Cagianelli francesca (111 risultati)

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  • Lingua: Italiano

    Editore: Ediz.Polistampa, Firenze,, 2009

    8856400774 / 9788856400779

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    Condizione: NUOVO. Firenze, Ediz.Polistampa cm.17x24, pp.128, ill.a col. brossura con copertina figurata a colori. Collana I Maestri della Luce in Toscana. Monografie d'Arte dell'800 e del '900, 12. Dalle sale dell'Accademia di Belle Arti di Pisa e quindi di Firenze, fino al Salon di Parigi del 1875 e del 1878, Francesco Gioli arricchisce l'originaria matrice purista con gli aneliti del naturalismo europeo e dell'impressionismo. Costantemente critico nei riguardidi qualsiasi novità tecnica l'artista segue un proprio personale e moderato percorso di aggiornamento stilistico che lo conduce sullo scorcio dell'Ottocento alle soglie del divisionismo e del simbolismo. Nel corso del Novecento, lungi dal ristagnare nell'orbita del macchiaiolismo, Gioli saprà farsi interprete di un rinnovato linguaggio di eleganza disegnativa e grazia cromatica, con cui affrontare le consuete tematiche della figura e del paesaggio, stavolta nell'ottica di una più vibrante poesia.

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    Lingua: Italiano

    Editore: Mauro Pagliai Editore; Illustrated edizione (5 ottobre 2009), 2009

    8856400774 / 9788856400779

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    Editore: Mauro Pagliai Ed., Firenze,, 2008

    8856400278 / 9788856400274

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    Condizione: NUOVO. Firenze, Mauro Pagliai Ed. cm.17x24, pp.126, illustrazioni a colori nel testo, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Maestri della Luce in Toscana,6. Cafiero Filippelli (1889-1973), dapprima partecipe dei fermenti dello storico Caffè Bardi, quindi membro del Gruppo Labronico, deve ascriversi a quegli innovatori della sintassi macchiaiola in direzione di un personale e suggestivo divisionismo, nonché del postimpressionismo. Sia nell'ambito delle mostre del Gruppo Labronico, sia nelle sedi dell'Internazionale degli Amatori e Cultori di Roma, della Biennale di Venezia, della Primaverile Fiorentina e della Quadriennale di Torino, Filippelli assurge alla fama di "mago degli interni", specializzato in effetti di luce artificiale. Spesso sottovalutato dalla critica anche in ragione di tale fama, l'artista viene ora finalmente riletto nella giusta complessità di una tempra creativa tutt'altro che univoca. Fedele certamente all'insegnamento fattoriano, saprà comunque trovare una formula personale dapprima grazie a una seducente rilettura delle avanguardie spagnole, in particolare Zuloaga, quindi, a partire dagli anni Trenta, tramite un'ambizione compositiva in linea con il Novecento Italiano Prefazione di Sira Borgiotti. Collana diretta da Francesca Cagianelli e Dario Matteoni.

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    Lingua: Italiano

    Editore: Mauro Pagliai Editore (16 marzo 2011), 2011

    8856400278 / 9788856400274

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    Editore: ETS, Pisa,, 2012

    8846734319 / 9788846734310

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Non è ambizione di questo fascicolo di 'Livorno cruciale affrontare le complesse vicende contemporanee dello scalo portuale livornese anche in tempi recenti sottoposte a spesso fuorvianti polemiche. Abbiamo piuttosto affidato all'autorevole voce dell'attuale Presidente della Porto Autority il ruolo di spiegare ai lettori le linee guida dei futuri sviluppi del porto labronico. Si è poi voluto fornire con i contributi di Olimpia Vaccari e di Alessandro Merlo alcuni indispensabili riferimenti alle vicende del nostro porto che, nella sua storia passata e recente, condiziona e al contempo segue le pulsioni di crescita economica della città, mentre a Luca Difonzo è toccato di introdurre a possibili scenari progettuali.

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori.

