Marco sterpos (17 risultati)

Editore: Leo S. Olschki Editore,, 1970
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Aggiungi al carrelloLeo S. Olschki Editore, 1970. In-8, brossura, pp. 32-50. Estratto da: Lettere Italiane. In ottimo stato.

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Hardcover. Condizione: Usato - Molto buono. In-8 (Cm 20,5 x 13), pp. 379, brossura editoriale illustrata. Collana Il Vagio. OTTIMO.

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Brossura. Condizione: new. Castelfranco Piandiscò, 2025; br., pp. 194, ill., cm 15x21. (Parole in libertà tra continuità e innovazione. 19). Un libro al quale è da riconoscere oltre alla natura di romanzo storico anche quella di studio letterario in quanto Sterpos lo ha scritto con l'intenzione di far rivivere Alfieri sia come uomo che come scrittore e lo ha perciò realizzato attingendo largamente alle opere dello stesso Alfieri ed ai numerosi studi precedenti da lui dedicati alle opere del poeta astigiano. L'autore immagina dunque un Alfieri che a conclusione della sua vita la ripercorre tutta quasi raccontandola a sé stesso. Secondo Sterpos, una simile ondata di ricordi avrebbe sommerso il poeta nella sua ultima notte, quella sull'8 ottobre 1803, nella quale, come si sa dalla lettera dell'abate Caluso che narra la sua morte il poeta, anche per l'azione di oppio somministratogli probabilmente in dosi elevate, si vide veramente scorrere davanti molti importanti ricordi della sua vita. È dunque lo stesso Alfieri a ripercorrere la propria vita narrando le sue avventure. Il lettore può così rivivere tutte queste vicende e tutta la carriera letteraria di Alfieri, rendendosi ben conto come il furore sia stata la nota assolutamente dominante della sua vita perché con furore l'indomito Vittorio la visse, soprattutto nelle sue tre grandi passioni: nell'ordine la poesia, l'amore e i cavalli. Libro.…

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Brossura. Condizione: new. Castelfranco Piandiscò, 2022; br., pp. 266, cm 15x21,5.(Il richiamo della memoria. 10). L'autore si è assunto il compito di onorare con questo libro il centenario della morte di Giovanni Verga non certo nell'intenzione di scrivere una commemorazione rituale, ma perché spinto da un amore per il grande scrittore siciliano, in lui già nato negli anni degli studi giovanili, e dalla convinzione che Verga sia stato il protagonista e il maestro di una grandiosa rivoluzione narrativa ed espressiva che ha investito con la sua ondata innovativa non solo la narrativa del secondo Ottocento ma anche quella del Novecento: secolo nel quale praticamente tutti i romanzieri hanno dovuto in quale modo confrontarsi con lui. Partendo da queste premesse l'autore si è cimentato in un discorso che abbracciasse l'intera opera verghiana, sia nel campo della narrativa che in quello del teatro, nell'intenzione di destinare tale discorso sia agli studiosi di letteratura, anche "specialisti" di Verga, sia ai lettori che, pur interessati agli studi letterari hanno poca o nessuna dimestichezza con il maestro. Ripercorrendo dunque tutta la parabola dell'opera verghiana. Libro.…

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Brossura. Condizione: new. Castelfranco Piandiscò, 2026; br., pp. 286, ill., cm 14,8x21. (Parole in libertà tra continuità e innovazione. 21). Romanzo misto di storia e di invenzione nel quale l'autore Marco Sterpos ha inteso offrire una serie di cronache dal ventennio universalmente conosciuto come fascista. Cronache di svariati generi: molte sono prevalentemente referenziali, altre drammatiche ma non mancano né le comiche né le tragiche. Sterpos per queste cronache ha attinto, ancor più che alla sterminata letteratura avente per oggetto questo periodo, a testimonianze fornite verbalmente da persone che questi anni li hanno vissuti esprimendo consenso al regime o opponendosi ad esso o, più spesso, da persone non schierate politicamente che in questi eventi si sono trovate coinvolte dovendoli subire passivamente. Il romanzo è ambientato in una terra chiamata Valdimezzo, immaginaria ma situata nelle campagne della provincia fiorentina. Le scene avvengono in gran parte in questa vallata ma nel libro non mancano incursioni sulla scena nazionale. Il personaggio d'invenzione protagonista è il figlio di un contadino a nome Giorgio Tonelli, che arriva, grazie ad un'appassionata e intelligente opera di suo padre, a conseguire una laurea in giurisprudenza e divenire pretore. E, come pretore, Giorgio, pur non ritenendo possibile schierarsi apertamente contro il regime, fa di tutto per garantire a quel suo mandamento una giustizia che, riuscendo ad aggirare le leggi fasciste, sia veramente uguale per tutti preoccupandosi in primo luogo di difendere i diritti dei deboli e degli emarginati contro le prepotenze dei privilegiati. Prefazione di Massimo Seriacopi. Libro.…

