Editori paparo roma (62 risultati)

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  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma,, 2023

    8831983458 / 9788831983457

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    Da: FIRENZELIBRI SRL, Reggello, FI, ItaliaFIRENZELIBRI SRL

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    Condizione: NUOVO. Roma, Editori Paparo cm.24x28, pp.64, ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Il Palazzo Reale di Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte avviano nel 2023 una serie di mostre in collaborazione incentrate sul dialogo tra le raccolte d'arte dei due musei, entrambe frutto del collezionismo borbonico tra Sette e Ottocento. La prima di queste (16 marzo - 9 maggio 2023) ha come fulcro la Flagellazione di Caravaggio che, pur non appartenendo alle collezioni reali, è un'opera che segnò in modo evidente il corso dell'arte del Seicento. La mostra intende quindi creare un dialogo intorno al dipinto del Merisi con un duplice approccio: da una parte si riuniranno per la prima volta tutti i dipinti caravaggeschi acquistati nel 1802 a Roma da Domenico Venuti per Ferdinando IV di Borbone; dall'altra vi sarà un confronto sulla rappresentazione del tema iconografico della Flagellazione e dell'Ecce Homo, attraverso l'interpretazione che ne diedero diversi artisti nel corso del XVI e del XVII secolo. 16 Marzo- 9 Maggio 2023. Palazzo Reale di Napoli. Testi di Sylvain Bellenger e Mario Epifani. …

  • Lingua: Inglese

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2024

    9791281389267

    • Brossura

    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2024 9791281389267 809 144 p. : ill. col. b/n, indice ; 28 cm. Il grande fascino che Michelangelo Merisi da Caravaggio esercita tuttora sugli spettatori consente di raccontare la sua storia in modo da illuminare tutte le vicende storico-artistiche italiane e europee fra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Roma è in questi anni una città che attira un grande numero di giovani artisti, provenienti da ogni parte d'Europa e il giovane Michelangelo, lombardo di nascita e formazione, si trova gettato in un ambiente carico di novità, di rivalità, ma dove troverà amici fedeli, committenti appassionati e, soprattutto, diventerà se stesso, quel grande protagonista del naturalismo che il Novecento comincerà a riscoprire e a definire. La Galleria Borghese racconta tutta la sua vita in una stanza: dai quadri giovanili all'affermazione come pittore di pale d'altare alle sue ultime tragiche vicende. Cappelletti,Francesca.…

  • Lingua: Inglese

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2026

    9791281389830

    • Rilegato

    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389830 962 N vol.: 1, N pag.: 148, W: 21.9, Illustr.: COL + B/N La prima monografia dedicata al pittore Johannes van Bronchorst (16271656), protagonista ancora poco conosciuto della pittura olandese del Seicento. Attraverso nuove ricerche, documenti inediti e un catalogo ragionato completamente aggiornato, il volume di Tommaso Borgogelli ricostruisce la figura di un artista fondamentale nel passaggio dal naturalismo caravaggesco al classicismo durante il Secolo d'Oro olandese. Un viaggio tra Utrecht, Roma, Venezia e Amsterdam, alla scoperta di un pittore capace di reinterpretare l'eredità di Caravaggio con uno stile personale e innovativo. La prima monografia dedicata al pittore Johannes van Bronchorst (16271656), protagonista ancora poco conosciuto della pittura olandese del Seicento. Attraverso nuove ricerche, documenti inediti e un catalogo ragionato completamente aggiornato, il volume di Tommaso Borgogelli ricostruisce la figura di un artista fondamentale nel passaggio dal naturalismo caravaggesco al classicismo durante il Secolo d'Oro olandese. Un viaggio tra Utrecht, Roma, Venezia e Amsterdam, alla scoperta di un pittore capace di reinterpretare l'eredità di Caravaggio con uno stile personale e innovativo.…

  • Lingua: Inglese

    Editore: Editori Paparo, Roma/Napoli, 2026

    9791281389830

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    Da: Art&Libri Firenze, FIRENZE, FI, ItaliaArt&Libri Firenze

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    Rilegato. Condizione: nuovo. edizione illustrata. pp. 148; ill. a colori; cartonato.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma,, 2023

    8831983644 / 9788831983648

    • Brossura

    Da: FIRENZELIBRI SRL, Reggello, FI, ItaliaFIRENZELIBRI SRL

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    Condizione: NUOVO. Roma, Editori Paparo cm.24,5x28, pp.220 ill.a colori. brossura con copertina figurata. Il Reale Osservatorio Meteorologico Vesuviano, unico nel suo genere in tutto il mondo, è ancora oggi un edificio immerso nel paesaggio vulcanico; sospeso, all'epoca della sua costruzione, tra propaganda politica borbonica e progresso scientifico e industriale della Capitale del Regno delle Due Sicilie. Artefici di questa importante opera commissionata nel 1841 da Ferdinando II, furono lo scienziato Macedonio Melloni e l'architetto Gaetano Fazzini. Dall'epoca della sua realizzazione, l'edificio è stato testimone delle violente eruzioni del vulcano del XIX e del XX secolo; la fabbrica ha conservato, inalterata negli anni, l'originale destinazione d'uso, tuttora evidente, quale sede storica dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Presentazione di Paolo Antonio Di Vito.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo Srl, Roma,, 2021

    8831983601 / 9788831983600

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    Da: FIRENZELIBRI SRL, Reggello, FI, ItaliaFIRENZELIBRI SRL

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    Condizione: NUOVO. Roma, Editori Paparo Srl cm.24x28, pp.208, illustrazioni a colori. brossura con copertina figurata a colori. La mostra si propone di valorizzare il patrimonio raffaellesco del Museo, più ricco e variato di quanto si sia soliti pensare, e di offrire al pubblico le novità emerse dalla campagna di indagini diagnostiche condotte dal Dipartimento di Lettere dell'Università della Campania, dal CNR e dal Lams, permettendo un approccio originale sia alle opere d'arte, viste nel loro farsi, sia alla bottega dell'artista, di cui si mette in luce il complesso lavoro che sta dietro la creazione di originali, multipli, copie, derivazioni. Il Museo e Real Bosco di Capodimonte conserva alcune opere autografe di grande rilevanza, che permettono di esemplificare i momenti principali della carriera dell'artista (Frammenti della Pala di San Nicola da Tolentino, 1501; Ritratto di Alessandro Farnese, 1511 circa; Mosé e il roveto ardente, 1514; Madonna del Divino Amore, 1516-18) e del suo più immediato seguito (Madonna della Gatta, 1518-1520 circa?). Lo stesso museo conserva però anche una serie di copie, derivazioni, multipli, alcune delle quali forse elaborate nella bottega stessa dell'artista (Madonna del Passeggio), altre per mano di artisti di prima grandezza per committenti importanti (Andrea del Sarto), o forse per esercitazione (Daniele da Volterra), altre invece da più meccanici copisti (Madonna Bridgwater), che permettono di esplorare ad ampio raggio questo tipo di produzione, che costituiva larga parte dell'opera delle botteghe del Cinque e del Seicento e che oggi forma una parte enorme, anche se spesso trascurata, del nostro patrimonio artistico. Museo di Capodimonte, Napoli, giugno settembre 2021. A cura di Andrea Zezza e Angela Cerasuolo.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2025

