Martina leone (13 risultati)

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Condizione: NUOVO. Bologna, Ediz.Bora cm.25X31 pp.127,num.ill.e tavv.a col.nt. legatura ed.soprac.fig.a col. Collana Temi d'Arte Contemporanea. Ediz. italiana e inglese. Traduz.di Rendine M., Corvino E., Kraus P.

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Argentina-Genova. Andata/ritorno. L'inedito «Ritratto di Julia Lavarello Anselmo» di Vincenzo Irolli
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Brossura. Condizione: new. Genova, 2026; pp. 48, ill. col., cm 17x24. "Argentina-Genova andata e ritorno. L'inedito Ritratto di Julia Lavarello Anselmo di Vincenzo Irolli" discute di un dipinto inedito della collezione di Giorgio Baratti che ritrae la figura di una donna fino a ora dimenticata. Sul retro della tela una nota autografa del pittore «Anno 1907. Sig.ra Giulietta Lavarello Anselmo» fornisce una chiara indicazione sull'identità della protagonista: una donna dell'alta società internazionale, ritratta con l'eleganza tipica dei boudoir della Belle Époque. Intorno a questa opera si sviluppa una riflessione più ampia sulla ritrattistica italiana tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, sulle strategie di autorappresentazione della borghesia internazionale e sulla fitta rete di relazioni che, in quegli anni, legava l'Europa all'America Latina attraverso la circolazione di persone, idee e opere d'arte. Il Ritratto di Julia Lavarello Anselmo restituisce l'immagine di una figura emblematica dell'élite italo-argentina di origine genovese nella raffinata interpretazione di Vincenzo Irolli: il catalogo accompagna il lettore in un percorso che intreccia analisi stilistica, ricostruzione biografica e storia del collezionismo. Libro.…

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Brossura. Condizione: new. Roma, 2026; br., pp. 384, ill. col., cm 16,5x24. (Storia dell'Arte). Il Seicento è per la Serenissima una stagione ingiustamente sottovalutata da tanta parte della critica, compressa tra gli sfarzi del secolo precedente e le glorie del successivo, benché grazie alla forza di uno Stato attrattivo, gli artisti fossero giunti in gran numero in laguna a rinnovare la pittura. Francesco Ruschi e l'abundantia barocca: pittura e collezionismo tra Roma e la Serenissima restituisce per la prima volta la fisionomia di un protagonista dimenticato del Seicento italiano, crocevia tra cultura romana e identità veneziana. Veneziano dalla pittura 'foresta', Ruschi emerge come interprete originale di una stagione segnata da vivace mobilità artistica, tensioni religiose e nuove dinamiche collezionistiche. Attraverso documenti inediti, cantieri ricostruiti, connoisseurship e un catalogo ragionato, il volume illumina una rete complessa di rapporti tra artisti, mercanti, istituzioni religiose e accademie, restituendo il ruolo di Venezia come laboratorio di sperimentazione nel cuore del Barocco europeo. In questo contesto, la pittura di Ruschi - sontuosa, colta, romana, attraversata da una sensualità "abundans" - si pone come cerniera tra tradizione barocca e istanze tenebriste, dando forma a un linguaggio capace di riflettere le ambizioni, le inquietudini e le strategie di auto- rappresentazione della società secentesca della Serenissima, con un occhio sempre verso la città dei papi. Tra spazi del sacro, mercato e cultura letteraria, la sua vicenda diventa così osservatorio privilegiato per rileggere il Seicento veneziano non come stagione marginale, ma come momento cruciale di rinnovamento artistico e identitario "esito di più maniere". Libro.…
Medioevo e produzione artistica di serie : smalti di Limoges e avori gotici in Campania
Giusti, Paola ; & Leone De Castris, Pierluigi ; editors: [Museo Duca di Martina]
Editore: Centro Di, Firenze, 1981
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orig. wrappers. 23x22cm, [143] pp. Exhibition catalogue. Minor rubbing. Rubberstamp to half-title. VG. Textual illustrations. (illustratore).

