Editore: Nella Stamperia di S.A.S. alla Condotta ad istanza di Niccolò Taglini, Firenze, 1688
Da: Il Cartiglio di Roberto Cena srlu, TORINO, TO, Italia
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Aggiungi al carrelloLegatura coeva in piena pergamena rigida; titolo e pseudonimo dell`autore manoscritti al dorso in epoca recente; tagli blu; alla carta di guardia anteriore nota di possesso \"Carlo de` Medici 1831\". (16)-545-(3). pagine numerate, compresi l`antiporta figurato con motivi allegorici, tre personaggi iscritti entro una cornice riccamente decorata sormontata dallo stemma mediceo. Il testo è preceduto dalle dedicatorie a Francesco Maria de Medici, a Leopoldo de Medici e al \"curioso e discreto lettore Puccio Lamoni\", dal proemio e da un Enigma\"Malmantile disfatto\", di Antonio Malatesti. Grandi capilettera, testatine e finalini silografati. L`argomento di ognuno dei 12 \"Cantari\" è inscritto in una cornicetta rettangolare decorata. Il testo venne edito la prima volta nel 1676, dopo la morte dell`autore. Seconda edizione curata da Paolo MInucci che compare con uno pseudonimo anagrammatico nel titolo così come l`autore Lorenzo Lippi, ovvero Puccio Lamoni. Lorenzo Lippi fu, oltre che letterato, un buon pittore della scuola toscana, allievo di M. Rosselli e amico di Salvator Rosa. Il poema, sulla falsa riga della Gerusalemme del Tasso, alterna momenti narrativi eroici ad altri comicie racconta le vicendee la lotta fra Celidora e Bertinella per il possesso del territorio di Malmantile. Ricco di passi spiritosi edrisulta essere particolarmente interessanteper lo studio della lingua toscana. D`interesse linguisticoè l`ampio commento di Minucci. Esemplare in discreto stato conservativo; l`antiporta presenta dei segni di collatura precedente e uno strappo ricucito, all`interrno della lastra segni di usura, rifilato al bordo esterno;alcune macchie alle prime carte e sporadicamente qual e là lungo il testo, più ampie e persistenti alle pagine 260 - 265 - 267 i- 311; forti ossidazioni alla parte superiore interna tra le pagine 460 e fino alla fine a scemare; l`ultima carta, anticamente foderata per richiudere una lacerazione e mitigare due lacune laterali.