    9791281389311

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    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2025 9791281389311 1880 N vol.: 1, N pag.: 256, W: 24.9, Illustr.: COL + B/N Il volume, a cura dell'esperta di disegno italiano del quindicesimo e sedicesimo secolo, Claire Van Cleave, traccia il percorso storico della raccolta di disegni appartenenti alla famiglia Farnese, dalla sua origine a Roma fino ai giorni odierni. Durante il suo periodo di massimo fulgore, la raccolta comprendeva oltre 600 opere su carta di rinomati artisti italiani del XVI secolo, quali Michelangelo, Raffaello, Parmigianino, Giulio Clovio, Sofonisba Anguissola, Leonardo da Vinci, Annibale Carracci, Albrecht Dürer e molti altri.Tramandata per via ereditaria da Elisabetta Farnese al figlio Carlo di Borbone a Napoli, essa costituì poi il fondamento delle attuali collezioni ospitate nel Museo e Real Bosco di Capodimonte. Il volume, a cura dell'esperta di disegno italiano del quindicesimo e sedicesimo secolo, Claire Van Cleave, traccia il percorso storico della raccolta di disegni appartenenti alla famiglia Farnese, dalla sua origine a Roma fino ai giorni odierni. Durante il suo periodo di massimo fulgore, la raccolta comprendeva oltre 600 opere su carta di rinomati artisti italiani del XVI secolo, quali Michelangelo, Raffaello, Parmigianino, Giulio Clovio, Sofonisba Anguissola, Leonardo da Vinci, Annibale Carracci, Albrecht Dürer e molti altri.Tramandata per via ereditaria da Elisabetta Farnese al figlio Carlo di Borbone a Napoli, essa costituì poi il fondamento delle attuali collezioni ospitate nel Museo e Real Bosco di Capodimonte.…

  • Editore: Editori Paparo, Roma, 2018

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    Da: Di Mano in Mano Soc. Coop, Cambiago, MI, ItaliaDi Mano in Mano Soc. Coop

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    Cartonato con sovracoperta. Il Volume contiene anche gli interventi della giornata di studio in onore di Donatella Zari, svoltasi a Roma, 26 giugno 2017, Aula Magna, Università degli Studi Roma Tre.Fotografie in b/n e a colori d.t. e f.t. Numero di tavole: pp.302 9788831983020 altezza 0 larghezza 0 Esemplare in buone condizioni, in cofanetto telato, con titolo in oro al piatto anteriore e con tracce di polvere.Sovraccoperta e tagli con tracce di polvere.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2024

    9791281389359

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    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2024 9791281389359 809 206 p. : ill. col. b/n, indice ; 25 cm. In un gioco di rimandi, i transatlantici, come ancora fanno, imitavano la vita e i divertimenti dei grandi alberghi della terra ferma e a sua volta l'architettura riproponeva le loro forme e i loro dettagli. Molti i fraintendimenti, come sempre fra terraioli e marinai, nel susseguirsi di metafore cariche di angoscianti presagi, tra visionari ingegneri vittoriani, veri marinai come Josef Conrad, fantastici velieri, giganteschi scafi di ferro e l'immancabile Le Corbusier ben saldo sulla riva ad attirare l'attenzione dei suoi compagni di avventura su tali prodigi della Modernità. Il libro si muove tra terra e mare, inseguendo le vicende dei tanti transatlantici che di queste vicende sono stati i protagonisti più immaginari che reali e quelli dei tanti piroscafi di cemento e vetro sparsi tra dune, montagne e trafficati boulevard e avenue.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2024

    9791281389076

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2024 9791281389076 809 144 p. : ill. col. b/n, indice ; 28 cm. Il grande fascino che Michelangelo Merisi da Caravaggio esercita tuttora sugli spettatori consente di raccontare la sua storia in modo da illuminare tutte le vicende storico-artistiche italiane e europee fra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Roma è in questi anni una città che attira un grande numero di giovani artisti, provenienti da ogni parte d'Europa e il giovane Michelangelo, lombardo di nascita e formazione, si trova gettato in un ambiente carico di novità, di rivalità, ma dove troverà amici fedeli, committenti appassionati e, soprattutto, diventerà se stesso, quel grande protagonista del naturalismo che il Novecento comincerà a riscoprire e a definire. La Galleria Borghese racconta tutta la sua vita in una stanza: dai quadri giovanili all'affermazione come pittore di pale d'altare alle sue ultime tragiche vicende.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2026

    9791281389434

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389434 284 N vol.: 1, N pag.: 48, W: 21, Illustr.: COL + B/N Una serie di opere che alludono ad una imminente eruzione: i sommovimenti dei bradisismi nei Campi Flegrei, le fiamme che si elevano dal cono del Vesuvio, la pioggia che sembra flagellare i palmizi. La Napoli di Alessandro Busci è scossa dalla natura imperiosa che la circonda, sul punto di cedervi. Non è una premonizione, semmai il ricordo di eventi precedenti, quasi che l'artista potesse rammemorare il passato e, per paradosso, rammemorare il futuro; in "Parthenogenesis" si allude da un lato a un dopo catastrofe, dall'altro alle infinite possibilità della riproduzione virginale, così che da una città se ne possa produrre un'altra nuova, così che da un'opera se ne possano produrre altre con la stessa matrice, simili seppur derivate dal prototipo, rigenerate per esuberanza della vita e dell'arte che trovano, dopo gli olocausti, modi di sopravvivenza sempre miracolosi. È una pittura adesso matura quella di Busci che ha abbandonato collaudati schemi compositivi, per addentrarsi in territori dove talora l'astrazione sembra prevalere sulla figura, preconizzando future ulteriori rarefazioni; una maturità tecnica raggiunta, in cui il gesto si è liberato di qualsiasi accademismo, si è fatto più veloce, più capace di interpretare le tensioni di uno sguardo sul mondo, e che ha permesso al pittore milanese di evitare ogni manierismo rimanendo però fedele a uno stile, e a un materiale come il ferro. Una serie di opere che alludono ad una imminente eruzione: i sommovimenti dei bradisismi nei Campi Flegrei, le fiamme che si elevano dal cono del Vesuvio, la pioggia che sembra flagellare i palmizi. La Napoli di Alessandro Busci è scossa dalla natura imperiosa che la circonda, sul punto di cedervi. Non è una premonizione, semmai il ricordo di eventi precedenti, quasi che l'artista potesse rammemorare il passato e, per paradosso, rammemorare il futuro; in "Parthenogenesis" si allude da un lato a un dopo catastrofe, dall'altro alle infinite possibilità della riproduzione virginale, così che da una città se ne possa produrre un'altra nuova, così che da un'opera se ne possano produrre altre con la stessa matrice, simili seppur derivate dal prototipo, rigenerate per esuberanza della vita e dell'arte che trovano, dopo gli olocausti, modi di sopravvivenza sempre miracolosi. È una pittura adesso matura quella di Busci che ha abbandonato collaudati schemi compositivi, per addentrarsi in territori dove talora l'astrazione sembra prevalere sulla figura, preconizzando future ulteriori rarefazioni; una maturità tecnica raggiunta, in cui il gesto si è liberato di qualsiasi accademismo, si è fatto più veloce, più capace di interpretare le tensioni di uno sguardo sul mondo, e che ha permesso al pittore milanese di evitare ogni manierismo rimanendo però fedele a uno stile, e a un materiale come il ferro.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2025

