Milano 1850 (10 risultati)
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Editore: Milano, All'insegna del pesce d'oro, Narratori, Milano, 1974
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Da: Studio Bibliografico Marini, ROMA, RM, ItaliaStudio Bibliografico Marini
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Aggiungi al carrellopaperback. Condizione: Fine. Edizione di 1500 es. numerati. Con una prefazione e una notizia di Glauco Viazzi Volume n. 40 della collana "Narratori". Libro a cura di Vanni Scheiwiller e impresso a Trezzano sul Naviglio dalla Tipografia Locatelli, 1 maggio 1974. Copia n. 696. 16mo. pp. 64. . Ottimo (Fine). . Edizione di 1500 es.…numerati. Scheiwiller [Novati, 2013] NOVATI, Laura. Giovanni e Vanni Scheiwiller editori. Edizioni Unicopli, 2013. Book.
1 lettera autografa firmata
Bisi Emilio (Milano 1850-1920). Scultore, autore di molte opere monumentali
Da: TABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB, Pistoia, PT, ItaliaTABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB
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Aggiungi al carrelloL.a.f. datata 18 luglio 1918 scritta da Intra - Lago Maggiore, indirizzata a Guido Rubetti. 54 righe distribuite su 3 pp. Si parla di un monumento a Cesare Battisti che l'artista vuole offrire.
Editore: Zanichelli, Bologna, 1878
Da: Libreria Le Colonne, TORINO, TO, ItaliaLibreria Le Colonne
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Aggiungi al carrelloIn-16° (cm. 16,5x10,1), pp. 16, brossura editoriale priva del piatto anteriore in rosso e in nero. Traccia di piccola gora in cop. Prima edizione. In fine datato "Parigi, 17 gennaio 1878". Dedica a stampa a Giosuè Carducci. Contraltare al carducciano "Canto dell'amore". FONTANA, commediografo scapigliato milanese, scrisse i libr…etti delle prime due opere di Puccini, "Le Villi" e "Edgar" e di una cinquantina di opere ed operette di vari. Repubblicano, coinvolto nei moti socialisti repressi dai cannoni di Bava nel 1898, visse poi in Svizzera. Prima edizione.
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Editore: Arti Grafiche Lampo, Pallanza, 1913
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Da: Libreria antiquaria Dedalo M. Bosio, Torino, TO, ItaliaLibreria antiquaria Dedalo M. Bosio
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Aggiungi al carrelloBrossura editoriale spillata, cm 21 x 12.5, pp 48, ritratto all'antiporta e alcune fotografie in nero nel testo. Biografia del patriota e anarchico Amilcare Cipriani (Anzio 1844 - Parigi 1918) pubblicata tra i «supplementi rossi» del periodico di Paolo Valera, «La Folla», nel 1913, quando Cipriani fu candidato dal Partito Social…ista nel collegio VI di Milano - eletto l'anno successivo, non potè entrare a Montecitorio perché rifiutò di prestare giuramento. Il Valera, portavoce di Cipriani in Italia, gli aveva già dedicato un più breve supplemento de La Folla all'inizio del Secolo; le notizie biografiche sono accompagnate da alcuni brani di Amilcare Cipriani: una nota all'autore che autorizza la pubblicazione, il Diario da Rimini a Portolongone (dove fu tra il 1881 e il 1888 il detenuto 2403) e una memoria della deportazione in Nuova Caledonia a bordo della Danae (1872, per la partecipazione alla Comune parigina). Lievi segni d'uso sulla brossura.
