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Aggiungi al carrelloBrossura. Condizione: nuovo. Fabrizio Serra, 2020, pp. 176 --- La letteratura italiana e nello specifico quella romanzesca giungeva in Francia nel XVII secolo con tutta l'autorevolezza guadagnata nei due secoli precedenti; quella francese, d'altro canto, veniva accolta con l'interesse tributato anche ai prodotti di altre nazioni. A metà del secolo è però ormai chiaro che i rapporti di forza sono mutati, se non capovolti, e il romanzo francese ha ormai uno status modellizzante per il pubblico italiano. Lo studio intende ripercorrere queste tappe dalla sporadica traduzione occasionale all'operazione editoriale su larga scala, fino alle tarde risultanze di tale pluridecennale processo sottolineando come il rapporto interculturale fosse favorito dal romanzo stesso, il genere che aveva raccolto tanto successo di pubblico grazie alla sua capacità di rappresentare affreschi complessi e sfaccettati, in cui il bacino di lettori poteva riconoscersi o nei quali poteva trovare la realizzazione di un ideale sociale o politico. La parte iniziale del volume è dedicata all'analisi puntuale dei processi traduttivi, a partire dalle prime prove 'dilettantesche', per finire nel periodo di massima espansione del romanzo francese in Italia. La selezione dei testi da tradurre dà indicazioni preziosissime per comprendere come la narrativa d'oltralpe venisse considerata nel suo insieme. Emerge poi il ruolo decisivo di Venezia, che fu anche il principale centro di diffusione della produzione romanzesca. Nella città lagunare aveva sede la celebre Accademia degli Incogniti, l'istituzione che più di tutte promosse la diffusione del romanzo. Numerosi Incogniti furono scrittori di romanzi, e inoltre coltivavano relazioni con i maggiori cultori di questo genere presenti in altre parti d'Italia e d'Europa; vengono quindi indagati i maggiori narratori di ambiente veneziano e Incognito, messi a confronto con i contemporanei romanzieri transalpini, allo scopo di cogliere alcune costanti derivate dalla comunanza di 'gusto' fra i due ambienti. Sommario: Introduzione. I. La prassi della traduzione del romanzo barocco francese in Italia: 1. Introduzione; 2. Le prime traduzioni dal francese: l'Astrée; 3. Le prime traduzioni da Jean-Pierre Camus; 4. Maiolino Bisaccioni traduttore della Parthenice del Camus; 5. Giovan Francesco Loredan traduttore di Camus; 6. Bisaccioni traduttore della Daphnide del Camus; 7. Petronio Baldi traduttore di Camus; 8. La Cassandre del La Calprenède tradotta dal Ronchi e dal Bisaccioni; 9. Fantoni Castrucci traduttore del Faramond; 10. Bisaccioni traduttore dell'Artamene; 11. La Clélie dei fratelli Scudéry; 12. Paris Cerchiari traduttore dell'Ibrahim; 13. Il Lysandro e Calista di Maiolino Bisaccioni; 14. Ludovico Cadamosto traduttore di Ceriziers; 15. Conclusione. II. Il romanzo barocco francese e veneto a confronto: 1. Il punto sul romanzo francese. Da D'Urfé a Mlle de Scudéry; 2. Il punto sul romanzo veneto. Dal Biondi al Pasini; 3. Girolamo Brusoni; 4. Filofrancesismo e Antispagnolismo. Tracce di motivi politici nella prosa degli Incogniti; 5. Novella I, 7 delle Cento novelle; 6. Novella I, 16; 7. Novella III, 39 e Cloramindo di Francesco Belli; 8. Giovan Francesco Loredan 'principe' degli Incogniti: ruolo, funzioni, poetica; 9. Filofrancesismo del Loredan; 10. La traduzione come strumento di diffusione culturale; 11. Rapporto funzionale tra storiografia e romanzo nella riflessione loredaniana e incognita; 12. Maiolino Bisaccioni e il romanzo 'ibrido'; 13. La trilogia brusoniana come rappresentazione della società aristocratica ideale; 14. Antonio Lupis continuatore 'ideale' del Loredan; 15. Conclusione. Bibliografia: Traduzioni seicentesche; Bibliografia delle opere citate; Bibliografia critica.