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  • Lingua: Italiano

    Editore: Edipuglia, Bari, 2018

    8872288487 / 9788872288481

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    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Bari: Edipuglia, 2018 9788872288481 Bibliotheca archaeologica 48 1609 164 p. : ill. col. b/n, tavole, indice, bibliografia ; 30 cm. La necropoli di Macchie Don Cesare nel territorio di Salve (LE) ha aggiunto nuovi dati alla conoscenza dei costumi funerari dell'eneolitico meridionale: ha rivelato, infatti, la pratica dell'incinerazione sotto tumulo affermatasi tra la metà del IV e il III millennio a.C. I tumuli di Salve, fatti di terra e di pietre, ricoprivano monumenti realizzati con tipologie diverse, alcuni con articolazioni complesse al loro interno, altri molto semplici costituiti solo da una piattaforma basale su cui poggiavano i vasi con i resti incinerati o questi stessi sparsi sulla superficie, privi di contenitori. In nessuno dei tumuli era presente il corredo. Ma, accanto all'incinerazione, nella necropoli è attestato anche l'uso dell'inumazione come nei tumuli 6, 9 e 7: nei primi due si trattava di ossa non combuste; nel tumulo 7, invece, all'interno di una cista litica che pure conteneva alla base tre incinerati, erano stati deposti circa 50 individui in seguito sottoposti a manipolazioni. Essi, a differenza degli incinerati avevano con sé il corredo i cui componenti, vasi in ceramica e oggetti di ornamento, sono molto simili a quelli rinvenuti a Grotta Cappuccini di Galatone. E' un quadro composito quello che restituisce la necropoli di Salve: documenta la pluralità di tradizioni esistente tra comunità che vivevano nel medesimo territorio e che condividevano la medesima cultura ispirata ai canoni di Gaudo e Laterza. L'architettura dei tumuli, inoltre, rinvia a modelli diffusi che se.