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Brossura. Condizione: new. Castelfranco Piandiscò, 2021; br., pp. 244, cm 15x21. (Il richiamo della memoria. 4). Nel libro sono raccolti nove studi carducciani, dei quali per la verità solo uno è inedito, mentre gli altri otto sono apparsi su riviste negli anni tra il 2008 e il 2019. Ma in realtà anche sugli articoli già pubblicati l'autore è intervenuto su varianti e aggiunte talvolta anche rilevanti, cosicché egli pensa di poter onestamente affermare che anche i saggi "vecchi" contengono novità. Marco Sterpos è anche convinto che questi studi, sia pur scaglionati nell'arco di dodici anni, non costituiscano una mera somma di saggi, ma sviluppino un discorso coerente e organico. Il primo capitolo è dedicato alle idee del Carducci giovanissimo, tra gli anni 1854 e 1857, come educatore e promotore dell'educazione popolare. Il secondo tratta invece del giudizio morale nella poesia carducciana, che si esprime nell'opposizione tra gli aggettivi «pio» e «reo». Nel terzo l'autore mette a confronto le «rime aspre e chiocce» di Dante con il verso che Carducci scelse per la sua poesia satirica e battagliera, che egli chiamò «roggio», concludendo che nel forgiare questo verso Giosue ebbe ben presente la lezione di quelle «rime» dantesche. Il quarto capitolo tratta delle teorie linguistiche di Carducci e della sua aspra polemica col «manzonismo de gli stenterelli», rappresentato da personaggi come il Bonghi e il Broglio, ma anche con lo stesso Manzoni. Seguono poi due capitoli dedicati a lettere scritte a Carducci da persone a lui vicine o vicinissime e riemerse negli anni più recenti: quelle rimaste dell'amata Lina (capitolo V) ed una del marito di lei il generale Domenico Piva (capitolo VI). Nel capitolo VII l'autore tratta dei «grandi comunicatori» nella poesia carducciana, cioè di personaggi, tra storici e leggendari, che Carducci fa parlare attribuendo loro grandi doti oratorie capaci di affascinare gli uditori. L'ottavo capitolo è dedicato alla storia e alla geografia del Piemonte in Carducci e intende mostrare l'immagine che il poeta (ma anche il prosatore) ha della regione nei suoi aspetti geografico paesaggistici e nella sua storia, e il ruolo di grande protagonista che egli riconosce al Piemonte come patria di Alfieri e stato attorno a cui si è potuta realizzare l'unità d'Italia. Infine il nono capitolo è dedicato alla raccolta dei dodici sonetti del "Ça ira" nella quale Carducci maturo e ormai tornato all'ovile monarchico torna a sacrificare alle "muse della barricata" e al mito della "grande rivoluzione", con una "rappresentazione epica" degli storici avvenimenti del grande e terribile mese di settembre 1792 che fece nascere la repubblica francese. Libro.…

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Brossura. Condizione: new. Modena, 2020; br., pp. 254, ill. b/n, cm 15x21. La storia d'amore tra Giosue Carducci e Lina Cristofori, moglie del generale Domenico Piva, ha sempre esercitato un notevole fascino sull'autore nei suoi molti anni di studi carducciani: personaggi divenuti così familiari da "costringerlo" a raccontare la loro storia in un libro che potrebbe collocarsi nella categoria manzoniana dei «componimenti misti di storia e d'invenzione». Il "corpus storico" è rappresentato dalle lettere rimaste, quasi seicento di Carducci e una settantina di Lina, e dalle poesie dedicate all'amata. L'invenzione colma i tasselli, spesso volutamente eliminati, di un legame scomodo, di cui si parlava con imbarazzata reticenza: basti pensare che nell'Edizione Nazionale dell'epistolario, tutte le lettere a Lina figurano indirizzate all'immaginaria Lidia delle poesie carducciane. Al centro della storia c'è naturalmente Carducci con la sua personalità vigorosa e passionale, espressa sia negli slanci d'amore più ardente, sia nelle esplosioni di gelosia frenetica, ma sua degna compagna è Lina, per Giosue la «donnissima», signora raffinata e colta che, pur avendo avuto certamente anche altri amori passeggeri, amò davvero soltanto il poeta. Molta attenzione è riservata anche al marito generale, Domenico Piva, persona non di eccelsa levatura che non riuscì mai a farsi amare dalla moglie, ma che seppe mostrarsi nobile e magnanimo, accettando questo legame per amore di lei, per lui degna solo di un amore sublime. Sullo sfondo della vicenda amorosa si intravede poi quell'Italia del secondo Ottocento che si avviava a diventare "umbertina", di cui Carducci sarebbe diventato il cantore riconosciuto e osannato: emergono soprattutto gli ambienti politici e militari con i quali il poeta si trovò ad avere frequenti contatti, specialmente durante la sua storia con Lina. Libro.…

