Marta savini (25 risultati)

Editore: NEWTON & COMPTON 1990
Da: Libreria Rita Vittadello, CAMPOSAMPIERO, ItaliaLibreria Rita Vittadello
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Hardcover. Condizione: Fine. Leichte Rillen / Abschurfungen / Risse / Knicke. La Gerusalemme liberata e, per universale riconoscimento, il capolavoro del Tasso, un'opera tuttora capace di appassionare il lettore e di ispirare un'incessante bibliografia critica nonche una mirabile illustrazione pittorica e musicale. L'intreccio (…e la contraddizione) fra norma sociale, morale religiosa e spirito di avventura, sviluppato attraverso straordinarie peripezie guerresche e amorose, permea questo poema in venti canti incentrato sulla prima crociata, sulla liberazione del Santo Sepolcro e su personaggi diventati immortali, come Goffredo di Buglione e Tancredi. L'opera e corredata da un puntuale e utile apparato di note.

Editore: Leo S. Olschki Editore, 1971
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Da: Studio Bibliografico Olubra, Castel San Giovanni, ItaliaStudio Bibliografico Olubra
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Editore: Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta-Roma, 1974
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Editore: Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta 1974
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copertina morbida. Condizione: buone. Condizione sovraccoperta: buone. Gaspara Stampa, la voce pi? autentica e spontanea della poesia erotica italiana del sedicesimo secolo, nacque a Padova nel 1523 da una famiglia milanese nobile e colta ma di scarse risorse economiche, perci? costretta a passare al commercio e, nel 1531, alla…morte del padre Bartolomeo, si trasfer? a Venezia con la madre, il fratello Baldassarre (anche lui poeta) e la sorella Cassandra. A Venezia tutti e tre i giovani ebbero una buona educazione letteraria ed artistica purtroppo Baldassarre, dalla solida cultura umanistica e ottimo verseggiatore, mor? a soli vent?anni, per? quest?evento, che pure colp? le donne dolorosamente, non le spinse ad isolarsi e a chiudersi, anzi, ben presto la loro casa divenne centro di vita mondana, aperta ai nobili e ai letterati veneziani, che la frequentavano attratti dalle due sorelle, di bell?aspetto e brave suonatrici e cantatrici in particolare Gaspara, che conduceva vita libera e spregiudicata, si merit? grande ammirazione per la sua vivacit? intellettuale, per l?arte dimostrata nel canto e nella poesia, e per la straordinaria bellezza. Pare che Gaspara fosse anche socia dell?Accademia dei Dubbiosi col nome arcadico di Anassilla, nome pastorale che aveva tradotto dal termine latino del Piave (Anaxum), il fiume che bagnava il feudo di Collaltino, l?uomo amato perdutamente, e che prendesse parte alle feste pubbliche allestite dai soci della "Compagnia della Calza", apprezzata e vezzeggiata insieme alla sorella Cassandra. Frequentando tale ambiente, conducendo un tipo di vita libero, appare evidente che fosse semplice perdervisi, ? per questo che, anche se per lungo tempo il calore e l'ingenuit? di certi suoi componimenti l?avevano fatta credere una semplice fanciulla amata e poi abbandonata da un gentiluomo veneto, molti studiosi hanno avanzato l?ipotesi che la Stampa praticasse un professionismo d?amore, addirittura che fosse iscritta in un vero e proprio catalogo pubblico con tariffario. Molti elementi inducono, infatti, a pensare che fosse una cortigiana, una di quelle cortigiane colte ed eleganti, d?alto rango, "onesta", come allora si usava dire, di cui specialmente Venezia nel Cinquecento era piena, che vivevano in un ambiente raffinato, composto di nobili e artisti, che avevano il culto della poesia, della