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    Editore: La Commerciale, Bolzano., 1973

    Da: Studio Bibliografico Adige, Trento, TN, ItaliaStudio Bibliografico Adige

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    Cartolina colori di misure 15x10 cm con grande autografo al verso.

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    Al verso firma autografa di un partecipante. Il 7 febbraio 1971 si tenne cosà la prima edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa: i quattro organizzatori che avevano creduto nel progetto si aspettavano circa cento partecipanti, invece arrivarono ben 1.157 sciatori a sfidarsi lungo i 70 km del percorso immerso nelle valli trentine. La prima gara fu vinta da Ulrico Kostner davanti al favorito Franco Nones, oro nelle Olimpiadi Invernali di Grenoble 1968. Formato: Cartolina postale di misure 150x100 mm non affrancata e non viaggiata.…

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    EUR 27,00

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    Al verso 9 firme autografe di partecipanti. Il 7 febbraio 1971 si tenne cosà la prima edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa: i quattro organizzatori che avevano creduto nel progetto si aspettavano circa cento partecipanti, invece arrivarono ben 1.157 sciatori a sfidarsi lungo i 70 km del percorso immerso nelle valli trentine. La prima gara fu vinta da Ulrico Kostner davanti al favorito Franco Nones, oro nelle Olimpiadi Invernali di Grenoble 1968. Formato: Cartolina postale di misure 150x100 mm non affrancata e non viaggiata.…

  • Editore: Bruady, Libraria Europa, Paris, 1837

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    Da: Eduardo Martínez Moreira, Montevideo, UruguayEduardo Martínez Moreira

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    Condizione: Usato - Mediocre

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    Tapa dura. Condizione: Pobre. Roces y fatigas en el encuadernado. Roturas en el lomo. Nous ENVOYONS (sur demande et gratuitement) vidéo de démonstration de l'état de conservation du livre. WE SEND (free of charge) video demonstration of the conservation status of the book. ENVIAMOS (a solicitud y sin cargo) video de demostración del estado de conservación de los ejemplares.…

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    Editore: A. Mondadori, Milano, 1927

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    • Prima edizione

    Da: The First Edition Rare Books, LLC, Cincinnati, OH, U.S.A.The First Edition Rare Books, LLC

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    Condizione: Usato - Quasi ottimo

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    Boards. Condizione: Near fine. First Edition. Octavo, [111pp], [1p Index]. Quarter white vellum, marbled boards, title in gilt over leather spine label. Some leaves unopened. Four folded facsimiles. Bookplate for The Italian Book Exhibition of San Francisco on front pastedown endpaper. A scarce copy. Presentation copy of Il Nuovo Stato Unitario Italiano Con Quattro Autografi by Benito Mussolini, for the Italian Book Exhibition of San Francisco, California (1929). (illustratore).…

  • Condizione: Nuovo

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    Soft cover. Condizione: New. xi, 510 pages : color illustrations ; 26 cm. Includes papers at a conference by the same name, held at the Biblioteca ariostea, Ferrara, November 15-16, 2012, and other essays.

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    Editore: Aquile di S. Martino di C. - Guide del Primiero., 1976

    Da: Studio Bibliografico Adige, Trento, TN, ItaliaStudio Bibliografico Adige

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    Cartolina inviata dalla spedizione trentina partita alla conquista del Dhaulagiri. Giampaolo Zortea e Silvio Simoni toccarono la vetta del Dhaulagiri avvolta nella bufera e nella nebbia alle 14.30 del 4 maggio 1976. Quello delle guide del Primiero e San Martino fu il primo ottomila conquistato da una spedizione di alpinisti trentini e in ordine di tempo, il terzo ottomila italiano. La cartolina, al verso, contiene le firme dei 12 partecipanti: Renzo de Bertolis, Camillo e Giampaolo de Paoli, Giulio Faoro, Claudio Longo, Sergio Martini, Achille Poluzzi, Lorenzo Pomodoro, Francesco Santon, Giampietro Scalet, Edoardo Zagonel, Giampaolo Zortea. Formato: Cartolina postale viaggiata di misure 173x99 mm.…

  • Condizione: Usato

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    Bruxelles, chez l'Éditeur, rue du Fossés aux Loups, s.d. (ca. 1840). In-4° (28 x 18), 66 tavv. impresse in litografia con perfetti facsimili di altrettanti autografi. Brossura edit. stampata. Buon es. (12319) L'album contiene una accolta di facsimili perfettamente impressi in litografia di illustri personaggi dell'epoca della Rivoluzione Francese, come Marat, Danton, Maria Antonietta, Dumouriez, Fouché, Kléber, Condorcet, Lalande, Chénier, provenienti da diversi collezionisti, soprattutto dal barone di Stassart (primo Presidente del Senato del Belgio), e da altri collezionisti come M. Feuillet de Conches, M. Bérard, Monmerqué.…