Editore: Tip. Floritta (1909), Milano, 1909
Da: Libreria Le Colonne, TORINO, TO, ItaliaLibreria Le Colonne
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Aggiungi al carrelloIn-8° (24,6x17), pp. 31, (1) compr. le copp.; possente caricatura in bianco e nero in cop., 1 DISEGNO e 5 FOTO b.n. n.t. Fasc. ed. a graffe; esemplare DA STUDIO: strappi al ds. e ai margini, ma senza perdite; gualciture). "Ha militarizzato Messina e Reggio. più terribile del maremoto". "Ha coltivato tutti gli istinti antisociali…. Ci ha circondati di malviventi". "Via tutto quel quintale di pestilenza borghese". VALERA, proletario, giornalista, ebbe un processo per un suo crudo libro sulla malavita milanese, descrittore impietoso e sensazionalista delle ingiustizie e della miseria, in galera come sovversivo per Bava-Beccaris 1898 ma poi assolto (proprio nel periodo di Giolitti che pure qui esecra); nel 1924 biografo di Mussolini, di cui auspicava un ritorno al socialismo, e dunque inviso a destra e a sinistra ecc. Censito in 8 bibl., ma introvabile edizione originale. Così com'è.
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Editore: Presso Paolo Ripamonti Carpano, Milano, 1838
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Aggiungi al carrelloLegatura recente in mezza tela con piatti rivestiti in carta marmorizzata e titoli manoscritti su tassello al dorso, in ottavo cm 22.5 x 14.5, pp (2 ) 479 (1), 12 tavole anche ripiegate (7 all'acquatinta, 1 al tratto, 4 carte geografiche). Buon esemplare, completo e in barbe, seppur con qualche arrossamento e in legatura non coe…va. Edizione originale di questo ampio odeporico del religioso Giacinto Amati che narra del proprio viaggio attraverso le Alpi descrivendo città e montagne di Piemonte, Valle d'Aosta, Savoia, Svizzera e Francia: Torino, Ivrea, Aosta, Courmayeur, Chamonix, Martigny, il Col du Géant, il Monte Bianco, il Gran San Bernardo, Losanna, Vevey, Friburgo, Ginevra, Lione; l'ultima parte dell'opera tratta della «corsa» da Lione a Parigi, quindi attraverso Boulogne-sur-Mer a Londra e ritorno a Ginevra attraverso Digione, infine a Milano per il Sempione, con accenni alle Isole Borromee, Laveno, Varese. Interessante la sezione relativa a Val d'Aosta e Savoia, che offre tra l'altro alcune indicazioni circa le salite del Colle del Gigante, del Brévent, del Buet e del Monte Bianco, con cronaca delle ascensioni e cenno su Marie du Mont Blanc (Marie Paradis, la prima donna ad aver raggiunto la maggior vetta d'Europa). Le tavole che accompagnano il testo, per lo più incise all'acquatinta da Francesco Citterio, illustrano l'arco romano di Aosta, l'ospizio del Gran San Bernardo (due tavole, col passaggio delle truppe del generale Frimont, e quello invernale di Bonaparte), l'interno della Chiesa, un «maroniere ed il cane turco del Gran San Bernardo» intenti ad operazioni di ricerca e soccorso, una grande veduta ripiegata di Friburgo, la facciata della cattedrale di Friburgo (al tratto), e alcuni monumenti di Londra (tre vignette su una tavola ripiegata con panorama del tunnel sotto il Tamigi alla base); presenti inoltre le carte geografiche degli itinerari della Peregrinazione da Torino al Gran San Bernardo e alla Svizzera, del Viaggio da Ginevra a Parigi e del Viaggio da Parigi a Londra, e Carta stradale del Sempione. Lozzi, 4683. Perret, 81: «Peu courrant»; Fossati Bellani, I, 143; Peyrot, 218; Rean, p. 87: «interessanti la cronistoria delle ascensioni effettuate fino al 1834 (.) e alcune indicazioni tratte dal regolamento delle guide»; Waeber, p. 110; non in Nava e Noussan. Buon esemplare, completo e in barbe, seppur con qualche arrossamento e in legatura non coeva.
Editore: 1830 circa, 1830
Da: TABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB, Pistoia, PT, ItaliaTABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB
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Aggiungi al carrelloAcquaforte mm. 450x725 relativi alla parte incisa, ampi marg. bianchi con didascalie "Luigi Sabatelli dipinse, e incise all'Acqua-forte - Il dipinto esiste nella Galleria dell'Ill.mo Sig. Marchese Gino Capponi". Tiratura antelitteram, prima della scritta in basso "Voi sonerete le vostre trombe noi soneremo le nostre campane". In…cisione eseguita dopo l'acquisto del dipinto da parte del marchese nel 1929. Fiorit. ai margini , qualche piccola gora, interventi di restauro al marg. bianco sup. con lieve coinvolgimento della parte incisa. Fioriture al verso. Esemplare a pieni margini, raro in questo stato avanti lettera.