    9791281389380

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    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2025 9791281389380 FREQUENZE_conservazione/restauro 6 538 N vol.: 1, N pag.: 184, W: 17.2, Illustr.: COL La città di Napoli è nota a livello internazionale per il suo straordinario patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico nonché di beni immateriali e con il centro storico inserito nella lista del patrimonio mondiale UNESCO dal 1995. Nonostante ciò, il tema del colore delle architetture storiche e del loro restauro non è mai stato di particolare interesse per le amministrazioni comunali che si sono succedute nei decenni trascorsi. Eppure si tratta di un argomento di vitale importanza per la conservazione dell'identità del capoluogo partenopeo, nel quale la cromia dei manufatti, insieme al disegno compositivo, nel corso dei secoli ha connotato la 'veste' superficiale di chiese, conventi, palazzi nobiliari, edilizia comune. Dunque, i materiali più diffusamente usati, come le pietre di tufo giallo e grigio, il piperno, la pietrarsa, nonché le malte, gli intonaci, gli stucchi, le decorazioni degli edifici sono stati concepiti in modo da armonizzare i gusti del tempo con i prodotti locali, che si integrano con il colore delle rocce di tufo emergenti dal sottosuolo: ciò è testimoniato dalle numerose vedute della città. La città di Napoli è nota a livello internazionale per il suo straordinario patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico nonché di beni immateriali e con il centro storico inserito nella lista del patrimonio mondiale UNESCO dal 1995. Nonostante ciò, il tema del colore delle architetture storiche e del loro restauro non è mai stato di particolare interesse per le amministrazioni comunali che si sono succedute nei decenni trascorsi. Eppure si tratta di un argomento di vitale importanza per la conservazione dell'identità del capoluogo partenopeo, nel quale la cromia dei manufatti, insieme al disegno compositivo, nel corso dei secoli ha connotato la 'veste' superficiale di chiese, conventi, palazzi nobiliari, edilizia comune. Dunque, i materiali più diffusamente usati, come le pietre di tufo giallo e grigio, il piperno, la pietrarsa, nonché le malte, gli intonaci, gli stucchi, le decorazioni degli edifici sono stati concepiti in modo da armonizzare i gusti del tempo con i prodotti locali, che si integrano con il colore delle rocce di tufo emergenti dal sottosuolo: ciò è testimoniato dalle numerose vedute della città.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2025

    9791281389557

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2025 9791281389557 388 N vol.: 1, N pag.: 80, W: 20.7, Illustr.: COL Il grande fascino che Michelangelo Merisi da Caravaggio esercita tuttora sugli spettatori consente di raccontare la sua storia in modo da illuminare tutte le vicende storico-artistiche italiane e europee fra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Roma è in questi anni una città che attira un grande numero di giovani artisti, provenienti da ogni parte d'Europa e il giovane Michelangelo, lombardo di nascita e formazione, si trova gettato in un ambiente carico di novità, di rivalità, ma dove troverà amici fedeli, committenti appassionati e, soprattutto, diventerà se stesso, quel grande protagonista del naturalismo che il Novecento comincerà a riscoprire e a definire. La Galleria Borghese racconta tutta la sua vita in una stanza: dai quadri giovanili all'affermazione come pittore di pale d'altare alle sue ultime tragiche vicende. Tutte le opere da: Galleria Borghese; Casino Boncompagni Ludovisi; Chiesa dell'Immacolata Concezione dei Cappuccini; Galleria Nazionale d'Arte Antica; Palazzo Barberini; Barberini Corsini Gallerie Nazionali, Palazzo Barberini; Collezione Odescalch; Pinacoteca Capitolina; Galleria Doria Pamphilj; Chiesa di San Luigi dei Francesi, Cappella Contarelli; Chiesa di Sant'Agostino; Chiesa di Santa Maria del Popolo, Cappella Cerasi; Barberini Corsini Gallerie Nazionali; Pinacoteca Vaticana. Il grande fascino che Michelangelo Merisi da Caravaggio esercita tuttora sugli spettatori consente di raccontare la sua storia in modo da illuminare tutte le vicende storico-artistiche italiane e europee fra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Roma è in questi anni una città che attira un grande numero di giovani artisti, provenienti da ogni parte d'Europa e il giovane Michelangelo, lombardo di nascita e formazione, si trova gettato in un ambiente carico di novità, di rivalità, ma dove troverà amici fedeli, committenti appassionati e, soprattutto, diventerà se stesso, quel grande protagonista del naturalismo che il Novecento comincerà a riscoprire e a definire. La Galleria Borghese racconta tutta la sua vita in una stanza: dai quadri giovanili all'affermazione come pittore di pale d'altare alle sue ultime tragiche vicende. Tutte le opere da: Galleria Borghese; Casino Boncompagni Ludovisi; Chiesa dell'Immacolata Concezione dei Cappuccini; Galleria Nazionale d'Arte Antica; Palazzo Barberini; Barberini Corsini Gallerie Nazionali, Palazzo Barberini; Collezione Odescalch; Pinacoteca Capitolina; Galleria Doria Pamphilj; Chiesa di San Luigi dei Francesi, Cappella Contarelli; Chiesa di Sant'Agostino; Chiesa di Santa Maria del Popolo, Cappella Cerasi; Barberini Corsini Gallerie Nazionali; Pinacoteca Vaticana.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2025