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Al lettore che, certo incuriosito dal tema scelto per l'avvio definitivo di Livorno cruciale, La caricatura, e forse sedotto dalla raffinata copertina illustrata da Alberto Gennari, sfoglierà queste pagine una domanda si pone immediata: quali sono i possibili nessi tra la velata ironia dei disegni di Alfredo Müller e Leonetto Cappiello, le vignette pubblicate da Il Telegrafo, i rapidi appunti grafici stesi da Silvano Filippelli durante la sua vita di partito, dove la verosimiglianza cede sempre il campo al segno del carattere come egli stesso scriveva e infine le copertine strillate del Vernacoliere che dalle locandine delle edicole attirano almeno per un attimo lo sguardo distratto dei frettolosi passanti. Non di possibili nessi vogliamo parlare ma piuttosto di materiali che, assumendo Livorno come luogo privilegiato di osservazione, presentano differenti registri comunicativi. Vi è differenza di linguaggi infatti, ma vi è anche differenza di veicoli di comunicazione, anche se i palcoscenici sono, alla resa dei conti, affini. Müller e Cappiello coglievano con i loro disegni umoristici aspetti delle mode dell'epoca, dalla passione per la bicicletta che si andava diffondendo all'inizio del Novecento fino alla vita dei teatri: si tratta di abbreviate impressioni caricaturali dedicate a raduni mondani o a volti di celebri attrici, che dilagano sulle numerose riviste sciorinate nei chioschi parigini. Le caricature e le vignette satiriche che nei primi decenni del XX secolo appaiono sulle pagine del quotidiano cittadino Il Telegrafo seguono comunque il medesimo filone: prendono di mira i luoghi della mondanità livornese, dai Pancaldi al Politeama, e al contempo i personaggi più in vista della città. Le vignette di Gino Gamerra apriranno poi il versante ben assortito della satira politica. Di contro, per Silvano Filippelli, la caricatura ha una valenza tutta privata: è gesto quasi automatico per sottrarsi alla noia di prolungate riunioni. Vi è pur sempre nel tratto corsivo, nel disegno tracciato con immediatezza sulla pagina del taccuino o sulla carta intestata della Regione Toscana, il medesimo intento, quello di restituire quasi un'istantanea del personaggio. Diverso dunque è il valore comunicativo di tali segni grafici rimasti tra le carte dell'artista o anche affidati all'archivio di amici e collaboratori. E ancora un altro estremo, Il Vernacoliere, veicolo di una satira politica e di costume il cui innegabile successo, anche a livello nazionale, molto deve più che all'immagine, pure di moderna accezione caricaturale, all'invenzione davvero inesauribile di notizie assolutamente improbabili, non importa se rivolte alla politica o all'annosa rivalità con i Pisani, sparate con caratteri aggressivi, composti senza apparenti regole sulle locandine. Dario Matteoni.