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Lingua: Italiano
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, ItaliaIl Bulino Antiche Stampe srl
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Acquaforte miisure: mm 656 x 455 Pittore e incisore italiano si appassionò precocemente all'arte del disegno e a soli otto anni intraprese gli studi artistici grazie al mecenatismo del marchese Pier Roberto Capponi, nel cui palazzo il padre lavorava come cuoco. Nel 1784 si form…ò presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze grazie agli insegnamenti di Santi Pacini professore di disegno e quelli di Pietro Pedroni professore di pittura, maturò uno stile neoclassico che gli procurò l'appellativo di Guercino, poiché i suoi disegni erano improntati a quelli dell'antico maestro barocco. Nel 1788 si trasferì a Roma dove strinse amicizia con il Cavaliere Tommaso Puccini il quale divenne suo mecenate e con l'incisore Damiano Pernati che lo mise in contatto con altri artisti quali per esempio Angelica Kauffmann, Canova, Raffaello Morghen, Gaspare Landi, Vincenzo Camuccini, Felice Giani e Giuseppe Bossi; frequentò l'Accademia de'Pensieri e si confrontò con i migliori artisti stranieri allora presenti nella città papalina quali Antoine-Jean Gros, François-Xavier Fabre, Jean-Baptiste Wicar. Tra il 1794 e il 1795 è a Venezia per assimilare il "colorito veneziano"; con l'arrivo dei francesi torna a Firenze, ormai famoso e nonostante le numerose commissioni nel 1799 viene nominato Professore presso l'Accademia fiorentina. Egli fu anche un abile affrescatore per ville e palazzi fiorentini (come la Sala dell'Olimpo a Palazzo Pitti), nonché per molte chiese (Santa Maria Novella a Firenze e il duomo di Arezzo). Contemporaneamente intensificò la produzione grafica garze alla quale ottenne una fama consolidata tanto da essere tutt'oggi ricercato: raffinati disegni di ritratto si affiancano a poche ma originali incisioni (Via crucis, La peste di Firenze, sei variazioni sul tema dell'Apocalisse, vari soggetti danteschi). Nel 1808 rinunciando all'incarico presso l'Accademia di Venezia assume la cattedra di Giuliano Traballesi presso l'Accademia di Brera a Milano. A Milano esegue la famosa serie di sei incisioni visionarie sull'Apocalisse. Continuò a lavorare in Firenze per il Granduca assistito anche dai suoi numerosi figli a partire dal 1820. Questa stampa fa parte della serie delle sei Visioni dell'Apocalisse di San Giovanni. Su un turbinio di nubi, cariche e gonfie realizzate abilmente grazie a contrasti chiaroscurali, vediamo Gesù Cristo; è avvolto in una tunica minuziosamente descritta che scende morbida sul suo corpo, ha lo sguardo severo, gli occhi sono fissi, la bocca è chiusa, la fronte corrugata. Capelli mossi sono retti da una corona e sono mossi dal vento. Nella mano destra impugna una falce e in questa posa è pronto a giudicare, a porre fine alle vite degli uomini. In basso sulla destra vediamo la figura di un angelo che cerca di dialogare con il Signore e con la mano sinistra gli indica, il paesaggio sottostante caratterizzato da catene montuose, due alberi dalle copiose fronde e delle imbarcazioni che solcano un fiume, sineddoche del Mondo e dei suoi abitanti. Questa tavola illustra il capitolo XIV dell'Apocalisse «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque». In basso oltre l'immagine, incisi due righe in latino e la firma "Luigi Sabatelli inv. ed inc. in Milano". Impressione eccellente, dai neri intensi su carta non vergata Ottimo stato di conservazione, eccetto un piccolo restauro in basso al centro oltre la lastra. Ampi margini oltre la battuta del rame. Un altro esemplare è presente nella raccolta Davoli di Reggio Emilia (Davoli 30846 ). Bibliografia: A. De Witt, L. S. incisore, in Emporium, LXXXV (1937), 505, pp. 26-34; B. Paolozzi Strozzi, L. S. (1772-1850). Disegni e incisioni (catal.), Firenze 1978.