Editore: Campisano Editore, Roma, 2025
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Condizione: NEW. Roma: Campisano Editore, 2025 9791280956507 Saggi di storia dell'arte 83 609 N vol.: 1, N pag.: 216, Peso: 609, L: 21.5, W: 15.5, Illustr.: COL + B/N, N illustr.: 66 La storiografia del Novecento ha parzialmente trascurato la corrispondenza figurativa, documentale e intellettuale tra l'Abruzzo e i territori della Repubblica della Serenissima in età moderna (XVI-XVIII), ponendo piuttosto l'attenzione sui floridi e dimostrati collegamenti tra la cultura figurativa fiorentino-aquilana e romano-aquilana. Il volume raccoglie contributi inediti e originali che gettano luce sulla portata della cultura figurativa veneta in Abruzzo e viceversa, sullo scambio documentale e librario tra i due contesti, sulle migrazioni di oggetti, materiali e supporti che hanno contribuito allo sviluppo della cultura commerciale, sociale ed economica locale, sulla presenza accertata di maestranze attive in entrambi i territori, sulla circolazioni di modelli, disegni, incisioni, dipinti e stampe tra la laguna e l'Abruzzo. La storiografia del Novecento ha parzialmente trascurato la corrispondenza figurativa, documentale e intellettuale tra l'Abruzzo e i territori della Repubblica della Serenissima in età moderna (XVI-XVIII), ponendo piuttosto l'attenzione sui floridi e dimostrati collegamenti tra la cultura figurativa fiorentino-aquilana e romano-aquilana. Il volume raccoglie contributi inediti e originali che gettano luce sulla portata della cultura figurativa veneta in Abruzzo e viceversa, sullo scambio documentale e librario tra i due contesti, sulle migrazioni di oggetti, materiali e supporti che hanno contribuito allo sviluppo della cultura commerciale, sociale ed economica locale, sulla presenza accertata di maestranze attive in entrambi i territori, sulla circolazioni di modelli, disegni, incisioni, dipinti e stampe tra la laguna e l'Abruzzo.…

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Brossura. Condizione: nuovo. Roma, 2024, Campisano. Cm. 22x16, pp. 153, tavv. 55 in nero f.t., br. La storiografia del Novecento ha parzialmente trascurato la corrispondenza figurativa, documentale e intellettuale tra l'Abruzzo e i territori della Repubblica della Serenissima in età moderna (XVI-XVIII), ponendo piuttosto l'attenzione sui floridi e dimostrati collegamenti tra la cultura figurativa fiorentino-aquilana e romano-aquilana. Il volume raccoglie contributi inediti e originali che gettano luce sulla portata della cultura figurativa veneta in Abruzzo e viceversa, sullo scambio documentale e librario tra i due contesti, sulle migrazioni di oggetti, materiali e supporti che hanno contribuito allo sviluppo della cultura commerciale, sociale ed economica locale, sulla presenza accertata di maestranze attive in entrambi i territori, sulla circolazioni di modelli, disegni, incisioni, dipinti e stampe tra la laguna e l'Abruzzo.…