musica e delle arti in genere. Comunque nessun documento suffraga quest?ipotesi e piace di pi? pensare che tutto il suo amore sia stato rivolto esclusivamente al conte Collaltino di Collalto e, naturalmente, qualunque sia la sua biografia, di cortigiana oppure no, Gaspara dovette essere una donna che, con prontezza d?ingegno e vivacit?, riusc? a vivere in una certa libert? di affetti e di costumi, svincolata da rigidit? morale ci? nulla toglie alla considerazione dei suoi versi, spesso severamente giudicati. Se ? vero, infatti, che alla forza del sentimento non sempre si accompagna una vetta artistica, e che spesso i suoi versi traboccano in una foga verbale tipica pi? della retorica che della poesia, anche perch? l?adesione al petrarchismo la portava alla fredda ripetizione di parole e frasi, tuttavia il fascino emanato dalla spontaneit? del sentimento fa dimenticare ogni altra lacuna. La sua breve vita di donna libera e spregiudicata trascorse, dunque, intensa tra amori fugaci e appassionati, tra i quali domin? la tormentosa relazione d?amore, poi troncata dall?amante, che dal 1548 al 1551 la leg? al conte Collaltino di Collalto, di cui pianse la lontananza quando il conte and? in Francia al servizio del re e poi l?abbandono. Il conte, suo coetaneo, era un mediocre rimatore, un mecenate molto lodato dall?Aretino, che apparteneva ad una valorosa famiglia di discendenza longobardica, proprietaria di tre feudi nella marca trevigiana: il castello di Collalto, non lontano dal Piave, quello di San Salvatore, su una pittoresca collina, e quello di Credazzo e Rai nella pianura. Il Sansovino, anche lui, elogi? il giovane, scrivendo: fu grazioso e gentil cavaliere: fautore delle lettere e amatore dei virtuosi. Amico di Baldassarre, e dei frequentatori di casa Stampa, Collaltino entr? in relazione con le due sorelle, e presto Gaspara ne rest? affascinata. Da parte sua fu un amore sincero, accolto con dedizione totale, un sentimento quasi disperato, specie quando nella giovane si accentu? il senso d?inferiorit? rispetto al suo signore, che deve averla amata senza slancio, se pur l?am?, pi? per vanit? che per trasporto. Collaltino si assentava spesso, era lontano da lei, nei suoi feudi, a Parigi, al seguito del re di Francia o, attratto dal mestiere delle armi, a combattere in giro per l?Italia, e Gaspara soffriva immensamente della lontananza, seguendone le imprese con ansia, aspettandolo con trepidazione e, quando lo sapeva nei suoi feudi, lo raggiungeva al castello, umiliandosi in un amore che riconosceva essere disuguale, ma al quale non sapeva rinunziare. Tempestoso e doloroso fu dunque il suo legame con il conte, ma tutto perdon? e tutto accett? in profonda sottomissione per tre anni, infine, sopraffatta dalla propria gelosia, e dalla lontananza e indifferenza dell?uomo, pur essendone ancora innamorata si leg? ad un secondo amore, il patrizio veneto Bartolomeo Zen. In seguito alla separazione dal conte tuttavia il cuore della giovane non si rasseren?, anzi, Gaspara cominci? a ripensare alla tumultuosa vicenda, e ci? fu da preludio a un distacco da quanto avevo reso agitato e febbrile la sua breve esistenza. E cos?, insieme ai sonetti di trepido sbigottimento, troviamo quelli animati da fervore religioso, che pure non placano l?ardore del suo cuore. Testimonianza di questo grande amore, sicuramente blandamente ricambiato, se non addirittura unilaterale per il conte Collaltino di Collalto, uomo ricco e vanitoso, sfuggente e infedele, sono le Rime, un canzoniere, dedicato a Giovanni Della Casa, che raccoglie trecentoundici composizioni, sonetti, madrigali, canzoni, sestine e capitoli, su modello petrarchesco, una sorta di diario lirico, espressione e str. SAVINI MARTA (illustratore).

