Lipsius justus lipsio giusto (5 risultati)
Editore: Ex Officina Plantiniana Apud Ioannem Moretum, Antuerpiae (Anversa, Belgio), 1605
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Aggiungi al carrelloLettera dedicatoria in apertura a "Serenissimae Isabellae Clarae Eugeniae infanti Hispaniarum Principi & Dominae nostrae", segue lettera "Ad lectorem" ed Index capitum. Capilettere xilografate; quella utilizzata per la lettera "Al lettore" è datata 1568. Fregi ornamentali. Note di richiamo a stampa a margine del testo. Grande e nitida incisione al frontespizio raffigurante la Madonna con bambino entro ovale, il tutto racchiuso da cornice figurata. Al fondo; Privilegium Caesareum, Summa privilegi Regii, dati tipografici, marca editoriale xilografata al centro dell'ultima carta bianca. Edizione originale, rara. Lieve, omogenea e tradizionale brunitura dovuta al tipo di carta. Esemplare completo e perfettamente conservato in bella legatura di inizio XX° secolo. - - - Umanista fiammingo (1547-1606) dopo gli studi classici compiuti a Lovanio, fu a Roma per un triennio (1567-1570) grazie alla protezione del Cardinale di Granvelle, cui aveva dedicato un'opera filologica. In seguito, dopo un periodo di viaggi in Germania, Austria e Boemia, ottenne una Cattedra di storia all'Università di Jena, dove fu influenzato dalle idee luterane. Tornato per breve tempo a Lovanio, passò poi all'università calvinista di Leida, dove rimase per dodici anni, fintanto che lo sfavore con cui fu accolta la pubblicazione della sua opera maggiore (Politicorum sive civilis doctrinae libri sex, 1589) nell'ambiente calvinista non lo costrinse a lasciare la cattedra. Tornò infine a Lovanio dove insegnò storia dal 1592. Grande filologo ed editore di classici, studioso di stoicismo antico, Lipsio occupa un posto di rilievo nella storia del pensiero politico controriformistico. Nell'opera "Politicorum .", nella scia della tradizione storiografica postmachiavellica, egli tentò di conciliare "politica" e "morale" additando la strada nella "prudenza" dei governanti; sul piano religioso, convinto della necessaria unicità della Chiesa di Roma, si pronunciò contro la tolleranza religiosa nei confronti dei dissidenti, ciò che gli valse l'ostilità dei riformati e la riconciliazione con l'ambiente cattolico, insospettito dalle sue precedenti simpatie luterane e calviniste. Bella legatura di inizio '900 in piena pelle, filetti in oro, pp. 8, 69, 11, in 4°.…
Editore: Ex Officina Plantiniana Apud Ioannem Moretum, Antuerpiae (Anversa, Belgio), 1603
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Aggiungi al carrelloLettera dedicatoria in apertura a "Matthieae Hovio archiepiscopo Mechliniensi", segue lettera "Ad lectorem". Index capitum e Admonitio. Capilettere xilografate. Note di richiamo a stampa a margine del testo. Marca editoriale incisa al frontespizio (mano con compasso e cartiglio con motto "Labore et constantia") il tutto entro cornice tra due figure. Al fondo; Privilegium Caesareum, Summa privilegi Regii, dati tipografici, marca editoriale semplificata xilografata al centro dell'ultima carta bianca. Edizione originale, rara. Lieve, omogenea e tradizionale brunitura dovuta al tipo di carta. Esemplare completo e perfettamente conservato in bella legatura di inizio XX° secolo. - - - Umanista fiammingo (1547-1606) dopo gli studi classici compiuti a Lovanio, fu a Roma per un triennio (1567-1570) grazie alla protezione del Cardinale di Granvelle, cui aveva dedicato un'opera filologica. In seguito, dopo un periodo di viaggi in Germania, Austria e Boemia, ottenne una Cattedra di storia all'Università di Jena, dove fu influenzato dalle idee luterane. Tornato per breve tempo a Lovanio, passò poi all'università calvinista di Leida, dove rimase per dodici anni, fintanto che lo sfavore con cui fu accolta la pubblicazione della sua opera maggiore (Politicorum sive civilis doctrinae libri sex, 1589) nell'ambiente calvinista non lo costrinse a lasciare la cattedra. Tornò infine a Lovanio dove insegnò storia dal 1592. Grande filologo ed editore di classici, studioso di stoicismo antico, Lipsio occupa un posto di rilievo nella storia del pensiero politico controriformistico. Nell'opera "Politicorum .", nella scia della tradizione storiografica postmachiavellica, egli tentò di conciliare "politica" e "morale" additando la strada nella "prudenza" dei governanti; sul piano religioso, convinto della necessaria unicità della Chiesa di Roma, si pronunciò contro la tolleranza religiosa nei confronti dei dissidenti, ciò che gli valse l'ostilità dei riformati e la riconciliazione con l'ambiente cattolico, insospettito dalle sue precedenti simpatie luterane e calviniste. Bella legatura di inizio '900 in piena pelle, filetti in oro, pp. 8, 50, 6, in 4°.…
Editore: Ex Officina Plantiniana Apud Ioannem Moretum, Antuerpiae (Anversa, Belgio), 1602