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Condizione: NEW. Roma: Campisano Editore, 2026 9791257460259 809 N vol.: 1, N pag.: 384, W: 16.5, Illustr.: COL + B/N, N illustr.: 236 Il Seicento è per la Serenissima una stagione ingiustamente sottovalutata da tanta parte della critica, compressa tra gli sfarzi del secolo precedente e le glorie del successivo, benché grazie alla forza di uno Stato attrattivo, gli artisti fossero giunti in gran numero in laguna a rinnovare la pittura. Francesco Ruschi e l'abundantia barocca: pittura e collezionismo tra Roma e la Serenissima restituisce per la prima volta la fisionomia di un protagonista dimenticato del Seicento italiano, crocevia tra cultura romana e identità veneziana. Veneziano dalla pittura 'foresta', Ruschi emerge come interprete originale di una stagione segnata da vivace mobilità artistica, tensioni religiose e nuove dinamiche collezionistiche. Attraverso documenti inediti, cantieri ricostruiti, connoisseurship e un catalogo ragionato, il volume illumina una rete complessa di rapporti tra artisti, mercanti, istituzioni religiose e accademie, restituendo il ruolo di Venezia come laboratorio di sperimentazione nel cuore del Barocco europeo. In questo contesto, la pittura di Ruschi sontuosa, colta, romana, attraversata da una sensualità "abundans" si pone come cerniera tra tradizione barocca e istanze tenebriste, dando forma a un linguaggio capace di riflettere le ambizioni, le inquietudini e le strategie di auto- rappresentazione della società secentesca della Serenissima, con un occhio sempre verso la città dei papi. Tra spazi del sacro, mercato e cultura letteraria, la sua vicenda diventa così osservatorio privilegiato per rileggere il Seicento veneziano non come stagione marginale, ma come momento cruciale di rinnovamento artistico e identitario "esito di più maniere". Il Seicento è per la Serenissima una stagione ingiustamente sottovalutata da tanta parte della critica, compressa tra gli sfarzi del secolo precedente e le glorie del successivo, benché grazie alla forza di uno Stato attrattivo, gli artisti fossero giunti in gran numero in laguna a rinnovare la pittura. Francesco Ruschi e l'abundantia barocca: pittura e collezionismo tra Roma e la Serenissima restituisce per la prima volta la fisionomia di un protagonista dimenticato del Seicento italiano, crocevia tra cultura romana e identità veneziana. Veneziano dalla pittura 'foresta', Ruschi emerge come interprete originale di una stagione segnata da vivace mobilità artistica, tensioni religiose e nuove dinamiche collezionistiche. Attraverso documenti inediti, cantieri ricostruiti, connoisseurship e un catalogo ragionato, il volume illumina una rete complessa di rapporti tra artisti, mercanti, istituzioni religiose e accademie, restituendo il ruolo di Venezia come laboratorio di sperimentazione nel cuore del Barocco europeo. In questo contesto, la pittura di Ruschi sontuosa, colta, romana, attraversata da una sensualità "abundans" si pone come cerniera tra tradizione barocca e istanze tenebriste, dando forma a un linguaggio capace di riflettere le ambizioni, le inquietudini e le strategie di auto- rappresentazione della società secentesca della Serenissima, con un occhio sempre verso la città dei papi. Tra spazi del sacro, mercato e cultura letteraria, la sua vicenda diventa così osservatorio privilegiato per rileggere il Seicento veneziano non come stagione marginale, ma come momento cruciale di rinnovamento artistico e identitario "esito di più maniere".…
Lingua: Lingue multiple
Editore: Berlin. Avantgarde Galerie Kyra Maralt / Grande Vasca Cantieri Culturali alla Zisa / Selbstverlag 1999- 2000, 2000
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Condizione: Nuovo. Bross., cm 24x17, pp 374, numerose ill. a colori e b/n. - ISBN: 9791257460259.

Trattato sulla famiglia. Tra natura, diritto e nuove istanze
Domenica Leone, Antonio Felice Uricchio, Luigi Piero Martina
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Brossura. Condizione: nuovo. pp. 374; ill. a colori e in nero nel testo; brossura con alette Il Seicento è per la Serenissima una stagione ingiustamente sottovalutata da tanta parte della critica, compressa tra gli sfarzi del secolo precedente e le glorie del successivo, benché grazie alla forza di uno Stato attrattivo, gli artisti fossero giunti in gran numero in laguna a rinnovare la pittura. Francesco Ruschi e l'abundantia barocca: pittura e collezionismo tra Roma e la Serenissima restituisce per la prima volta la fisionomia di un protagonista dimenticato del Seicento italiano, crocevia tra cultura romana e identità veneziana. Veneziano dalla pittura 'foresta', Ruschi emerge come interprete originale di una stagione segnata da vivace mobilità artistica, tensioni religiose e nuove dinamiche collezionistiche. Attraverso documenti inediti, cantieri ricostruiti, connoisseurship e un catalogo ragionato, il volume illumina una rete complessa di rapporti tra artisti, mercanti, istituzioni religiose e accademie, restituendo il ruolo di Venezia come laboratorio di sperimentazione nel cuore del Barocco europeo. In questo contesto, la pittura di Ruschi - sontuosa, colta, romana, attraversata da una sensualità "abundans" - si pone come cerniera tra tradizione barocca e istanze tenebriste, dando forma a un linguaggio capace di riflettere le ambizioni, le inquietudini e le strategie di auto- rappresentazione della società secentesca della Serenissima, con un occhio sempre verso la città dei papi. Tra spazi del sacro, mercato e cultura letteraria, la sua vicenda diventa così osservatorio privilegiato per rileggere il Seicento veneziano non come stagione marginale, ma come momento cruciale di rinnovamento artistico e identitario "esito di più maniere".…

Trattato sulla famiglia. Tra natura, diritto e nuove istanze
Domenica Leone, Antonio Felice Uricchio, Luigi Piero Martina
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