Buzzati dino munari bruno (7 risultati)

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    Lingua: Inglese

    Editore: Galleria Borromini Edizioni, Milan, 1948

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    • Prima edizione

    Da: Dividing Line Books, Ridgewood, NY, U.S.A.Dividing Line Books

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    Condizione: Usato - Molto buono

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    Soft cover. Condizione: Very Good. 1st Edition. Milan: Galleria Borromini Edizioni, 1948. [24]pp; b&w illus. Saddle-stapled in printed self-wraps, 4-3/4 x 3-1/4 in. Diminutive catalog for a solo show of Munari's work at the Galleria Borromini in Milan, at which he exhibited the Macchine Inutili and Concavo-Convesso sculptural works. An introductory note from the gallery is followed by a five-page text, laudatory but somewhat tongue-in-cheek, by Italian writer and artist Dino Buzzati, who begins "Munari has promised, for these lines I am voluntarily writing about him, to give me one of his macchine inutili" (our translation). Illustrated with a frontispiece of Munari, and six photo-reproductions of his works, including a center spread. All text in Italian. A scarce and ephemeral work; OCLC locates a single holding, at the Frick Art Research Library. Very good, with rubbing and a tiny corner chip to rear cover.…

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    Editore: Milano, Galleria Borromini Edizioni, 1948

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    Da: Libreria Menabò, Milano, MI, ItaliaLibreria Menabò

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    Condizione: Usato - Ottimo

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    Condizione: ottimo. Bross. spillata in 24° pp. 12 Con un ritratto fotografico di Munari alla sguardia e 5 tavole della mostra ( concavo-convesso, macchine inutili etc.) Coll. Arte Italiana Contemporanea. In ottimo stato. Raro Shipping cost depends on weight and country. Please ask for a quote before ordering.…

  • Editore: Mondadori [dal 1929:] Unitas [dal 1930:] Bompiani,, 1924

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    Da: Libreria Antiquaria Pontremoli SRL, Milano, MI, ItaliaLibreria Antiquaria Pontremoli SRL