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    Bruxelles, chez l'Éditeur, rue du Fossés aux Loups, s.d. (ca. 1840). In-4° (28 x 18), 66 tavv. impresse in litografia con perfetti facsimili di altrettanti autografi. Brossura edit. stampata. Buon es. (12319) L'album contiene una accolta di facsimili perfettamente impressi in litografia di illustri personaggi dell'epoca della Rivoluzione Francese, come Marat, Danton, Maria Antonietta, Dumouriez, Fouché, Kléber, Condorcet, Lalande, Chénier, provenienti da diversi collezionisti, soprattutto dal barone di Stassart (primo Presidente del Senato del Belgio), e da altri collezionisti come M. Feuillet de Conches, M. Bérard, Monmerqué.…

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    The Austrian Himalayan Foundation sent out its fourth Himalayan expedition in the pre-monsoon season of 1959 to the last of the eight-thousanders accessible to Western climbers, 26,795 ft. Dhaulagiri. There were six experienced climbers, a doctor and a photographer in the team. Postcard of Dhaulagiri, with the ink stamp of the expedition on the rear, signed by all members of the expedition, Fritz Moravec (leader), Dr. Wilfried Wehrle, Othmar Kucera, Stefan Pauer, Karl Prein, Hans Ratay, Heinrich Roiss and Erich Vanis. Formato: Cartolina postale viaggiata di misure 173x99 mm.…

  • Da: LIBRERIA ANTIQUARIA SOAVE, TORINO - TO, TO, ItaliaLIBRERIA ANTIQUARIA SOAVE

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    Londra, ca. 1841-2. Fascicoletto manoscritto in 8° piccolo (18 x 11), di pp. 9 (due sono bianche). Copertina muta originale in carta rosa. (9926) Il fascicoletto raccoglie 8 poesie autografe del letterato e patriota piemontese Fortunato Prandi (1799-1868), originario di Camerana. Si tratta di sonetti e versi sciolti indirizzati a varie personalità, scritti negli anni 1824-41, ciascuno preceduto da qualche nota esplicativa e seguito dalla firma. F. Prandi, dopo aver partecipato ai moti del '21 in Piemonte, fu processato e condannato a morte in contumacia. Riparò prima in Francia e poi in Spagna, e infine nel 1824 si stabilì a Londra, aprendo una scuola di italiano e dedicandosi all'attività letteraria; tradusse le memorie di Andryane ed ebbe rapporti sia col Foscolo che con Mazzini. Nel 1842 fu graziato e rientrò in Piemonte, e fu eletto deputato per il Collegio di Alba. Nel 1846 fondò con l'inglese Taylor le Officine Taylor e Prandi di Genova, da cui poi nacque l'Ansaldo. Su di lui scrisse vari articoli L. Bulferetti, tra cui Un amico italiano di Babbage, Milano, 1968; cfr. anche Manno, Ventuno in Piemonte, pp. 185-6. I versi qui raccolti sono di vario tenore, da alcuni sonetti scherzosi (e in parte scurrili) scritti a Marsiglia nel 1824, ed altri composti per gli album di alcune damigelle inglesi sue allieve.…

  • Da: LIBRERIA ANTIQUARIA SOAVE, TORINO - TO, TO, ItaliaLIBRERIA ANTIQUARIA SOAVE

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    Londra, ca. 1841-2. Fascicoletto manoscritto in 8° piccolo (18 x 11), di pp. 9 (due sono bianche). Copertina muta originale in carta rosa. (9926) Il fascicoletto raccoglie 8 poesie autografe del letterato e patriota piemontese Fortunato Prandi (1799-1868), originario di Camerana. Si tratta di sonetti e versi sciolti indirizzati a varie personalità, scritti negli anni 1824-41, ciascuno preceduto da qualche nota esplicativa e seguito dalla firma. F. Prandi, dopo aver partecipato ai moti del '21 in Piemonte, fu processato e condannato a morte in contumacia. Riparò prima in Francia e poi in Spagna, e infine nel 1824 si stabilì a Londra, aprendo una scuola di italiano e dedicandosi all'attività letteraria; tradusse le memorie di Andryane ed ebbe rapporti sia col Foscolo che con Mazzini. Nel 1842 fu graziato e rientrò in Piemonte, e fu eletto deputato per il Collegio di Alba. Nel 1846 fondò con l'inglese Taylor le Officine Taylor e Prandi di Genova, da cui poi nacque l'Ansaldo. Su di lui scrisse vari articoli L. Bulferetti, tra cui Un amico italiano di Babbage, Milano, 1968; cfr. anche Manno, Ventuno in Piemonte, pp. 185-6. I versi qui raccolti sono di vario tenore, da alcuni sonetti scherzosi (e in parte scurrili) scritti a Marsiglia nel 1824, ed altri composti per gli album di alcune damigelle inglesi sue allieve.…