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Lingua: Italiano
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, ItaliaIl Bulino Antiche Stampe srl
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EUR 30,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Acquaforte misure: mm 638 x 458 Pittore e incisore italiano si appassionò precocemente all'arte del disegno e a soli otto anni intraprese gli studi artistici grazie al mecenatismo del marchese Pier Roberto Capponi, nel cui palazzo il padre lavorava come cuoco. Nel 1784 si formò… presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze grazie agli insegnamenti di Santi Pacini professore di disegno e quelli di Pietro Pedroni professore di pittura, maturò uno stile neoclassico che gli procurò l'appellativo di Guercino, poiché i suoi disegni erano improntati a quelli dell'antico maestro barocco. Nel 1788 si trasferì a Roma dove strinse amicizia con il Cavaliere Tommaso Puccini il quale divenne suo mecenate e con l'incisore Damiano Pernati che lo mise in contatto con altri artisti quali per esempio Angelica Kauffmann, Canova, Raffaello Morghen, Gaspare Landi, Vincenzo Camuccini, Felice Giani e Giuseppe Bossi; frequentò l'Accademia de'Pensieri e si confrontò con i migliori artisti stranieri allora presenti nella città papalina quali Antoine-Jean Gros, François-Xavier Fabre, Jean-Baptiste Wicar. Tra il 1794 e il 1795 è a Venezia per assimilare il "colorito veneziano"; con l'arrivo dei francesi torna a Firenze, ormai famoso e nonostante le numerose commissioni nel 1799 viene nominato Professore presso l'Accademia fiorentina. Egli fu anche un abile affrescatore per ville e palazzi fiorentini (come la Sala dell'Olimpo a Palazzo Pitti), nonché per molte chiese (Santa Maria Novella a Firenze e il duomo di Arezzo). Contemporaneamente intensificò la produzione grafica garze alla quale ottenne una fama consolidata tanto da essere tutt'oggi ricercato: raffinati disegni di ritratto si affiancano a poche ma originali incisioni (Via crucis, La peste di Firenze, sei variazioni sul tema dell'Apocalisse, vari soggetti danteschi). Nel 1808 rinunciando all'incarico presso l'Accademia di Venezia assume la cattedra di Giuliano Traballesi presso l'Accademia di Brera a Milano. A Milano esegue la famosa serie di sei incisioni visionarie sull'Apocalisse. Continuò a lavorare in Firenze per il Granduca assistito anche dai suoi numerosi figli a partire dal 1820. Questa stampa fa parte della serie delle sei Visioni dell'Apocalisse di San Giovanni. Viene rappresentato davanti ad una grande sfera che irradia raggi solari Cristo in posizione eretta, leggermente girato verso destra. Egli poggia i suoi piedi nudi su un turbinio di nubi, ha il corpo avvolto in una tunica riccamente decorata e panneggiata mediante contrasti chiaroscurali. Il volto è severo, reso morbido solo dai lunghi capelli che scendono sulle spalle, ha gli occhi aperti, che fissano il personaggio inginocchiato in basso a sinistra e in bocca afferra tra i denti una piccola spada. Con la mano sinistra indica un punto in lontananza mentre nella destra troviamo sette stelle (gli angeli delle sette Chiese) e affiancano la sua maestosa figura sette candelabri (le sette Chiese). In basso sulla sinistra, inginocchiato e spaventato tanto da proteggere il volto alzando entrambe le braccia vediamo San Giovanni che cerca di capire il messaggio inviatogli. Questa tavola rappresenta il capitolo I dell'Apocalisse. In basso oltre l'immagine, incisi due righe in latino e la firma "Luigi Sabatelli inv. ed inc. in Milano". Impressione eccellente, dalla forte inchiostrazione su carta non vergata Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Un altro esemplare è presente nella raccolta Davoli di Reggio Emilia (Davoli 30851 ). Bibliografia: A. De Witt, L. S. incisore, in Emporium, LXXXV (1937), 505, pp. 26-34; B. Paolozzi Strozzi, L. S. (1772-1850). Disegni e incisioni (catal.), Firenze 1978.