    9791281389441

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    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2025 9791281389441 Quaderni di Palazzo Reale 4 622 N vol.: 1, N pag.: 136, Peso: 622, L: 26.6, W: 21.2, Illustr.: COL L'immagine attuale del Palazzo Reale di Napoli è il frutto di una stratificazione di interventi operati nell'arco di quattro secoli, ovvero dalla metà del XVI secolo, quando fu costruito il primo palazzo vicereale, fino ai restauri successivi ai danni subiti durante la seconda guerra mondiale. Questa mostra segue le trasformazioni del complesso architettonico a partire dal progetto seicentesco di Domenico Fontana per il viceré Fernando Ruiz De Castro, passando per le modifiche apportate nel Settecento per Carlo e Ferdinando IV di Borbone, fino all'intervento condotto da Gaetano Genovese su incarico di Ferdinando II delle Due Sicilie dopo il 1837. L'immagine attuale del Palazzo Reale di Napoli è il frutto di una stratificazione di interventi operati nell'arco di quattro secoli, ovvero dalla metà del XVI secolo, quando fu costruito il primo palazzo vicereale, fino ai restauri successivi ai danni subiti durante la seconda guerra mondiale. Questa mostra segue le trasformazioni del complesso architettonico a partire dal progetto seicentesco di Domenico Fontana per il viceré Fernando Ruiz De Castro, passando per le modifiche apportate nel Settecento per Carlo e Ferdinando IV di Borbone, fino all'intervento condotto da Gaetano Genovese su incarico di Ferdinando II delle Due Sicilie dopo il 1837. Epifani, Marco.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2024

    9791281389021

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2024 9791281389021 409 80 p. : ill. col. b/n, indice ; 22 cm. Nel complesso monumentale dei SS. Severino e Sossio, sede dell'Archivio di Stato di Napoli, nell'ambito del Grande Progetto Unesco, sono stati eseguiti lavori di recupero e rifunzionalizzazione: a breve sarà possibile accedere all'ex convento, oltre che dall'accesso storicizzato da piazza del Grande Archivio, anche dall'accesso dal vico del Monte di Pietà, adiacente al complesso monumentale del Monte di Pietà e visitare i quattro atri monumentali. Nel corso dei lavori di restauro è stato possibile mettere in luce e restaurare 4 affreschi inediti di scene evangeliche che Belisario Corenzio aveva realizzato sulle pareti corte in quella che era la Sala del Capitolo dal 1608 al 1621.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2022

    8831983814 / 9788831983815

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2022 9788831983815 Quaderni di Palazzo Reale 2 609 120 p. : ill. col. b/n, indice ; 24 cm. La consolatoria profezia di Sancio Panza a proposito della futura celebrazione nelle arti figurative delle gesta di Don Chisciotte della Mancia, annunciata nell'ultima tappa del ritorno a casa del protagonista del romanzo di Miguel de Cervantes (pubblicato a Madrid tra il 1605 e il 1615), si sarebbe compiuta già nella seconda metà del Seicento e sarebbe stata confermata con creazioni di straordinario valore lungo il Settecento. Proprio in quel secolo Napoli seppe inserirsi con originalità nell'elaborazione del mito dell'"ingenioso hidalgo", grazie alla serie di arazzi commissionata dal re Carlo di Borbone alla manifattura napoletana per arredare la Reggia di Caserta. Tessuti tra il 1758 e il 1779 seguendo i modelli dei trentotto cartoni preparatori, gli arazzi furono trasferiti dopo il 1870 nel Palazzo del Quirinale, residenza dei Savoia nella nuova capitale del Regno d'Italia, mentre i cartoni restarono a Napoli e sono oggi conservati nel Palazzo Reale. Epifani,Mario - Sánchez García,Encarnacion.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo s r l, Roma Napoli, 2020

    8831983490 / 9788831983495

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    • Prima edizione

    Da: Luigi De Bei, PREGANZIOL, TV, ItaliaLuigi De Bei

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    Brossura. Condizione: nuovo. Condizione sovraccoperta: nuovo. prima edizione. Forenza Barocca. Aggiornamenti e novità. a cura di Elisa Acanfora Editore: Editori Paparo srl, 2021 ISBN 10: 8831983490ISBN 13: 9788831983495 Nuovo - Brossura Condizione: new EUR 35,00 Quantità: 1 Condizione: new. Roma, 2021; br., pp. 134, ill. col., cm 22x30. Nel 2012 usciva "Forenza barocca", catalogo curato da Elisa Acanfora (con la collaborazione di un gruppo di suoi allievi), che era volto ad accompagnare la valorizzazione, con una mostra in loco, dei beni artistici forenzesi del Sei e del Settecento. Si trattava invero di riscoperte assolute, essendo opere per lo più passate inosservate e ancora senza paternità, le quali, una volta sottoposte a setaccio critico, hanno rivelato, ben oltre ogni più rosea aspettativa, una rilevanza non comune nel contesto del barocco dell'Italia meridionale e delle sue rotte mediterranee. Questa nuova edizione, a otto anni di distanza dalla prima, pone nuovi e importanti aggiornamenti al lavoro svolto. Language . Italian text Coll. B 76. …

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2026

    9791281389847

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389847 Margherita d'Austria e le arti 1 544 N vol.: 1, N pag.: 168, W: 16.8, Illustr.: COL «Dimonstrava essere officio del mercatante e d'ogni mestiere, quale abbia a tramare con più persone, sempre scrivere ogni cosa, ogni contratto, ogni entrata e uscita fuori di bottega, e così spesso tutto rivedendo quasi sempre avere la penna in mano». A scriverlo è Leon Battista Alberti nei Libri della famiglia. Ancora a distanza di un secolo, queste parole potrebbero descrivere con sorprendente precisione il libro di Ricordanze dell'aquilano Bartolomeo Romanelli. Il manoscritto, qui pubblicato e commentato per la prima volta, restituisce la voce e la memoria di un orafo e mercante del Cinquecento, attivo tra L'Aquila, Roma e Napoli. È un documento che illumina, dall'interno, le pratiche del mestiere, le dinamiche del mercato artistico e le relazioni tra centro e periferia nell'Italia della prima età moderna. «Dimonstrava essere officio del mercatante e d'ogni mestiere, quale abbia a tramare con più persone, sempre scrivere ogni cosa, ogni contratto, ogni entrata e uscita fuori di bottega, e così spesso tutto rivedendo quasi sempre avere la penna in mano». A scriverlo è Leon Battista Alberti nei Libri della famiglia. Ancora a distanza di un secolo, queste parole potrebbero descrivere con sorprendente precisione il libro di Ricordanze dell'aquilano Bartolomeo Romanelli. Il manoscritto, qui pubblicato e commentato per la prima volta, restituisce la voce e la memoria di un orafo e mercante del Cinquecento, attivo tra L'Aquila, Roma e Napoli. È un documento che illumina, dall'interno, le pratiche del mestiere, le dinamiche del mercato artistico e le relazioni tra centro e periferia nell'Italia della prima età moderna.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2026