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    Lettera originale su 4 facciate (27 x 20), in nitida scrittura corsiva, firmata "Louis", "escript a Paris le XIIe jour d'octobre 1662". Traccia delle antiche piegature e qualche macchia gialla, ma buon esemplare. (7810) Lettera importante, indirizzata da Luigi XIV al "Cardinal Decano", in merito agli incidenti provocati il 20 agosto 1662 dalla intemperanza della Guardia Corsa, al servizio del Pontefice Alessandro VII, nei pressi del Palazzo Farnese, in cui vennero coinvolti membri del personale dell'Ambasciata di Francia in Roma. Tali incidenti, che ebbero lunghi strascichi fino all'autunno inoltrato, con scambi di accuse e scarichi di responsabilità delle parti chiamate in causa, si svolsero in un momento assai delicato in cui la Santa Sede cercava di coalizzare una nuova Lega Cattolica contro il Turco, e la Corona di Francia aizzava percontro la Sublime Porta a muovere guerra all'Austria. Riassumendo i fatti: il duca di Créqui, entrato in Roma l'11 giugno 1662 con un seguito di 200 armati, pretendeva con una certa tracotanza una sorta di franchigia diplomatica estesa anche ai contorni del Palazzo Farnese. Il 20 agosto, essendo venuti a diverbio per bravate e futili motivi nei paraggi del palazzo alcuni Corsi con 3 francesi, ne nacquero scambi di archibugiate, una delle quali colpì pure la carrozza diplomatica su cui viaggiava l'ambasciatrice, provocando la morte di "un Lacché di quella Nazione". Gli scontri proseguirono con reciproche vendette nei giorni successivi, in cui si assistette pure ad una sorta di "caccia al francese", che coinvolse perfino un piemontese preso per francese. Malgrado la volontà del Pontefice di arrivare ad una soluzione diplomatica, con offerta di scuse e punizioni soprattutto simboliche nei confronti dei Corsi, la crisi si estese e si acutizzò, al punto che Luigi XIV bandì da Parigi il Nunzio Pontificio, mise sotto sequestro Avignone e il Contado Venassino per poi annetterseli (26 luglio 1663). Luigi XIV continuava infatti a chiedere pubbliche scuse, e "punizioni esemplari" per la Guardia Corsa, aizzato forse anche dal Créqui che soffiava sul fuoco usando l'incidente in modo pretestuoso. La lunga crisi diplomatica si risolse poi solo il 12 febbraio 1664, col trattato di Pisa, che implicò scuse formali da parte del Pontefice, rinunce e compensazioni territoriali, il licenziamento della Guardia Corsa, l'erezione di una "piramide espiatoria" che ricordasse il "delitto dei Corsi", e la coniazione di una medaglia commemorativa. Per la Francia il trattato fu quasi l'occasione per un "aggiustamento dei conti" in sospeso con la Santa Sede. Nella presente lettera Luigi XIV si indirizza al Cardinal Decano, che si trovava "à la teste du Collège", facendogli notare che, a due mesi dall'incidente di cui sottolinea "l'énormité", non è avvenuta la punizione esemplare di alcuno dei soldati della guardia Corsa rei de "l'assassinat", salvo provvedimenti di facciata; ricostruisce gli scambi epistolari intercorsi; ricorda l'espulsione del Nunzio Pontificio da Parigi avvenuta senza violenza ma con tutte le garanzie; e dichiara di essersi sempre adeguato nei suoi comportamenti alle massime di "feu mon cousin le cardinal Mazarini", ispirate alla cautela; dichiara che le buone intenzioni riparatorie del Pontefice non sono state seguite da fatti conseguenti, e che percontro il Pontefice non ha voluto "licentier les Corses", i quali addirittura sono stati fatti "passer en Triomphe tambour battant et enseigne deployé devant le Pallais Farnese". Rivendica quindi con forza la necessità di ottenere soddisfazione per l'incidente occorso e, pur professando rispetto per la persona del Pontefice, accusa "ses Ministres qui se veulent couvrir d'un manteau qui ne leur appartient pas". Invita quindi il Cardinal Decano ad adoprarsi per una soluzione che rispetti al tempo stesso "la pieté des Roys mes ancestres et l'honneur du St. Siège". Documento interessante, anche per il linguaggio vivace ed esplicito e per i numerosi accenni ai pers.…

