Editore: Seix Barral, Barcelona, 1987
ISBN 10: 8432205699 ISBN 13: 9788432205699
Da: Librería Raíces, Alicante, Spagna
EUR 8,00
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Aggiungi al carrelloRústica con solapas. Condizione: Bueno. 187 pp/ Biblioteca Breve/ Traducción del italiano por Pilar Gómez Bedate/ R30- Size: 13x19.5. Libro.
Da: TABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB, Pistoia, PT, Italia
EUR 20,00
Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrelloL.a.f. , pp. 4, inviata da Roma il 2 maggio 1903 su carta intestata "Ospizio S. Michele - Il Presidente". Indirizzata a "Egregio Collega." IN AUTOGRAFI.
Editore: Dalla Stamperia della Rev. Cam. Apost., Roma, 1832
Da: Libreria antiquaria Dedalo M. Bosio, Torino, TO, Italia
EUR 66,00
Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrelloOriginale brossura d'attesa in carta gialla, in ottavo cm22x15, pp (4) 44, in barbe. Buono stato di conservazione, fresco e in barbe.
Da: TABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB, Pistoia, PT, Italia
EUR 200,00
Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrelloL.a.f. stesa su due facciate, 28 righe fittamente vergate indirizzate a 'Signore e Collega [Italo Pizzi, Professore nella Regia Università degli Studi di Torino]' da Genova il 24 maggio 1891. Lettera di argomento letterario dove il Barilli cita lo 'Scianamè' del Pizzi e fa riferimento ad una prova di componimento letterario sostenuta da alcuni studenti. Italo Pizzi fu orientalista (Parma 1849 - Torino 1920), prof. di persiano (dal 1885), poi (dal 1899) di filologia indo-iranica nell'univ. di Torino. Diede la versione integrale in versi dello Shahname "Libro dei Re" di Firdusi (8 voll., 1886-88) e studiò il patrimonio poetico iranico (Storia della poesia persiana, 2 voll., 1894). Si occupò anche, con facile ed elegante vena di traduttore, di sanscrito, siriaco, arabo, antico tedesco, greco. Tra le numerosissime opere, interessanti le sue 'Memorie d'un letterato che non fu ciarlatano' (post., 1922, sotto lo pseudonimo di Italo da Parma).
Lingua: Italiano
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, Italia
Arte / Stampa / Poster
EUR 550,00
Quantità: 2 disponibili
Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Acquaforte e bulino misure: mm lastra 392 x 440; foglio mm 470 x 525 Pittore e incisore. Formatosi a Venezia sotto Giulio Golini, acquisisce precocemente la tecnica veneta caratterizzata da un sapiente dosaggio tra acquaforte e bulino finalizzato ad ottenere la resa materica del segno propria del linguaggio grafico neoclassico. Collabora probabilmente con la feconda azienda dei Remondini di Bassano per poi trasferirsi a Roma presso il conterraneo Giovanni Volpato. In questa bottega prosegue l'attività di traduzione da dipinti classici e sculture raffinando sempre più il suo linguaggio. Entro la fine del secolo raggiunge una tale abilità e fama che, ormai indipendente, detiene il quasi monopolio della stampa di traduzione. Nel 1812 viene nominato accademico di San Luca grazie all'appoggio dello scultore Antonio Canova per il quale ha inciso Ercole e Lica. Alla sua morte i rami vengono acquistati dal Papa e sono oggi conservati presso la Calcografia di Stato. L'autore inserisce i soggetti in un ovale modanato a simulare due bassorilievi. I soggetti sono tratti da un'invenzione e un disegno del pittore barocco-neoclassico Stefano Tofanelli (Lucca 1750 - Roma 1812). Tofanelli con il collega Nocchi è attivo fin dagli anni Novanta del Settecento nella bottega di Volpato come fornitore esclusivo dei disegni da tradurre in incisione. In un foglio viene raffigurato un amorino coperto da un lembo di tessuto riccamente panneggiato, seduto su di una roccia nell'atto di pungersi il dito con una freccia, rivolge lo sguardo, enigmatico, allo spettatore. L'attenzione per gli effetti luministici rende il primo piano quasi argenteo mentre lo sfondo, connotato da alberi rigogliosi, è più scuro. Nel secondo foglio l'amorino è seduto, sempre coperto da uno svolazzante tessuto, colto di profilo mentre tende l'arco per scoccare la freccia. Sotto il soggetto raffigurante l'amorino che si punge il dito, tre versi di Seneca e più sotto dedica "al Genio e all'Eleganza dell'Illma. Sig.a Emerenziana Fratini Lentini". Nel soggetto raffigurante un amorino che tende l'arco, quattro versi tratti dal Libro II Egloga I di Properzio, più sotto dedica "Alle Grazie, ed al Gusto elgante dell'Illma Sig.ra Leonilda Bottoni". La marchesa Leonilde Bottoni (Padova 1812 - Modena 1895) sposò il prof. di scienze naturali presso l'Università di Modena Pietro Doderlein. In entrambi i fogli Giovanni Folo viene indicato come incisore e venditore dei fogli a Roma. Splendide impressioni su carta vergellata coeva priva di filigrana. Minime tracce di foxing visibili solo al verso. I fogli sono da datare ai primi anni dell'800. Bibliografia: R. Campanile, G. F. incisore, tesi di laurea, Univ. di Padova, a.a. 1982-83 (conservata anche nella Biblioteca del Museo civico di Bassano Del Grappa) p. 70.