Editore: Newton Compton 1991
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copertina morbida. Condizione: buone. Condizione sovraccoperta: buone. Gaspara Stampa, la voce pi? autentica e spontanea della poesia erotica italiana del sedicesimo secolo, nacque a Padova nel 1523 da una famiglia milanese nobile e colta ma di scarse risorse economiche, perci? costretta a passare al commercio e, nel 1531, alla…morte del padre Bartolomeo, si trasfer? a Venezia con la madre, il fratello Baldassarre (anche lui poeta) e la sorella Cassandra. A Venezia tutti e tre i giovani ebbero una buona educazione letteraria ed artistica purtroppo Baldassarre, dalla solida cultura umanistica e ottimo verseggiatore, mor? a soli vent?anni, per? quest?evento, che pure colp? le donne dolorosamente, non le spinse ad isolarsi e a chiudersi, anzi, ben presto la loro casa divenne centro di vita mondana, aperta ai nobili e ai letterati veneziani, che la frequentavano attratti dalle due sorelle, di bell?aspetto e brave suonatrici e cantatrici in particolare Gaspara, che conduceva vita libera e spregiudicata, si merit? grande ammirazione per la sua vivacit? intellettuale, per l?arte dimostrata nel canto e nella poesia, e per la straordinaria bellezza. Pare che Gaspara fosse anche socia dell?Accademia dei Dubbiosi col nome arcadico di Anassilla, nome pastorale che aveva tradotto dal termine latino del Piave (Anaxum), il fiume che bagnava il feudo di Collaltino, l?uomo amato perdutamente, e che prendesse parte alle feste pubbliche allestite dai soci della "Compagnia della Calza", apprezzata e vezzeggiata insieme alla sorella Cassandra. Frequentando tale ambiente, conducendo un tipo di vita libero, appare evidente che fosse semplice perdervisi, ? per questo che, anche se per lungo tempo il calore e l'ingenuit? di certi suoi componimenti l?avevano fatta credere una semplice fanciulla amata e poi abbandonata da un gentiluomo veneto, molti studiosi hanno avanzato l?ipotesi che la Stampa praticasse un professionismo d?amore, addirittura che fosse iscritta in un vero e proprio catalogo pubblico con tariffario. Molti elementi inducono, infatti, a pensare che fosse una cortigiana, una di quelle cortigiane colte ed eleganti, d?alto rango, "onesta", come allora si usava dire, di cui specialmente Venezia nel Cinquecento era piena, che vivevano in un ambiente raffinato, composto di nobili e artisti, che avevano il culto della poesia, della musica e delle arti in genere. Comunque nessun documento suffraga quest?ipotesi e piace di pi? pensare che tutto il suo amore sia stato rivolto esclusivamente al conte Collaltino di Collalto e, naturalmente, qualunque sia la sua biografia, di cortigiana oppure no, Gaspara dovette essere una donna che, con prontezza d?ingegno e vivacit?, riusc? a vivere in una certa libert? di affetti e di costumi, svincolata da rigidit? morale ci? nulla toglie alla considerazione dei suoi versi, spesso severamente giudicati. Se ? vero, infatti, che alla forza del sentimento non sempre si accompagna una vetta artistica, e che spesso i suoi versi traboccano in una foga verbale tipica pi? della retorica che della poesia, anche perch? l?adesione al petrarchismo la portava alla fredda ripetizione di parole e frasi, tuttavia il fascino emanato dalla spontaneit? del sentimento fa dimenticare ogni altra lacuna. La sua breve vita di donna libera e spregiudicata trascorse, dunque, intensa tra amori fugaci e appassionati, tra i quali domin? la tormentosa relazione d?amore, poi troncata dall?amante, che dal 1548 al 1551 la leg? al conte Collaltino di Collalto, di cui pianse la lontananza quando il conte and? in Francia al servizio del re e poi l?abbandono. Il conte, suo coetaneo, era un mediocre rimatore, un mecenate molto lodato dall?Aretino, che apparteneva ad una valorosa famiglia di discendenza longobardica, proprietaria di tre feudi nella marca trevigiana: il castello di Collalto, non lontano dal Piave, quello di San Salvatore, su una pittoresca collina, e quello di Credazzo e Rai nella pianura. Il Sansovino, anche lui, elogi? il giovane, scrivendo: fu grazioso e gentil cavaliere: fautore delle lettere e amatore dei virtuosi. Amico di Baldassarre, e dei frequentatori di casa Stampa, Collaltino entr? in relazione con le due sorelle, e presto Gaspara ne rest? affascinata. Da parte sua fu un amore sincero, accolto con dedizione totale, un sentimento quasi disperato, specie quando nella giovane si accentu? il senso d?inferiorit? rispetto al suo signore, che deve averla amata senza slancio, se pur l?am?, pi? per vanit? che per trasporto. Collaltino si assentava spesso, era lontano da lei, nei suoi feudi, a Parigi, al seguito del re di Francia o, attratto dal mestiere delle armi, a combattere in giro per l?Italia, e Gaspara soffriva immensamente della lontananza, seguendone le imprese con ansia, aspettandolo con trepidazione e, quando lo sapeva nei suoi feudi, lo raggiungeva al castello, umiliandosi in un amore che riconosceva essere disuguale, ma al quale non sapeva rinunziare. Tempestoso e doloroso fu dunque il suo legame con il conte, ma tutto perdon? e tutto accett? in profonda sottomissione per tre anni, infine, sopraffatta dalla propria gelosia, e dalla lontananza e indifferenza dell?uomo, pur essendone ancora innamorata si leg? ad un secondo amore, il patrizio veneto Bartolomeo Zen. In seguito alla separazione dal conte tuttavia il cuore della giovane non si rasseren?, anzi, Gaspara cominci? a ripensare alla tumultuosa vicenda, e ci? fu da preludio a un distacco da quanto avevo reso agitato e febbrile la sua breve esistenza. E cos?, insieme ai sonetti di trepido sbigottimento, troviamo quelli animati da fervore religioso, che pure non placano l?ardore del suo cuore. Testimonianza di questo grande amore, sicuramente blandamente ricambiato, se non addirittura unilaterale per il conte Collaltino di Collalto, uomo ricco e vanitoso, sfuggente e infedele, sono le Rime, un canzoniere, dedicato a Giovanni Della Casa, che raccoglie trecentoundici composizioni, sonetti, madrigali, canzoni, sestine e capitoli, su modello petrarchesco, una sorta di diario lirico, espressione e str. SAVINI MARTA (illustratore).

