Editore: Hoepli ed., Milano, 1912
Da: Libreria Le Colonne, TORINO, TO, Italia
EUR 75,00
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Aggiungi al carrelloSpesso vol. in-8° (cm. 24,7x17,8), pp. XXXIX, 492 + RITRATTO fotogr. (con velina) dell'A, f.t. + 2 TAVOLE con TABELLE b.n. f.t. e con molte FIGURE schematiche b.n. n.t. Bross. edit. Importante e non comune. Censito in 15 bibl. LABUS, nipote del celebre archeologo Giovanni, introdusse nella pratica clinica numerosi strumenti, quali l'apparecchio illuminante per la laringoscopia, il portacaustico laringeo, l'insufflatore e il catetere laringei, la pinza per polipi tracheali, e vari altri. come il fantoccio rappresentante la metà inferiore di una testa con le cavità orale, faringea e laringea modellate in grandezza naturale e orientabili per simulare ogni possibile conformazione anatomica famosissimo tra gli specialisti e gli studenti. Ottimo es.
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, Italia
Arte / Stampa / Poster
EUR 550,00
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: ottimo. Luigi Rados (Parma 1773 - Milano 1844) Ritratto di Antonio Canova, 1825 c. Acquaforte misure: mm 500 x 395 Pittore e incisore italiano. Si forma a Milano presso l Accademia di Brera specializzandosi nelle tecniche incisorie e realizzando ritratti a personaggi a lui contemporanei, spesso a mezzo busto e di tre quarti. Ha lavorato incidendo vedute e scene di genere, ha ideato testatine, fregi e vignette per gli atti ufficiali della Repubblica Cisalpina. Nel foglio viene rappresentato lo scultore Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822) da un disegno di Roberto Focosi (Milano 1806 - 1862). Lo scultore è ritratto in piedi a mezzo busto rivolto leggermente a sinistra. Nello studio è circondato da sculture, si riconosce sullo sfondo il busto di Papa Pio VII completato nel 1804 e oggi a Versailles, il Damosseno commissionato dal governo pontificio per i Musei Vaticani e terminato nel 1806, la lastra da incisione di Domenico Marchetti raffigurante il dettaglio della Beneficenza nel Monumento funebre di Cristina d'Austria a Vienna terminata nel 1811, una testa di uomo barbuto forse Giove copia dall'antico, infine alle sue spalle si srotola un disegno nel quale si riconosce il progetto in pianta del Tempio Canoviano a Possagno. Canova appoggia le mani su una mazzetta da scultore, osserva una scultura alla quale sta lavorando, si vede solo il piede destro, potrebbe essere quello dell'Aiace terminato nel 1812. Mendiate la tecnica del puntinato Rados esalta i particolari del volto e l'eleganza della veste. In basso a destra inciso: Luigi Rados incise, a sinistra: Roberto Focosi disegnò, titolo a lettere aperte al centro. Esemplare in prova di lavoro e aventi lettera, prima della dedica a Febo d'Adda Vice Presidente di Governo e prima dei segni che riempiono le lettere del titolo in basso al centro come nell'esemplare conservato presso la raccolta Davoli 26158 Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione, tracce di manipolazione. Margini di un centimetro su tre lati, rifilata alla battuta nel margine inferiore. Timbro a secco non decifrabile. Bibliografia Luigi Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano, Gorlich, 1955, p. 680; Bellini, Dizionari della Stampa d'Arte, p 435.
Lingua: Italiano
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, Italia
EUR 900,00
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Carboncino misure: 245 x 181 Pittore e scenografo, dopo la prima formazione a Brescia si trasferisce con la famiglia a Venezia e diventa allievo di Anton Maria Zanetti il Giovane, qui frequenta l'Accademia e assimila la lezione della gloriosa pittura contemporanea veneziana (Marieschi, Guarana, Guardi e Longhi). Molto attivo in tutto il Veneto come scenografo, pittore di vedute e di paesaggi e come frescante. Bison fu un artista molto prolifico tanto che molti suoi disegni, tempere o affreschi restano oggi in collezioni private e in pinacoteche pubbliche (Trieste, Treviso, Pordenone, Venezia, Gorizia, Padova, Milano). Il soggetto, è un felice e caratteristico esempio dello stile di Bison che il critico Giuseppe Pavanello ha definito "Guizzante, nervoso, preciso e fulmineo". Viene descritto in maniera molto rapida, con dei lunghi tratti diagonali da destra verso sinistra, un paesaggio. Si riconosce in alto a sinistra il loggiato di un edificio, al centro una cascata e in basso una figura in piedi, sulla destra una roccia ricoperta di vegetazione chiude la scena. Sulla destra firma a matita. Ottimo stato di conservazione eccetto leggero foxing e un piccolo strappo nel margine inferiore sinistro. Timbro di collezione al verso: P/RB (non in Lught) Filigrana: leone (frammento).