  • Lingua: Italiano

    Editore: ETS, Pisa,, 2013

    8846735900 / 9788846735904

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. A voler anticipare le innumerevoli suggestioni destinate a inondare l'immaginario dei lettori di questo nuovo numero di Livorno cruciale dedicato alla sessualità e nel tentativo di offrire al pubblico una visione non scontata di un tema che potrebbe apparire fin troppo à la page, sono ritornato con la memoria a una lettura compiuta in uno dei miei primi soggiorni a Parigi alla metà degli anni Settanta, The Deltus of Venus, una raccolta di racconti scritti da Anaïs Nin per un collezionista 'privato', apparsa postuma nel 1978. Questo libro, poi tradotto anche in italiano, è da considerarsi a tutti gli effetti uno dei capolavori della letteratura erotica del Novecento cui molti ancora oggi attingono. La storia di questa raccolta di racconti è assai nota, ma vale la pena riassumerla brevemente per la sua stranezza. Un collezionista di libri aveva ingaggiato lo scrittore americano Henry Miller affinchè scrivesse in cambio di cento dollari al mese racconti erotici; l'autore del Tropico del Capricorno aveva accettato, ma poi aveva passato la commissione alla sua amica Anaïs. Così - racconta la Nin - incominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata, che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità. Ma non ci fu nessuna protesta. Il ricco collezionista, ricevuti i primi testi, raccomandò meno poesia e più dettagli specifici sul sesso. La Nin rispose a tale invito con una lettera che illumina ancora oggi sulle modalità con cui affrontare i temi dell'erotismo: Il sesso - scrive Anaïs - perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità (.). Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. E ancora: Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. Quanto perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute! E come la giovane modista di Parigi, quella Matilde descritta in un racconto della Nin, anche la modella della copertina di questo numero si guarda allo specchio in un sottile gioco erotico dove compiacimento e provocazione si mescolano indissolubilmente. Tra l'altro la nostra scrittrice affermava giustamente che scrivere di sesso era diventata una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza e, se vogliamo, la pittura di Vittorio Corcos, mirabilmente analizzata nel saggio di Francesca Cagianelli, non indica proprio questo cammino.

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Livorno Cruciale inizia con questo numero le proprie pubblicazioni come rivista d'arte e di cultura attenta alle vicende della Livorno contemporanea. Un titolo così perentorio richiede qualche spiegazione: non sfugge il richiamo ad uno storico saggio di Carlo Ludovico Ragghianti che affermava la centralità del dipanarsi della storia artistica di una città, in quel caso Bologna, dal moderno al contemporaneo. La rivista propone precise scelte di campo: ricade sotto la nostra attenzione la totalità dei fenomeni visivi che hanno segnato la vicenda artistica della città nel secolo appena trascorso e nell'attualità del XXI. Non vi è in tale scelta l'assunto che si possa o si debba trovare in tutto questo un filo di continuità, piuttosto vi è l'esigenza di creare possibili genealogie di fenomeni artistici, assumendo come privilegiato punto di osservazione quello di una città come Livorno, attraversata nella sua storia recente da numerose pulsioni, in costante dibattersi tra aneliti verso l'esterno e chiusure nel rassicurante mondo della provincia. E se al momento attuale ravvisiamo nelle scelte compiute dalla cultura ufficiale cittadina proprio la strada della chiusura, Livorno Cruciale si pone innanzitutto come ricerca di tutte quelle esperienze e quei fermenti che nella storia recente e nell'attualità hanno postulato una dimensione non provinciale del fare artistico. Non è senza significato, proprio nell'idea di seguire possibili genealogie non provinciali, che si sia scelto come primo argomento il tema della grafica pubblicitaria, analizzata nelle più diverse manifestazioni dai raffinati affiches di Leonetto Cappiello, alle pubblicità di ispirazione vagamente neorealista di Cafiero Filippelli, alle recenti prove grafiche di un quotidiano, nel caso specifico il giornale cittadino Il Tirreno, per approdare al web design e quindi al disegno dei siti internet. Nel mentre la rivista stava per andare in stampa è mancato Stefano Fugazza, uno dei maggiori storici dell'arte italiana, direttore della Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza: amico carissimo aveva discusso con noi il progetto di questa rivista in uno dei suoi soggiorni livornesi e aveva accettato di collaborarvi. Questa nostra fatica è dedicata a Stefano. Dario Matteoni.

  • Lingua: Italiano

    Editore: ETS, Pisa,, 2015

    8846743164 / 9788846743169

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori.

