Aveta pierluigi (1 risultati)

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  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2025

    9791281389380

    • Brossura

    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2025 9791281389380 FREQUENZE_conservazione/restauro 6 538 N vol.: 1, N pag.: 184, W: 17.2, Illustr.: COL La città di Napoli è nota a livello internazionale per il suo straordinario patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico nonché di beni immateriali e con il centro storico inserito nella lista del patrimonio mondiale UNESCO dal 1995. Nonostante ciò, il tema del colore delle architetture storiche e del loro restauro non è mai stato di particolare interesse per le amministrazioni comunali che si sono succedute nei decenni trascorsi. Eppure si tratta di un argomento di vitale importanza per la conservazione dell'identità del capoluogo partenopeo, nel quale la cromia dei manufatti, insieme al disegno compositivo, nel corso dei secoli ha connotato la 'veste' superficiale di chiese, conventi, palazzi nobiliari, edilizia comune. Dunque, i materiali più diffusamente usati, come le pietre di tufo giallo e grigio, il piperno, la pietrarsa, nonché le malte, gli intonaci, gli stucchi, le decorazioni degli edifici sono stati concepiti in modo da armonizzare i gusti del tempo con i prodotti locali, che si integrano con il colore delle rocce di tufo emergenti dal sottosuolo: ciò è testimoniato dalle numerose vedute della città. La città di Napoli è nota a livello internazionale per il suo straordinario patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico nonché di beni immateriali e con il centro storico inserito nella lista del patrimonio mondiale UNESCO dal 1995. Nonostante ciò, il tema del colore delle architetture storiche e del loro restauro non è mai stato di particolare interesse per le amministrazioni comunali che si sono succedute nei decenni trascorsi. Eppure si tratta di un argomento di vitale importanza per la conservazione dell'identità del capoluogo partenopeo, nel quale la cromia dei manufatti, insieme al disegno compositivo, nel corso dei secoli ha connotato la 'veste' superficiale di chiese, conventi, palazzi nobiliari, edilizia comune. Dunque, i materiali più diffusamente usati, come le pietre di tufo giallo e grigio, il piperno, la pietrarsa, nonché le malte, gli intonaci, gli stucchi, le decorazioni degli edifici sono stati concepiti in modo da armonizzare i gusti del tempo con i prodotti locali, che si integrano con il colore delle rocce di tufo emergenti dal sottosuolo: ciò è testimoniato dalle numerose vedute della città.