Inti isabella (2 risultati)

- Brossura
Da: libreriauniversitaria.it, Occhiobello, RO, Italialibreriauniversitaria.it
Contatta il venditoreVenditore con 4 stelleCondizione: Nuovo
EUR 37,05
EUR 17,95 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: Più di 20 disponibili
Condizione: NEW.

- Brossura
Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.
Contatta il venditoreVenditore con 4 stelleCondizione: Nuovo
EUR 39,00
EUR 43,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Condizione: NEW. Siracusa: LetteraVentidue, 2026 9791256441129 Alleli/Research 244 970 N vol.: 1, N pag.: 464, W: 16.5, Illustr.: COL Gli spazi ibridi socioculturali sono "infrastrutture di cura" dove la cultura, l'arte, lo scambio dei saperi non sono puro intrattenimento, commercializzazione di servizi o volontariato, ma leva d…i crescita e cambiamento per una società, che ha bisogno di ritrovare la sua direzione in un tessuto di relazioni che sia connesso e solidale. Una cassetta degli attrezzi che spiega come riconoscerli e attivarne di nuovi. Cosa sono e come sono nati gli spazi ibridi socioculturali nelle nostre città e territori? Come possono contribuire ad una "città aperta" capace di adattarsi ed accogliere usi e popolazioni impreviste, nuovi modi di produrre servizi autorganizzati, parte di un welfare collaborativo? È possibile provare a definire una "cassetta degli attrezzi" per saper riconoscere ed attivare nuovi spazi ibridi socioculturali? Esperte ed esperti, attiviste e attivisti, placemakers e gestori e gestrici di spazi, ricercatori ricercatrici, fotografi e fotografe, ma anche Istituzioni e NGO nazionali e internazionali hanno attraversato e mappato città, quartieri e spazi. Di seguito indichiamo sette possibili mosse: promuovere spazi flessibili e polifunzionali con spazi fissi, monofunzionali; definire un mix funzionale e programmatico; accogliere una pluralità di popolazioni e pubblici; permettere l'interazione di flussi di popolazioni; programmare una gestione e animazione per l'interazione; offrire servizi autorganizzati e accessibili; valutare il modello di sostenibilità economica, sociale, ambientale e il welfare collaborativo. Un atlante di spazi ibridi socioculturali è aperto. Gli spazi ibridi socioculturali sono "infrastrutture di cura" dove la cultura, l'arte, lo scambio dei saperi non sono puro intrattenimento, commercializzazione di servizi o volontariato, ma leva di crescita e cambiamento per una società, che ha bisogno di ritrovare la sua direzione in un tessuto di relazioni che sia connesso e solidale. Una cassetta degli attrezzi che spiega come riconoscerli e attivarne di nuovi. Cosa sono e come sono nati gli spazi ibridi socioculturali nelle nostre città e territori? Come possono contribuire ad una "città aperta" capace di adattarsi ed accogliere usi e popolazioni impreviste, nuovi modi di produrre servizi autorganizzati, parte di un welfare collaborativo? È possibile provare a definire una "cassetta degli attrezzi" per saper riconoscere ed attivare nuovi spazi ibridi socioculturali? Esperte ed esperti, attiviste e attivisti, placemakers e gestori e gestrici di spazi, ricercatori ricercatrici, fotografi e fotografe, ma anche Istituzioni e NGO nazionali e internazionali hanno attraversato e mappato città, quartieri e spazi. Di seguito indichiamo sette possibili mosse: promuovere spazi flessibili e polifunzionali con spazi fissi, monofunzionali; definire un mix funzionale e programmatico; accogliere una pluralità di popolazioni e pubblici; permettere l'interazione di flussi di popolazioni; programmare una gestione e animazione per l'interazione; offrire servizi autorganizzati e accessibili; valutare il modello di sostenibilità economica, sociale, ambientale e il welfare collaborativo. Un atlante di spazi ibridi socioculturali è aperto.