  • Lingua: Italiano

    Editore: ETS, Pisa,, 2013

    8846737652 / 9788846737656

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Il tema portante di questo numero sono i fiori; niente di più appropriato, verrebbe da dire, per accompagnare questo passaggio di testimone, in continuità con quello che è stato. Da una stessa pianta con radici ben fondate sbocceranno sempre, se alimentata con cura e passione, dei fiori bellissimi. È la metafora della vita stessa, sovente descritta dall'uomo proprio attraverso le piante: nature morte e paesaggi in ambito pittorico, parchi e giardini in quello architettonico, sono i generi che hanno permesso, assieme al poetico-letterario, di trasfigurare meglio degli altri il regno vegetale in opere d'arte. Talvolta questo tema è stato trattato, erroneamente, come un fenomeno effimero legato alla moda del momento. È indubbio che vi siano stati periodi in cui piante e fiori hanno incontrato minore o maggiore successo, il secolo XIX ne è una testimonianza, ma è altresì vero che, figurati in chiave simbolica o ritratti dal vero, protagonisti indiscussi o anche solo elementi di corredo, questi organismi viventi sono da sempre uno dei soggetti prediletti dagli artisti. Come non ricordare a tale proposito i dipinti di Corrado Michelozzi, il pittore dei fiori, la cui poetica è stata sapientemente rivalutata da Francesca Cagianelli nel suo saggio, oppure i numerosi giardini segreti che ancora oggi danno bella mostra di sé in un cospicuo numero di dimore livornesi del primo Ottocento. Ma l'episodio più noto è forse quello del parco di Villa Fabbricotti, raccontato nel volume da Paola Baldari, nel quale natura e architettura si fondono tramite il progetto; niente è lasciato al caso anche là dove alberi e fiori sembrano disporsi senza un ordine predefinito. Siamo nuovamente di fronte a un'allegoria, quella dell'homo artifex che plasma il mondo, piegando sovente la natura che lo circonda, non solo per garantirsi un'esistenza migliore, ma anche per poterne trarre un godimento estetico.

  • Lingua: Italiano

    Editore: ETS, Pisa,, 2014

    8846738969 / 9788846738967

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Proprio in una fase preelettorale in cui la nostra redazione attende le strategie culturali della prossima Amministrazione, auspicabilmente proiettate verso una fuoriuscita dal Maelström del decennio precedente, coincidente con l'esponenziale declassamento del ruolo dell'intellettuale cittadino secondo quanto ribadito da Claudio Frontera (Versus, rubrica a cura di A. Papini) si è deciso di varcare l'abisso culturale e psicologico del femminino, astraendoci vigorosamente da certo usurato femminismo e semmai virando verso slogan, iconografie e tipologie esondanti rispetto a una demagogia, ormai insoffribile, da suffragette. L'universo femminile è stato indagato dalla nostra redazione e dai nostri collaboratori nelle sue multilaterali e contraddittorie coordinate culturali, laddove la componente soprannaturale e demoniaca prospettata da Dostoevskij si sposa con il vaticinio di Claudel: nell'attualità, una outsider come Isabella Staino può meglio di chiunque altro incarnare il volatile mistero di una fiaba densa di inaspettati protagonisti, dove la donna diventa calamita di apparizioni fantasmiche decriptabili sull'onda della "cosmografia" felliniana, così come della sadica aritmetica sessuale di un Balthus. Non c'è spazio per strumentali quote rosa o desuete risse di emancipazione, laddove regna la pervasiva effige di una dominatrice di salotti e circuiti culturali come Virginia Banti, illuminata consorte di Salvatore Orlando, icona della collezione scoperta e valorizzata da "Archivi e Eventi" in quest'occasione, oltre che di una femminilità eletta, raffinata, tattica e comunicativa. Non a caso l'idolo japoniste di Severine immortalato in copertina, digrigna i denti nel segno dell'internazionalità cappiellesca, fulmina lo spettatore in un'ideale congiunzione animalistica, davvero precognitrice, e segna il trionfo dell'eroina che, frondista dalle infinite sfumature sentimentali, seppe ingegnosamente miscelare professionalità e privacy. L'obiettivo primario resta la riaffermazione del potere dell'onda lunga dell'ingegno femminile, non riconvertibile sulla base di schematismi revanscisti o ancor peggio di semplificazioni populistiche. In quest'ottica l'Associazione "Archivi e Eventi", promotrice della rivista, e da sempre all'avanguardia nelle strategie culturali cittadine, mira, mai come in quest'occasione, a un dialogo innovativo con le istituzioni, rilanciando il proprio impegno con l'ampliamento del comitato scientifico, già oltremodo prestigioso, verso le eccellenze dei circuiti universitari regionali e nazionali, dando il benvenuto ad Amedeo Belluzzi, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze, certificata garanzia di un osservatorio straordinariamente qualificato da parte della nostra rivista sul futuro urbanistico della città di Livorno.