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copertina morbida. Condizione: buone. Condizione sovraccoperta: buone. ULIVI FRANCESCO, SAVINI MARTA (illustratore).

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copertina morbida. Condizione: buone. Condizione sovraccoperta: buone. A quasi tremila anni dalla composizione, i poemi omerici esercitano ancora oggi il loro fascino immutato sui lettori e continuano a ispirare versioni cinematografiche e televisive. Nuova la traduzione isometrica, che si avvale inoltre di un ricco corredo di n…ote. FERRUCCIO ULIVI SAVINI MARTA (illustratore).

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copertina morbida. Condizione: nuovo. Condizione sovraccoperta: nuovo. Gaspara Stampa, la voce pi? autentica e spontanea della poesia erotica italiana del sedicesimo secolo, nacque a Padova nel 1523 da una famiglia milanese nobile e colta ma di scarse risorse economiche, perci? costretta a passare al commercio e, nel 1531, alla…morte del padre Bartolomeo, si trasfer? a Venezia con la madre, il fratello Baldassarre (anche lui poeta) e la sorella Cassandra. A Venezia tutti e tre i giovani ebbero una buona educazione letteraria ed artistica purtroppo Baldassarre, dalla solida cultura umanistica e ottimo verseggiatore, mor? a soli vent?anni, per? quest?evento, che pure colp? le donne dolorosamente, non le spinse ad isolarsi e a chiudersi, anzi, ben presto la loro casa divenne centro di vita mondana, aperta ai nobili e ai letterati veneziani, che la frequentavano attratti dalle due sorelle, di bell?aspetto e brave suonatrici e cantatrici in particolare Gaspara, che conduceva vita libera e spregiudicata, si merit? grande ammirazione per la sua vivacit? intellettuale, per l?arte dimostrata nel canto e nella poesia, e per la straordinaria bellezza. Pare che Gaspara fosse anche socia dell?Accademia dei Dubbiosi col nome arcadico di Anassilla, nome pastorale che aveva tradotto dal termine latino del Piave (Anaxum), il fiume che bagnava il feudo di Collaltino, l?uomo amato perdutamente, e che prendesse parte alle feste pubbliche allestite dai soci della "Compagnia della Calza", apprezzata e vezzeggiata insieme alla sorella Cassandra. Frequentando tale ambiente, conducendo un tipo di vita libero, appare evidente che fosse semplice perdervisi, ? per questo che, anche se per lungo tempo il calore e l'ingenuit? di certi suoi componimenti l?avevano fatta credere una semplice fanciulla amata e poi abbandonata da un gentiluomo veneto, molti studiosi hanno avanzato l?ipotesi che la Stampa praticasse un professionismo d?amore, addirittura che fosse iscritta in un vero e proprio catalogo pubblico con tariffario. Molti elementi inducono, infatti, a pensare che fosse una cortigiana, una di quelle cortigiane colte ed eleganti, d?alto rango, "onesta", come allora si usava dire, di cui specialmente Venezia nel Cinquecento era piena, che vivevano in un ambiente raffinato, composto di nobili e artisti, che avevano il culto della poesia, della musica e delle arti in genere. Comunque nessun documento suffraga quest?ipotesi e piace di pi? pensare che tutto il suo amore sia stato rivolto esclusivamente al conte Collaltino di Collalto e, naturalmente, qualunque sia la sua biografia, di cortigiana oppure no, Gaspara dovette essere una donna che, con prontezza d?ingegno e vivacit?, riusc? a vivere in una certa libert? di affetti e di costumi, svincolata da rigidit? morale ci? nulla toglie