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    Milano, Mondadori [dal 1929:] Unitas [dal 1930:] Bompiani, 1924 - 1941, un volume all'anno in dicembre, intitolato all'anno entrante dal 1925 al 1942; Collezione completa della prima serie del celebre «Almanacco letterario» in 25 volumi comprensivi di numerose varianti editoriali. La collezione offerta è rimarchevole non solo sotto il profilo della completezza con uno dei più ampi censimenti di emissioni varianti che ci sia mai capitato di vedere: 1926 doppio, prima e seconda edizione; 1930 doppio, emissione in brossura ed emissione con copertina rigida in tela; 1932 quadruplo, emissione in brossura, emissione in brossura con sovracoperta, emissione in brossura con altra sovracoperta, emissione con copertina rigida in tela; 1934 triplo, emissione con copertina in scala di blu, emissione con copertina in scala sanguigna e fascetta editoriale, emissione con copertina rigida ma anche sotto il profilo della qualità di conservazione degli esemplari, per lo più freschissimi e puliti quelli della serie in 16° (205 x 155 mm), freschissimi e per lo più completi dell'acetato trasparente protettivo originale i volumi della serie in 8° (270 x 205 mm). Lanciato nel 1925 da Mondadori e curato da Valentino Bompiani, all'epoca impiegato presso il grande editore, l'«Almanacco letterario» fu da quest'ultimo acquisito e portato dapprima temporaneamente alle Edizioni Unitas (1929) quindi finalmente come Bompiani Edizioni nel 1930, anno nel quale cominciò la collaborazione con Bruno Munari, che vi pubblicava tre caricature (di Orio Vergani, Marco Ramperti e Gino Rocca, già uscite sulla «Rivista illustrata del "Popolo d'Italia"» del giugno 1929). Furono solo due le caricature nell'almanacco 1931 (i futuristi Escodamè e Casavola all'interno dell'articolo «Il Futurismo 1931») e altrettante nel 1932 (due piccoli e mediocri disegni a corredo della breve prosa «Dialogo illustrato»), ma con l'almanacco 1933, finito di stampare il 17 dicembre 1932, Munari entrò appieno nella realizzazione del volume, accreditato come primo nome tra i responsabili delle grafiche e autore della celebre serie di dodici fotomontaggi «Atmosfera 1933», di impressionante modernità ancora oggi, oltre a una manciata di tavole (tra le quali la splendida macchina inutile che illustra settembre e il disegno per «Il teatro totale» di Marinetti) e una doppia dozzina di vignette (tra le quali la serie dedicata alle scrivanie di celebri scrittori).L'impatto del lavoro di Munari sull'«Almanacco» in particolare la serie «Atmosfera 1933» fu tale che, dal volume 1934, egli entrò di diritto nel ristretto comitato di redazione, accanto a Bompiani, Zavattini e al fotografo Egone: quell'anno l'«Almanacco» passò al formato ottavo e divenne quasi tutto fotografico, con l'impaginazione influenzata dai riconoscibili gusti munariani e la serie di tavole «Radiografia del libro» realizzate con la tecnica del fotogramma (ma ci sono anche Dradi Rossi con «L'arte tipografica da un secolo all'altro»). Nel volume 1935 la parte del leone spetta piuttosto a Erberto Carboni, autore della bella copertina costruttivista: Munari firma le vignette degli stemmi degli scrittori famosi. Nel'«Almanacco» 1936 Munari è di nuovo nella squadra dei curatori, assieme a Bardi, Saviotti, Fabietti e Manzoni. Oltre a un delizioso fotogramma «1936» riprodotto in piccolissimo tra le prime pagine, Munari e Ricas disegnano la serie «Film documentario dell'anno 1935» e Munari alcuni fotomontaggi e vignette di sapore surrealista (accanto a belle tavole in fotomontaggio di Carboni e BBPR).Il capolavoro munariano arriva nel volume 1937, quando, coadiuvato nientemeno che da Emilio Radius e Dino Buzzati (appena conosciuti nella redazione de «La Lettura», vedi #125 e seguenti), firma l'«Almanacco anti-letterario», che ospita dozzine di fotomontaggi modernissimi suoi e di Carboni, culminanti nel famoso «Udite! Udite!», ovvero la visionaria composizione di fotomontaggi ispirati ai discorsi di Mussolini, che rimane sempre visibile in un tondo forato sull'angolo alto delle pagine. Munari firma ancora la splendida copertina (e l'impaginazione in stile classico) dell'«Almanacco» 1938, importante monografico dedicato a Luigi Pirandello, così come la meno notevole copertina e impaginazione dell'«Almanacco» 1939. Negli ultimi tre volumi prima dell'interruzione dovuta alla guerra (riprenderà nel 1958, vedi #464) Munari che aveva iniziato a lavorare in esclusiva per «Tempo» di Mondadori non c'è; spicca in ogni caso la modernità delle fotografie di Luigi Comencini e le collaborazioni di BBPR, Giuseppe Pagano e degli artisti del gruppo di «Corrente», mentre si faceva strada il genio curatoriale di Elio Vittorini.Oltre alle pregevolezze (icono)grafiche, sulle quali ci siamo necessariamente concentrati in questa descrizione, l'«Almanacco Bompiani» è ricco di primizie letterarie, sia sul lato autori che su quello della critica, ed è oggi un strumento irrinunciabile per ripercorrere la vivace storia della cultura italiana di quegli anni. Munari tutto di carta n. 79; Maffei, Munari i libri, 2004 pp. 276-277; Almanacco letterario Bompiani, Edizioni dell'Arengario, 2015. in 16° [poi:] in 8°. Collezione completa della prima serie del celebre «Almanacco letterario» in 25 volumi comprensivi di numerose varianti editoriali. La collezione offerta è rimarchevole non solo sotto il profilo della completezza con uno dei più ampi censimenti di emissioni varianti che ci sia mai capitato di vedere: 1926 doppio, prima e seconda edizione; 1930 doppio, emissione in brossura ed emissione con copertina rigida in tela; 1932 quadruplo, emissione in brossura, emissione in brossura con sovracoperta, emissione in brossura con altra sovracoperta, emissione con copertina rigida in tela; 1934 triplo, emissione con copertina in scala di blu, emissione con copertina in scala sanguigna e fascetta editoriale, emissione con copertina rigida ma anche sotto il profilo della qualità di conservazione degli esemplari, per l.…

