Ivi 1616 (9 risultati)

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    Condizione: Buono. libro, xilografia, calcografia. 2voll. in 4°, (cm 26,5). Volume primo: pp. [8], 895, [20]. Volume secondo: pp. [11], 736, [39]. Per entrambi i volumi: marca tipografica xilografica al frontespizio raffigurante Minerva con elmo, nella mano sinistra ha uno scudo, nella destra una lancia, ai piedi una civetta. Elaborate testatine, capilettera e culs-de-lampe in xilografia. Nel vol. I: filigrana "P. T." alla prima carta di guardia; vistose note manoscritte in inchiostro ferrogallico alla pagina 5. Buono stato di conservazione generale, leggere tracce di foxing. Nel vol. II: ritratto calcografico di Giambattista Nani a piena pagina. Discreto stato di conservazione: gora scura al margine inferiore centrale delle prime 12 carte; tracce di foxing e leggero imbrunimento delle carte. Legature in piena pergamena rigida, ai dorsi tasselli recanti autore, titolo e indicazione di tomo impressi in oro; tagli in rosso. Terza edizione. Dedica al Principe Domenico Contarini nel primo volume, nel secondo volume al Principe Luigi Contarini. Giovanni Battista Nani fu una delle figure più rilevanti della Serenissima nel XVII secolo. Fu ambasciatore di Venezia in Francia per venticinque anni e in Germania, Procuratore di San Marco e infine Riformatore dello Studio di Padova. Nel 1644 il Consiglio dei Dieci gli conferì l'incarico ufficiale di storiografo della Repubblica di Venezia. Cicogna, 574: «La terza impressione fatta dagli stessi Combi e La Nou nel 1676 e 1679 in due tomi in 4 progredisce la storia fino all'anno 1671; edizione che fu ripetuta una quarta volta da' suddetti nel 1686, pur in 4, e che prima di quest'anno era stata ristampata in Bologna nel 1680 per Gioseffo Longhi». Lozzi 6072; Piantanida 1038: «Tra le più importanti del secolo, questa storia tratta più dei Francesi in Italia che del resto: fu accolta con interesse, e ne fanno fede le numerose edizioni. L'autore si occupa particolarmente delle guerre in Dalmazia e a Candia. ». Formato: In 4°.…

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    Condizione: Buona. libro, xilografia. In 24°, (cm 14). pp. [18], 384. Frontespizio con marca tipografica xilografica; capolettere in xilografia. Coperta in piena pergamena; dorso con tassello recante indicazioni editoriali tuttavia non più apprezzabili. Buono stato di conservazione generale: tracce di foxing. Opera pubblicata per la prima volta nel 1686, qui nella sua terza edizione (1732) curata dal pittore e letterato Giovanni Pietro Zanotti (1674-1755), nota per la sua revisione critica della storia dell'arte locale e per le sue riedizioni nel corso del XVIII secolo, consolidando la reputazione dei pittori bolognesi, in particolare i Carracci. Formato: In 24°.…

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    Condizione: Buona. libro, xilografia, calcografia. In 4°, (cm 26). pp. [23], 196. Antiporta inciso da Jean Collin in calcografia, su disegno allegorico del Malvasia, raffigurante una sfinge incatenata ad un leone, che porta tra le zampe la bandiera di Bologna, e siedono su di una lapide funeraria detta "Pietra di Bologna". Marca tipografica di Barbieri al frontespizio, raffigurante delle iniziali contornate da un serpente che si morde la coda; segue il frontespizio la pagina di dedica a Jean-Baptiste Colbert (1619 - 1683) con ricca testatina calcografica e capolettera. Presenti 9 xilografie interne al testo raffiguranti reperti archeologici. Coperta in piena pergamena. Buon esemplare, leggero foxing, mancanza al margine inferiore di p. 153. Prima edizione. Dissertazione di Malvasia riguardo alla famosa "Pietra di Bologna", un'iscrizione latina risalente al XVI secolo. Ritrovata nella residenza del senatore bolognese Achille Volta ? figura ricordata nella tavola incisa in antiporta ?, la pietra è stata oggetto di un vasto corpus di studi e polemiche interpretative. Bibliografia: Ferguson, II/ 67. Vinciana , 4482. Cicognara, n. 3124 Formato: In 4°.…

