Lingua: Italiano
Editore: Fondazione Ragghianti, Lucca,, 2024
ISBN 10: 8889324643 ISBN 13: 9788889324646
Da: FIRENZELIBRI SRL, Reggello, FI, Italia
EUR 15,00
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Aggiungi al carrelloCondizione: COME NUOVO. Lucca, Fondazione Ragghianti cm.17x22, pp.216, brossura. Se oggi possiamo guardare all'Ottocento senza chiusure preventive è in parte anche grazie al fondamentale, benché poco riconosciuto, apporto di Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987), che, durante la sua lunga attività critica, offrì una lettura originale dei fenomeni stilistici apparsi dall'insorgere del Neoclassicismo fino alla stagione del Liberty. Lo storico dell'arte lucchese si relazionò alla civiltà figurativa ottocentesca in tempi precoci: già nei primi anni Trenta del Novecento era interessato a studiare senza sovrastrutture nazionalistiche alcuni protagonisti dell'avventura macchiaiola, e nel 1933 fu coinvolto da Argan e Mary Pittaluga nel lavoro - presto andato alla deriva - di scrittura di una monografia sull'arte del XIX secolo. Libero dalla retorica ammirativa, sentì anche l'esigenza di decostruire il mito dell'Impressionismo. Questo libro, con prefazione di Paolo Bolpagni, ripercorre l'importante contributo di Ragghianti agli studi sull'arte dell'Ottocento, dal Neoclassicismo al Liberty.
Lingua: Italiano
Editore: Fondazione Centro Ragghianti, 2024
ISBN 10: 8889324643 ISBN 13: 9788889324646
Da: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, Italia
EUR 17,10
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Aggiungi al carrelloBrossura. Condizione: new. Lucca, 2024; br., pp. 216, ill., cm 17x21,5. Se oggi possiamo guardare all'Ottocento senza chiusure preventive è in parte anche grazie al fondamentale, benché poco riconosciuto, apporto di Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987), che, durante la sua lunga attività critica, offrì una lettura originale dei fenomeni stilistici apparsi dall'insorgere del Neoclassicismo fino alla stagione del Liberty. Lo storico dell'arte lucchese si relazionò alla civiltà figurativa ottocentesca in tempi precoci: già nei primi anni Trenta del Novecento era interessato a studiare senza sovrastrutture nazionalistiche alcuni protagonisti dell'avventura macchiaiola, e nel 1933 fu coinvolto da Argan e Mary Pittaluga nel lavoro - presto andato alla deriva - di scrittura di una monografia sull'arte del XIX secolo. Libero dalla retorica ammirativa, sentì anche l'esigenza di decostruire il mito dell'Impressionismo. Questo libro, con prefazione di Paolo Bolpagni, ripercorre l'importante contributo di Ragghianti agli studi sull'arte dell'Ottocento, dal Neoclassicismo al Liberty. Libro.
EUR 66,61
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Aggiungi al carrelloHardcover. Condizione: Brand New. 368 pages. 11.81x8.90x0.59 inches. In Stock.
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Da: libreriauniversitaria.it, Occhiobello, RO, Italia
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Da: Brook Bookstore, Milano, MI, Italia
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Lingua: Italiano
Editore: De Luca Editori d'Arte, Roma, 2019
ISBN 10: 8865574062 ISBN 13: 9788865574065
Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, Italia
EUR 40,00
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Aggiungi al carrelloCondizione: NEW. Roma: De Luca Editori d'Arte, 2019 9788865574065 609 192 p. : ill. col. b/n, indice ; 24 cm. Il volume rappresenta il primo studio analitico interamente dedicato al complesso delle decorazioni murali della Roma postunitaria. Nel delineare il percorso evolutivo della pittura murale romana del secondo Ottocento vengono messi in luce temi centrali come la persistenza di stilemi classico-puristi e barocchi, la questione delle tecniche di pittura su muro disponibili, l'incidenza e il ruolo sociale assunto dalla categoria dei pittori-decoratori, il fenomeno del revival delle facciate graffite e dipinte. Attraverso documenti d'archivio e recensioni d'epoca si fornisce, inoltre, una rilettura delle maggiori imprese decorative realizzate nella Capitale tra Otto e Novecento come ad esempio gli affreschi di Cesare Maccari nella chiesa del SS. Sudario dei Piemontesi e nella Sala Gialla del Senato, le pitture di Cesare Mariani nel Ministero delle Finanze, le tempere di Annibale Brugnoli nel teatro dell'Opera, gli encausti di Giuseppe Cellini nella Galleria Sciarra, il fregio di Sartorio in Parlamento.
Lingua: Italiano
Editore: De Luca Editori d'Arte, Roma, 2025
ISBN 10: 8865576588 ISBN 13: 9788865576588
Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, Italia
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Aggiungi al carrelloCondizione: NEW. Roma: De Luca Editori d'Arte, 2025 9788865576588 Arte e storia 8 496 N vol.: 1, N pag.: 88, W: 17.3, Illustr.: COL + B/N, N illustr.: 49 Nell'opinione comune e nell'immaginario di molti studenti, la Sapienza Università di Roma coincide con il complesso della Città Universitaria progettato dall'architetto Marcello Piacentini negli anni Trenta del Novecento. Si trascura, invece, che l'ateneo romano ha alle sue spalle una storia secolare che è necessario recuperare e valorizzare. Questo libro intende fornire uno sguardo d'insieme sui molteplici interventi artistici in parte realizzati e in parte no portati avanti nell'università della Capitale ancora installata nell'antico complesso di S. Ivo in corso Rinascimento all'indomani della Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870). Nel momento in cui venne meno il potere temporale della Chiesa, lo Studium Urbis dovette necessariamente reinventarsi anche dal punto di vista della propria immagine alla luce del mutato clima politico. Il trapasso dall'ateneo pontificio a quello sabaudo liberato dal giogo delle gerarchie ecclesiastiche non fu lineare ma, al contrario, innescò un dibattito interno relativo anche all'uso strumentale delle immagini e delle arti figurative. Nell'opinione comune e nell'immaginario di molti studenti, la Sapienza Università di Roma coincide con il complesso della Città Universitaria progettato dall'architetto Marcello Piacentini negli anni Trenta del Novecento. Si trascura, invece, che l'ateneo romano ha alle sue spalle una storia secolare che è necessario recuperare e valorizzare. Questo libro intende fornire uno sguardo d'insieme sui molteplici interventi artistici in parte realizzati e in parte no portati avanti nell'università della Capitale ancora installata nell'antico complesso di S. Ivo in corso Rinascimento all'indomani della Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870). Nel momento in cui venne meno il potere temporale della Chiesa, lo Studium Urbis dovette necessariamente reinventarsi anche dal punto di vista della propria immagine alla luce del mutato clima politico. Il trapasso dall'ateneo pontificio a quello sabaudo liberato dal giogo delle gerarchie ecclesiastiche non fu lineare ma, al contrario, innescò un dibattito interno relativo anche all'uso strumentale delle immagini e delle arti figurative.