alla considerazione dei suoi versi, spesso severamente giudicati. Se ? vero, infatti, che alla forza del sentimento non sempre si accompagna una vetta artistica, e che spesso i suoi versi traboccano in una foga verbale tipica pi? della retorica che della poesia, anche perch? l?adesione al petrarchismo la portava alla fredda ripetizione di parole e frasi, tuttavia il fascino emanato dalla spontaneit? del sentimento fa dimenticare ogni altra lacuna. La sua breve vita di donna libera e spregiudicata trascorse, dunque, intensa tra amori fugaci e appassionati, tra i quali domin? la tormentosa relazione d?amore, poi troncata dall?amante, che dal 1548 al 1551 la leg? al conte Collaltino di Collalto, di cui pianse la lontananza quando il conte and? in Francia al servizio del re e poi l?abbandono. Il conte, suo coetaneo, era un mediocre rimatore, un mecenate molto lodato dall?Aretino, che apparteneva ad una valorosa famiglia di discendenza longobardica, proprietaria di tre feudi nella marca trevigiana: il castello di Collalto, non lontano dal Piave, quello di San Salvatore, su una pittoresca collina, e quello di Credazzo e Rai nella pianura. Il Sansovino, anche lui, elogi? il giovane, scrivendo: fu grazioso e gentil cavaliere: fautore delle lettere e amatore dei virtuosi. Amico di Baldassarre, e dei frequentatori di casa Stampa, Collaltino entr? in relazione con le due sorelle, e presto Gaspara ne rest? affascinata. Da parte sua fu un amore sincero, accolto con dedizione totale, un sentimento quasi disperato, specie quando nella giovane si accentu? il senso d?inferiorit? rispetto al suo signore, che deve averla amata senza slancio, se pur l?am?, pi? per vanit? che per trasporto. Collaltino si assentava spesso, era lontano da lei, nei suoi feudi, a Parigi, al seguito del re di Francia o, attratto dal mestiere delle armi, a combattere in giro per l?Italia, e Gaspara soffriva immensamente della lontananza, seguendone le imprese con ansia, aspettandolo con trepidazione e, quando lo sapeva nei suoi feudi, lo raggiungeva al castello, umiliandosi in un amore che riconosceva essere disuguale, ma al quale non sapeva rinunziare. Tempestoso e doloroso fu dunque il suo legame con il conte, ma tutto perdon? e tutto accett? in profonda sottomissione per tre anni, infine, sopraffatta dalla propria gelosia, e dalla lontananza e indifferenza dell?uomo, pur essendone ancora innamorata si leg? ad un secondo amore, il patrizio veneto Bartolomeo Zen. In seguito alla separazione dal conte tuttavia il cuore della giovane non si rasseren?, anzi, Gaspara cominci? a ripensare alla tumultuosa vicenda, e ci? fu da preludio a un distacco da quanto avevo reso agitato e febbrile la sua breve esistenza. E cos?, insieme ai sonetti di trepido sbigottimento, troviamo quelli animati da fervore religioso, che pure non placano l?ardore del suo cuore. Testimonianza di questo grande amore, sicuramente blandamente ricambiato, se non addirittura unilaterale per il conte Collaltino di Collalto, uomo ricco e vanitoso, sfuggente e infedele, sono le Rime, un canzoniere, dedicato a Giovanni Della Casa, che raccoglie trecentoundici composizioni, sonetti, madrigali, canzoni, sestine e capitoli, su modello petrarchesco, una sorta di diario lirico, espressione e str. SAVINI MARTA (illustratore).

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copertina morbida. Condizione: buone. Condizione sovraccoperta: buone. ULIVI FRANCESCO, SAVINI MARTA (illustratore).