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    Condizione: Buona. libro, xilografia, calcografia. In 4°, (cm 24). pp. [23], 196. Antiporta inciso da Jean Collin in calcografia, su disegno allegorico del Malvasia, raffigurante una sfinge incatenata ad un leone, che porta tra le zampe la bandiera di Bologna, e siedono su di una lapide funeraria detta "Pietra di Bologna". Marca tipografica di Barbieri al frontespizio, raffigurante delle iniziali contornate da un serpente che si morde la coda; segue il frontespizio la pagina di dedica a Jean-Baptiste Colbert (1619 - 1683) con ricca testatina calcografica e capolettera. Presenti 9 xilografie interne al testo raffiguranti reperti archeologici. Coperta in piena pergamena, carte di guardia marmorizzate. Dorso con indicazione manoscritta del titolo; tagli spruzzati in rosso. Buon esemplare, leggero foxing. Prima edizione. Dissertazione di Malvasia riguardo alla famosa "Pietra di Bologna", un'iscrizione latina risalente al XVI secolo. Ritrovata nella residenza del senatore bolognese Achille Volta ? figura ricordata nella tavola incisa in antiporta ?, la pietra è stata oggetto di un vasto corpus di studi e polemiche interpretative. Bibliografia: Ferguson, II/ 67. Vinciana , 4482. Cicognara, n. 3124 Formato: In 4°.…

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    Condizione: Ottima. libro, xilografia, calcografia. In Folio, (cm 47). 17 carte non numerate; 10 tavole fuori testo incise in rame, a piena pagina. Frontespizio con marca tipografica xilografica. Capolettere xilografici. Coperta in mezza pergamena, piatti in cartonato marmorizzato di colore blu, angoli rinforzati. Ottimo stato di conservazione. Edizione settecentesca di questo illustre trattato di anatomia ad uso degli artisti, edito per la prima volta a Parigi nel 1683, si configura come un compendio didattico che si basa sulle tavole xilografiche di Andrea Vesalio. Il volume è strutturato per fornire a pittori e scultori una guida metodologica alla comprensione della morfologia umana, Il corpus iconografico, è suddiviso in due sezioni tecniche: la prima dedicata alla Miologia (studio del sistema muscolare), corredata da 7 tavole fuori testo, e la seconda dedicata all'Osteologia (studio dello scheletro), integrata da 3 tavole. Collazionato completo. Formato: In folio. …

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    Condizione: Discreta. libro, xilografia. In 24°, (cm 14,5). [12], pp. 348. Testatine e capilettere in xilografia. Coperta in piena pergamena rigida. Tagli spruzzati in rosso. Segni manoscritti interni. Discreto stato di conservazione: tracce di foxing; macchia bruna sul piatto anteriore; appunti manoscritti in inchiostro blu al piatto posteriore. Prima edizione. Guido Zucchini, Catalogo critico delle Guide di Bologna, «L'Archiginnasio», XLVI-XLVII (1951-52), p. 135-168: "Un elenco delle edizioni delle Pitture di Bologna del Malvasia è in un articolo di Carlo Pedretti relativo a una tavola del Boltraffio e comparso in «La Mercanzia» Bologna, 1951. L'autore, nato nel 1616 e morto nel 1693, poeta, pittore ed erudito, abbracciò la carriera ecclesiastica e si laureò in leggi e in teologia. L'opera sua più famosa fu Felsina pittrice, nella quale scrisse le vite dei pittori bolognesi con il precipuo scopo di dimostrare, in opposizione al Vasari, la priorità della scuola bolognese in confronto di quella toscana. Con lo stesso intento scrisse le Pitture di Bologna, ossia la guida della città. Premettendo la dedica dell'opera al pittore Le Brun, un sonetto in lode delle sue battaglie e una lunga e involuta dissertazione sull'arte pittorica di Bologna, dove trovandosi d'accordo con studiosi e critici d'oggigiorno, quali il Filippini e il Longhi specialmente per quanto riguarda i trecentisti, ribadisce che la pittura italiana rinacque negli antichi tempi «in Bologna non meno che altrove». Si comprende perciò come nel descrivere la città quartiere per quartiere si occupi prevalentemente di pitture, al punto da chiamare la gita attraverso la città una «Pittorica Visita». Anticipando il sistema di molte guide moderne, antepone alle opere ricercate da «virtuose curiosità e più raffinato gusto» un asterisco: l'indice dei pittori è schematico e senza indicazioni biografiche. L'opera, di mediocre veste tipografica, ebbe successo presso il pubblico e costituì il prototipo di molte guide successive. Nella descrizione delle chiese l'autore ebbe cura di ricordare i patroni di ogni cappella: molte sono le antiche immagini dipinte su muro ricordate dal Malvasia: anche di quadri di proprietà privata è fatta menzione. La fatica del Malvasia, un po' immaginosa per quanto riguarda le pitture del Duecento e del Trecento, è invece di primaria importanza per quelle del Seicento." Formato: In 24°.…

