Ondelli stefano (8 risultati)

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Brossura. Condizione: nuovo. Anno: 1998. Università di Trieste. Pagine: 41 --- Undeniably, interpreters produce oral texts; however, few studies have tried to define the characteristics of Italian texts produced in the interpreting booth. This analysis of a corpus of simultaneous and consecutive interpretations produced by unive…rsity students has focussed on both endophoric and esophoric demonstratives as means to ensure text cohesion and coherence. The high frequency of demonstratives may be explained with reference to two factors: on one hand, the interpreters' need for subdividing the contents of the source text into more "manageable" chunks for an easier planning of the target text; on the other hand, the interpreters' effort to make the message more explicit to their audience. L'italiano parlato è caratterizzato da un forte sottoutilizzo dell'ampia gamma di pronomi possibili. Questo lavoro si concentra sull'uso dei pronomi dimostrativi, analizzandone l'utilizzo da parte del produttore di testi orali per eccellenza: l'interprete. In particolare, lo studio dell'autore si avvale di un corpus di testi orali degli esami di interpretazione sostenuti da studenti stranieri. Il materiale esaminato è opera di parlanti non nativi che traducono testi di lingue diverse, secondo modalità diverse, ciononostante i risultati raggiunti forniscono spunti interessanti dal punto di vista didattico. Dal punto di vista strettamente linguistico, emerge la totale assenza del pronome 'codesto', il raro utilizzo di 'tale' e il rimpiazzo di 'ciò' da parte della coppia 'questo-quello'; da quello didattico, invece, è ravvisabile l'esigenza di un modello descrittivo che fornisca linee giuda attendibili per ovviare alla difficoltà di pianificazione e alla mancanza di controllo sulle strutture della lingua di arrivo da parte degli studenti di interpretazione.

Credibile ma falso. Come riconoscere le fake news (quasi senza leggerle)
Lokar, Alice; Ondelli, Stefano; Romanini, Fabio; Silvestro, Elia
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Brossura. Condizione: nuovo. Anno: 2018. Pagine: 89. Edizioni Università di Trieste -- Il fenomeno delle notizie false è al centro del dibattito sull'informazione: dal bullismo online alle sospette ingerenze nelle elezioni politiche, le "bufale" hanno trovato terreno fertile su Internet. Gli strumenti della linguistica sono util…i, se non a evitare del tutto la verifica delle notizie, almeno a far scattare campanelli di allarme che permettano al lettore di individuare le fake news? Il volume risponde a questa domanda secondo due approcci: quello della pragmatica e quello della linguistica dei corpora. Partendo dal rapporto tra testo scritto e immagini di corredo, è possibile valutare la qualità argomentativa e testuale delle fake news per individuare sfumature valutative (per es. l'indignazione) in testi in cui dovrebbe invece prevalere la funzione informativa. Il confronto di tipo quantitativo, invece, permette di rilevare lo scarto di registro e stile che distingue notizie vere e "bufale".

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Brossura. Condizione: nuovo. Anno: 2022. Pagine: 135. ISBN : 978-88-5511-364-9. Edizioni Università di Trieste --- Alla domanda "hai la macchina?", nessun parlante di madrelingua italiana risponderebbe "sì, l'ho": l'unica soluzione accettabile è "sì, ce l'ho". A scuola impariamo che l' è il pronome la, che sostituisce "la macchi…na". Ma che cosa è ce? A che cosa serve? Perché è praticamente obbligatorio? E come si scrive: "ci ho fame", "c'ho fame" o "ciò fame?". Perché starci significa "avere abbastanza posto in un luogo" (siediti, ci stai anche tu!), ma anche "essere d'accordo" (ci stai a fare uno scherzo a Carlo?). Quella dei "procomplementari" è una particolare classe che prevede la presenza di uno o più pronomi deboli accanto al verbo. Talvolta questi pronomi sono obbligatori, come in "piantala di dire sciocchezze!", in altri casi sono ridondanti e possono essere omessi, per es. "ci credi agli oroscopi?" La presenza dei pronomi può modificare leggermente il significato del verbo di base (basta! me ne vado!) oppure renderlo del tutto irriconoscibile, come in "non ne posso più delle tue bugie!" Insomma, i verbi procomplementari formano un gruppo numeroso e composito, molto presente nell'italiano quotidiano: per questo motivo meritano un dizionario completamente dedicato a loro.

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Brossura. Condizione: nuovo. Edizioni Università di Trieste Anno: 2024 Pagine: 184. ISBN: 978-88-5511-591-9 - Secondo la teoria degli universali traduttivi, tutte le traduzioni presenterebbero delle caratteristiche linguistiche che le differenziano dai testi scritti direttamente in una determinata lingua. Oltre all'interferenza…del testo fonte, sarebbe il processo traduttivo stesso a spingere a i traduttori a comportamenti specifici e costanti, che si concretizzano in tratti linguistici non immediatamente percepibili dai lettori e dalle lettrici, bensì rilevabili tramite l'analisi con strumenti automatici delle tendenze di fondo di grandi quantità di testi. Ma quali sono le caratteristiche del traduttese in lingua italiana a livello di lessico, morfosintassi e organizzazione testuale? È possibile distinguere nettamente le traduzioni dai testi scritti direttamente in italiano? E, tra i vari fattori in gioco (la penna dell'autore, lo stile del traduttore, le caratteristiche della lingua di partenza), quale risulta dominante nel determinare l'assetto linguistico delle traduzioni? I tre capitoli in cui consiste questo volume cercano di fornire delle risposte a queste domande: dopo aver illustrato la teoria degli universali traduttivi e alcuni principi e metodi della linguistica dei corpora e dell'analisi statistica dei dati testuali, ci si concentra sullo studio degli articoli giornalistici e della prosa letteraria e paraletteraria per valutare anche nel corso del tempo come e quanto l'italiano delle traduzioni risulti diverso da quello dei testi non tradotti.