    9791281389878

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389878 600 N vol.: 1, N pag.: 216, W: 17, Illustr.: COL Questo sintetico manuale è un viatico che accompagna i lettori nelle trasformazioni storico artistiche che hanno caratterizzato la città di Bologna dalla caduta dei Bentivoglio al pontificato dell'ultimo papa bolognese, Benedetto XIV Lambertini. Un viaggio dentro e fuori le mura cittadine, seguendo gli artisti che vissero, viaggiarono e ritornarono nella città felsinea diffondendo a Roma modelli e innovazioni del loro linguaggio figurativo, ma anche importando nuovi codici formali. Dalle pale d'altare ai grandi cantieri decorativi, tra le committenze devozionali e quella della nobiltà locale, fino alla fondazione di istituzioni accademiche destinate a incidere profondamente sulla cultura europea, il volume ripercorre cronologicamente le tappe fondamentali della storia dell'arte bolognese intrecciando dodici pontificati dell'epoca moderna, fra il XVI e il XVIII secolo. Tutti parteciparono alla profonda simbiosi culturale fra Bologna e Roma. Attraverso uno sguardo ai mutamenti politici e sociali, il volume intende restituire la complessità di un territorio capace di reinventarsi, mostrando come l'arte non sia mai un fenomeno isolato, ma profondamente legata ai cambiamenti della società e dell'innovazione intellettuale. Questo sintetico manuale è un viatico che accompagna i lettori nelle trasformazioni storico artistiche che hanno caratterizzato la città di Bologna dalla caduta dei Bentivoglio al pontificato dell'ultimo papa bolognese, Benedetto XIV Lambertini. Un viaggio dentro e fuori le mura cittadine, seguendo gli artisti che vissero, viaggiarono e ritornarono nella città felsinea diffondendo a Roma modelli e innovazioni del loro linguaggio figurativo, ma anche importando nuovi codici formali. Dalle pale d'altare ai grandi cantieri decorativi, tra le committenze devozionali e quella della nobiltà locale, fino alla fondazione di istituzioni accademiche destinate a incidere profondamente sulla cultura europea, il volume ripercorre cronologicamente le tappe fondamentali della storia dell'arte bolognese intrecciando dodici pontificati dell'epoca moderna, fra il XVI e il XVIII secolo. Tutti parteciparono alla profonda simbiosi culturale fra Bologna e Roma. Attraverso uno sguardo ai mutamenti politici e sociali, il volume intende restituire la complessità di un territorio capace di reinventarsi, mostrando come l'arte non sia mai un fenomeno isolato, ma profondamente legata ai cambiamenti della società e dell'innovazione intellettuale.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2023

    9791281389007

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2023 9791281389007 609 84 p. : ill. col., fotografie, indice, biografia ; 26 cm. Entriamo nella macchina del tempo e trasferiamoci nel 1686, nel piccolo e accogliente borgo del Cilento, Vatolla, e in particolare nel castello del barone Domenico Rocca. Nel piazzale antistante l'edificio del castello, all'ombra degli ulivi, incontriamo Giambattista Vico, intento a leggere, meditare e quindi a filosofare. Si trova a Vatolla, ospite del barone, per fare il precettore dei suoi tre figli. Lì vi resta dalla fine del 1686 a tutto il 1695, facendo qui il maggior corso degli studi filosofici e la stesura della Scienza Nuova. Vatolla ricorre in alcuni suoi scritti, talvolta con distacco e disaffezione: "aspra Selva solinga arida e mesta" (Affetti di un disperato, 1692), affermazione probabilmente dovuta anche alla delusione per un amore non corrisposto per la giovane discepola Giulia Rocca, figlia del barone; altre volte, invece, scriverà di Vatolla con amore e passione: "bellissimo sito di perfectissima aria, alla quale fu restituito alla salute ed ebbe tutto l'agio di studiare e di gettare le basi della Scienza Nuova" (Autobiografia, 1725). Questa nuova edizione ripropone il bel volume dedicato al Castello Vichiano di Vatolla, curato da Vincenzo Pepe, che risale a vent'anni fa. Il volume, benché costruito sulla base di magnifiche foto delle sale del palazzo, è preceduto da importanti contributi di studiosi e amici della Fondazione Giambattista Vico. Pepe,Vincenzo Maria.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2023

    8831983946 / 9788831983945

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2023 9788831983945 1409 440 p. : ill. col., indice ; 24 cm. Il volume ricostruisce, attraverso l'analisi degli eventi storico-culturali che coinvolsero Ferrara e la corte estense alla fine del XVI secolo, il tessuto formativo del cardinale Alessandro d'Este per evidenziare il suo ruolo fondamentale nella realizzazione della sua collezione romana e nella diffusione della pittura ferrarese nelle raccolte d'arte della capitale pontificia di inizio Seicento, che poi diverranno tra i principali nuclei delle più importanti istituzioni museali europee.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2026

    9791281389977

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389977 756 N vol.: 1, N pag.: 160, W: 21.1, Illustr.: COL + B/N Per la prima volta nella storia di Napoli le straordinarie raccolte di porcellana del Museo e Real Bosco di Capodimonte sono rese visibili in un nuovo allestimento che ricrea la magnificenza della reggia borbonica. Questo volume, che esce in occasione dell'inaugurazione, è dedicato ai capolavori esposti e fornisce anche questo è un primato un panorama dettagliato sulla porcellana partenopea dal Settecento all'Ottocento, con approfondimenti sulle opere più significative. La collezione è pervenuta a noi quasi per caso, o meglio per la passione personale e l'impegno del funzionario sabaudo e consigliere comunale Annibale Sacco, dal 1863 direttore amministrativo della casa reale per Napoli e provincia, ruolo che ricoprì fino alla morte nel 1877: a lui inoltre è anche dovuta la trasformazione della parte settentrionale del piano nobile della reggia in una vera e propria galleria d'arte contemporanea dell'epoca. Incaricato di alienare i palazzi di provincia per altri usi, Sacco invece non solo fece trasferire il salottino di Maria Amalia a Capodimonte, ma a partire dalla metà degli anni Sessanta dell'Ottocento riunì nello stesso edificio dove, tra l'altro, si trovava la prima manifattura dal 1743 al 1749 migliaia di pezzi in porcellana provenienti da tutte le regge borboniche per preservarli dalla dispersione o distruzione. Volume realizzato in occasione dell'inaugurazione, l'11 giugno 2026, di 16 nuove sale, al Museo di Capodimonte, dedicate alla Porcellana. Per la prima volta nella storia di Napoli le straordinarie raccolte di porcellana del Museo e Real Bosco di Capodimonte sono rese visibili in un nuovo allestimento che ricrea la magnificenza della reggia borbonica. Questo volume, che esce in occasione dell'inaugurazione, è dedicato ai capolavori esposti e fornisce anche questo è un primato un panorama dettagliato sulla porcellana partenopea dal Settecento all'Ottocento, con approfondimenti sulle opere più significative. La collezione è pervenuta a noi quasi per caso, o meglio per la passione personale e l'impegno del funzionario sabaudo e consigliere comunale Annibale Sacco, dal 1863 direttore amministrativo della casa reale per Napoli e provincia, ruolo che ricoprì fino alla morte nel 1877: a lui inoltre è anche dovuta la trasformazione della parte settentrionale del piano nobile della reggia in una vera e propria galleria d'arte contemporanea dell'epoca. Incaricato di alienare i palazzi di provincia per altri usi, Sacco invece non solo fece trasferire il salottino di Maria Amalia a Capodimonte, ma a partire dalla metà degli anni Sessanta dell'Ottocento riunì nello stesso edificio dove, tra l'altro, si trovava la prima manifattura dal 1743 al 1749 migliaia di pezzi in porcellana provenienti da tutte le regge borboniche per preservarli dalla dispersione o distruzione. Volume realizzato in occasione dell'inaugurazione, l'11 giugno 2026, di 16 nuove sale, al Museo di Capodimonte, dedicate alla Porcellana. Caròla-Perrotti, Angela.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2026