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    Condizione: Ottima. libro, xilografia, calcografia. In-4° grande (cm 29); bella legatura ottocentesca in mezza pelle con titolo e bordi in oro sul dorso; pp. (12) 664; deliziosa antiporta calcografica su rame da Francesco Maria Francia (1657-1735) che reca sullo sfondo la veduta turrita della città di Bologna, l'allegoria della città e con lo stemma della stessa; la personificazione di Bologna circondata dai ricordi della sua antica grandezza civile e militare con urne cinerarie, lapidi funerarie, cippi votivi. Emblema dell'impresa editoriale è la famosa frase scritta da Plinio il Vecchio sulla denominazione di Bologna in epoca etrusca: Bononia Felsina vocitata cum princeps Etruriae esset Bologna di nome Fèlsina quando era prima in Etruria. Inoltre, molte figure e iscrizioni incise nel testo, in calcografia e xilografia. Bell'esemplare che illustra con solida dottrina archeologica le iscrizioni e le pietre antiche scoperte in territorio bolognese; la più importante opera secentesca sull'epigrafia felsinea. Prima edizione. Cicognara 3126; Lozzi 659: Opera interessante e assai pregevole. Il conte Carlo Cesare Malvasia è stato uno storico dell'arte italiano, discendente da un'antica famiglia aristocratica. Può essere considerato il più celebre storico della scuola bolognese di pittura e la sua opera costituisce una delle migliori fonti per lo studio dell'arte dei Carracci e della loro scuola. Formato: In 4°.…

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    Condizione: Discreta. libro, illustrazione. In 4°, (cm 24,5). pp. [8], 134. 40 tavole a colori fuori testo applicate su cartoncino e protette da velina parlante e numerose illustrazioni e fregi in bianco e nero intercalati nel testo. Ex libris di Silvii Zipoli al verso del piatto anteriore; timbro di possesso estinto alla seconda carta di guardia. Coperta in tela editoriale in color avana; al piatto anteriore presente un'illustrazione e indicazioni editoriali impresse in oro. Discreto stato di conservzione generale: distaccamento della prima carta di guardia; leggere tracce di foxing e imbrunimento delle carte. Prima edizione commerciale illustrata da Rackham pubblicata contemporaneamente da Heinemann (Londra) e Doubleday (New York). La sigla "R.W.S." a frontespizio attesta l'appartenenza dell'artista alla Royal Watercolour Society. Opera fondamentale tra i capolavori del libro illustrato del primo Novecento. BIBLIOGRAFIA: Hudson, p. 168. Formato: In 4°.…

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    Condizione: Ottima. libro, xilografia. Prima edizione, appartenente a una tiratura successiva della princeps. In questo esemplare, infatti, a p. 471 del primo volume la celebre e controversa espressione dispregiativa rivolta a Raffaello ("boccalaio urbinate"), presente nella primissima tiratura e presto soppressa, è già sostituita dalla lezione corretta "sempre idea del gran Raffaelle?". Opera in quattro parti raccolte in due volumi in 4° (cm 24); pp. [16], 581, [1]; [4], 606, [2]. Errore di numerazione alla p.227 indicata come 127. Legatura non coeva in pergamena rigida, con tracce d'uso e titoli manoscritti ai dorsi. Alle antiporte di entrambi i volumi timbro della collezione di Tullio Gratiani, della famiglia Graziani di Bologna e Rimini, con blasone raffigurante sette monti all'italiana sormontati da corona a cinque foglie e affiancati da due cipressi al naturale. Corredano l'opera numerosi ritratti xilografici nel testo, vignette, fregi, finalini e capilettera xilografici, oltre tavole raffiguranti il funerale di Agostino Carracci e al celebre albero genealogico dei Carracci con piccola veduta di Bologna, il tutto inciso in xilografia. Esemplare mutilo: nel primo volume mancano le pp. 201-216, sostituite da carte manoscritte. È conservato un bifolio manoscritto allegato al primo volume, firmato "F.D." e datato luglio 1913, nel quale l'anonimo estensore descrive l'intervento effettuato sull'esemplare. Egli riferisce che, "per errore del legatore", le carte corrispondenti alle pp. 201-216 risultavano duplicate dalle omologhe del secondo volume; avendole quindi rimosse, dichiara di averle sostituite con pagine manoscritte copiate dall'edizione bolognese del 1841, precisando: "ho tralasciato qualche nota che mi parve di poca importanza e feci anche un piccolo taglio perché credo che anche così può star l'istoria e non sarà men chiara". Stato di conservazione discreto. Alcuni fori di sfarfallamento ai dorsi delle legature; foxing diffuso alle carte; alcune gore d'acqua in prossimità dei margini superiori e inferiori; al secondo volume strappo risarcito all'angolo superiore sinistro di p. 583. Edizione originale del fondamentale repertorio della scuola pittorica bolognese ed emiliana, frutto delle lunghe ricerche del conte Carlo Cesare Malvasia. L'opera costituisce una delle fonti imprescindibili per la storia dell'arte del Seicento italiano e conserva un'importanza capitale sia per la ricchezza delle notizie documentarie sia per l'ampiezza degli aneddoti e delle testimonianze dedicate ai principali artisti bolognesi, con particolare riguardo ai Carracci e alla loro scuola. Cicognara, 2310; Frati, 7730; Comolli, III, 175; Lozzi, I, 654; Schlosser Magnino, 529; Piantanida, 4382. Formato: In 4°.…