Antonazzo antonella (1 risultati)

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  • Editore: Edipuglia, Bari, 2026

    9791259950598

    • Brossura

    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Bari: Edipuglia, 2026 9791259950598 Biblioteca de L'archeologo subacqueo 8 1500 N vol.: 1, N pag.: 470, W: 21, Illustr.: COL Il volume costituisce il punto d'arrivo di una ricerca avviata, a partire dai primi anni duemila, con uno 'scavo dello scavo', una rilettura critica, cioè, delle attività di recupero susseguitesi negli anni '70 e '80 dello scorso secolo, quando le prime indagini attuate dal Museo archeologico provinciale "Francesco Ribezzo" di Brindisi avevano confermato l'esistenza di depositi archeologici nelle acque della baia di Torre S. Sabina. Tale rilettura è stata propedeutica alla serie di campagne di scavi stratigrafici subacquei e di indagini non invasive a terra e a mare condotte dal 2007 a cura del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento. Lo studio integrato e transdisciplinare proprio dell'archeologia dei paesaggi in questo caso paesaggi di mare / seascapes permette oggi di restituire la conoscenza non solo di un approdo posto lungo la rotta di cabotaggio delle coste salentine e del suo contesto territoriale, ma anche di navi e carichi che, nel corso di un lungo e mai interrotto arco cronologico, sono approdate, si sono spiaggiate o infrante in questa pericolosa trap-bay. Attraverso la revisione dei vecchi dati, illuminati e integrati dalle nuove ricerche culminate nei progetti L'approdo ritrovato (2007-2012) e UnderwaterMuse (quest'ultimo nell'ambito del programma Interreg Italia-Croazia, dal 2020 al 2022), sono qui presentati i risultati di un lavoro articolato e complesso che ha visto il coinvolgimento di studiose e studiosi per l'analisi dei molteplici aspetti di questo straordinario palinsesto archeologico. Il volume costituisce il punto d'arrivo di una ricerca avviata, a partire dai primi anni duemila, con uno 'scavo dello scavo', una rilettura critica, cioè, delle attività di recupero susseguitesi negli anni '70 e '80 dello scorso secolo, quando le prime indagini attuate dal Museo archeologico provinciale "Francesco Ribezzo" di Brindisi avevano confermato l'esistenza di depositi archeologici nelle acque della baia di Torre S. Sabina. Tale rilettura è stata propedeutica alla serie di campagne di scavi stratigrafici subacquei e di indagini non invasive a terra e a mare condotte dal 2007 a cura del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento. Lo studio integrato e transdisciplinare proprio dell'archeologia dei paesaggi in questo caso paesaggi di mare / seascapes permette oggi di restituire la conoscenza non solo di un approdo posto lungo la rotta di cabotaggio delle coste salentine e del suo contesto territoriale, ma anche di navi e carichi che, nel corso di un lungo e mai interrotto arco cronologico, sono approdate, si sono spiaggiate o infrante in questa pericolosa trap-bay. Attraverso la revisione dei vecchi dati, illuminati e integrati dalle nuove ricerche culminate nei progetti L'approdo ritrovato (2007-2012) e UnderwaterMuse (quest'ultimo nell'ambito del programma Interreg Italia-Croazia, dal 2020 al 2022), sono qui presentati i risultati di un lavoro articolato e complesso che ha visto il coinvolgimento di studiose e studiosi per l'analisi dei molteplici aspetti di questo straordinario palinsesto archeologico. …