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  • Lingua: Italiano

    Editore: Viella, Roma,, 2006

    8883342003 / 9788883342004

    • Brossura

    Da: FIRENZELIBRI SRL, Reggello, FI, ItaliaFIRENZELIBRI SRL

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    Condizione: Nuovo

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    Condizione: NUOVO. Roma, Viella cm.18x25, pp.380, brossura. Collana Ius Nostrum. Il libro analizza il rapporto tra gli esperti di diritto e il governo delle città nei comuni del Duecento, in particolare nella seconda metà del secolo, quando molte città italiane danno vita a forme di governo popolari, caratterizzati dall'affermazione istituzionale della parte della cittadinanza dedita all'esercizio di un mestiere, che non si identifica e, anzi, si oppone all'aristocrazia urbana. L'interesse per tre aspetti principali, il rapporto tra uomini di legge e potere, la dialettica tra identità sociale e ruolo politico del ceto dei giuristi, la funzione attribuita al diritto nei governi popolari, ha suggerito un approccio che mettesse al riparo dal rischio di un modello troppo condizionato da fattori locali. A cura dell'Ist.del Diritto Italiano dell'Univ.di Roma.

  • Condizione: Nuovo

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    Condizione: NEW.

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    Brossura. Condizione: new. A cura di S. Carocci, Caciorgna M. T. e Zorzi A. Roma, 2014; br., pp. 334, cm 15x21. (I Libri di Viella). Libro.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Libreria Editrice Viella, 2006

    8883342003 / 9788883342004

    • Brossura

    Da: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, ItaliaLibro Co. Italia Srl

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    Brossura. Condizione: new. Roma, 2006; br., pp. 380, cm 17x24. (Ius Nostrum. 34). Il libro analizza il rapporto tra gli esperti di diritto e il governo delle città nei comuni del Duecento, in particolare nella seconda metà del secolo, quando molte città italiane danno vita a forme di governo popolari, caratterizzati dall'affermazione istituzionale della parte della cittadinanza dedita all'esercizio di un mestiere, che non si identifica e, anzi, si oppone all'aristocrazia urbana. L'interesse per tre aspetti principali, il rapporto tra uomini di legge e potere, la dialettica tra identità sociale e ruolo politico del ceto dei giuristi, la funzione attribuita al diritto nei governi popolari, ha suggerito un approccio che mettesse al riparo dal rischio di un modello troppo condizionato da fattori locali. Libro.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Quodlibet, Macerata, 2023

    8822920953 / 9788822920959

    • Brossura

    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Macerata: Quodlibet, 2023 9788822920959 609 346 p. : ill. col. b/n, indice ; 22 cm. I grandi dibattiti sulla finzione dei Padri della Chiesa lasciarono un'eredità contraddittoria al Medioevo occidentale. Da un lato, trasmisero una ferma condanna di qualsiasi forma di negazione della veritas o di una natura che, diversamente dal mondo classico, era reputata divina dal pensiero cristiano; dall'altro, esaltarono la finzione come strumento d'accesso a una meta-realtà che consentiva di andare oltre i fatti concreti e cogliere il senso più vero e invisibile delle cose. Proprio quest'ultimo significato positivo di finzione venne valorizzato dalle scuole teologiche francesi del XII secolo in cui la dimensione interiore dell'uomo fu profondamente dissociata da quella esteriore perché considerata superiore e non coincidente con la sfera delle azioni. Diversamente dal mondo antico, la finzione, in questa prospettiva, non serviva a negare la realtà, quanto piuttosto a denunciare la distanza tra l'apparenza dei fatti e il loro reale significato, tra azione e intenzione. La sua funzione ultima era dunque quella di amplificare la realtà, restituendo il lato nascosto e invisibile delle cose, altrettanto vero, anzi più vero di quello tangibile. La potenza della dimensione intenzionale contagiò presto il pensiero giuridico europeo che nella seconda metà del XII secolo conobbe una delle fasi più creative della sua storia. Per inquadrare responsabilità invisibili o per vanificare responsabilità evidenti, la finzione si rivelò uno strumento vitale nell'elaborazione di nuove categorie penali che a partire dal Basso Medioevo entrarono a far parte stabilmente del diritto moderno e contemporaneo.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Libreria Editrice Viella, 2012

    8883344987 / 9788883344985

    • Brossura

    Da: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, ItaliaLibro Co. Italia Srl

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    Condizione: Nuovo

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    Brossura. Condizione: new. Roma, 2012; br., pp. CCLXX-574, ill., cm 15,5x23. (Ricerche dell'Istituto Storico Germanico di Roma. 8). Il più antico trattato di diritto pubblico che la dottrina giuridica medievale abbia prodotto è la "Summa Trium Librorum" di Rolando da Lucca, che vede la luce qui per la prima volta in edizione critica. Integrato perfettamente nel gusto e nello stile della scuola dei glossatori del XII secolo, Rolando non è però un professore: è un giudice, impegnato nella pratica dei tribunali cittadini e nella politica comunale. La sua opera induce a riconsiderare complessivamente il rapporto fra dottrina giuridica e prassi istituzionale a ridosso del tornante del 1200, quando il rilancio dell'Impero d'età sveva coincide con l'affermazione progressiva delle autonomie comunali. Un'ampia introduzione al testo si propone di aprire una discussione rinnovata sul diritto pubblico medievale, che trova la sua formulazione teorica proprio nell'ambiente urbano, dove si avvia una riflessione profonda sul rapporto fra Comuni e Impero. Si tratta di un'elaborazione fortemente laica, che costituisce un elemento indispensabile per comprendere le successive teorie pubblicistiche del Duecento, fiorite negli ambienti nazionali europei e da decenni al centro della ricerca medievistica. Libro.