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Editore: , Artistica Savigliano, 1980
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Da: librisaggi, SAN VITO ROMANO, Italialibrisaggi
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Aggiungi al carrelloflexi bound. Condizione: Poor. Discreto stato. Brossura editoriale con segni d'uso. Paginazione intonsa. Tutto sulla 'Cleopatra' di Vittorio Alfieri. Collana Biblioteca di Studi Piemontesi. TEATRO. Teatro Marco Sterpos Storia della Cleopatra Artistica Savigliano 1980 Teatro Mediocre (Poor) . Book.

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Editore: Centro studi piemontesi, Torino, 1980
Da: Di Mano in Mano Soc. Coop, Cambiago, MI, ItaliaDi Mano in Mano Soc. Coop
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Aggiungi al carrelloBrossura. Biblioteca di «Studi Piemontesi» Numero di tavole: pp.149 altezza 0 larghezza 0 Esemplare in buone condizioni, tagli ancora chiusi. Lieve ingiallimento ai margini delle pagine e scolorimento lungo i tagli della copertina.

Lingua: Italiano
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Editore: Falco Editore, COSENZA, 2011
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Da: Biblioteca di Babele, Tarquinia, VT, ItaliaBiblioteca di Babele
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Aggiungi al carrelloCondizione: BUONO USATO. Parva Libraria - Studi e Testi di Letteratura Italiana ITALIANO Brossura cartonata con alette, coperta minimamente imbrunita. Buono stato interno, tagli regolari e pagine perfettamente salde alla costa. Libro completamente fruibile, n. 3 della collana "Parva Libraria - Studi e Testi di Letteratura Italiana" diretta da Francesco Bausi, con premessa dell'autore, numero pagine 468 (XIV, 454); da segnalare: presunta dedica dell'autore ai risguardi anterio.…

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Da: Biblioteca di Babele, Tarquinia, VT, ItaliaBiblioteca di Babele
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Condizione: OTTIMO USATO. Da revisionare ITALIANO IL LIBRO à USATO, PERTANTO POTREBBE PRESENTARE LIEVI DIFETTI/IMPERFEZIONI. DATA CON DEDICA E PRESUNTA FIRMA AUTOGRAFA, A PENNA, AL FRONTESPIZIO. LA FOTO CORRISPONDE AL LIBRO IN VENDITA. La storia d'amore tra Giosue Carducci e Lina Cristofori, moglie del generale Domenico Piva, ha sempre esercitato un notevole fascino sull'autore nei suoi molti anni di studi carducciani: personaggi divenuti cosà familiari da "costringerlo" a raccontare la loro storia in un libro che potrebbe collocarsi nella categoria manzoniana dei «componimenti misti di storia e d'invenzione». Il "corpus storico" à rappresentato dalle lettere rimaste, quasi seicento di Carducci e una settantina di Lina, e dalle poesie dedicate all'amata. L'invenzione colma i tasselli, spesso volutamente eliminati, di un legame scomodo, di cui si parlava con imbarazzata reticenza: basti pensare che nell'Edizione Nazionale dell'epistolario, tutte le lettere a Lina figurano indirizzate all'immaginaria Lidia delle poesie carducciane. Al centro della storia c'à naturalmente Carducci con la sua personalità vigorosa e passionale, espressa sia negli slanci d'amore pià ardente, sia nelle esplosioni di gelosia frenetica, ma sua degna compagna à Lina, per Giosue la «donnissima», signora raffinata e colta che, pur avendo avuto certamente anche altri amori passeggeri, amà davvero soltanto il poeta. Molta attenzione à riservata anche al marito generale, Domenico Piva, persona non di eccelsa levatura che non riuscà mai a farsi amare dalla moglie, ma che seppe mostrarsi nobile e magnanimo, accettando questo legame per amore di lei, per lui degna solo di un amore sublime. Sullo sfondo della vicenda amorosa si intravede poi quell'Italia del secondo Ottocento che si avviava a diventare "umbertina", di cui Carducci sarebbe diventato il cantore riconosciuto e osannato: emergono soprattutto gli ambienti politici e militari con i quali il poeta si trovà ad avere frequenti contatti, specialmente durante la sua storia con Lina. Numero pagine 256. Il copyright dei dati à di Informazioni Editoriali I.…