Lingua: Inglese
Editore: Böhlau Wien|Brill Österreich Ges.m.b.H., 2016
ISBN 10: 3205200640 ISBN 13: 9783205200642
Da: moluna, Greven, Germania
EUR 40,00
Quantità: Più di 20 disponibili
Aggiungi al carrelloKartoniert / Broschiert. Condizione: New. This richly illustrated volume for the first time presents the many collections at the University of Vienna that have previously enjoyed little attention. In their variety, they reflect the centuries of history and copious research activity at the Alma Mate.
Da: Studio Bibliografico Adige, Trento, TN, Italia
EUR 27,00
Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrelloRiccamente illustrato a colori. Lâistituzione degli Standschützen à ricca di storia, traendo le proprie origini allâinizio dellâetà moderna, come milizia popolare allâinterno del territorio tirolese. Ragioni di ordine sociale e geografico spiegano la sua nascita, volendo sommare i vantaggi di poter disporre sul posto in casi dâemergenza di un contingente preparato al territorio da difendere. Con i secoli i militi andarono a perdere la caratteristica di volontari, per divenire durante la Grande guerra una vera e propria componente delle Forze armate regolari dellâImpero. Cià non impedà tuttavia di mantenere quella veste montanara, che ne caratterizzava la struttura e la volontà dâimpiego. La comparazione con i nostri alpini à sin troppo semplice, ma probabilmente a nord del Lago di Garda il rapporto tra territorio-cittadino-Impero aveva un significato molto pià profondo, vista la storia stessa dellâistituto. La promiscuità tra vita civile e quella militare era sintetizzata dal fatto che in tempo di pace gli Standschützen si addestravano presso locali strutture di tiro e non presso campi militari ufficiali. La Grande guerra avrebbe rivoluzionato ancora di pià il suo organico. Essendo gli effettivi già impegnati contro la Russia, in Tirolo venne fatta la coscrizione degli adolescenti ancora non arruolati (nà mai addestrati) e degli anziani. Lâarmamento e lâequipaggiamento fu di massima arrangiato; la maggior parte del vestiario pesante era portato direttamente da casa. Nonostante questa apparente disorganizzazione, lâimportanza degli Standschützen, soprattutto nei primi mesi di guerra, fu salvifica per lâImpero. Con il grosso delle unità sul fronte orientale e ancora non impegnata la Germania contro lâItalia, le milizie locali riuscirono non solo a difendere con caparbietà il proprio territorio, ma spesso seppero anche contrattaccare e mettere in difficoltà gli italiani. Il volume bilingue (italiano/tedesco) analizza nellâordine: lâimpiego bellico e la struttura; la memorialistica; il rapporto con il territorio naturale e antropico. Relegata per un secolo allâesclusiva memoria familiare, oggi si fa di questa esperienza unâaccurata e vivida descrizione. In cià riveste unâimportanza non secondaria il capitolo dedicato ai pittori soldato â" i Kriegsmaler â" che hanno interpretato a proprio modo (soprattutto) per fini propagandistici la guerra in montagna. Lâapparato fotografico dâepoca descrive minuziosamente la vita quotidiana al fronte e nelle retrovie, mentre il corredo fotografico attuale offre lâopportunità di immergersi in un paesaggio che ha influenzato ed à stato influenzato dalle vicende narrate, senza necessariamente venirne corrotto. Le fortificazioni, i camminamenti, le opere architettoniche finalizzate alla difesa del territorio diventano per lâescursionista un luogo di memoria e riflessione, proprio perchà divenuti essi stessi componenti essenziali della storia civile oltre che naturale della regione. Del resto â" come viene spiegato nella premessa â" in questo volume due elementi congiunti tra loro balzano agli occhi: «la storia delle genti e le modificazioni paesaggistiche. Due elementi che hanno connotato peculiarmente il territorio trentino» (p. 5). Recensione di Giovanni Cecini. Formato: 455 p., 30 cm, cart.