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    • Lingua: Italiano

      Editore: Marina Militare, 2019

      8899642206 / 9788899642204

      • Brossura

      Da: l'armadillo editore, Roma, RM, Italial'armadillo editore

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      Brossura. Condizione: nuovo. Condizione sovraccoperta: nuovo. Il volume, frutto di una collaborazione scientifica e editoriale tra l università La Sapienza di Roma e l Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione della Ma- rina Militare, esamina il tema delle infrastrutture terrestri - basi navali e aeree - della Forza Armata durante il Primo conflitto mondiale. La strategia di difesa, navale e marittima, della nostra penisola, ha sempre trovato la sua essenza nel potenziamento della propria flotta militare e mercantile grazie all utilizzo di basi navali e aeree, di porti, di piazzeforti marittime e in generale di infrastrutture a terra. Il volume, ricco di fotografie, grafici e cartine a colori, porta a interessanti considerazioni poiché restituisce chiaramente la dimensione dello sforzo - politico, economico e industriale che il Regno d Italia, con perseve- ranza, intraprese a partire dagli ultimi anni dell Ottocento.

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      Milano, Officina A. Lucini e C., 1968 - 1974. Collezione completa dei cosiddetti «lucini di Lucini». Il libro di Munari e quello di Longoni sono in eccellenti condizioni; gli altri in ottimo stato, con normali occasionali segni del tempo, completi in ogni dettaglio. Sette volumi targati Giorgio Lucini editore, stampati a Milano nell'Officina A. Lucini e C. in 250 esemplari numerati fuori commercio, nel formato quadrato 200 mm, tutti composti in fogli sciolti entro astuccio in carta vergellata di colori diversi, dal 1968 al 1974. Collezione completa dei cosiddetti «lucini di Lucini», entro la quale l'opera di Munari riprense le «Variazioni sul tema del viso umano», già pubblicate su alcune pagine dell'«Almanacco Bompiani» 1966 ed esposte a New York, e le trasformò in un eccezionale libro giocattolo che invita a sperimentare graficamente sulla diversità (Maffei, Munari i libri, 2002 pp. 126-127 = 2008 pp. 124-125; Bruno Munari prime idee, pp. 89-95). Fu segnalato sul «Notiziario di arte contemporanea NAC» del 15 gennaio 1970 (n. 29). -- «Racconta Giorgio Lucini (19412018) che suo padre Ferruccio, erede del fondatore Achille, dopo aver stabilito «che "fare libri costa", gli concesse di produrre un libro all'anno a condizione che fosse bellissimo e tecnicamente molto difficile. Nacquero così "I lucini di Lucini" sette libri [] usciti tra il 1968 e il 1974 e accomunati dallo stesso formato quadrato, da un gusto moderno e da una ricerca visuale e concettuale e personale ben precisa. -- Il primo "Beppe il pescatore", nato dalla collaborazione con Alberto Longoni, Giorgio lo dedicò al padre Ferruccio che si scherniva affermando di essere il De Coubertin della pesca ("L'importante è partecipare"). Per il secondo scelse "Metamorfosi", un progetto di Brunetta Mateldi: tavole che illustravano i cambiamenti della moda dal 1900 al 1960 []. Erano racchiuse da un prezioso foglio di carta giapponese, leggerissima, quindici volte più costosa di una velina normale, ma che anche il papà Ferruccio concordò fosse "una vera follia, ma assolutamente bellissima". Alla base dei sette "lucini di Lucini" c'era l'idea di libro aperto: tavole sciolte da appoggiare sul tavolo e guardare contemporaneamente tutte insieme» (I. Guzman, «Una questione di carattere», in: Teca n. 1, marzo 2012, p. 172). -- «Bruno Munari, come suo solito, si reinventò l'idea con "Guardiamoci negli occhi": il suo progetto, racconta Giorgio, "era la quintessenza del libro aperto, dove le tavole erano facce con occhi aperti di diversi colori." L'"istruzione per l'uso" diceva: "mescolate i disegni cambiate il colore degli occhi: abituiamoci a guardare il mondo con gli occhi degli altri". Le "32 variazioni" sono parti di elzeviri pubblicati da Montale sul "Corriere della sera" e selezionati da Vanni Scheiwiller, piccolo grande editore il cui legame con i Lucini risaliva all'epoca del padre Giovanni []. Il libro realizzato in collaborazione con Emilio Isgrò, l'unico rilegato, è la favola "La bella addormentata del bosco", cancellata alla maniera dell'artista, mentre la versione in siciliano dell'Ariosto di Salvatore Fiume "Cu fici mpazziri Orlando" non era abbastanza oscura e dunque Giorgio Lucini decise di aggiungere la traduzione in giapponese. L'ultimo libro, "In quarto" di Mauro Reggiani, è infine una storia astratta che si dipana in tavole costruttiviste a due colori che sperimentano l'effetto della persistenza retinica» (ibidem). Maffei, Munari i libri, 2002 pp. 126-127 = 2008 pp. 124-125; Bruno Munari prime idee, pp. 89-95; Munari tutto di carta n. 657. Collezione completa dei cosiddetti «lucini di Lucini». Il libro di Munari e quello di Longoni sono in eccellenti condizioni; gli altri in ottimo stato, con normali occasionali segni del tempo, completi in ogni dettaglio.