    9791281389694

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389694 Imago memoriae 4 500 N vol.: 1, N pag.: 300, W: 17.1, Illustr.: COL + B/N Casa Romei e Casa Minerbi Dal Sale, recentemente entrate a far parte del complesso autonomo dei Musei Nazionali di Ferrara, offrono esempi notevoli e insolitamente ben conservati di decorazione profana d'interni dal Trecento al Cinquecento. Poco dopo il 1360, la potente famiglia Dal Sale, legata alla Signoria degli Este, commissiona a Stefano da Ferrara i cicli pittorici della Sala delle Virtù e dei Vizi e della Sala degli Stemmi, nei quali l'artista interpreta l'eredità padovana giottesca con la verve espressiva di Tomaso da Modena, dando vita a un programma iconografico originale e complesso. Un secolo più tardi, il facoltoso mercante Giovanni Romei erige la sua sontuosa dimora in un nuovo sobborgo della città medievale, dove sorgono le residenze degli aristocratici più vicini alla corte. Il continuo ampliamento dell'edificio fra il 1443 e il 1483 riflette l'ascesa sociale del committente, così come la decorazione delle Sale delle Sibille e dei Profeti e dei Camerini delle Arti Liberali e dei Continenti testimonia la volontà del ricco mecenate di misurarsi con la committenza estense, adottando i temi eruditi cari agli ambienti umanistici. Alla fine del Quattrocento, con l'annessione al Convento del Corpus Domini, Casa Romei diviene residenza delle badesse estensi: alle decorazioni tardogotiche e protorinascimentali si aggiungono le raffinate volte a grottesca eseguite a metà Cinquecento dalla bottega dei Filippi, dominata Dal Bastianino. Si tratta di un importante capitolo di committenza artistica femminile, di cui è parte il soffitto di oratorio eseguito nel 1539 da Camilo Filippi per Eleonora d'Este, colta badessa dai molteplici interessi. I saggi qui raccolti analizzano in chiave interdisciplinare le diverse fasi della storia decorativa delle due dimore, mettendo in dialogo storia dell'arte e dell'architettura, indagine iconografica e ricerca archivistica, così da far emergere la ricchezza e la complessità di un patrimonio finora poco esplorato." Casa Romei e Casa Minerbi Dal Sale, recentemente entrate a far parte del complesso autonomo dei Musei Nazionali di Ferrara, offrono esempi notevoli e insolitamente ben conservati di decorazione profana d'interni dal Trecento al Cinquecento. Poco dopo il 1360, la potente famiglia Dal Sale, legata alla Signoria degli Este, commissiona a Stefano da Ferrara i cicli pittorici della Sala delle Virtù e dei Vizi e della Sala degli Stemmi, nei quali l'artista interpreta l'eredità padovana giottesca con la verve espressiva di Tomaso da Modena, dando vita a un programma iconografico originale e complesso. Un secolo più tardi, il facoltoso mercante Giovanni Romei erige la sua sontuosa dimora in un nuovo sobborgo della città medievale, dove sorgono le residenze degli aristocratici più vicini alla corte. Il continuo ampliamento dell'edificio fra il 1443 e il 1483 riflette l'ascesa sociale del committente, così come la decorazione delle Sale delle Sibille e dei Profeti e dei Camerini delle Arti Liberali e dei Continenti testimonia la volontà del ricco mecenate di misurarsi con la committenza estense, adottando i temi eruditi cari agli ambienti umanistici. Alla fine del Quattrocento, con l'annessione al Convento del Corpus Domini, Casa Romei diviene residenza delle badesse estensi: alle decorazioni tardogotiche e protorinascimentali si aggiungono le raffinate volte a grottesca eseguite a metà Cinquecento dalla bottega dei Filippi, dominata Dal Bastianino. Si tratta di un importante capitolo di committenza artistica femminile, di cui è parte il soffitto di oratorio eseguito nel 1539 da Camilo Filippi per Eleonora d'Este, colta badessa dai molteplici interessi. I saggi qui raccolti analizzano in chiave interdisciplinare le diverse fasi della storia decorativa delle due dimore, mettendo in dialogo storia dell'arte e dell'architettura, indagine iconografica e ricerca archivistica, così.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2026