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. La storia del collezionismo, le stagioni del gusto, le vicende del mercato a Livorno tra Ottocento e Novecento corrono spesso in parallelo con la storia e la fortuna delle gallerie d'arte. Ed è attraverso alcuni dei protagonisti di tale storia e fortuna che si è inteso in questo numero accendere i riflettori su un fervore di attività commerciale che ha contemplato nei secoli capitoli davvero fondamentali nella promozione degli artisti labronici dal XIX al XXI secolo. Se infatti Gino Romiti inaugurava negli anni Venti una geniale iniziativa commerciale nel suo studio-galleria, tra le sale di Bottega d'Arte avveniva l'epico confronto tra la pittura livornese e il Novecento Italiano, finché un promotore del gusto quale Bruno Giraldi garantiva nuove strategie per la diffusione delle avanguardie. Proseguono nel 2000 una tale prestigiosa tradizione tutte quelle gallerie che consentono, tra esposizioni monografiche, rassegne, premi, conferenze, da una parte l'approfondimento della stagione postmacchiaiola e novecentesca dall'altra, il rilancio e la diffusione delle avanguardie storiche, senza escludere infine momenti di illuminate e coraggiose proposte di giovani esordienti e non.

  • Lingua: Italiano

    Editore: ETS, Pisa,, 2011

    8846729188 / 9788846729187

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Il traguardo del VI numero di «Livorno Cruciale» è stato festeggiato all'insegna della moda, per ribadire quanti e quali rivoli siano ancora da percorrere in una Livorno inedita e di qualità. Si parla ovviamente dei fasti della Belle Epoque, quando la nostra città non sembrava affatto appagarsi esclusivamente del panorama portuale e della stagione balneare, ma ambiva a candidarsi in Italia quale snodo eccellente di mondanità e intellighenzia internazionali. Ed è proprio in questa Livorno, dove aleggiano il genio di Leonetto Cappiello e le sue invenzioni di brillante affichiste, che germogliano personalità e umori dall'estro più disparato, che tuttavia trovano nelle curiosità eleganti della moda dell'epoca un raccordo di idee e di realizzazioni non trascurabili, tra le quali è impossibile non menzionare i rapidi e raffinati figurini tratteggiati da Gastone Razzaguta, che proprio in quegli anni condivideva con Renato Natali una stagione di aggiornamento sugli stilemi parigini. Si scivola quindi all'oggi, dove altrettante scoperte di eleganze nuove si ergono alla nostra attenzione per rassicurarci di una Livorno diversa da quella semplicemente appagata da libeccio e balneazione: e si tratta non solo di manifestazioni espressive di estro, sperimentali e provocatorie alla maniera di Caterina Crepax, così come Giulia Bernini e Caterina Zucchi, ma anche di realtà professionali consolidate da una prestigiosa tradizione quale quella della Costumeria Panciatici raccontata da Gabriella Panza. Sogni e fantasie di un'eleganza moderna e destinata ai giovani, quale quella incarnata da Enrica Mannari, a conferma che a Livorno si può e si deve essere testimoni, grazie anche ad una iniziativa editoriale quale quella di «Livorno Cruciale», di tutte quelle manifestazioni di talenti professionali che non rappresentano certo l'identità trionfante di questa città sommersa dalla piaga di un incolmabile ritardo culturale e di un riottoso autocompiacimento: talenti professionali che decollano grazie alle loro squisite specializzazioni nel silenzio e nell'indifferenza di un'ufficialità che sembra pagare solo una pigra quanto confortevole mediocrità. Sono proprio nuove e sempre più qualificate iniziative culturali che possono invece aiutare a orientarsi tra i migliori talenti e a discernere le occasioni meritevoli nel magma di un'offerta vernacolare e indiscriminata, per concretizzare finalmente quel progetto di qualità e innovazione che solo può consentire un minimo di recupero.