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    Lettera originale su 4 facciate (27 x 20), in nitida scrittura corsiva, firmata "Louis", "escript a Paris le XIIe jour d'octobre 1662". Traccia delle antiche piegature e qualche macchia gialla, ma buon esemplare. (7810) Lettera importante, indirizzata da Luigi XIV al "Cardinal Decano", in merito agli incidenti provocati il 20 agosto 1662 dalla intemperanza della Guardia Corsa, al servizio del Pontefice Alessandro VII, nei pressi del Palazzo Farnese, in cui vennero coinvolti membri del personale dell'Ambasciata di Francia in Roma. Tali incidenti, che ebbero lunghi strascichi fino all'autunno inoltrato, con scambi di accuse e scarichi di responsabilità delle parti chiamate in causa, si svolsero in un momento assai delicato in cui la Santa Sede cercava di coalizzare una nuova Lega Cattolica contro il Turco, e la Corona di Francia aizzava percontro la Sublime Porta a muovere guerra all'Austria. Riassumendo i fatti: il duca di Créqui, entrato in Roma l'11 giugno 1662 con un seguito di 200 armati, pretendeva con una certa tracotanza una sorta di franchigia diplomatica estesa anche ai contorni del Palazzo Farnese. Il 20 agosto, essendo venuti a diverbio per bravate e futili motivi nei paraggi del palazzo alcuni Corsi con 3 francesi, ne nacquero scambi di archibugiate, una delle quali colpì pure la carrozza diplomatica su cui viaggiava l'ambasciatrice, provocando la morte di "un Lacché di quella Nazione". Gli scontri proseguirono con reciproche vendette nei giorni successivi, in cui si assistette pure ad una sorta di "caccia al francese", che coinvolse perfino un piemontese preso per francese. Malgrado la volontà del Pontefice di arrivare ad una soluzione diplomatica, con offerta di scuse e punizioni soprattutto simboliche nei confronti dei Corsi, la crisi si estese e si acutizzò, al punto che Luigi XIV bandì da Parigi il Nunzio Pontificio, mise sotto sequestro Avignone e il Contado Venassino per poi annetterseli (26 luglio 1663). Luigi XIV continuava infatti a chiedere pubbliche scuse, e "punizioni esemplari" per la Guardia Corsa, aizzato forse anche dal Créqui che soffiava sul fuoco usando l'incidente in modo pretestuoso. La lunga crisi diplomatica si risolse poi solo il 12 febbraio 1664, col trattato di Pisa, che implicò scuse formali da parte del Pontefice, rinunce e compensazioni territoriali, il licenziamento della Guardia Corsa, l'erezione di una "piramide espiatoria" che ricordasse il "delitto dei Corsi", e la coniazione di una medaglia commemorativa. Per la Francia il trattato fu quasi l'occasione per un "aggiustamento dei conti" in sospeso con la Santa Sede. Nella presente lettera Luigi XIV si indirizza al Cardinal Decano, che si trovava "à la teste du Collège", facendogli notare che, a due mesi dall'incidente di cui sottolinea "l'énormité", non è avvenuta la punizione esemplare di alcuno dei soldati della guardia Corsa rei de "l'assassinat", salvo provvedimenti di facciata; ricostruisce gli scambi epistolari intercorsi; ricorda l'espulsione del Nunzio Pontificio da Parigi avvenuta senza violenza ma con tutte le garanzie; e dichiara di essersi sempre adeguato nei suoi comportamenti alle massime di "feu mon cousin le cardinal Mazarini", ispirate alla cautela; dichiara che le buone intenzioni riparatorie del Pontefice non sono state seguite da fatti conseguenti, e che percontro il Pontefice non ha voluto "licentier les Corses", i quali addirittura sono stati fatti "passer en Triomphe tambour battant et enseigne deployé devant le Pallais Farnese". Rivendica quindi con forza la necessità di ottenere soddisfazione per l'incidente occorso e, pur professando rispetto per la persona del Pontefice, accusa "ses Ministres qui se veulent couvrir d'un manteau qui ne leur appartient pas". Invita quindi il Cardinal Decano ad adoprarsi per una soluzione che rispetti al tempo stesso "la pieté des Roys mes ancestres et l'honneur du St. Siège". Documento interessante, anche per il linguaggio vivace ed esplicito e per i numerosi accenni ai pers.…