Beato antonio 1906 (31 risultati)
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Editore: Luxor,, 1869
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. Lo shaduf è uno strumento semplice e ingegnoso adottato a partire dal…II millennio a.C. dalle popolazioni egiziane per pescare e per prendere acqua da fiumi e laghi e alimentare canali a un livello più alto o innaffiare campi coltivati, (palmeti, viti, orti). L' attrezzo è composto da due pali, uniti in alto da un' asse su cui poggia una lunga pertica. Ai due estremi della pertica vi sono un peso (un masso) e un secchio. Un uomo da solo, manovrando la pertica, può raccogliere e sollevare circa 3000 litri d'acqua al giorno. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Editore: Luxor,, 1875
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1875. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, una minima ed insignificante traccia di sporco al margine destro ma in ottimo stato di conservazione generale. L'… avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Firma dell' Autore su lastra in basso a destra A.B. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale.Le cateratte del Ni…lo sono rapide, più che cascate, dovute agli ingombri rocciosi nel letto del Nilo. In numero di sei, rendono la navigazione sul fiume difficoltosa - e in alcuni punti pericolosa - ma senza interromperla. Nei tempi antichi, la prima cataratta del Nilo era il confine meridionale dell'Egitto. Si trova immediatamente a monte di Assuan all'altezza dell'isola di Begah. Regolato dalla diga di Assuan, ora assume la forma di una serie di isole che bloccano il fiume. I canali formatisi costituiscono una riserva naturale percorribile in barca. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. I templi di File (talvolta il nome dell'isola si può trovare nella for…ma greco-latina Philae, in uso presso altre lingue) sono il complesso dei templi che sorgevano sull'omonima isola del Nilo in Egitto, poi smontati e trasferiti sulla vicina isola di Agilkia nel 1977. Il tempio di Iside rappresentava il principale centro del culto isiaco. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Editore: Luxor,, 1864
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1864. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Firmata sul negativo nell' angolo inferiore sinistro "A. Beato". Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. L' av…vento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008; Gerard Reveillac, Tresors photographiques d'Egypte, Actes Sud, Arles, 2017, pg 160, fig 52.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. Il Ramesseum è il tempio funerario del faraone Ramses II in Egitto. E'… collocato a Tebe, nell'Alto Egitto, nei pressi del fiume Nilo a poca distanza dalla città di Luxor. Il nome - nella sua forma francese Rhamesséion venne coniato da Jean-François Champollion, il quale visitò queste rovine nel 1829 identificandovi per primo i geroglifici col nome di Ramses ed i suoi titoli sulle mura. Originariamente il sito venne chiamato Casa di milioni di anni di Usermaatra-setepenra che unisce la città di Tebe coi domini di Amon. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1875. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. Dendera (Denderah/Dandarah) in antico egizio "la città della dea" è un…a località dell'Egitto, posta sulla riva occidentale del Nilo a circa 4 km a nord di Qena e a 615 km dal Cairo, importante per la presenza di un tempio dell' epoca greco-romana dedicato alla dea Hathor. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Editore: Luxor,, 1869
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. Il complesso templare di Karnak (di cui il Grande tempio di Amon e il…Tempio di Luxor costituiscono solo una parte) si trova sulla riva destra, rispetto alla sorgente del Nilo e la sua costruzione procede di pari passo con la storia egiziana antica; esso è, infatti, un sovrapporsi di strutture successive tanto che è oggi quasi impossibile individuare il nucleo originale, risalente al Re Sesostri I della XII Dinastia, che era costituito da tre piccoli locali orientati Est-Ovest, oggi inesistenti, e di cui si conservano solo le soglie ubicate nell'area posteriore al santuario della "barca sacra", e nei pressi del "Chiosco di Sesostri I" ricostruito con componenti rinvenuti quale materiale di riempimento del III Pilone (Seti I, XIX Dinastia). L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Antonio, BEATO. (1825 ? -1906) Karnak, Avenue des Sphyncs 228. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Firma dell Autore su negativo nell' angolo inferiore destro "A. Beato". Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente s…cattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. L' Avenue of Sphinxes o The King's Festivities Road, noto anche come Rams Road (arabo: طريق الكباش) è un viale (dromos) lungo 2,7 km che collega il tempio di Karnak con il tempio di Luxor essendo stato scoperto nell'antica città di Tebe ( moderna Luxor), con sfingi e statue con teste di ariete allineate su entrambi i fianchi. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. Luxor, 1875. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Firma dell' Autore su negativo nell' angolo inferiore sinistro della foto "A. Beato". Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale.I…l complesso di tombe dei Mamelucchi: Il Mausoleo di Emir Qawsun e Sultaniya, Il Cairo. Il Mausoleo è un complesso funerario di epoca mamelucca situato nel Cimitero Meridionale di Qarafa (o Città dei Morti), la necropoli del Cairo, in Egitto. Si ritiene che sia stato costruito nel 1350 e dedicato alla madre del sultano Hassan.È notevole per la sua coppia unica di cupole in pietra. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. I templi di File (talvolta il nome dell'isola si può trovare nella for…ma greco-latina Philae, in uso presso altre lingue) sono il complesso dei templi che sorgevano sull'omonima isola del Nilo in Egitto, poi smontati e trasferiti sulla vicina isola di Agilkia nel 1977. Il tempio di Iside rappresentava il principale centro del culto isiaco. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1875. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Firma dell' Autore su negativo in basso a sinistra "A. Beato". Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. Il comp…lesso templare di Karnak (di cui il Grande tempio di Amon e il Tempio di Luxor costituiscono solo una parte) si trova sulla riva destra, rispetto alla sorgente del Nilo e la sua costruzione procede di pari passo con la storia egiziana antica; esso è, infatti, un sovrapporsi di strutture successive tanto che è oggi quasi impossibile individuare il nucleo originale, risalente al Re Sesostri I della XII Dinastia, che era costituito da tre piccoli locali orientati Est-Ovest, oggi inesistenti, e di cui si conservano solo le soglie ubicate nell'area posteriore al santuario della "barca sacra", e nei pressi del "Chiosco di Sesostri I" ricostruito con componenti rinvenuti quale materiale di riempimento del III Pilone (Seti I, XIX Dinastia). La battaglia di Qade (ma anche Kadesh o Qadesh, e Kinza in lingua ittita) fu combattuta sulle rive del fiume Oronte, nell'attuale Siria, nel 1274 a.C., e contrappose le due più grandi potenze del Vicino Oriente antico, l'Egitto ramesside e le forze ittite di Muwatalli II; questa battaglia costituì l'atto finale di una lunga serie di guerre tra i due regni e fu probabilmente quella dove venne impiegato il maggior numero di carri da combattimento trainati da cavalli (circa 5000 o 6000).Il testo egizio in cui si parla della vittoria del faraone Ramses II (1279 1213 a.C.) è invece conosciuto con il nome di Poema di Qade , e fu un effettivo resoconto della battaglia molto enfatizzante per la parte egizia; il poema ebbe un'enorme risonanza in tutto il Regno, tanto da essere scolpito in molti importanti templi dell'epoca. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe,nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A.Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon.
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1869. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Firma dell' Autore su negativo in basso a destra "A. Beato". Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione generale. L' avvent…o della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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Editore: Luxor,, 1889
- Prima edizione
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Da: Libreria Antiquaria Dentis (ALAI - ILAB), Torino, TO, ItaliaLibreria Antiquaria Dentis (ALAI - ILAB)
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. prima edizione. Luxor, 1889. Stampa all' Albumina. Dimensioni: 24.5 cm x 20 cm. Firma dell' Autore su negativo al centro del margine inferiore "A. Beato". Intitolata e numerata a matita al verso della foto. Esemplare perfettamente scattato e sviluppato, in ottimo stato di conservazione gener…ale. La foto Proviene da una tomba della necropoli di Tebe, la cosiddetta TT52, posta sulla riva occidentale del Nilo di fronte a Luxor, scoperta nel 1889. Si tratta del luogo di sepoltura di Nakht, un uomo vissuto durante il Nuovo Regno e la cui identità non è stata, ancora oggi, completamente ricostruita. L' avvento della fotografia nei paesi bagnati dal Mediterraneo conobbe, nella seconda metà dell' 800, una stagione di grande sviluppo e vitalità. L' Egitto in particolare attrasse l' attenzione di una quantità di appassionati della "nouvelle art". Dopo una fase iniziale caratterizzata principalmente dall' opera di un turismo elitario di ampie facoltà economiche, il progredire delle tecniche di ripresa e di stampa favorì l' instaurarsi di una vera e propria attività commerciale legata alla fotografia. Fra coloro che dedicarono la vita a questo lavoro emerge vistosamente la figura dell' italiano Antonio Beato la cui produzione fotografica si estese per oltre un quarantennio, all' incirca dal 1860 al 1906. la principale caratteristica di Beato è quella di aver documentato in maniera sistematica e precisa il gran numero di monumenti dell' antica civiltà faraonica sparsi nella terra del Nilo. Poco si sa delle origini di Antonio Beato, probabilmente nasce intorno al 1825, nei territori veneziani come il fratello, Felice Beato, con il quale ha collaborato. A causa dell' esistenza di una serie di fotografie firmate "Felice Beato Antonio" e "Felice A. Beato" queste si sono inizialmente attribuite ad un' unica persona, quando nel 1983 lo studioso Italo Zannier ha dimostrato che la firma "Felice Beato Antonio" indicava i due fratelli Felice e Antonio che collaborando insieme avevano condiviso la firma. Questa firma, continua però ancora oggi, a creare dei problemi nell' identificazione della paternità di alcune immagini. Nel 1853 Antonio inizia una collaborazione con James Robertson con il quale intraprende una serie di spedizioni fotografiche lungo il Mediterraneo, da Malta alla Grecia fino a Gerusalemme (1854- 1857). Nel 1858 arriva in India, a Calcutta, dove fotografa gli effetti dei Moti Indiani del 1857.Nel 1860 si stabilisce in Egitto e visse per un breve periodo al Cairo. In seguito si trasferì a sud e fu l' unico fotografo della sua generazione ad aprire un atelier permanente a Luxor, nell' Alto Egitto. Bibliografia: A. Ferri (a cura di), Il Fotografo dei Faraoni, Antonio Beato in Egitto 1860-1905, Edizioni Pendragon, Bologna, 2008.