    9791281389724

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2026 9791281389724 Storia, progetto, costruzione 9 596 N vol.: 1, N pag.: 200, W: 16.8, Illustr.: COL Il volume illustra, con voci diverse e sguardo coerente, il complesso fenomeno per cui Pompei diventa tra Ottocento e Novecento un riferimento imprescindibile per la cultura architettonica, un'inesauribile fonte di riflessioni e di ispirazioni, quasi a configurare una sorta di ideale scuola di architettura. In primis, infatti, la città vesuviana influisce sul piano della formazione degli architetti: l'esperienza diretta del rilievo e del cantiere, i pensionati e i viaggi di studio traducono l'antico in metodo per l'innovazione nella pratica progettuale. In secondo luogo, esercita una significativa influenza sulle varie culture nazionali attraverso una pluralità di forme di ricezione: Pompei agisce da crocevia di circolazioni europee e transatlantiche, producendo un vocabolario comune, declinato secondo tradizioni, scuole e sensibilità diverse. I riverberi culturali scandinavi e quelli statunitense, del pari di quelli rispettivamente francese e italiano, consistono anche nella selezione e rielaborazione di tipi, motivi, colori e dispositivi, stabilendo un fondo condiviso e declinazioni differenziate. In terzo luogo, esercita un duplice impatto sulla società e sulla cultura contemporanea: sul piano fisico, l'assetto infrastrutturale urbano stazione, nuovi accessi, percorsi regolati, servizi fa di Pompei un attrattore turistico unico nel suo genere; sul piano culturale, l'evoluzione della fruizione del sito, nelle forme dirette e indirette, concrete e immaginarie, produce forme visuali di grande successo: dalle acquatinte e dalle cromolitografie ottocentesche alla fotografia, quindi al dinamismo teatrale e cinematografico novecentesco, fino alle esperienze immersive e virtuali, ridefinisce l'immagine pubblica della città vesuviana e orienta pratiche d'uso, allestimenti e scelte di restauro. Il volume illustra, con voci diverse e sguardo coerente, il complesso fenomeno per cui Pompei diventa tra Ottocento e Novecento un riferimento imprescindibile per la cultura architettonica, un'inesauribile fonte di riflessioni e di ispirazioni, quasi a configurare una sorta di ideale scuola di architettura. In primis, infatti, la città vesuviana influisce sul piano della formazione degli architetti: l'esperienza diretta del rilievo e del cantiere, i pensionati e i viaggi di studio traducono l'antico in metodo per l'innovazione nella pratica progettuale. In secondo luogo, esercita una significativa influenza sulle varie culture nazionali attraverso una pluralità di forme di ricezione: Pompei agisce da crocevia di circolazioni europee e transatlantiche, producendo un vocabolario comune, declinato secondo tradizioni, scuole e sensibilità diverse. I riverberi culturali scandinavi e quelli statunitense, del pari di quelli rispettivamente francese e italiano, consistono anche nella selezione e rielaborazione di tipi, motivi, colori e dispositivi, stabilendo un fondo condiviso e declinazioni differenziate. In terzo luogo, esercita un duplice impatto sulla società e sulla cultura contemporanea: sul piano fisico, l'assetto infrastrutturale urbano stazione, nuovi accessi, percorsi regolati, servizi fa di Pompei un attrattore turistico unico nel suo genere; sul piano culturale, l'evoluzione della fruizione del sito, nelle forme dirette e indirette, concrete e immaginarie, produce forme visuali di grande successo: dalle acquatinte e dalle cromolitografie ottocentesche alla fotografia, quindi al dinamismo teatrale e cinematografico novecentesco, fino alle esperienze immersive e virtuali, ridefinisce l'immagine pubblica della città vesuviana e orienta pratiche d'uso, allestimenti e scelte di restauro. Mangone, Fabio.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2025

    9791281389410

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    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2025 9791281389410 Imago memoriae 3 964 N vol.: 1, N pag.: 348, W: 17.2, Illustr.: COL Il volume raccoglie una selezione di interventi dedicati al pittore Benvenuto Tisi, detto "il Garofalo" (1481-1559), che Alessandra Pattanaro ha pubblicato in articoli, cataloghi e saggi, in quasi quarant'anni di ricerche sulla pittura estense. I testi sono riproposti in una veste, in qualche caso, abbreviata rispetto agli originali con note sintetizzate e aggiornate, con opportuni richiami tra i vari contributi e con un corredo di immagini in bianco e nero, garantendo il dialogo tra i saggi. Una galleria di tavole a colori disposte in ordine cronologico permette di scandire i capitoli in cui si è svolto il percorso del pittore guardando all'arte di diversi interlocutori: da Boccaccino a Costa, da Giorgione a Tiziano, da Raffaello a Giulio Romano fino allo stesso Vasari. Per ciascuno di questi autori, negli ultimi decenni, gli studi si sono aggiornati e accresciuti, fra ricorrenze, centenari e relative mostre e celebrazioni, rendendo necessaria la verifica, seppure mirata e rapida, rispetto al percorso di Garofalo. L'amicizia di Giorgio Vasari e l'acribia nel datare le proprie opere fanno del "Raffaello ferrarese", così denominato dalla piaggeria degli eruditi di casa, uno degli artisti più noti, tracciabili e garantiti del Rinascimento italiano. Proprio grazie alle certezze della cronologia, la studiosa ha potuto ricostruire e interpretare alcuni passaggi decisamente significativi per la cultura artistica ferrarese, offrendo elementi di riferimento per artisti come i Dossi, Ortolano e Girolamo da Carpi. Il volume raccoglie una selezione di interventi dedicati al pittore Benvenuto Tisi, detto "il Garofalo" (1481-1559), che Alessandra Pattanaro ha pubblicato in articoli, cataloghi e saggi, in quasi quarant'anni di ricerche sulla pittura estense. I testi sono riproposti in una veste, in qualche caso, abbreviata rispetto agli originali con note sintetizzate e aggiornate, con opportuni richiami tra i vari contributi e con un corredo di immagini in bianco e nero, garantendo il dialogo tra i saggi. Una galleria di tavole a colori disposte in ordine cronologico permette di scandire i capitoli in cui si è svolto il percorso del pittore guardando all'arte di diversi interlocutori: da Boccaccino a Costa, da Giorgione a Tiziano, da Raffaello a Giulio Romano fino allo stesso Vasari. Per ciascuno di questi autori, negli ultimi decenni, gli studi si sono aggiornati e accresciuti, fra ricorrenze, centenari e relative mostre e celebrazioni, rendendo necessaria la verifica, seppure mirata e rapida, rispetto al percorso di Garofalo. L'amicizia di Giorgio Vasari e l'acribia nel datare le proprie opere fanno del "Raffaello ferrarese", così denominato dalla piaggeria degli eruditi di casa, uno degli artisti più noti, tracciabili e garantiti del Rinascimento italiano. Proprio grazie alle certezze della cronologia, la studiosa ha potuto ricostruire e interpretare alcuni passaggi decisamente significativi per la cultura artistica ferrarese, offrendo elementi di riferimento per artisti come i Dossi, Ortolano e Girolamo da Carpi. …

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    Editore: Editori Paparo, ROMA, 2022

    8831983806 / 9788831983808

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    Da: Biblioteca di Babele, Tarquinia, VT, ItaliaBiblioteca di Babele

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    Condizione: Usato - Ottimo