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Lingua: Italiano
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, ItaliaIl Bulino Antiche Stampe srl
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EUR 750,00
EUR 30,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Acquaforte misure: mm 640 x 460 Pittore e incisore italiano si appassionò precocemente all'arte del disegno e a soli otto anni intraprese gli studi artistici grazie al mecenatismo del marchese Pier Roberto Capponi, nel cui palazzo il padre lavorava come cuoco. Nel 1784 si formò… presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze grazie agli insegnamenti di Santi Pacini professore di disegno e quelli di Pietro Pedroni professore di pittura, maturò uno stile neoclassico che gli procurò l'appellativo di Guercino, poiché i suoi disegni erano improntati a quelli dell'antico maestro barocco. Nel 1788 si trasferì a Roma dove strinse amicizia con il Cavaliere Tommaso Puccini il quale divenne suo mecenate e con l'incisore Damiano Pernati che lo mise in contatto con altri artisti quali per esempio Angelica Kauffmann, Canova, Raffaello Morghen, Gaspare Landi, Vincenzo Camuccini, Felice Giani e Giuseppe Bossi; frequentò l'Accademia de'Pensieri e si confrontò con i migliori artisti stranieri allora presenti nella città papalina quali Antoine-Jean Gros, François-Xavier Fabre, Jean-Baptiste Wicar. Tra il 1794 e il 1795 è a Venezia per assimilare il "colorito veneziano"; con l'arrivo dei francesi torna a Firenze, ormai famoso e nonostante le numerose commissioni nel 1799 viene nominato Professore presso l'Accademia fiorentina. Egli fu anche un abile affrescatore per ville e palazzi fiorentini (come la Sala dell'Olimpo a Palazzo Pitti), nonché per molte chiese (Santa Maria Novella a Firenze e il duomo di Arezzo). Contemporaneamente intensificò la produzione grafica garze alla quale ottenne una fama consolidata tanto da essere tutt'oggi ricercato: raffinati disegni di ritratto si affiancano a poche ma originali incisioni (Via crucis, La peste di Firenze, sei variazioni sul tema dell'Apocalisse, vari soggetti danteschi). Nel 1808 rinunciando all'incarico presso l'Accademia di Venezia assume la cattedra di Giuliano Traballesi presso l'Accademia di Brera a Milano. A Milano esegue la famosa serie di sei incisioni visionarie sull'Apocalisse. Continuò a lavorare in Firenze per il Granduca assistito anche dai suoi numerosi figli a partire dal 1820. Questa stampa fa parte della serie delle sei Visioni dell'Apocalisse di San Giovanni. Seduto al centro della composizione, su di un trono riccamente decorato, viene rappresentato Dio Padre; ha lunghi capelli e una lunga barba che incorniciano il volto, lo sguardo è fisso, austero e si rivolge direttamente allo spettatore. Una mano è piegata sulla gamba destra mentre l'altra caratterizzata da dita affusolate, poggia su di un libro, è avvolto in una tunica minuziosamente descritta e drappeggiata, inoltre la sua posa conferisce solennità alla scena. Intorno a lui, descritti mediante forti giochi chiaroscurali, si dispongono animali e uomini colti in pose e atteggiamenti differenti ma tutti in adorazione e in preghiera. Questa tavola illustra il capitolo IV dell'Apocalisse. In basso oltre l'immagine, incisi due righe in latino e la firma "Luigi Sabatelli inv. ed inc. in Milano". Impressione eccellente, su carta non vergata. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Un altro esemplare è presente nella raccolta Davoli di Reggio Emilia (Davoli 30849). Bibliografia: A. De Witt, L. S. incisore, in Emporium, LXXXV (1937), 505, pp. 26-34; B. Paolozzi Strozzi, L. S. (1772-1850). Disegni e incisioni (catal.), Firenze 1978.