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Aggiungi al carrelloLettera dedicatoria in apertura a "Principi Carolo Duci Croiio et Arschotano, Principi S. Imperii, Equiti Aurei Velleris", segue lettera "Ad lectorem". Capilettere e fregi ornamentali xilografati. Note di richiamo a stampa a margine del testo. Marca editoriale xilografata al frontespizio (mano con compasso e cartiglio con motto "Labore et constantia") entro cornice tra due figure. Al fondo; Privilegium Caesareum e Summa privilegi Regii. Edizione originale, rara. Lieve, omogenea e tradizionale brunitura dovuta al tipo di carta. Esemplare completo e perfettamente conservato in bella legatura di inizio XX° secolo. - - - Umanista fiammingo (1547-1606) dopo gli studi classici compiuti a Lovanio, fu a Roma per un triennio (1567-1570) grazie alla protezione del Cardinale di Granvelle, cui aveva dedicato un'opera filologica. In seguito, dopo un periodo di viaggi in Germania, Austria e Boemia, ottenne una Cattedra di storia all'Università di Jena, dove fu influenzato dalle idee luterane. Tornato per breve tempo a Lovanio, passò poi all'università calvinista di Leida, dove rimase per dodici anni, fintanto che lo sfavore con cui fu accolta la pubblicazione della sua opera maggiore (Politicorum sive civilis doctrinae libri sex, 1589) nell'ambiente calvinista non lo costrinse a lasciare la cattedra. Tornò infine a Lovanio dove insegnò storia dal 1592. Grande filologo ed editore di classici, studioso di stoicismo antico, Lipsio occupa un posto di rilievo nella storia del pensiero politico controriformistico. Nell'opera "Politicorum .", nella scia della tradizione storiografica postmachiavellica, egli tentò di conciliare "politica" e "morale" additando la strada nella "prudenza" dei governanti; sul piano religioso, convinto della necessaria unicità della Chiesa di Roma, si pronunciò contro la tolleranza religiosa nei confronti dei dissidenti, ciò che gli valse l'ostilità dei riformati e la riconciliazione con l'ambiente cattolico, insospettito dalle sue precedenti simpatie luterane e calviniste. Bella legatura di inizio '900 in piena pelle, filetti in oro, pp. 8, 40, 4, in 4°.…
Editore: Ex Officina Plantiniana Apud Ioannem Moretum, Antuerpiae (Anversa, Belgio), 1604
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Aggiungi al carrelloLettera dedicatoria in apertura al "Principem D. Petrum Enriquez Comitem Fontanum, Gubernatorem Ducatus Mediolanensis", segue lettera "Ad lectorem". Bella incisione nel testo a pagina 117 raffigurante la disposizione degli oceani e della terra ferma. Fregi ornamentali e capilettere xilografate. Note di richiamo a stampa a margine del testo. Marca editoriale incisa al frontespizio (mano con compasso e cartiglio con motto "Labore et constantia") il tutto entro cornice tra due figure. Le 8 pagine finali contengono: Privilegium Caesareum, Summa privilegi Regii, dati tipografici, marca editoriale semplificata xilografata al centro della carta bianca e tre pagine bianche finali. Edizione originale, rara. Esemplare completo e perfettamente conservato in bella legatura di inizio XX° secolo. - - - Umanista fiammingo (1547-1606) dopo gli studi classici compiuti a Lovanio, fu a Roma per un triennio (1567-1570) grazie alla protezione del Cardinale di Granvelle, cui aveva dedicato un'opera filologica. In seguito, dopo un periodo di viaggi in Germania, Austria e Boemia, ottenne una Cattedra di storia all'Università di Jena, dove fu influenzato dalle idee luterane. Tornato per breve tempo a Lovanio, passò poi all'università calvinista di Leida, dove rimase per dodici anni, fintanto che lo sfavore con cui fu accolta la pubblicazione della sua opera maggiore (Politicorum sive civilis doctrinae libri sex, 1589) nell'ambiente calvinista non lo costrinse a lasciare la cattedra. Tornò infine a Lovanio dove insegnò storia dal 1592. Grande filologo ed editore di classici, studioso di stoicismo antico, Lipsio occupa un posto di rilievo nella storia del pensiero politico controriformistico. Nell'opera "Politicorum .", nella scia della tradizione storiografica postmachiavellica, egli tentò di conciliare "politica" e "morale" additando la strada nella "prudenza" dei governanti; sul piano religioso, convinto della necessaria unicità della Chiesa di Roma, si pronunciò contro la tolleranza religiosa nei confronti dei dissidenti, ciò che gli valse l'ostilità dei riformati e la riconciliazione con l'ambiente cattolico, insospettito dalle sue precedenti simpatie luterane e calviniste. Bella legatura di inizio '900 in piena pelle, filetti in oro, pp. 12, 188, 8, in 4°.…

Editore: ex Officina Plantiniana [Plantin], Apud Balthasarem Moretum, & Viduam Iannis, & Io. Mersium,, 1621
Da: Libreria Antiquaria Pontremoli SRL, Milano, MI, ItaliaLibreria Antiquaria Pontremoli SRL
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EUR 350,00
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Aggiungi al carrelloAntuerpiae [Anversa, ovvero Antwerp], ex Officina Plantiniana [Plantin], Apud Balthasarem Moretum, & Viduam Iannis, & Io. Mersium, [1621], «Editio ultima». Pronunciate bruniture alle carte; mancanza integrata in carta antica al frontespizio (senza perdite di testo); pergamena arricciata; per il resto buon esemplare completo di tutte le carte, con le belle tavole. Studio sul Colosseo, corredato da illustrazioni; 2 a doppia pagina (una ripiegata) 3 a piena pagina, Marca tipografica al frontespizio e in fine, seguito da un testo (meno dettagliato) sugli anfiteatri in altre città. in 8°, legatura coeva in pergamena floscia; pp. 77 [7]; sguardie mute. «Editio ultima». Pronunciate bruniture alle carte; mancanza integrata in carta antica al frontespizio (senza perdite di testo); pergamena arricciata; per il resto buon esemplare completo di tutte le carte, con le belle tavole. legatura coeva in pergamena floscia.…