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Aggiungi al carrellopaperback. Condizione: Very Good. Collana "Orsa maggiore". Volume nella sua brossura originale, 132 pagine. Opera in condizioni molto buone, presenta un' etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine. Book.
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Aggiungi al carrelloEffedieffe (Orsa maggiore 5.); 1999; 888522315X; 21 x 15 cm; pp. 132; Copertina flessibile ; ; Presenta minimi segni d'uso ai bordi (senza mancanze nè lacerazioni), interno senza scritte, come nuovo; Molto buono, (come da foto). ; In appendice Dietro le quinte del nuovo ordine mondiale, con intervista a Maurizio Blondet. Il WTO può imporre multe di centinaia di miliardi ai Paesi che violino le norme del liberalismo obbligatorio, per esempio con protezionismi a favore delle merci nazionali. Il liberismo, come quello Britanico sull'India, costringe i mercati nazionali a restare aperti all'invasione delle merci straniere, a prezzo di sanzioni pesantissime. E sono stati i nostri politici nazionali a mettere la testa (anche le nostre) dentro quel cappio. Li abbiamo eletti per salvaguardare l'interesse nazionale, hanno favorito l'interesse della finanza globale. Noi, cittadini, non abbiamo mai votato per entrare o stare fuori dal WTO, e nemmeno dall'Europa unita. 'Qualcuno' ha preso la decisone per noi, tenendoci all'oscuro. Diventa 'convincente' non opporsi alla mondializzazione, per evitare una quantità pesante di sanzioni economiche, restrizioni di credito, limiti dell'esportazione, che ci impoverirebbe. Naturalmente, alla lunga, questa 'convenienza' diventa sommamente pericolosa: perchè la sovranità nazionale viene ceduta a poteri non-eletti e incontrollabili. E soprattutto perchè il Paese perde autosufficienza e diventa dipendente dalle importazioni straniere. E' proprio ciò a cui mira l'ideologia mondialista: l'interdipendenza globale. Perchè ciò è grave per il popolo? Perchè nella visione mondialistico-economicista ogni Stato viene ridotto a rango di un'azienda. Come un'azienda viene creata per produrre e vendere merce, così uno Stato viene trasformato in modo da vivere per esportare. Non per nutrire la sua popolazione, elevarla civilmente e culturalmente, e provvedere a quella parte del popolo che è meno produttiva, vecchi, malati, sfavoriti, bambini. (); Scheda a cura di Equilibri libreria. L'immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381 Italiano.