numerose altre, che costituivano altrettanti poli culturali, disseminati anche nelle province più remote. Poli rappresentati non solo da luoghi fisici di residenza, ovvero da palazzi o castelli, ma anche da fitte e straordinariamente ampie reti di relazioni, committenze, movimenti di persone e oggetti. Un particolare rilievo viene qui riservato ai Caetani, che fissarono la sede del loro potere tra Fondi e Sermoneta; ma trovano spazio per analisi approfondite anche altre corti, che ebbero radicamento cittadino, regionale o sovraregionale. Libro.
Lingua: Italiano
Editore: Ist. Storico it. per il Medioevo Roma 2021, 2021
ISBN 10: 8831445162 ISBN 13: 9788831445160
Da: EDITORIALE UMBRA SAS, Foligno, PG, Italia
EUR 25,00
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Aggiungi al carrelloCondizione: Nuovo. Bross., cm 24x17, pp 372, immagini a col. e b/n da pag. 187 a 334. - ISBN: 9788831445160.
Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, Italia
EUR 30,00
Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrelloCondizione: NEW. Roma: Campisano Editore, 2026 9791257460174 Saggi di storia dell'arte 88 609 N vol.: 1, N pag.: 248, W: 15.5, Illustr.: COL + B/N, N illustr.: 116 Nel 2014 a Lanciano, nel campanile della distrutta chiesa di San Giovanni Battista fu rinvenuta una preziosa stoffa serica trecentesca di gusto orientale, riutilizzata in seguito come veste liturgica. Il suo occultamento in tempi e circostanze ignote in un foro della muratura e il fortunoso ritrovamento assunsero quasi i connotati di una inventio di reliquie. A distanza di secoli veniva rilanciato in tal modo il nesso fisico e simbolico tra tessuti e reliquie, laddove numerose stoffe orientali, o presunte tali, funsero da involucri quasi una seconda pelle per preziosi resti, mentre in altri casi i tessuti divennero essi stessi reliquie proprio per la loro provenienza allogena, spesso certi cata da un aspetto esotico. Le reliquie d'altronde erano tra gli oggetti più ricercati nel medioevo e la materialità dei venerati resti umani si legava indissolubilmente alla materialità dei loro contenitori in un processo di reciproca autenticazione, di cui possiamo cogliere alcune dinamiche anche nella relazione tra le reliquie di San Tommaso e il sarcofago che le custodisce nella cattedrale di Ortona, dove giunsero alle soglie dell'età angioina. In questo periodo la circolazione di oggetti a vario titolo ritenuti preziosi tra Oriente e Occidente, secondo rotte già tracciate in epoca normanna e sveva, divenne elemento legittimante di una casata che dal cuore della Francia si proiettò sul Mediterraneo, prima assicurandosi le coste della Provenza, quindi quelle dell'Italia meridionale. Naturalmente non era possibile una trattazione esaustiva del fenomeno, i saggi in questo volume propongono dunque alcuni casi significativi in diverse aree del Regno che delineano quasi delle biografie di oggetti, forme e modelli che, con i loro cambiamenti di uso e significato, lasciarono orme che punteggiano i percorsi che collegavano l'Europa, Bisanzio e l'Islam tra la metà del Duecento e i primi decenni del Quattrocento. Nel 2014 a Lanciano, nel campanile della distrutta chiesa di San Giovanni Battista fu rinvenuta una preziosa stoffa serica trecentesca di gusto orientale, riutilizzata in seguito come veste liturgica. Il suo occultamento in tempi e circostanze ignote in un foro della muratura e il fortunoso ritrovamento assunsero quasi i connotati di una inventio di reliquie. A distanza di secoli veniva rilanciato in tal modo il nesso fisico e simbolico tra tessuti e reliquie, laddove numerose stoffe orientali, o presunte tali, funsero da involucri quasi una seconda pelle per preziosi resti, mentre in altri casi i tessuti divennero essi stessi reliquie proprio per la loro provenienza allogena, spesso certi cata da un aspetto esotico. Le reliquie d'altronde erano tra gli oggetti più ricercati nel medioevo e la materialità dei venerati resti umani si legava indissolubilmente alla materialità dei loro contenitori in un processo di reciproca autenticazione, di cui possiamo cogliere alcune dinamiche anche nella relazione tra le reliquie di San Tommaso e il sarcofago che le custodisce nella cattedrale di Ortona, dove giunsero alle soglie dell'età angioina. In questo periodo la circolazione di oggetti a vario titolo ritenuti preziosi tra Oriente e Occidente, secondo rotte già tracciate in epoca normanna e sveva, divenne elemento legittimante di una casata che dal cuore della Francia si proiettò sul Mediterraneo, prima assicurandosi le coste della Provenza, quindi quelle dell'Italia meridionale. Naturalmente non era possibile una trattazione esaustiva del fenomeno, i saggi in questo volume propongono dunque alcuni casi significativi in diverse aree del Regno che delineano quasi delle biografie di oggetti, forme e modelli che, con i loro cambiamenti di uso e significato, lasciarono orme che punteggiano i percorsi che collegavano l'Europa, Bisanzio e l'Islam tra la metà del Duecento e i primi decenni del Quattroce.
Da: EDITORIALE UMBRA SAS, Foligno, PG, Italia
EUR 30,00
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Aggiungi al carrelloCondizione: Nuovo. Bross., cm 21,5 x 15,5, pp 182, 97 tavv. in b/n. unite nel t. - ISBN: 9791257460174.
Da: Art&Libri Firenze, FIRENZE, FI, Italia
EUR 30,00
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Aggiungi al carrelloBrossura. Condizione: nuovo. Ill. 97 in nero fuori testo A Lanciano, nel campanile della distrutta chiesa di San Giovanni Battista fu rinvenuta una preziosa stoffa serica trecentesca di gusto orientale, riutilizzata in seguito come veste liturgica. Il suo occultamento in tempi e circostanze ignote in un foro della muratura e il fortunoso ritrovamento assunsero quasi i connotati di una inventio di reliquie. A distanza di secoli veniva rilanciato in tal modo il nesso fisico e simbolico tra tessuti e reliquie, laddove numerose stoffe orientali, o presunte tali, funsero da involucri - quasi una seconda pelle - per preziosi resti, mentre in altri casi i tessuti divennero essi stessi reliquie proprio per la loro provenienza allogena, spesso certificata da un aspetto esotico. Le reliquie d'altronde erano tra gli oggetti più ricercati nel medioevo e la materialità dei venerati resti umani si legava indissolubilmente alla materialità dei loro contenitori in un processo di reciproca autenticazione, di cui possiamo cogliere alcune dinamiche anche nella relazione tra le reliquie di San Tommaso e il sarcofago che le custodisce nella cattedrale di Ortona, dove giunsero alle soglie dell'età angioina. In questo periodo la circolazione di oggetti a vario titolo ritenuti preziosi tra Oriente e Occidente, secondo rotte già tracciate in epoca normanna e sveva, divenne elemento legittimante di una casata che dal cuore della Francia si proiettò sul Mediterraneo, prima assicurandosi le coste della Provenza, quindi quelle dell'Italia meridionale. Naturalmente non era possibile una trattazione esaustiva del fenomeno, i saggi in questo volume propongono dunque alcuni casi significativi in diverse aree del Regno che delineano quasi delle biografie di oggetti, forme e modelli che, con i loro cambiamenti di uso e significato, lasciarono orme che punteggiano i percorsi che collegavano l'Europa, Bisanzio e l'Islam tra la metà del Duecento e i primi decenni del Quattrocento.