  • Condizione: Usato - Come nuovo

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  • Editore: Artificio, 1998

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    brossura. Condizione: ottimo. 28x21 pp. 155.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Polistampa, 2008

    8856400278 / 9788856400274

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    Da: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, ItaliaLibro Co. Italia Srl

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    Brossura. Condizione: new. Firenze, 2008; br., pp. 128, ill. b/n e col., tavv. col., cm 17x24.(I Maestri della Luce in Toscana. 6). Cafiero Filippelli (1889-1973), dapprima partecipe dei fermenti dello storico Caffè Bardi, quindi membro del Gruppo Labronico, deve ascriversi a quegli innovatori della sintassi macchiaiola in direzione di un personale e suggestivo divisionismo, nonché del postimpressionismo. Sia nell'ambito delle mostre del Gruppo Labronico, sia nelle sedi dell'Internazionale degli Amatori e Cultori di Roma, della Biennale di Venezia, della Primaverile Fiorentina e della Quadriennale di Torino, Filippelli assurge alla fama di "mago degli interni", specializzato in effetti di luce artificiale. Spesso sottovalutato dalla critica anche in ragione di tale fama, l'artista viene ora finalmente riletto nella giusta complessità di una tempra creativa tutt'altro che univoca. Fedele certamente all'insegnamento fattoriano, saprà comunque trovare una formula personale dapprima grazie a una seducente rilettura delle avanguardie spagnole, in particolare Zuloaga, quindi, a partire dagli anni Trenta, tramite un'ambizione compositiva in linea con il Novecento Italiano. Libro.

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    Brossura. Condizione: new. Firenze, 2009; br., pp. 128, ill. b/n e col., cm 17x24.(I Maestri della Luce in Toscana. 12). Dalle sale dell'Accademia di Belle Arti di Pisa e quindi di Firenze, fino al Salon di Parigi del 1875 e del 1878, Francesco Gioli arricchisce l'originaria matrice purista con gli aneliti del naturalismo europeo e dell'impressionismo. Costantemente critico nei riguardi di qualsiasi novità tecnica l'artista segue un proprio personale e moderato percorso di aggiornamento stilistico che lo conduce sullo scorcio dell'Ottocento alle soglie del divisionismo e del simbolismo. Nel corso del Novecento, lungi dal ristagnare nell'orbita del macchiaiolismo, Gioli saprà farsi interprete di un rinnovato linguaggio di eleganza disegnativa e grazia cromatica, con cui affrontare le consuete tematiche della figura e del paesaggio, stavolta nell'ottica di una più vibrante poesia. Libro.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Silvana, 2008

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    Da: LLIBRERIA KEPOS-CANUDA, Barcelona, B, SpagnaLLIBRERIA KEPOS-CANUDA

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    Encuadernación de tapa blanda. Condizione: Perfette condizioni. 239pp.

