Parigi 1256 (1 risultati)

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    Condizione: Buona. libro, xilografia. In 8° (cm 17), cc. 103. Al frontespizio si conserva una delle più celebri e riconoscibili marche tipografiche del Cinquecento, raffigurante una gallina, insegna caratteristica della stamperia parigina di Guillaume Cavellat (1520/25 - 1576), attiva nel cuore di Parigi e nota proprio attraverso il celebre motto e contrassegno In Pingui Gallina (Alla gallina grassa). *L'edizione del 1557b ottiene, come esplicitato al verso del frontespizio, il privilegio nell'anno 1555 (esiste anche un'edizione veneziana edita nello stesso anno: 1557a). La distinzione fra le due emissioni assume particolare rilevanza nell'identificazione bibliografica dell'esemplare e ne definisce con precisione la collocazione all'interno della complessa fortuna editoriale della Sphæra nel corso del XVI secolo. Presente al verso della prima carta di guardia ex libris Biblioteca del Excmo. Senor Marques de Astorga, da identificarsi, con ogni probabilità con Gómez Dávila Y Toledo (1541-1616), famoso collezionista. La prefazione di Filippo Melanto (1497-1560), datata erroneamente agosto 1540, è in realtà del 1531. Si tratta della celebre prefazione composta per la Sphæra di Sacrobosco originariamente associata all'edizione wittenberghense del 1531 e successivamente riproposta, con diverse modalità, nella tradizione editoriale dell'opera. La presenza di tre volvelle correttamente montate giustifica l'assenza dell'ultima carta con le sezioni da tagliare e successivamente montare sulle illustrazioni xilografiche. Le volvelle, propriamente integrate nell'apparato figurativo delle edizioni del trattato, costituiscono una caratteristica di particolare interesse materiale e scientifico degli esemplari antichi dell'opera. La loro corretta conservazione e il loro effettivo montaggio conferiscono al presente esemplare un particolare interesse bibliografico, soprattutto considerando la natura funzionale di questi elementi mobili all'interno della tradizione dei testi astronomici illustrati. Legatura in piena pelle non coeva con tracce d'uso; fregi impressi in oro ai piatti; tassello marocchino con indicazioni su autore e titolo dell'opera impressi in oro al dorso; risguardi marmorizzati. L'opera è una delle più celebri edizioni scolastiche e scientifiche del Rinascimento. La Sphæra di Giovanni di Sacrobosco rappresentò per secoli uno dei testi fondamentali per l'insegnamento dell'astronomia nelle università europee e conobbe una straordinaria fortuna editoriale, venendo ripetutamente stampata, commentata, corretta e ampliata nel corso dei secoli. Il trattato, fondato sulla tradizione astronomica e cosmologica aristotelico-tolemaica, rimase un testo di riferimento anche nel XVI secolo, quando la pubblicazione del De revolutionibus di Copernico aveva ormai introdotto nel dibattito scientifico europeo il nuovo modello eliocentrico. Proprio tale persistenza conferisce particolare interesse all'edizione qui descritta, che documenta materialmente la continuità della tradizione astronomica geocentrica nel pieno della prima età copernicana. L'edizione qui descritta si colloca in una fase particolarmente significativa di tale tradizione, quelle delle revisioni curate da Elie Vinet per Guillaume Cavellat, alle quali si aggiungono il Compendium in Sphæram di Pierio Valeriano e la dimostrazione di Pedro Nunes relativa alla questione dei climi trattata nell'ultimo capitolo della Sphæra a testimonianza del continuo aggiornamento e dell'attenzione di cui godeva il testo. Presenti numerose capilettera, illustrazioni e testatine xilografiche entro il testo. Stato di conservazione generale buono: gore d'acqua (visibili principalmente agli angoli superiori e inferiori del margine destro dal frontespizio fino alla c.9 e alla c.31), tracce di foxing e lieve imbrunimento delle carte. Si notifica la presenza di annotazioni manoscritte a grafite alle prime due carte di guardia e nota manoscritta ad inchiostro bruno al margine superiore del frontespizio. Terza volvella non mobile.…