  • Editore: «Pesci rossi» n. 17 / 1011,, 1948

    • Prima edizione

    Da: Libreria Antiquaria Pontremoli SRL, Milano, MI, ItaliaLibreria Antiquaria Pontremoli SRL

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    «Pesci rossi» n. 17 / 1011, 1948 (ottobrenovembre), Prima edizione in rivista, con varianti. Esemplare più che buono (fragile al dorso). Eccetto il primo capoverso, qui non presente, il testo è identico a quello pubblicato sul catalogo della personale di Munari alla Galleria Borromini. Due «macchine inutili in movimento» e il «Concavo e convesso» in scatti leggermente varianti ci sembra rispetto a quelli nel catalogo. Munari tutto di carta n. 232. a pp. 1415. Prima edizione in rivista, con varianti. Esemplare più che buono (fragile al dorso).…

  • Editore: La Lettura: Rivista mensile del Corriere della sera Anno XXXIX N. 1,, 1939

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    Milano, La Lettura: Rivista mensile del Corriere della sera Anno XXXIX N. 1, 1939, 1° gennaio, Prima edizione. Ottimo esemplare (lievissima fioritura sulla copertina e piccola lacerazione in quarta). Copertina "dei fiocchi di neve" per questo fascicolo del mensile che contiene anche il racconto «Una cosa che comincia per elle» di Dino Buzzati. -- La collaborazione di Munari con «La Lettura», celebre mensile del «Corriere della sera», cominciò nel novembre 1936 e procedette senza soluzione di continuità (pur non comparendo mai il suo nome tra i disegnatori accreditati nel sommario) lungo tutti i dodici fascicoli dell'annata successiva 1937, rallentando appena nel 1938 (dieci fascicoli) e nel 1939 (sette fascicoli) e terminando col secondo numero del 1940: oltre ad alcune copertine, una miniera di illustrazioni di grande qualità, con firme spesso sfuggenti (piccole M. o MUN. in parti liminari delle composizioni), in qualche caso addirittura non firmate, che meriterebbero di essere riproposte. Munari tutto di carta n. 134. Prima edizione. Ottimo esemplare (lievissima fioritura sulla copertina e piccola lacerazione in quarta).…

  • Editore: Galleria Borromini Edizioni,, 1948

    • Prima edizione

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    Milano, Galleria Borromini Edizioni, «Arte Italiana contemporanea», 1948 (marzo), Edizione originale. Esemplare in ottime condizioni. Raro catalogo della mostra nella primavera del 1948, organizzata da Guido Le Noci, fondatore e direttore della Galleria Borromini (poi Galleria Apollinaire), che riunisce per primo, all'alba del secondo dopoguerra, due fuoriclasse del Novecento italiano: Bruno Munari e Dino Buzzati. Realizzato in formato "taschinabile" secondo la definizione del maestro del genere, Vanni Scheiwiller il catalogo si apre con un bel fotoritratto dell'artista, «Nota della Galleria» e lo scritto «Poetica di Munari» di Buzzati, alternato alle riproduzioni bianco/nero di «concavo-convesso n. 11», «blu-rosa-bruno», «macchina inutile n. 74» e «n. 87», «15 quadrati». La mostra precede di qualche mese la fondazione del M.A.C., e segna il definitivo riposizionamento di Munari dal futurismo all'arte astratta (cfr. Dorfles, «Munari alla Borromini», in «La Fiera letteraria» 19 marzo 1948). Munari tutto di carta n. 231. 120 x 83 mm., autocopertinato a punto metallico, pp. [16] con illustrazioni fotografiche in bianco e nero. Edizione originale. Esemplare in ottime condizioni. autocopertinato a punto metallico.…

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    Da: Libreria Antiquaria Pontremoli SRL, Milano, MI, ItaliaLibreria Antiquaria Pontremoli SRL