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  • Lingua: Italiano

    Editore: Debatte, Livorno,, 2003

    888670528X / 9788886705288

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    Condizione: NUOVO. Livorno, Debatte cm.21x27, pp.124, brossura con copertiona figurata a colori. Catalogo della mostra: Collesalvetti, Villa Carmignani.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Pacini Editore, 2001

    8877814063 / 9788877814067

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    Da: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, ItaliaLibro Co. Italia Srl

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    Brossura. Condizione: new. Crespina, Villa Il Poggio, 6 ottobre - 19 novembre 2001.A cura di Cagianelli F. e Campana R.Presentazione di Bruno Barsacchi.Ospedaletto, 2001; br., pp. 200, ill. b/n, 95 tavv. col., cm 24x30. Libro.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Istituto Editoriali e Poligr.Internazionali, Roma,, 1997

    888147039X / 9788881470396

    • Brossura

    Da: FIRENZELIBRI SRL, Reggello, FI, ItaliaFIRENZELIBRI SRL

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    Condizione: COME NUOVO. Roma, Istituto Editoriali e Poligr.Internazionali cm.16x23,5, pp.177, 8 tavv.bn.ft. brossura con soprac.fig. Intonso. Introduzione di Gian Lorenzo Mellini. Con il contrib.del CNR.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Artificio, 1998

    8864881816 / 9788864881812

    • Brossura

    Da: Librodifaccia, Alessandria, AL, ItaliaLibrodifaccia

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    Condizione: Buone. italiano Condizioni dell'esterno: Discrete con difetti, segni d'uso Condizioni dell'interno: Buone.

  • Editore: Livorno, Debatte, 2004, 2004

    Da: TABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB, Pistoia, PT, ItaliaTABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB

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    Membro dell’associazione: ALAIILAB

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    In 4°, tela edit. + sovracop. ill. a col., pp. 224. Ricco apparato iconografico b/n e col. Ottimo.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Olschki Ed., Firenze,, 2009

    8822258665 / 9788822258663

    • Brossura

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    Condizione: COME NUOVO. Firenze, Olschki Ed. cm.17x24, pp.VIII,140, 68 tavole fuori testo di cui 13 a colori, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Collana Arte Toscana del Primo Novecento,2. Nella complessa e fondamentale questione storico-critica dei rapporti culturali e artistici tra l'Italia e il Belgio all'alba del Novecento, Charles Doudelet riveste un ruolo di eccezione, sia in veste di artista, che sul terreno della critica d'arte. Nel coacervo di avanguardia grafica e temperie primitivista, ancora una volta Doudelet si fa tramite in Italia di una cultura nordica davvero fondamentale per ritessere tanti capitoli della nostra storia dell'arte.

  • Editore: Silvana Editoriale, 2008

    • Brossura

    Da: Arca dei libri di Lorenzo Casi, Sansepolcro, AR, ItaliaArca dei libri di Lorenzo Casi

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    Brossura. Condizione: Usato - Come Nuovo. Cagianelli Francesca - Matteoni Dario (A cura di): La Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915. Silvana Editoriale, 2008 In-8 (Cm 28 x 23), pp. 239, brossura editoriale illustrata con alette, illustrazioni a colori e bianco nero nel testo. Catalogo della mostra omonima, Rovigo, Palazzo Rovella, 10 Febbraio - 13 Luglio 2008. COME NUOVO.

  • Editore: ETS, Pisa,, 2015

    8846742567 / 9788846742568

    • Brossura

    Da: FIRENZELIBRI SRL, Reggello, FI, ItaliaFIRENZELIBRI SRL

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    Condizione: NUOVO. Pisa, ETS cm.22,5x24,5, pp.n.n.(72), ca.80 ill. e tavv. di cui 8 a colori, brossura con copertina figurata a colori. Pinacoteca Carlo Servolini, Massimo and Sonia Cirulli Archive.

  • Lingua: Italiano

    Editore: Galleria Pananti, 2003

    8883410599 / 9788883410598

    • Brossura

    Da: spaziomedia, Macerata, MC, Italiaspaziomedia

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  • Editore: Debatte, Livorno, 2002

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    Da: Studio Bibliografico Michelotti, Massa e Cozzile, PT, ItaliaStudio Bibliografico Michelotti

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    (Le decorazioni inedite della Villa "Il Poggio" a Collesalvetti 1924) 4° bross. edit. pp. 200, molte illustr. a colori e in nero. Ottimo es. 0,7.