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The Zangaki Brothers (active ca. 1860s-1890s); Sebah, Pascal (ca. 1823-1886); Fiorillo, Luigi (ca. 1847-1898); Beato, Antonio (ca. 1835-1906); Arnoux, Hippolyte (active ca. 1860-1891); Lekegian, Gabriel (ca. 1853-1920); Bonfils, Maison (active ca. 1867-1918); the Abdullah Freres (active ca. 1850s-1900s). Album of Ninety-Four Original Albumen Studio Photographs of Egypt, including Portraits of Locals (Water Carriers, Beggars, Guards, Women with Covered Faces, Messengers, etc.) and Views of Cairo (the Mosque of Muhammad Ali, the Obelisk of Heliopolis, Giza Palace, etc.), Port Said (the Dutch House, Franz Joseph Quay, and the Square of Ferdinand de Lesseps), Alexandria (the Mahmudiyya Canal, Ras El Tin Palace, Destroyed Egyptian Artillery Position), Gaza (the Great Sphynx and Pyramids), Saqqara (Pyramid of Djoser), Abydos (Temple of Osiris), Philae (Temple of Isis), Abu Simbel (Great Temple of Ramesses), Luxor (Luxor Temple), and Suez Canal (Entrance, the Canal Company's Bureau, Ships, et
The Zangaki Brothers (active ca. 1860s-1890s); Sebah, Pascal (ca. 1823-1886); Fiorillo, Luigi (ca. 1847-1898); Beato, Antonio (ca. 1835-1906); Arnoux, Hippolyte (active ca. 1860-1891); Lekegian, Gabriel (ca. 1853-1920); Bonfils, Maison (active ca. 1867-1918); the Abdullah Freres (active ca. 1850s-1900s).
Da: Globus Rare Books & Archives, San Francisco, CA, U.S.A.Globus Rare Books & Archives
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Aggiungi al carrelloNone. Condizione: None. Oblong Folio album ca. 26,3x35,5 cm (10 ½ x 14 in). 94 card stock leaves. With 94 large original albumen photographs, each ca. 19x26,1 cm (7 ½ x 10 ¼ in); most photos captioned in French, signed and/or numbered in negatives (including ca. 22 prints by the Zangaki brothers, 12 prints by Pascal Sebah, 7 pri…nts by Luigi Fiorillo, 5 prints by the Abdullah Freres, 3 prints by Antonio Beato, 1 print by Hippolyte Arnoux, 1 print by Gabriel Lekegian, and 1 print by Maison Bonfils). Period full-cloth album with marbled endpapers. Binding worn, album leaves with upward curling, occasional tears along the edges, but otherwise a very good album with strong, interesting photos. An interesting extensive collection of large albumen prints of Egypt taken by some of the most renowned early photographers of the region, including the Zangaki brothers, Pascal Sebah, Luigi Fiorillo, the Abdullah Freres, Antonio Beato, Hippolyte Arnoux, Gabriel Lekegian, and Maison Bonfils. The album contains ninety-four studio photographs, with about twenty excellent portraits of local settlers. The photos vividly portray Egyptian messengers, water carriers, porters, beggars, and guards, as well as Fellahin women in burqas carrying water jars or balancing vegetables on their heads. Especially interesting are several candid urban scenes showing wheat & date harvesting, a cargo of clay pots on the banks of the Nile, a camel caravan crossing the Suez Canal via a chain ferry, European travelers posing atop camels, etc. There's also a lively street scene on Sultan Hussein Quay in Port Said, with clearly visible locals, horse carts, and shop signs reading "The Eastern Telegraph Co.," "Henry's, King & Co.," "Thos. Cook & Son," and "Bank of Egypt Limited." Other photographs mostly show panoramic views and iconic landmarks in Cairo (the Mosque of Muhammad Ali, the Gezirah Palace, the Obelisk of Heliopolis, Giza Palace, and the Tombs of the Caliphs, etc.); Port Said (waterfront scenes, the Dutch House, Franz Joseph Quay with its lighthouse, and the Square of Ferdinand de Lesseps); Alexandria (the Mahmudiyya Canal, Ras El Tin Palace, Pompey's Pillar, an Egyptian artillery position in the al-Maqs area, destroyed during the 1882 British bombardment); Gaza (the Great Sphinx and general views of the Pyramids); Saqqara (the Step Pyramid of Djoser and the interior of the Mastaba of Mereruka); Abydos (Temple of Osiris); Philae (Temple of Isis); Abu Simbel (Great Temple of Ramesses); Luxor (Luxor Temple, general view); and Guirgueh (general view). The collection also includes about twenty photographs of the Suez Canal (entrance, the canal company's bureau, and vessels in transit) and a photographic reproduction of a map charting the Suez Canal route (with the photos of Ismael Pasha and Ferdinand De Lesseps). Overall, historically interesting collection of excellent studio prints of Egypt taken by some of the most renowned early photographers of the region.





