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    brossura. Milano, 1935 - 1940, Cinque annate complete e due numeri per complessivi 62 fascicoli sciolti. Esemplari con copertina originale, integri e in condizioni molto buone quando non ottime, conservati in cinque scatole rustiche rivestite di bella carta decorata a mano a motivi floreali. Collezione completa delle annate 35-39, con i primi due numeri dell'annata 40 a coprire tutto il periodo della collaborazione di Munari a «La Lettura». Oltre i contributi munariani, un ampio parterre di prose di Buzzati (ne abbiamo contate 7, tra le quali «I sette messaggeri sul n. 39/6), Savinio, Carrieri, Palazzeschi, Campanile, Alvaro, Déttore, Montanelli, Piovene, Quarantotti Gambini, Mosca, Emanuelli, Cicognani, Bonsanti, Vergani, Bucci, Cardarelli, Vittorini che traduce Saroyan (con ampio corredo fotografico, preludio all'«Americana» Bompiani), Steinbeck, Callaghan; e molti altri contributori, tra i quali Malaparte, Scerbanenco e Zavattini sul corposo numero di gennaio 1940. -- Munari cominciò la sua collaborazione con «La Lettura» il mensile del «Corriere della sera», fondato nel 1901 e attivo fino al 1946 nel numero 11 del novembre 1936: firma l'articolo e i fotomontaggi sui «Modelli volanti» (ispirato al lavoro per «MOVO», vedi #154) e illustra con notevoli fotomontaggi «Panorama della poesia italiana d'oggi» e «Le iniezioni di cemento» (Zannier, «Fotocronache e fotomontaggi», in Fotologia 21-22, 2001: 11-13). A partire dal numero successivo pur non comparendo mai tra i disegnatori accreditati nel sommario oltre a serie di fotomontaggi e alcuni contributi sparsi (per lo più molto ben riusciti), Munari firma la decorazione di testata della sezione «Giuochi, enigmi, bizzarrie» (qualche volta invece firmata «R.R.», diremmo per Riccardo Ricas) con uno stile surrealista à la Max Ernst molto interessante. -- Questo tipo di collaborazione fotomontaggi in serie o sparsi (la testata dei «Giuochi» si interrompe con il numero 38/1) procedette senza soluzione di continuità lungo tutti i dodici fascicoli dell'annata successiva 1937, rallentando appena nel 1938 (dieci fascicoli) e nel 1939 (sette fascicoli) e terminando col secondo numero del 1940: una miniera di illustrazioni di grande qualità, con firme spesso sfuggenti (piccole M. o MUN. in parti liminari delle composizioni), in qualche caso addirittura non firmate, che meriterebbero di essere riproposte. -- La prima copertina di Munari per la rivista è il volto mosaicato su fondo blu del numero 37/4, molto materica così come la seconda (37/7); pittoriche in quello stile volutamente naïf e bidimensionale tipico del suo lavoro di copertinista nella seconda metà del decennio sono invece le copertine per i numeri 37/10, 37/11, 38/6, 38/10, 39/1, 39/5, 39/11 e 40/2 (Colizzi, Bruno Munari, pp. 90-99). A partire dal primo numero con sua copertina, inoltre, Munari iniziò una collaborazione come autore, firmando una serie di articoli sulle sue specialità: «Cosa sono i fotogrammi e come si fanno» (37/4), seguito da «Tipografia» (37/5) un contributo parzialmente dimenticato del dibattito tipografico che fa passare la rivoluzione razionale degli anni trenta attraverso l'esplosione del futurismo e il fondamentale «Che cosa sono le macchine inutili e perché» (37/7) illustrato da dieci macchine inutili (tre di Furlan e una di Ricas) e un mobile di Calder. Il suo ultimo articolo sulla «Lettura» fu quello sui «Sedili» (38/9). Munari tutto di carta n, 125. 62 fascicoli, 275 x 190 mm., brossura, Cinque annate complete e due numeri per complessivi 62 fascicoli sciolti. Esemplari con copertina originale, integri e in condizioni molto buone quando non ottime, conservati in cinque scatole rustiche rivestite di bella carta decorata a mano a motivi floreali. …