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    Condizione: OTTIMO USATO. Da revisionare ITALIANO IL LIBRO à USATO, PERTANTO POTREBBE PRESENTARE LIEVI DIFETTI/IMPERFEZIONI. LA FOTO CORRISPONDE AL LIBRO IN VENDITA. Su Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno degli artisti pià amati e insieme controversi dell'arte occidentale, à stato scritto tutto e il contrario di tutto ed egli à stato presentato di volta come un disadattato, un violento, un assassino, cose in parte vere anche se vanno contestualizzate all'interno dell'epoca in cui egli visse, ma anche come un ateo miscredente o un filo luterano, cosa assolutamente falsa, perchà egli era, al di là di ogni ragionevole dubbio, un cattolico e un peccatore alla continua ricerca della Grazia e della redenzione, come questo libro di Sergio Rossi, che si legge tutto d'un fiato come un romanzo ma à al contempo il frutto di trentennali e rigorose ricerche scientifiche, dimostra in modo ineccepibile. E viene smentita anche l'altra "favola" del pittore semianalfabeta che sa dipingere solo se ha il modello davanti agli occhi, perchà Caravaggio era al contrario un artista dotato di straordinaria cultura e memoria visiva, "nato sotto Saturno", come recita uno dei capitoli del libro ed in grado di conciliare come pochi religiosità ed esoterismo. Numero pagine 152. Il copyright dei dati à di Informazioni Editoriali I.E.…

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    Editore: Editori Paparo, Roma, 2023

    9791281389052

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    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2023 9791281389052 Architettura e conservazione 9 809 352 p. : ill. col., indice, biografia ; 24 cm. Il volume raccoglie molteplici apporti su un tema di scottante attualità, quale la rigenerazione nel territorio della Campania. Gli Atti del Convegno, tenutosi il 21 marzo 2023 e promosso dal Distretto Rotary 2101, testimoniano l'importante ruolo dell'associazione nella comunità. Al centro del dibattito vi è il patrimonio culturale e naturale della nostra regione, il cui territorio è ricco di risorse, beni culturali e valori paesaggistici, ma anche molto fragile. Negli approcci sul futuro di tale patrimonio si confrontano le tesi di esperti, accademici, esponenti degli enti territoriali molti soci dei Club Rotary del Distretto , con apporti di tipo metodologico, ma anche esemplificazioni, buone pratiche e proposte. Nel volume si dibatte delle sfide della contemporaneità con nuovi approcci urbanistici per territori autorigenerativi, con un nuovo paradigma che veda nelle città storiche il motore per la crescita anche culturale del territorio. Al centro delle riflessioni vi sono il progetto di architettura, la mobilità quale fattore essenziale per la vivibilità e la qualità della vita, il piano di gestione del centro storico di Napoli Unesco, l'efficientamento energetico e la protezione sismica del costruito storico, nonché nuove forme di sperimentazione di amministrazione condivisa del patrimonio. La Campania presenta un territorio appenninico molto vulnerabile, con gravi fenomeni di abbandono dei centri storici interni: per contrastarlo occorrono soluzioni urgenti e. Aveta,Aldo - Castagnaro,Alessandro.…

  • Lingua: Italiano

    Editore: Roma, Editori Paparo, 2023

    9791281389113

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    Softcover. Condizione: Gut. 347 S. Ehem. Bibliotheksexemplar mit Signatur und Stempel. GUTER Zustand, kaum Gebrauchsspuren. Ex-library with stamp and library-signature. GOOD condition, few traces of use. 9791281389113 Sprache: Italienisch Gewicht in Gramm: 2150.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo Roma/Napoli 2023, 2023

    8831983946 / 9788831983945

    • Brossura

    Da: EDITORIALE UMBRA SAS, Foligno, PG, ItaliaEDITORIALE UMBRA SAS

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    Condizione: Nuovo. Bross., cm 24x17, pp 427, 44 tavv. a col. f.t. - ISBN: 9788831983945.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Editori Paparo, Roma, 2025

    9791281389656

    • Rilegato

    Da: Libreria già Nardecchia s.r.l., Rome, RM, ItaliaLibreria già Nardecchia s.r.l.

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    Condizione: NEW. Roma: Editori Paparo, 2025 9791281389656 2012 N vol.: 1, N pag.: 300, W: 25.3, Illustr.: COL + B/N Fino al 1957 il Museo Archeologico Nazionale di Napoli era un museo molto diverso da quello che oggi conosciamo, innanzitutto perché non era archeologico, né di nome né di fatto. Ne faceva parte a tutti gli effetti un'importante Pinacoteca, che qui era collocata e allestita per dialogare con le ricche raccolte d'arte antica. Questo progetto museografico, che andava avanti sin dalla fine del Settecento, fu interrotto solo nel dopoguerra, col trasferimento della Pinacoteca all'allora istituito Museo di Capodimonte. Gli anni che vanno dal 1900 al 1957 rappresentano l'ultima stagione nella lunga vita del celebre Museo Nazionale di Napoli (già Real Museo Borbonico), una stagione poco nota, che pure vide storici dell'arte e archeologi impegnati in colossali riordini del museo napoletano, oltre che in accesi dibattiti sul senso e sul ruolo del museo, in sintonia con le più avanzate tendenze della museografia internazionale del tempo. Duecento vedute fotografiche degli interni delle sale dalle più antiche del 1903 fino agli scatti di celebri fotografi come Herbert List o Henri Cartier Bresson, o a quelli realizzati sul set di Viaggio in Italia di Rossellini (1953) ridanno un volto a questo museo che per molti versi non c'è più, diverso da com'era stato nell'Ottocento e ancor di più da come poi sarebbe diventato. Fino al 1957 il Museo Archeologico Nazionale di Napoli era un museo molto diverso da quello che oggi conosciamo, innanzitutto perché non era archeologico, né di nome né di fatto. Ne faceva parte a tutti gli effetti un'importante Pinacoteca, che qui era collocata e allestita per dialogare con le ricche raccolte d'arte antica. Questo progetto museografico, che andava avanti sin dalla fine del Settecento, fu interrotto solo nel dopoguerra, col trasferimento della Pinacoteca all'allora istituito Museo di Capodimonte. Gli anni che vanno dal 1900 al 1957 rappresentano l'ultima stagione nella lunga vita del celebre Museo Nazionale di Napoli (già Real Museo Borbonico), una stagione poco nota, che pure vide storici dell'arte e archeologi impegnati in colossali riordini del museo napoletano, oltre che in accesi dibattiti sul senso e sul ruolo del museo, in sintonia con le più avanzate tendenze della museografia internazionale del tempo. Duecento vedute fotografiche degli interni delle sale dalle più antiche del 1903 fino agli scatti di celebri fotografi come Herbert List o Henri Cartier Bresson, o a quelli realizzati sul set di Viaggio in Italia di Rossellini (1953) ridanno un volto a questo museo che per molti versi non c'è più, diverso da com'era stato nell'Ottocento e ancor di più da come poi sarebbe diventato.…