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Da: Librightbooks, Portici, ItaliaLibrightbooks
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Lingua: Italiano
Editore: Antinoo Centro Internazionale per l'Arte 1997
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Da: Apeiron Book Service, Sant'Oreste, ItaliaApeiron Book Service
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Aggiungi al carrellobrossura. Condizione: come nuovo. Mostra collettiva (Trotti, Frappetta, Calonaci, Forlani, Scandurra, Carnebianca, Reggio, Sacchi, Accatino, Palumbo, De Canino, Scatragli), Roma, Roof Garden, Palazzo delle Esposizioni, catalogo, Ill. bn: Illustrazioni b/n., Ill. colori: --, Peso: 230 gr.
Altre immaginiLingua: Italiano
Editore: , Liguori 2002
Serie: Critica e letteratura, Libro 26 di 94. Libro 26 di 94 - Critica e letteratura
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Da: librisaggi, SAN VITO ROMANO, Italialibrisaggi
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brossura Copertina flessibile. Condizione: Good. Buone condizioni: copertina lievemente usurata, tagli lievemente ingialliti, pagine come a nuovo Copertina flessibile 212 8820733242 Buono (Good) . Book.

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Da: Messinissa libri, Milano, ItaliaMessinissa libri
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EUR 12,00
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brossura paperback. Condizione: Fine. st1184vbuone condizioni generali. Book.

Editore: Piemme 1994
Da: Miliardi di Parole, Pietra Marazzi, ItaliaMiliardi di Parole
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Editore: Piemme 1994
Da: Librodifaccia, Alessandria, ItaliaLibrodifaccia
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EUR 27,90 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
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Editore: Leo S. Olschki Editore, Firenze 1971
Da: LIBRI RARI di Gattignolo Libraio-Editore, vigevano, ItaliaLIBRI RARI di Gattignolo Libraio-Editore
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EUR 40,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrelloEstratto (pp.85-111) da: 'Lettere Italiane', Anno XXIII, n.1, 1971. Approfondimento di una singolare figura secentista, quella del monaco olivetano perugino Secondo Lancellotti (1583-1643). Ottima copia. In 8-vo. pp.26.

Lingua: Italiano
Editore: Liguori Editore, NAPOLI 2002
Serie: Critica e letteratura, Libro 26 di 94. Libro 26 di 94 - Critica e letteratura
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Da: Biblioteca di Babele, Tarquinia, ItaliaBiblioteca di Babele
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EUR 18,00
EUR 42,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Condizione: BUONO USATO. IED. Domini - Critica e Letteratura ITALIANO Sottile brossura filo refe, copertina con toni leggermente appesantiti da ombre di polvere, comuni tracce di contatto alle estremità, n. 39 di collana, sintetica dedica all'occhiello, cura di Marta Savini, fogli come mai consultati, in gran parte puliti i tagl…i. N. pag. 199.
Editore: Salvatore Sciascia, Caltanissetta-Roma 1974
Da: Libreria BACBUC - Studio bibliografico, Roma, ItaliaLibreria BACBUC - Studio bibliografico
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EUR 39,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrelloCollezione "Viaggi e studi", 16. Un volume di 289 pagine, brossura editoriale illustrata. Dimensioni: 13x20 cm. Minime tracce d'uso alla brossura, più evidenti al dorso. Sporadiche sottolineature a matita nel testo.
Editore: casa editrice: TREC - SOCIETA' POLIGRAFICA D'ARTE CLASSICA E CONTEMPORANEA anno: 1998 citta': ROMA 1998
Da: libreria antiquaria e antichità Onofri, Roma, Italialibreria antiquaria e antichità Onofri
Contatta il venditoreVenditore con 5 stelleCondizione: Usato
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Aggiungi al carrelloLEGATURA DI PREGIO IN TUTTA PELLE CON COFANETTO RIGIDO MUTO. NELLA PRESENTE EDIZIONE LE OPERETTE MORALI VENGONO PUBBLICATE IN DUE GRUPPI DISTINTI. NELLA PRIMA PARTE VIENE RIPRODOTTO L'ESEMPLARE DELL'EDIZIONE STARITA, LE OPERETTE DEL SECONDO GRUPPO SONO INVECE SECONDO L'EDIZIONE CRITICA DOVUTA A OTTAVIO BESOMI DEL 1979. EDIZIONE…STAMPATA IN 499 ESEMPLARI, LA NOSTRA COPIA E' LA N. 174. VOLUME STAMPATO IN OCCASIONE DEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DEL LEOPARDI, LE DODICI TAVOLE DI SUGHI SONO PROTETTE DA VELINAA E STAMPATE IN LITOGRAFIA A GRANA A CURA DI LUIGI TROIANI ED ALTRI numero pagine: XV - 198 - XLVIII formato: 51X38 stato conservazione: BUONO.